William Howe

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William Howe
Mezzotinto del generale William Howe del 1777
Mezzotinto del generale William Howe del 1777
10 agosto 1729 - 12 luglio 1814
Nato a Inghilterra
Morto a Twickenham, Inghilterra
Luogo di sepoltura Twickenham
Dati militari
Paese servito Union flag 1606 (Kings Colors).svg Regno di Gran Bretagna
Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito
Forza armata BritishArmyFlag2.svg British Army
Anni di servizio 1746 - 1803
Grado generale
Guerre Guerra di successione austriaca
Guerra dei sette anni
Guerra di indipendenza americana
Guerre rivoluzionarie francesi
Campagne Campagna di Boston
Campagna di New York e del New Jersey
Campagna di Filadelfia
Battaglie Assedio di Louisburg
Battaglia delle Piane di Abraham
Cattura di Belle Île
Battaglia dell'Avana del 1762

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William Howe (10 agosto 1729Twickenham, 12 luglio 1814) 5° visconte Howe, comandante dell'esercito britannico durante la guerra di indipendenza americana, era il fratello di Richard Howe e George Howe, ucciso prima del 1758 nella battaglia di Carillon a Fort Ticonderoga..

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni e l'inizio della carriera[modifica | modifica sorgente]

William Howe nacque in Inghilterra, terzo e ultimo figlio di Emanuel Howe, II visconte Howe e di sua moglie Charlotte, figlia di Sophia von Kielmansegg, contessa di Leinster e Darlington, figlia illegittima di Giorgio I di Gran Bretagna.[1][2] Sua madre f regolarmente presente alla corte di Giorgio II e di Giorgio III.[2] Questo legame con la corona probabilmente fu alla base della fiorente carriera dei suoi tre figli, che comunque furono tutti anche valenti ufficiali.[3] Suo padre era un politico, che aveva prestato servizio come Governatore delle Barbados ove era morto nel 1735.[1] Il fratello maggiore di William fu il generale George Howe, che venne ucciso poco prima della Battaglia di Carillon del 1758 a Fort Ticonderoga. Altro suo fratello fu l'ammiraglio Richard Howe, che divenne uno dei principali comandanti navali britannici della sua epoca.[4]

Egli entrò nell'esercito britannico a 17 anni comprando la commissione ad ufficiale nel Duke of Cumberland's Regiment of Light Dragoons nel 1746. Egli prestò dunque servizio per due anni nelle Fiandre durante la Guerra di Successione austriaca. Dopo la guerra venne trasferito al 20th Regiment of Foot, ove conobbe e divenne amico di James Wolfe.[5]

La Guerra dei Sette anni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Bretagna nella Guerra dei Sette anni.

Durante la Guerra dei Sette anni, dapprima Howe prestò servizio in America ove fece molto per elevare la sua reputazione in società. Egli entrò nel 58th (Rutlandshire) Regiment of Foot nel febbraio del 1757, e venne promosso tenente colonnello nel dicembre di quell'anno.[6] Egli comandò un reggimento all'Assedio di Louisbourg nel 1758, guidando uno sbarco anfibio sotto il fuoco nemico. Quest'azione spiazzò i nemici permettendo a Wolfe di entrare in azione.[7]

Howe comandò un battaglione di fanteria leggera sotto il generale Wolfe durante l'Assedio di Quebec nel 1759. Fu presente alla Battaglia di Beaufort, e venne prescelto da Wolfe per guidare la risalita del fiume San Lorenzo verso le Piane di Abraham che portò poi alla vittoria britannica nella Battaglia delle Piane di Abraham il 13 settembre 1759.[5] Dopo aver trascorso l'inverno a difendere la città di Quebec,[6] il suo reggimento combatté nell'aprile del 1760 la Battaglia di Sainte-Foy, e guidò la brigata alla cattura di Montreal al comando di Jeffery Amherst prima di fare ritorno in Inghilterra. Howe guidò una brigata nel 1761 alla Presa di Belle Île, presso le coste francesi, ma otttenuta l'isola fallì per lui la speranza di divenirne governatore.[8] Come aiutante generale delle forze che catturarono l'Havana nel 1762, giocò un ruolo di rilievo nella schermaglia a Guanabacoa.[9]

Stampa d'epoca raffigurante la discesa degli inglesi dalle Piane di Abraham nel 1759

Nel 1758, Howe venne eletto membro del parlamento per Nottingham, succedendo alla sede lasciata vacante dalla morte di suo fratello George. La sua elezione venne assistita grazie all'influenza di sua madre[6] che vedeva nella politica l'opportunità di avanzarlo di grado anche militarmente.[10] Nel 1764 egli venne infatti promosso colonnello del 46th (South Devonshire) Regiment of Foot, e nel 1768 venne nominato vice governatore dell'Isola di Wight.[6] Non appena si manifestarono negli anni '70 del Settecento le prime tensioni tra Gran Bretagna e colonie, Howe continuò la sua ascesa militare, reputato uno dei migliori ufficiali d'esercito del suo tempo.[8] Nel 1772 venne promosso maggiore generale e nel 1774 introdusse un nuovo metodo di allenamento per le compagnie di fanteria leggera.[6]

In parlamento egli fu particolarmente favorevole alle colonie americane. Egli si oppose pubblicamente alla creazione di una legislazione per punire per le Tredici Colonie nota come Intolerable Acts, e nel 1774 assicurò alla sua circoscrizione elettorale che egli si sarebbe impegnato attivamente affinché gli inglesi non conquistassero l'America ma si limitassero a deterne delle colonie.[11] Egli riuscì sull'altro fronte a prepararsi in servizio per l'America come secondo in comado a Thomas Gage.[12] All'inizio del 1775, quando re Giorgio lo chiamò a servizio, egli accettò malgrado le sue posizioni sentendosi chiamato al dovere di soldato.[13] Egli salpò alla volta dell'America nel marzo del 1775, accompagnando i maggiori generali Henry Clinton e John Burgoyne.[14] Nel maggio del 1775 il suo incarico come colonnello venne trasferito al 23rd Fusiliers.[15]

La Guerra d'Indipendenza americana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra d'Indipendenza americana.

Howe giunse a Boston il 25 maggio 1775, avendo appreso lungo la rotta che la guerra era ormai scoppiata in campo aperto con gli scontri di Lexington e Concord nell'aprile precedente. Egli guidò dunque una forza di 4.000 uomini con 5.000 truppe di rinforzo al comando del generale Thomas Gage che assediò la città dopo queste battaglie.[14] Gage discusse i piani dell'assedio con Howe, Clinton e Burgoyne, giungendo a formulare un piano per colpire dapprima i territori circostanti la città e poi la città stessa dal 18 giugno di quell'anno.[16] Ad ogni modo i coloni seppero del piano e fortificarono le alture di Breed's Hill sulla penisola di Charlestown nella notte tra il 16 ed il 17 giugno,[17] forzando il comando inglese a ripensare alla propria strategia.

Bunker Hill e Boston[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Bunker Hill e Campagna di Boston.

Nel consiglio di guerra tenutosi il 17 giugno, i generali svilupparono un nuovo piano per l'assalto diretto alle fortificazioni coloniali e Gage diede a Howe il comando dell'operazione. Malgrado l'urgenza (i coloni stavano ancora lavorando alle fortificazioni al momento del consiglio), l'attacco, oggi noto col nome di Battaglia di Bunker Hill, non iniziò che nel pomeriggio.[18] Con Howe personalmente alla guida dell'ala destra dell'attacco, i primi due assalti vennero fermamente respinti dai coloni difensori. Il terzo assalto di Howe riuscì a raggiungere l'obiettivo, ma il costo in vite umane fu pesante.[19] Le perdite degli inglesi ammontarono a più di 1.000 uomini tra caduti e feriti.[20] Howe descrisse lo scontro come un "successo... raggiunto troppo presto".[21] Malgrado Howe avesse mostrato grande coraggio sul campo di battaglia, le sue tattiche vennero criticate dai più. Un subordinato scrisse che Howe aveva inoltre un'"assurda e distruttiva confidenza con la truppa".[21]

Rappresentazione della Battaglia di Bunker Hill ad opera di Percy Moran, 1909.

Anche se Howe non venne ferito in battaglia, essa ebbe un grande effetto sul suo spirito. Secondo lo storico inglese George Otto Trevelyan, la battaglia "esercitò una permanente e molto influente forza" su Howe specialmente sulle sue capacità militari.[22]

L'11 ottobre 1775 il generale Gage salpò alla volta dell'Inghilterra e Howe divenne Comandante in Capo del Nord America.[23] I vertici militari a Londra avevano pensato, con lo scoppio delle ostilità, di iniziare a pianificare grandi rinforzi alle truppe nel Nord America, prevedendo di abbandonare Boston e di stabilire nuove potenti basi a New York ed a Newport, Rhode Island nel tentativo di isolare la ribellione nella Nuova Inghilterra.[24] Quando nel novembre di quell'anno giunsero sul continente transoceanico le direttive dai vertici centrali, Howe optò per rimanere a Bosto per l'inverno ed iniziare la campagna nel 1776.[21] Come risultato, l'Assedio di Boston era rimasto in stallo. Howe non provò più a proporre grandi combattimenti contro la Continental Army, che era ormai passata alla guida del maggiore generale George Washington.[25] Egli pianificò comunque attentamente le restanti operazioni ed iniziò a stabilire una relazione con Elizabeth Lloyd Loring, moglie del lealista Joshua Loring, Jr. Loring apparentemente accondiscese a questa unione, e venne ricompensato da Howe con la posizione di commissario dei prigionieri.[26] Nel gennaio del 1776 il ruolo di Howe come comandante in capo venne cementato dalla sua promozione al grado di generale.[27]

L'assedio venne abbandonato nel marzo del 1776 quando il colonnello del Continental, Henry Knox, portò sul campo dell'artiglieria pesante da Fort Ticonderoga a Boston durante l'inverno, ed il generale Washington la utilizzò per fortificare le alture di Dorchester, proprio sopra Boston ed il suo porto.[28] Howe era pronto per pianificare le sue posizioni quando una tempesta di neve interferì nei suoi piani e per questo decise di ritirarsi definitivamente da Boston.[29] Il 17 marzo, le truppe inglesi ed i lealisti evacuarono la città e salparono alla volta di Halifax, in Nuova Scozia.[25]

La campagna di New York[modifica | modifica sorgente]

Mappa dell'epoca rappresentante i movimenti dell'esercito britannico nella contea di Westchester.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagne di New York e New Jersey.

Howe e le sue truppe iniziarono ad arrivare in periferia del porto di New York e sbarcarono incontrastati a Staten Island all'inizio di luglio di quell'anno.[30] Howe, i cui ordini da Lord Germain, ufficiale londinese responsabile della guerra, erano di evitare ogni possibile fonte di conflitto prima dell'arrivo di ulteriori rinforzi, rallentò le operazioni sino a metà agosto assieme al comandante militare, suo fratello Richard.[31][32] Questo ritardo diede poi prova di essere inadatto, dal momento che gli americani sfruttarono questo periodo di stallo per migliorare le fortificazioni a nord-ovest di Long Island (a Brooklyn) ed aumentare la milizia locale.[32] Dopo aver spostato gran parte della sua armata a sud-ovest di Long Island senza opposizioni, egli attaccò le posizioni americane il 27 agosto. In una manovra ben eseguita, una grande colonna guidata da Howe e Clinton passarono sul fianco sinistro degli americani, aggirandoli nei pressi di Brooklyn. Malrado l'urgenza di Clinton ed altri, Howe decise di evitare un assalto immediato di queste fortificazioni, ritenendo "che le truppe avessero fatto abbastanza per quel giorno."[33] Egli iniziò invece le operazioni di assedio, avanzando metodicamente contro gli americani.[34] Questa decisione permise al generale Washington di orchestrare un'operazione notturna di successo passando il fiume East nella notte tra il 29 ed il 30 agosto, aiutato dalla nebbia mattutina.[35] Lo storicon George Bilias annota che se Howe avesse attaccato le alture di Brooklyn, la cattura di metà dell'esercito di Washington, e forse anche di Washington stesso, sarebbero stati deterrenti sufficienti a fermare la ribellione dei coloni.[33] Some officers, notably General Clinton, were critical of Howe's decision not to storm the American works.[36] Howe venne comunque creato cavaliere dell'Ordine del Bagno per la riuscita dell'operazione su Long Island.[27]

Howe e suo fratelo Richard avevano, come parte delle loro istruzioni, ricevuto anche ruoli di commissari di pace, con limitata autorità per trattare coi ribelli. Dopo Long Island, i due tentarono una riconciliazione, inviando il prigioniero generale John Sullivan a Philadelphia con la proposta di una conferenza di pace. L'incontro che ne risultò, condotto dall'ammiraglio Howe, non ebbe esiti positivi. Gli Howe avevano come abbiamo detto ottenuto poteri limitati come rappresentanti, mentre i coloni americani richiedevano insistentemente che gli inglesi riconoscessero la dichiarazione recentemente approvata per l'indipendenza coloniale. Quest'ultima approvazione non rientrava nel ruolo di Hower e pertanto la conferenza fallì ed Howe continuò la sua campagna.[37] Egli dapprima sbarcò delle truppe a Manhattan il 15 settembre ed occupò la città di New York (che allora occupava solo la parte inferiore dell'attuale quartiere di Manhattan), ed il giorno successivo avanzò verso nord e le Harlem Heights.[38] Le truppe quindi si fermarono per circa un mese per consolidare il loro controllo su New York ed attendere rinforzi.[39] Durante questo periodo egli ordinò l'esecuzione di Nathan Hale per spionaggio, e si dovette confrontare con un grande incendio che colpì la città.[40] Egli tentò quindi di sbarcare nell'entroterra a Throgs Neck, fiancheggianto le posizioni di Washington sulle alture di Harlem. Ad ogni modo, le strette vie tra la spiaggia e l'entroterra erano ben difese, ed egli finì col ritirare le sue truppe.[41] Howe riuscì poi a far sbarcare delle truppe a Pell's Point nella contea di Westchester; Washington cercò di non venire fiancheggiato, ritirandosi presso le White Plains.[42] Howe forzò Washington a rimanere al di fuori dell'area di New York con la Battaglia di White Plains combattuta il 28 ottobre, e quindi rivolse la sa attenzione al consolidamento delle posizioni britanniche a Manhattan.[43] Nel novembre di quell'ano attaccò il rimanente del Continental Army nella Battaglia di Fort Washington, prendendo diverse centinaia di prigionieri.[44]

Howe si scontrò spesso con Henry Clinton, suo secondo in comando, su temi di strategia militare.

Washington si ritirò quindi verso il New Jersey, seguito dal'avanzada delle forze di Howe al comando di Charles Cornwallis.[45] A questo punto, Howe preparò le truppe al comando del generale Clinton ad imbarcarsi per occupare Newport, l'altro obbietivo principale del suo piano. Clinton propose che quelle truppe invece venissero sbarcate nel New Jersey, proprio di fronte a Staten Island o presso il fiume Delaware, intrappolando Washington e riuscendo persino così a catturare la sede del Congresso Continentale, Philadelphia.[46] Howe rifiutò queste proposte, imponendo per iscritto a Clinton ed al generale Hugh Percy, conte Percy, due alacri critici della sua strategia, di conquistare Newport.[47] Nel dicembre di quell'anno Howe si recò a Trenton, nel New Jersey, per dare disposizioni alle sue truppe per l'inverno. Washington si era ritirato con tutti i suoi uomini verso il Delaware, e Howe era ritornato a New York, credendo che la campagna fosse ormai terminata per la stagione.[48] Quando Washington attaccò i quartieri assiani a Trenton il 26 dicembre 1776, Howe chiese a Cornwallis di riformare l'esercito nel New Jersey e di occuparsi di Washington.[49] Cornwallis era frustrato in questo compito, ancor più dopo che Washington ottenne una seconda vittoria a Trenton ed una terza a Princeton. Howe richiamò l'esercito alle sue posizioni più vicine a New York per l'inverno.[50]

Howe venne criticato da molti contemporanei e storici per il fallimento nella sconfitta definitiva del Continental Army durante la campagna di New York. Molti ritennero che il suo sbarco nel Westchester sia stato un fallimento verso Washington, e che in realtà il vero obbiettivo doveva essere assicurarsi Manhattan, e non necessariamente sconfiggere Washington.[51] Ad ogni modo, lo storico George Billias osserva come la rigida aderenza di Howe ai suoi piani lo portò a commettere questi errori nelle azioni decisive della campagna.[52]

La campagna di Philadelphia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagna di Philadelphia.

Il 30 novembre 1776, non appena Washington si fu ritirato verso il New Jersey, Howe scrisse a Lord Germain i piani per la stagione militare del 1777. Egli propose di inviare 10.000 uomini a risalire il fiume Hudson per catturare Albany, in congiunzione con la spedizioen inviata a sud dalla Provincia di Quebec. Egli scrisse nuovamente a Lord Germain il 20 dicembre 1776 con una nuova proposta, più elaborata. Questi nuovi piani, oltre ad includere una pianificazione per la conquista del fiume Hudson, avevano anche il pregio di mostrare operazioni dalla base di Newport, ed una spedizione per catturare Philadelphia. Quest'ultimo punto era molto intrigante per Howe dal momento che Washington si trovava poco a nord della città: Howe scrisse che egli era stato "persuaso che il Principal Army avrebbe agito bene [controt Philadelphia], dove il capo nemico rafforzava le difese."[53] Lord Germain sapeva che questo piano era stato particolarmente "ben gestato", ma la richiesta di Howe in quantitù di soldati era superiore rispetto a quanto potesse fornire il governo inglese.[54] Dopo un ritorno nel New Jersey, Howe a metà gennaio del 1777 propose le operazioni contro Philadelphia includendo anche una spedizione marittima, pensando che questo avrebbe portato ad una vittoria decisiva contro il Continental Army.[55] Il piano venne portato avanti e già nell'aprile di quell'anno l'armata di Howe stava costruendo dei ponti; Washington, alloggiava nel suo quartiere invernale di Morristown, nel New Jersey, pensando di potersi servire del fiume Delaware eventualmente.[56] Ad ogni modo, da metà maggio Howe iniziò ad abbandonare l'idea della spedizione: "Ho proposto di invadere la Pennsylvania dal mare... dovremmo probabilmente abbandonare il New Jersey."[57]

Quando la stagione della campagna militare si aprì nel maggio del 1777, il generale Washington mosse gran parte del suo esercito dal suo quartiere invernale di Morristown verso una posizione più fortificata presso i Monti Watchung.[58] Nel giugno del 1777, Howe iniziò una serie di mosse nel New Jersey, apparentemente nel tentativo di portare Washington ed il suo esercito al di fuori di quei territori per un combattimento più favorevole.[59] I motivi di quest'ultima strategia sono ancora oggi a noi sconosciuti; lo storico John Buchanan suggerisce che Howe fosse determinato a sconfiggere definitivamente Washington, scrivendo che "lo spostamento di Washington nella sua posizione aveva stimolato l'appetito di Howe per azioni di maggior rilievo, e se tutto fosse andato per il verso giusto, egli sarebbe infine riuscito a portare avanti i suoi progetti per l'anno successivo: la distruzione del Continental Army",[60] ma il vero obbiettivo di Howe in quella campagna era la conquista di Philadelphia.[61] Un maggiore britannico scrisse che "il rapporto che circolava su quelle forze è che fosse necessario marciare da Hilsborough per offrir battaglia a Washington."[62] Americani come Henry Knox erano perplessi sull'andamento delle azioni ma concluse che fosse suo proposito "sarà difficile che [gli inglesi] si fermeranno dopo aver percorso appena nove miglia... Nel corso di un giorno o due [noi] scopriremo che loro... si sono mossi dalle loro posizioni con l'intento di distruggerci."[62]

Quando Washington fallì nell'abboccare all'esca, Howe ritirò le proprie truppe a Perth Amboy, incalzato dal colonnello Daniel Morgan coi suoi Morgan's Riflemen (i quali usavano armi più potenti per i loro combattimenti). Washington si mosse verso una posizione più esposta, apprendendo che Howe stava imbarcando il suo esercito su navi appoggio. Howe lanciò dunque un ultimo attacco mosso a tagliare la ritirata di Washington. Questo tentativo venne seguito dalla Battaglia di Short Hills, che diede a Washington il tempo di ritirarsi verso una posizione più sicura. Howe riuscì ad imbarcare il suo esercito ed a salpare a sud con la flotta del fratello. Howe mantenne una grande segretezza sulla direzione della flotta.[63]

La campagna di Howe verso Philadelphia iniziò con uno sbarco anfibio a Head of Elk, nel Maryland, a sud-ovest della città alla fine di agosto di quell'anno. Anche se Howe avrebbe preferito sbarcare presso il fiume Delaware sotto Philadelphia, la presenza di difese ben preparate lo dissuase da quest'idea, e la flotta trascorse l'intero mese in mare per raggiungere Head of Elk.[64] L'esercito di Howe lasciò Head of Elk il 3 settembre 1777 e si portò contro la fanteria leggera americana a Cooch's Bridge. L'11 settembre 1777, l'esercito di Howe incontrò Washington presso Chadds Ford lungo Brandywine Creek nella Battaglia di Brandywine. Howe stabilì il proprio guartier generale a Gilpin Homestead, ove rimase sino alla mattina del 16 settembre.[65] Nella ripresa degli scontri, Howe ancora una volta fiancheggiò le posizioni del Continental Army e forzò Washington a ritirarsi dopo aver inflitto pesanti perdite agli inglesi.[66]

Dopo due settimane di manovre e combattimenti (tra cui la Battaglia delle Nuvole, la Battaglia di Paoli ed uno scontro a Valley Forge ove Alexander Hamilton fu quasi sul punto di arrendersi ai nemici), Howe entrò trionfante in città il 26 settembre.[67] Gli inglesi entrati in città si aspettavano un'accoglienza migliore, invece incontrarono prevalentemente donne, bambini e case abbandonate.[68] Malgrado il miglior tentativo di Howe di minimizzare il saccheggio compiuto dal suo esercito, quest'attività fu estremamente negativa nei confronti del supporto popolare agli inglesi.[69]

Una settimana dopo che Howe era entrato a Philadelphia, il 4 ottobre, Washington portò avanti un attacco alla guarnigione britannica di Germantown. Egli vinse alcuni scontri prima di essere repulso dalla città per l'arrivo di ulteriori rinforzi britannici.[70] Questo fatto ad ogni modo costrinse Howe a ritirare le sue truppe più vicino alla città. Fu alla fine di novembre che si ebbe l'ulimo scontro nell'attacco a Fort Mercer da parte di una divisone assiana.[71]

L'impatto della campagna di Burgoyne[modifica | modifica sorgente]

La President's House a Philadelphia. Howe rese quest'abitazione, la residenza Masters-Penn, suo quartier generale duranre l'occupazione britannica di Philadelphia nel 1777–78. Successivamente essa divenne residenza presidenziale per George Washington e John Adams, 1790–1800.

In concomitanza con la campagna di Howe, il generale Burgoyne aveva portato avanti la sua spedizione da Montreal per prendere Albany.[72] L'avanzata di Burgoyne venne fermata nella Battaglia di Saratoga tra settembre e ottobre ed egli dovette arrendersi col suo esercito il 17 ottobre di quell'anno. La resa di Burgoyne, assieme alla quasi sconfitta di Howe presso Germantown, alterò drammaticamente il bilancio strategico del conflitto.[73][74] Il supporto del Congresso Continentale all'armata di Washington, dopo l'occupazione di Philadelphia per opera di Howe, si rafforzò, e la vittoria incoraggiò la Francia ad entrare in guerra contro l'Inghilterra.[75] La sconfitta di Burgoyne inoltre indebolì notevolmente il governo britannico di Lord North in madrepatria.[76]

Burgoyne aveva compiuto la sua avanzata sicuro poi del supporto che avrebbe ottenuto ad Albany da parte di Howe con nuove truppe.[72] Burgoyne però non poteva sapere che anche Howe si sarebbe trovato in difficoltà ed inoltre i piani erano stati mal comunicati tra i comandanti. Alcuni storici hanno invece suggerito che Howe abbia fallito nel seguire le istruzioni ed essenzialmente abbandonò l'esercito di Burgoyne al suo destino, mentre altri suggeriscono che lo stesso Burgoyne avesse male interpretato i piani prestabiliti.[77]

La decisione di Howe di focalizzare la sua attività con la spedizione a Philadelphia era stata motivata da una volontà di competere col generale Burgoyne, al quale era stato dato il comando delle forze a nord malgrado Howe avesse inizialmente destinato a tale posizione il generale Clinton.[78] John Alden nota che forte era la gelosia tra i comandanti britannici, scrivendo: "È come se quello [Howe] fosse geloso di Burgoyne dal momento che lo stesso Burgoyne era un generale militare nella zona come lui."[79] Dell stesso parere è anche lo storico Don Higginbotham che conclude che nella visione di Howe "La campagna del nord dovesse essere l'unico punto forte di Burgoyne e quello dovesse rimanere l'unico. Riguardo all'esercito guidato da Burgoyne, Howe si sarebbe limitato a fare semplicemente quando richiestogli (virtualmente nulla)."[80]

Howe stesso scrisse a Burgoyne il 17 luglio del suo obbiettivo di marcare stretto Washington: "La mia attenzione è rivolta alla Pennsylvania, dove mi aspetto di incontrare Washington, ma se al contrario deciderà di spostarsi a nord al contrario delle mie aspettative, e voi lo terrete lontano dalla baia, assicuratevi che io possa rimanere presso di lui per riprendervi". Questo suggerisce come Howe intendesse seguire Washington se si fosse portato a nord per assistere nelle difese dell'Hudson.[81] Howe, invece, salpà da New York il 23 luglio.[82] On August 30, shortly after his arrival at Head of Elk, Howe wrote to Germain that he would be unable to assist Burgoyne, ottenne il supporto di alcuni lealisti nell'area di Philadelphia.[83] Una piccola forza inviata a nord da New York dal generale Clinton all'inizio di ottobre in quell'anno non fu comunque in grado di assistere Burgoyne.[84]

Le dimissioni[modifica | modifica sorgente]

Simbolo allegorico sui biglietti d'ingresso alla grande festa della Mischianza

Nell'ottobre del 1777 Howe inviò una lettera di dimissioni a Londra, rimpiangendo di non essere stato adeguatamente supportato nei suoi anni di campagna.[6] Nell'aprile del 1778 le sue dimissioni vennero ufficialmente accettate dal governo britannico. Si tenne per in occasione della partenza del generale il 18 maggio successivo una grande festa conosciuta col nome di "Mischianza". Organizzata dai suoi aiutanti John André e Oliver De Lancey Jr., la festa comprendeva una grande parata militare, fuochi d'artificio e danze sino al tramonto.[85] Washington, sapendo che gli inglesi stavano pianificando l'evacuazione di Philadelphia, inviò il marchese di Lafayette con una piccola forza al party notturno per determinare i movimenti degli inglesi. Questo movimento venne notato da Howe che ordinò ad una sua collonna di intrappolare il marchese. Nella Battaglia di Barren Hill, Lafayette fuggì dalla trappola con perdite minime.[86]

Il 24 maggio, il giorno in cui Howe salpò alla volta dell'Inghilterra, il generale Clinton ottenne l'incarico di Comandante in Capo per il Nord America ed iniziò i preparativi per una marcia verso New York.[87] Howe giunse in Inghilterra il 1 luglio di quell'anno,[88] dove col fratello dovette scontrarsi con la censura per le loro azioni in Nord America. Le dimissioni sia di William che di suo fratello Richard furono probabilmente dovute anche al desiderio di tornare a casa per rivendicare la loro condotta durante la campagna mentre già giravano voci di fellonìa che li riguardavano.[89] Nel 1779 Howe e suo fratello chiesero l'intervento del parlamento per un'indagine sulle loro azioni che rivelò come nessun atto poteva essere imputato di male ai due comandanti.[6] Per la natura inconcludente delle indagini, la stampa ed anonimi pamphlets continuarono ad attaccare gli Howe e solo nel 1780 il lealista Joseph Galloway scrisse una risposta in loro difesa.[90]

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1780 non venne rieletto alla Camera dei Comuni.[91] Nel 1782 venne nominato Tenente generale dell'Ordinanza e nominato Consigliere Privato. Il suo colonnellato venne trasferito dal 23rd Fusiliers al 19th Light Dragoons nel 1786.[92] Egli riprese alcuni compiti nel 1789, quando scoppiò una crisi con la Spagna per la contesa di alcuni territori coloniali in Nord America. La crisi venne risolta ed Howe non vide più azioni sino al 1793, quando le Guerre rivoluzionarie francesi coinvolsero la Gran Bretagna. Egli venne promosso generale nel 1793 e comandò diversi avamposti di difesa della Gran Bretagna sino al 1795.[6] In quell'anno venne nominato governatore di Berwick-on-Tweed.[91]

Quando suo fratello Richard morì nel 1799 senza eredi maschi, Howe ereditò i titoli irlandesi della sua casata divenendo il V Visconte Howe e barone Clenawly.[93] Nel 1803 egli diede le dimissioni da Tenente generale dell'Ordinanza, a causa della salute che andava degenerando. Nel 1805 venne nominato governatore di Plymouth, e morì a Twickenham nel 1814 dopo una lunga malattia. Nel 1765 Howe si era sposato con Frances Connolly, ma il matrimonio non aveva avuto eredi ed il titolo si estinse con la sua morte.[6] Sua moglie gli sopravvisse di altri tre anni; entrambi sono sepolti a Twickenham.[94]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Bagno

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Alden (1989), p. 222
  2. ^ a b Fischer, p. 67
  3. ^ Gruber, pp. 45–47
  4. ^ Alden (1989), p. 223
  5. ^ a b Billias, p. 43
  6. ^ a b c d e f g h i Template:DNB Cite
  7. ^ Leckie, p. 145
  8. ^ a b Gruber, p. 56
  9. ^ Pocock, p. 208
  10. ^ Billias, p. 44
  11. ^ Fischer, pp. 70–71
  12. ^ Gruber, p. 58
  13. ^ Billias, p. 45
  14. ^ a b Ketchum (1999), p. 2
  15. ^ Mainwaring, p. 346
  16. ^ Ketchum (1999), p. 46
  17. ^ Ketchum (1999), pp. 110–111
  18. ^ Willcox, p. 48
  19. ^ Ketchum (1999), pp. 151–183
  20. ^ Brooks, p. 237
  21. ^ a b c Billias, p. 47
  22. ^ Trevelyan, p. 1:338
  23. ^ Ketchum (1999), p. 213
  24. ^ Gruber, p. 82
  25. ^ a b Billias, p. 48
  26. ^ Fischer, p. 72
  27. ^ a b Hadden, p. 375
  28. ^ Ketchum (1999), pp. 214–217
  29. ^ Ketchum (1999), p. 218
  30. ^ Fischer, p. 32
  31. ^ Gruber, p. 84
  32. ^ a b Billias, p. 51
  33. ^ a b Billias, p. 53
  34. ^ Fischer, p. 99
  35. ^ Fischer, pp. 100–101
  36. ^ Gruber, p. 114
  37. ^ Gruber, pp. 116–119
  38. ^ Leckie, pp. 277–278
  39. ^ Gruber, p. 127
  40. ^ Fischer, pp. 106–108
  41. ^ Gruber, pp. 129–131
  42. ^ Gruber, pp. 131–132
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Paggio d'Onore Successore Union flag 1606 (Kings Colors).svg
Bluett Wallop 17441747 George West
Predecessore Deputato al parlamento di Gran Bretagna per Nottingham Successore Union flag 1606 (Kings Colors).svg
George Howe, III visconte Howe
Sir Willoughby Aston, V baronetto
1758-1780
con Sir Willoughby Aston, V baronetto (1758–1761)
con John Plumptre (1761-1774)
con Sir Charles Sedley (1774–1778)
con Abel Smith (1778–1779)
con Robert Smith (1779–1780)
Robert Smith
Daniel Parker Coke
Predecessore Colonnello del 46th Regiment of Foot Successore BritishArmyFlag2.svg
Thomas Murray 1764-1775 John Vaughan
Predecessore Colonnello del 23rd Regiment of Foot Successore BritishArmyFlag2.svg
George Boscawen 1775-1786 Richard Grenville
Predecessore Comandante in Capo per il Nord America Successore BritishArmyFlag2.svg
Thomas Gage 1775-1778 Henry Clinton
Predecessore Tenente generale dell'Ordinanza Successore BritishArmyFlag2.svg
Jeffery Amherst, lord Amherst 1782-1804 Sir Thomas Trigge
Predecessore Colonnello del 19th Regiment of (Light) Dragoons Successore BritishArmyFlag2.svg
Sir John Burgoyne, VII baronetto 1786-1814 Sir William Payne-Gallwey, I baronetto
Predecessore Governatore di Berwick-upon-Tweed Successore BritishArmyFlag2.svg
John Vaughan 1795-1808 Banastre Tarleton
Predecessore Governatore di Plymouth Successore BritishArmyFlag2.svg
Gerard Lake, I visconte Lake 1808-1814 Charles Lennox, IV duca di Richmond
Predecessore Visconte Howe Successore St Patrick's saltire.svg
Richard Howe, IV visconte Howe 1799-1814 Titolo estinto

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