Rivolta irlandese del 1798

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Rivolta irlandese del 1798
Dipinto raffigurante la battaglia di Vinegar Hill del pittore George Cruikshank (1792-1878)
Dipinto raffigurante la battaglia di Vinegar Hill del pittore George Cruikshank (1792-1878)
Data 22 maggio - 23 settembre 1798
Luogo Irlanda
Esito Sconfitta dei rivoltosi, emanazione dell'Atto di Unione del 1800.
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
50.000
1.100 truppe regolari francesi
25.000 Yeomen
40.000 miliziani
30.000 regolari britannici
1.000 mercenari dall'Assia
Perdite
15.000 - 30.000 morti tra soldati e civili 2.000 soldati e 1.000 civili lealisti
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La Rivolta irlandese del 1798 (in lingua irlandese Éirí Amach 1798) fu una ribellione durata diversi mesi, contro il dominio dei protestanti nel Regno d'Irlanda rappresentato dal sovrano Giorgio III del Regno Unito. La rivolta fu guidata da un gruppo di rivoluzionari di ispirazione repubblicana, la Society of United Irishmen, influenzati fortemente dagli avvenimenti e dai fermenti culturali della Rivoluzione americana e di quella francese.

Retroscena[modifica | modifica wikitesto]

A seguito delle guerre giacobite, l'Irlanda finì sotto il controllo della classe sociale e politica denominata dagli storici Protestant Ascendancy (o semplicemente Ascendancy), composta in gran parte da un ristretto gruppo di latifondisti e rappresentanti dell'alto clero fedeli alla Corona britannica. Lo strumento più potente ed efficace di dominio dell'Ascendancy erano le leggi penali irlandesi, ovvero una serie di norme giuridiche che discriminavano la religione cattolica e le altre professioni protestanti dissidenti nei confronti del dominio britannico. Dalla fine del XVIII secolo si formò in seno alla classe dominante un'ala liberale il cui obiettivo fu una coalizione con la popolazione di religione cattolica per ottenere una maggiore indipendenza dal dominio inglese. L'ostacolo più grande da abbattere era, per questi liberali, l'eliminazione di quelle norme che non consentivano il diritto di voto a coloro che non possedevano sufficienti proprietà terriere, fossero essi cattolici o protestanti.

Quando la Francia si alleò con i coloni statunitensi per sostenere la loro rivoluzione contro gli inglesi, gran parte delle truppe regolari britanniche vennero trasferite dal suolo irlandese per essere distaccate verso altre destinazioni. Per scongiurare la possibile minaccia di un'invasione francese dell'Irlanda, nacquero a Belfast gli Irish Volunteers, una nuova milizia composta da volontari irlandesi con lo scopo di presidiare il territorio nazionale da possibili incursioni francesi. Questa nuova formazione militare assunse un certo potere contrattuale nei confronti della corona inglese, al punto da riuscire ad ottenere una maggiore autonomia politica soprattutto nelle funzioni del Parlamento locale. Grazie all'Irish Patriot Party guidato da Henry Grattan, nel 1793 il Parlamento irlandese votò una legge che consentiva il diritto di voto agli irlandesi di religione cattolica, che non potevano però essere eletti né ricoprire pubblici uffici. Questo processo di affrancamento dal giogo britannico si accelerò notevolmente a seguito delle scoppio della rivoluzione francese.

La Society of United Irishmen[modifica | modifica wikitesto]

Disegno dell'emblema della Society of United Irishmen.

Le prospettive di una nuova ondata di riforme ispirarono un nuovo movimento liberale composto da protestanti, formatosi a Belfast e che diede vita alla Society of United Irishmen, fondata nel 1791. La nuova organizzazione politica iniziò ad accogliere al suo interno rappresentanti di diverse religioni, compresi i cattolici, i presbiteriani, i metodisti ed altri gruppi dissidenti protestanti, oltre a diversi rappresentanti dell'Ascendancy. Tra i principali obiettivi della Society vi era l'emancipazione politica dei cattolici, la fine del dominio dei latifondisti, e la totale indipendenza dell'Irlanda. Queste istanze non furono ben viste né dal Parlamento irlandese né dal governo inglese che, come risposta, vietò per legge le pubbliche assemblee e dichiarò fuorilegge la Society of United Irishmen. La nuova associazione politica divenne clandestina ma non arrestò affatto le sue attività, continuando a reclutare sempre nuovi affiliati. A partire dal 1793 e con lo scoppio del conflitto con la Francia rivoluzionaria, la Society of United Irishmen iniziò a propendere sempre per l'insurrezione armata, appoggiata dai francesi. L'idea di una insurrezione armata contro l'Inghilterra attrasse molti nuovi adepti, soprattutto tra la popolazione più umile e tra i cattolici, raggiungendo la cifra di almeno 100.000 aderenti nel 1797. Tuttavia le prime iniziative concrete fatte da Wolfe Tone per raccogliere consensi alla ribellione armata in America e in Europa raccolsero scarsi risultati, Fu così che i leader del movimento, primo fra tutti, realizzarono, a dispetto della loro forza numerica, di postoporre l'insurrezione fino a quando non fosse stato possibile avere aiuto diretto da contingenti francesi sbarcati sul suolo irlandese.

Il fallimento della spedizione francese[modifica | modifica wikitesto]

Per accogliere le richieste dei ribelli irlandesi, la Francia rivoluzionaria inviò nel 1796 una spedizione di circa 15.000 soldati regolari comandati dal generale Lazare Hoche e dallo stesso Wolfe Tone. La Expédition d'Irlande approdò lungo la baia di Bantry nel dicembre 1796 dopo aver eluso i pattugliamenti della Royal Navy. Tuttavia, a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli e dell'eccessiva incapacità decisionale dei suoi comandanti, la flotta di 43 navi francesi fece ritorno in Francia senza nemmeno tentare lo sbarco. Una volta tornati in Francia, il convoglio venne smembrato e riassegnato ad altri teatri delle guerre rivoluzionarie francesi.

La campagna di repressione[modifica | modifica wikitesto]

Come reazione a questo tentativo di invasione e di rivolta, il governo britannico, che aveva istituito una fitta ed efficiente rete di spie con quartier generale al Castello di Dublino, ed era quindi ben informata su tutti i movimenti e le iniziative dei rivoltosi. Il 2 marzo 1797 venne indetta la legge marziale, grazie alla quale si perpetrarono arresti, rastrellamenti, torture e perquisizioni di massa creando nella popolazione un pesante clima di terrore e risentimento. Il governo britannico fu inoltre molto abile a fomentare la divisione interna tra cattolici e protestanti, fomentandola ed incoraggiando per questo, nel 1795, la nascita del movimento degli Orangisti, ovvero una confraternita protestante fedele alla Casa d'Orange-Nassau. Il 17 maggio 1797 gli inglesi costrinsero a chiudere il giornale della Northern Star, il giornale ufficiale della Society of United Irishmen. Nonostante i leader del movimento fossero stati arrestati, ciò che restò dei ribelli in clandestinità decise che la rivolta sarebbe in ogni caso scoppiata, fissando la data al 23 maggio 1798.

Lo scoppio della rivolta[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto iniziale prevedeva la presa di Dublino e delle località circostanti, con lo scopo di impedire che la locale guarnigione inglese potesse ricevere aiuti dall'esterno. A questo assalto principale sarebbero seguiti altri attacchi in tutta l'Irlanda ai vari presidi militari inglesi. Come segnale d'inizio della rivolta fu stabilito di assalire tutte le carrozze postali provenienti da Dublino. Nella notte tra il 23 e il 24 maggio, tuttavia, i gruppi di rivoltosi radunatisi per assalire le carrozze vennero in gran parte arrestati dai governativi che erano stati messi al corrente dell'operazione dai loro informatori. Come conseguenza di ciò la rivolta a Dublino fallì, mentre i rivoltosi nel resto del circondario si sollevarono come accordato, diffondendo così la rivolta in tutto il territorio irlandese. Tuttavia gran parte dei focolai di rivolta furono debellati dagli inglesi, nelle contee di Kildare, Carlow, Wicklow e Meath, ma quando ormai, assicurata la capitale, tutto sembrava ormai compiuto, giunsero notizie di una pesante vittoria dei ribelli ad Oulart nella contea di Wexford. Rincuorati da questo primo successo, e a dispetto della totale catastrofe, nel nord-ovest (soprattutto nelle contee di Antirm e Down) vi furono altri successi dei ribelli. Il 29 maggio, sotto il comando di Padre John Murphy di Boolavogue, un sacerdote ribellatosi al suo vescovo lealista, i ribelli di Wexford conquistarono prima la cittadina di Enniscorthy e si diressero verso la capitale della contea, che fu conquistata dopo essere stata abbandonata dai suoi difensori.


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