Caterina Boratto

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Caterina Boratto, fotografata da Angelo Frontoni nel suo appartamento a Roma negli anni '80

Caterina Boratto (Torino, 15 marzo 1915Roma, 14 settembre 2010) è stata un'attrice italiana attiva soprattutto nel cinema a partire dagli anni trenta.

Indice

[modifica] Biografia

Dopo aver frequentato il liceo musicale, su segnalazione dell'attrice teatrale Evelina Paoli, venne scritturata per la parte di protagonista femminile del film Vivere! di Guido Brignone nel 1936 a fianco del celebre e allora popolarissimo tenore Tito Schipa che non contraccambiato si innamorò di lei.

Sempre accanto a Schipa interpretò Chi è più felice di me? nel 1938 e nello stesso anno venne chiamtata da Gennaro Righelli per recitare accanto a Vittorio De Sica nel film Hanno rapito un uomo, una commedia dove l'attrice impersonava una frivola principessa russa. Apparentemente altera e distaccata, ma in realtà timida e sognante, si distingueva già allora per uno spiccato talento nella recitazione e una innegabile bellezza radiosa e matura.

Grazie all'interpretazione e al successo di Vivere! divenne improvvisamente famosa, anche oltreoceano, tanto che la prestigiosa Metro Goldwyn Mayer che aveva distribuito il film le offerse un contratto settennale, ma che non riuscì ad adempiere a causa delle vicende di guerra che la constrinsero a rientrare in Italia anticipatamente, prima ancora d'esordire in alcun ruolo.

Nel periodo di guerra la sua storia sembra quella di un'eroina di un romanzo rosa: si innamorò d'un eroe di guerra, il conte Guidi di Romena, che morì in un incidente aereo durante il conflitto, sullo sfondo di una Torino bombardata pesantemente.

Ancora al cinema con Campo de' Fiori del 1943, dove incontrò sul set Aldo Fabrizi, Peppino De Filippo, il regista Mario Bonnarde un giovane Federico Fellini, allora sceneggiatore alle prime armi.

Il suo rientro al cinema fu con film soprattutto melodrammatici, fra i quali Romanzo di un giovane povero del 1942, dove conobbe Amedeo Nazzari. La tragedia riaffiorò nella sua vita nel 1943, con un fratello partigiano e un altro ucciso nell'eccidio di Cefalonia.

Rivide e sposò nel 1944 un amico d'infanzia, Armando Ceratto, proprietario della Clinica Sanatrix, dove uno dei padiglioni era sotto l'egida dell'Ordine di Malta. In un clima da guerra civile presso la Sanatrix trovarono rifugio persone di opposte fazioni, tra questa anche l'Ing. Vittorio Valletta.

Nel 1959 tornò a Roma con i due figli Marina e Paolo, e rivide Federico Fellini che le propose emblematici ruoli in del 1963 e Giulietta degli spiriti del 1965.

Altre importanti esperienze cinematografiche sono Io, io, io... e gli altri (1965) di Alessandro Blasetti con Franca Valeri, Ardenne '44: un inferno (Castle Keep) (1969) di Sydney Pollack e il controverso Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini.

Negli ultimi anni ampliò le sue esperienze dedicandosi all'operetta (La principessa della Ciarda), il teatro pirandelliano con Peppino Patroni Griffi e la fiction televisiva (Anna Karenina, sceneggiato televisivo del 1974 diretto da Sandro Bolchi, e Villa Arzilla, interpretato nei primi anni novanta sotto la regia di Gigi Proietti).

Morì a Roma novantacinquenne.

[modifica] Filmografia

[modifica] Televisione

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • Le teche Rai, la prosa televisiva dal 1954 al 2008.
  • Roberto Chiti/Enrico Lancia/Andrea Orbiccianti/Roberto Poppi: Dizionario des Cinema Italiano. Le Attrici., S. 42/43 Gremese Editore 1999. ISBN 88-7742-342-0
  • Paolo Ceratto, My mother's mother image, Paper presentato nel marzo 2007 alla 38th Annual Northeast Modern Language Association Convention in Baltimore, Mariland

[modifica] Collegamenti esterni

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