Castello di Santo Stefano d'Aveto
| Castello di Santo Stefano d'Aveto
Castelli della Val d'Aveto
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|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | Feudi imperiali |
| Stato attuale | |
| Regione | |
| Città | Santo Stefano d'Aveto |
| Coordinate | 44°32′52.08″N 9°27′06.73″E / 44.5478°N 9.4518694°ECoordinate: 44°32′52.08″N 9°27′06.73″E / 44.5478°N 9.4518694°E |
| Informazioni generali | |
| Tipo | castello-fortezza-residenza nobiliare |
| Utilizzatore | Signoria dei Malaspina Signoria dei Fieschi Signoria dei Doria Repubblica Ligure Regno di Sardegna Regno d'Italia Comune di Santo Stefano d'Aveto |
| Primo proprietario | Signoria dei Malaspina |
| Funzione strategica | Protezione del borgo di Santo Stefano d'Aveto e residenza nobiliare delle varia famiglie feudali |
| Termine funzione strategica | 1797 |
| Inizio costruzione | anteriormente al XII secolo |
| Termine costruzione | XVI secolo |
| Condizione attuale | in buono stato di conservazione |
| Proprietario attuale | Comune di Santo Stefano d'Aveto |
| Visitabile | sì |
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Il castello Malaspina-Doria è un edificio religioso sito in piazza del Popolo a Santo Stefano d'Aveto, nella val d'Aveto in provincia di Genova.
La sua struttura è considerata una delle più interessanti opere difensive della provincia genovese e della Liguria. Il castello è collocato al centro dell'ampia conca alle pendici del monte Maggiorasca, visibile sullo sfondo del castello, e circondato quasi interamente da prati e poco distante dall'odierno centro abitato di Santo Stefano.
Indice |
Storia [modifica]
La sua posizione fu scelta poiché ritenuta strategica, difatti da tale postazione si potevano controllare le strade che salivano dai valichi appenninici verso la regione dell'Emilia. Secondo alcune fonti storiche la fortezza risalirebbe ancor prima del XII secolo e viene citato per la prima volta in un atto di cessione del 1164; in tale documento storico l'imperatore Federico Barbarossa decise la cessione del feudo di Santo Stefano e del relativo castello alla famiglia nobiliare dei Malaspina, già signori della Lunigiana e di altri feudi del levante ligure.
La fortezza verrà venduta nel 1495 al nobile e conte di Lavagna Giannetto Fieschi e in seguito ceduto nel 1547 da Carlo V di Francia all'ammiraglio di Oneglia Andrea Doria. Il castello rimarrà pertanto possedimento nobiliare della famiglia Doria, che assumerà in seguito la denominazione di Fieschi Doria e ancora Doria Pamphili, fino alla soppressione dei Feudi Imperiali nel 1797 per volere di Napoleone Bonaparte.
Le più importanti e significative modifiche alla struttura si verificarono nel XVI secolo quando divenne un'importante centro di controllo per le vie verso la Pianura Padana.
Oggi la fortezza, utilizzata per manifestazioni culturali, è divenuta proprietà del Comune di Santo Stefano d'Aveto che recentemente ha sottoposto, e sta sottoponendo tuttora, ad un delicato restauro conservativo l'intera area del castello.
Struttura [modifica]
Il castello si presenta a forma di pentagono irregolare recante su quattro vertici, dei cinque in totale, stretti bastioni a fianchi rientranti a forma di cuneo. Per entrare al suo interno anticamente si ricorreva a ponti mobili e oggi si presenta come un pendio che saliva dalla porta di accesso verso gli spalti retrostanti. Al centro è rimasta intatta la piccola piazza d'armi lungo la quale erano allineati i diversi vani, collegati tra loro tramite ballatoi impostati su colonne.
Durante la fase di sgombero delle macerie, nei vari interventi di recupero, sono stati rinvenute tracce dell'antica costruzione medievale non demolite durante il rinnovamento del XVI secolo. Tali scoperte hanno permesso agli storici di ricostruire storicamente e architettonicamente le varie fasi di costruzione e relative modifiche della struttura; secondo alcuni studi la struttura nacque dapprima come semplice castello o dimora nobiliare e solo in seguito fu bastionata diventando una vera e propria fortezza difensiva. Le mura e le torri furono infatti maggiormente ampliate con nuovi bastioni garantendo così una maggiore resistenza ai colpi di artiglieria.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Approfondimenti sul castello
- Valdaveto.net > Il castello di Santo Stefano d'Aveto rovinato dai gendarmi della gabella nell'anno 1803
- Valdaveto.net > Castello di Santo Stefano d'Aveto: inventario d'arme e di altre cose redatto da Pompeo Merenco il 9 giugno 1592