Castello di San Pietro in Cerro

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Castello di San Pietro in Cerro
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Città San Pietro in Cerro
Coordinate 45°01′00″N 9°57′00″E / 45.016667°N 9.95°E45.016667; 9.95Coordinate: 45°01′00″N 9°57′00″E / 45.016667°N 9.95°E45.016667; 9.95
Informazioni generali
Tipo Castello medievale - rinascimentale
Primo proprietario Bartolomeo Barattieri
Inizio costruzione 1460
Materiale Laterizio
Condizione attuale Ottima
Visitabile la domenica e i festivi da marzo a ottobre
Sito web http://www.castellodisanpietro.it/

Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967

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II castello di San Pietro in Cerro è un complesso fortificato che si trova nell'omonimo comune, in provincia di Piacenza. Posto in pianura nella campagna della bassa val d'Arda in posizione equidistante dalle città di Piacenza e Cremona. Fa parte del circuito Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La data di costruzione, il 1491, è testimoniata dalla epigrafe in pietra posta nel cortile, probabilmente edificato sui resti di uno più antico del XIII secolo testimoniato dalle tracce di un fossato e un rivellino; la località era un avamposto piacentino contro le scorrerie dei cremonesi. Fu costruito da Bartolomeo Barattieri, figlio di Francesco studioso del diritto e ambasciatore, che acquistò il feudo nel 1446 da Bianca Maria Visconti, vedova di Francesco Sforza. La famiglia Barattieri, che risiedeva a Piacenza, mantenne il possesso del castello, usato come residenza di campagna, per quasi cinquecento anni.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Costruito interamente in laterizio ha pianta quadrangolare con cortile interno, ingentilito da un doppio loggiato quattrocentesco. Due snelle torrette cilindriche sporgono dagli spigoli del lato nord, l'ingresso è protetto dal mastio che porta i segni delle bolzoni del ponte levatoio ed è aperto verso sud, preceduto da un viale alberato. Particolare è la chiusura con ventiere, sportelli in legno basculanti, delle aperture della fascia superiore delle mura. Il fatto di non essere la residenza principale ha fatto sì che il castello sia arrivato ai nostri giorni ben conservato e con poche modifiche. La trasformazione in residenza ha portato al riempimento del fossato per far posto al giardino e all'apertura di finestre sulle facciate. All'interno i saloni affrescati, con soffitti a cassettone, ospitano lussuosi arredi.

MiM-Museum in Motion[modifica | modifica sorgente]

Interno del MiM

Gli spazi del sottotetto ospitano un'esposizione Museum in Motion che ospita opere di pittura e scultura del secondo dopoguerra, di artisti italiani ed internazionali con una particolare attenzione per gli artisti piacentini.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
  • C. Perogalli Castelli e rocche di Emilia e Romagna Novara - Istituto Geografico de Agostini 1981
  • P. Ghidotti osservazioni sul popolamento medievale nelle campagne centropadane", in Atti I Congresso archeologia medievale Pisa 1997
  • Daniela Guerrieri Castelli del ducato di Parma e Piacenza NLF 2006

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