Castello di Sarmato

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Castello di Sarmato
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Città Sarmato
Coordinate 45°04′00″N 9°29′00″E / 45.066667°N 9.483333°E45.066667; 9.483333Coordinate: 45°04′00″N 9°29′00″E / 45.066667°N 9.483333°E45.066667; 9.483333
Informazioni generali
Tipo Castello medievale - rinascimentale
Inizio costruzione XI secolo
Materiale Laterizio
Proprietario attuale Zanardi Landi
Sito web http://www.castellodisarmato.it/

Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967

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Il castello di Sarmato è un ampio complesso fortificato sito nel paese di Sarmato, in provincia di Piacenza. Posto nella bassa val Tidone, non lontano sia dal Tidone che dal Po nella pianura Padana.

Castello di Sarmato

Storia[1][modifica | modifica sorgente]

Forse fondato dai barbari Sarmati, sicuramente presidio Longobardo il castello di Sarmato venne eretto verso l'anno mille. Posto nei pressi dell'incrocio di due percorsi: la via Emilia pavese e la via Francigena; era un importante avamposto, con Castel San Giovanni e Borgonovo Val Tidone, nella funzione strategica di difesa dei territori piacentini (guelfi) dai pavesi (ghibellini). La prima data certa è il 1216 quando qui si radunarono le milizie milanesi e piacentine che conquistarono le fortificazioni ghibelline sulle alture nei pressi di Rovescala. Molti furono, in quei secoli turbolenti i passaggi di mano: dai Pallastrelli agli Arcelli, dai Seccamelica agli Scotti, fino ai conti Zanardi Landi di Veano, attuali proprietari che hanno iniziato un lavoro di graduale recupero e valorizzazione.

Il borgo[modifica | modifica sorgente]

Il complesso interamente edificato in laterizio è circondato da mura, ancora ben evidenti anche se recano in parte i segni del tempo, che erano contornate da un fossato. Racchiudono un piccolo borgo di pianta rettangolare, che si articola in due strade perpendicolari, con abitazioni, l'oratorio di San Carlo Borromeo, il castello, la rocchetta, cui si accedeva tramite ponte levatoio, di cui si vedono ancora chiaramente i cardini.

Le porte[modifica | modifica sorgente]

Tre sono i contrafforti di accesso al borgo protetti da costruzioni difensive. L'ingresso principale è a sud, protetto da un rivellino merlato con due archi, uno per il passaggio pedonale e l'altro, a sesto acuto, per quello carrabile che erano dotati di ponte levatoio. Gli altri due contrafforti fortificati si trovano uno ad est, ospita il municipio, e l'altro ad ovest chiamato la rocchetta, che era sede della guarnigione militare.

Il castello[modifica | modifica sorgente]

Rivolto verso nord, a difesa del piacentino dalle incursioni lombarde, si affaccia sull'antico letto del Po. Ha pianta a forma di U ed è il risultato di ampliamenti del mastio costruito nel XIII secolo su una preesistente torre longobarda. Ampliato e trasformato in residenza signorile dai conti Scotti Douglas prima e dai conti Zanardi Landi è dotato di un parco all'italiana racchiuso all'interno delle mura. Il corpo di fabbrica è affiancato da una torretta di segnalezione a base pentagonale irregolare, che costituisce un unicum nell'architettura difensiva del Ducato di Parma e Piacenza

Le chiese[modifica | modifica sorgente]

  • L'oratorio di San Carlo Borromeo. Costruzione interna al borgo è una delle poche testimonianze di questa devozione "ambrosiana" per antonomasia nel piacentino.
  • La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, che si trova a poca distanza all'esterno della cinta muraria del borgo, fu edificata nell'VIII secolo per volere del principe dei Longobardi Burnengo.
  • La chiesetta di San Rocco costruita nel XVI secolo, nel luogo della malattia di San Rocco.

La via Francigena[modifica | modifica sorgente]

All'ingresso dell'abitato di Sarmato vi è una piccola costruzione chiamata il casino, era l'antico ospitale dei pellegrini che transitavano sulla via Francigena. Costruito sull'incrocio tra la via Romea e la strada che conduce al Po dove, in località Veratto, vi era il porto che traghettava i pellegrini in alternativa al Guado di Sigerico nella vicina Calendasco.

San Rocco, Gottardo e il cagnolino[modifica | modifica sorgente]

Sarmato, grotta di san rocco.

La storia di San Rocco, la sua santità, le sue vicende in Sarmato si diffusero in tutta la cristianità ad opera di pellegrini che qui sostavano, legando per sempre l'immagine del paese piacentino all'agiografia ed all'iconografia stessa del santo taumaturgo. La leggenda narra che San Rocco da Montpellierdi ritorno dal suo viaggio di pellegrinaggio a Roma si ammalò di peste mentre assisteva i contagiati ricoverati nell'ospedale di Santa Maria di Betlemme in Piacenza. Fuoriuscito dalla città, si rifugiò in una capanna o (secondo altra narrazione) in una spelonca nel bosco vicino a Sarmato, a poche decine di metri dal castello di Sarmato e non lontano dall'importante Transitum Padi, il guado di Calendasco sulla via Francigena. Un cagnolino che ogni giorno rubava una pagnotta dalle cucine del castello di Sarmato, si allontanava con il panino in bocca, dalle cucine. Gottardo Pallastrelli, signore del maniero, accortosi di questo fatto insolito, seguì il cane di nascosto, ed in questo modo incontrò il santo, a cui detto cagnolino (che alcune tradizioni chiamano Reste) portava la pagnotta. Gottardo assistette Rocco sino alla guarigione di quest'ultimo e quando San Rocco, guarito, ripartì, Gottardo lasciò i suoi beni per divenire anch'egli pellegrino sull'esempio del suo amico. San Rocco è il santo patrono di Sarmato, la ricorrenza si festeggia il 16 agosto. Nel paese sono conservate tuttora la fontana che San Rocco sgorgò invocato Dio dalla nuda roccia, l'oratorio Seicentesco e la grotta dei colloqui con Dio, dedicate al santo patrono, e meta di devozione e culto.

Aperture, visite guidate e manifestazioni periodiche[modifica | modifica sorgente]

Dal 2013, il Castello di Sarmato è entrato organicamente a far parte dell'Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, club di prodotto che mette in network numerose realtà turistiche piacentine e parmensi: ville, castelli, parchi. Il castello di Sarmato è aperto alle visite guidate ogni fomenica e festivo, ed in eventi particolare. È sede di mostre dedicate all'artigianato di altà qualità, a cadenza Annuale, quali "il Tesoro di Alì Babà" (maggio) "La Terra" (ottobre).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.castellodisarmato.it/storia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Pietro Zanardi Landi, Sarmato - storia e leggenda, TEP edizioni d'arte, 2000.
  • Carmen Artocchini, Castelli piacentini, Edizioni TEP Piacenza, 1967.
  • Nicola Pionetti, Storia Di Sarmato, Vicolo del Pavone, Piacenza, 2008.

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