Castello di Gropparello

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Castello di Gropparello
Gropparello-Castello.JPG
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Città Gropparello
Coordinate 44°50′00″N 9°44′00″E / 44.833333°N 9.733333°E44.833333; 9.733333Coordinate: 44°50′00″N 9°44′00″E / 44.833333°N 9.733333°E44.833333; 9.733333
Informazioni generali
Tipo Castello medievale
Inizio costruzione X secolo
Termine costruzione XI secolo
Condizione attuale Proprietà privata
Visitabile si

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Il castello di Gropparello è una rocca fortificata della provincia di Piacenza, sita nel comune di Gropparello. Posto su un picco di rocce ofiolitiche sovrasta un orrido sul cui fondo scorre il torrente Vezzeno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del luogo Gropparello ha la propria derivazione dal termine celtico “Grop” che indica un ostacolo naturale, di tipo roccioso: il castello, infatti, sorge in cima ad uno sperone roccioso, su uno strapiombo che domina il torrente Vezzeno, formando un orrido di circa 85 metri di altezza, rendendo il castello, nel passato noto come rocca di Cagnano, praticamente inespugnabile nei secoli.

Il castello è stato edificato sulla sede di un castrum romano, posto a difesa della via per Velleia. Nell'808 Carlo Magno assegna la giurisdizione sui terreni posti fra il Chero, il Riglio e il Vezzeno al vescovo Giuliano II di Piacenza. Fu al centro di una controversia tra il Capitolo della Cattedrale e la Mensa Vescovile e nell'840 fu assegnato a quest'ultima da Seufredo II, allora vescovo di Piacenza.

Nel medioevo il castello è terreno di scontro tra Guelfi e Ghibellini, rappresentando l'unica roccaforte guelfa nel territorio piacentino, e passa per le mani di molte famiglie: Fulgosio, Borri, Anguissola. Nel 1255 venne assediato e conquistato da Azzo Guidoboi per Oberto II Pallavicino che lo riassediò nel 1260 senza riuscire a prenderlo.

Nel XIV secolo la famiglia Fulgosi viene riportata come unica feudataria della roccaforte, che nel 1464 viene ceduta a Galeazzo Campofregoso e nel 1508 passa al milanese Carlo Borri.

Nel 1599 Ranuccio Farnese diviene proprietario del castello ed idea un titolo ereditario, “conte di Gropparello”, che viene donato alla famiglia Anguissola, che ne terrà il dominio fino all’inizio del XIX secolo.

Nel 1869 viene acquistato dal conte Ludovico Marazzani-Visconti che affida il restauro all'architetto Camillo Guidotti, che con lo stile dell'epoca aggiunge strutture neogotiche ed apertura di finestre nel mastio. Con successivi passaggi arriva alla famiglia Gibelli, che lo apre al pubblico.

Il maniero è attualmente proprietà della famiglia Gibelli, che lo ha trasformato in un'opportunità commerciale con l'apertura a visite guidate e la creazione di ambienti tematici per bambini.

Il castello[modifica | modifica sorgente]

Pur se composto di parti risalenti a epoche diverse ha l'aspetto compatto della roccaforte con doppia cinta muraria merlata, cortile, torri, torrione d'ingresso con doppio ponte levatoio (uno pedonale e uno carrabile), mastio, camminamenti di ronda scavati nella roccia. Di forma irregolare le mura seguono il profilo scosceso dello sperone roccioso a picco sul torrente Vezzeno.

La parte più antica del castello è la torre, a base quadrata, costruita proprio sulla sommità della rupe, che permettendo una visuale sulla valle fino a Piacenza ne costituiva il luogo ideale per una torre di guardia a sorveglianza di possibili arrivi di eserciti nemici dalla pianura padana; alla base della torre era scavata una cisterna per la raccolta dell'acqua, indispensabile per resistere a lunghi assedi.

Il mastio risale all'XI secolo, il corpo di guardia al XIV, le parti residenziali al XVI.

Il parco delle fiabe[modifica | modifica sorgente]

Nel parco che circonda il castello è stato aperto il primo parco emotivo italiano, dove, accompagnati da animatori, i bambini possono andare alla scoperta delle fiabe e dei miti nordici.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
  • Daniela Guerrieri Castelli del Ducato di Parma e Piacenza - NLF

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