Castello di Albinea

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Castello di Albinea
Castelli della provincia di Reggio Emilia
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Città Albinea
Coordinate 44°36′48″N 10°35′10″E / 44.613333°N 10.586111°E44.613333; 10.586111Coordinate: 44°36′48″N 10°35′10″E / 44.613333°N 10.586111°E44.613333; 10.586111
Mappa di localizzazione: Italia
Castello di Albinea
Informazioni generali
Tipo castello-dimora
Costruzione XI secolo-XIII secolo
Primo proprietario Vescovado di Reggio
Proprietario attuale Proprietà privata
Visitabile no
Informazioni militari
Utilizzatore Vescovi di Reggio
Comune di Reggio
Famiglie Fogliani, Manfredi e Frosini
Funzione strategica Dimora
Termine funzione strategica XVIII secolo

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Il castello di Albinea è stato un edificio difensivo sito ad Albinea, sulle prime colline dell'Appennino reggiano, in provincia di Reggio Emilia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In un documento del 1070 il castello, assieme alla pieve di Albinea, compaiono come possesso del Vescovo di Reggio. Il Vescovo Guglielmo Fogliani, scampato alle furiose lotte tra guelfi e ghibellini reggiani, si rifugia qui nel 1277 e fa restaurare radicalmente e circondare di mura il castello. Fu poi possesso, nel 1324, del comune di Reggio, ma nove anni dopo fu assegnato alla famiglia Fogliani, anche se il proprietario formale rimaneva sempre il Vescovo. In seguito fu assegnato alla famiglia Manfredi, che lo tenne fino al 1730, feudatari e poi, a partire dal 1412, conti di Albinea, Montecavolo, Borzano, Montericco, Jano, Mucciatella e Pratissolo. Otto anni dopo l'estinzione dei Manfredi la contea fu assegnata, dal duca Francesco III d'Este, ad Alessandro Frosini. Nel 1796, con l'abolizione dei feudi, i beni dei Frosini, tra cui il castello di Albinea, vengono ceduti alla Repubblica Cispadana. Tra il 1811 ed il 1814, una volta riassegnato il castello ai Frosini, vengono realizzati il ponte levatoio e la torre merlata. Sul finire del XIX secolo i Frosini cedettero il castello a Prospero Ottavi e, una volta ereditato dalla figlia Lavinia sposata col conte Pio di Brazzà Savorgnan, fu nuovamente ceduto all'industriale reggiano grand'ufficiale ingegner Giovanni Prampolini, cugino del commendator Giovanni e del conte senatore Natale Prampolini. In seguito il fortilizio fu ceduto più volte e, oggigiorno, è proprietà della famiglia Maramotti.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pro Loco Albinea, Albinea, 2011
  • Guglielmo Piccinini, Guida di Reggio nell'Emilia e provincia, 1931
  • Nicola Tirelli Prampolini, Tre reggiani da ricordare: Giovanni Prampolini, Natale Prampolini, Luigi Tirelli, Reggio Emilia, Strenna del Pio Istituto Artigianelli, 2009, p. 128.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Scheda della chiesa su Reggio Emilia Turismo

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