Castello di Canossa

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Castello di Canossa
Resti del castello di Canossa, lato est
Resti del castello di Canossa, lato est
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Città Canossa
Coordinate 44°34′35″N 10°27′23″E / 44.576389°N 10.456389°E44.576389; 10.456389Coordinate: 44°34′35″N 10°27′23″E / 44.576389°N 10.456389°E44.576389; 10.456389
Informazioni generali
Tipo Castello medievale
Primo proprietario famiglia Canossa
Funzione strategica difesa del borgo
Inizio costruzione X secolo
Termine costruzione XI secolo
Materiale malta, pietre
Condizione attuale ruderi
Proprietario attuale Ministero per i Beni e le Attività culturali
Visitabile esternamente
Sito web Castello di Canossa

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Località di Canossa.

Il castello di Canossa si trova nel comune di Canossa in provincia di Reggio Emilia, nell'Appennino reggiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origine[modifica | modifica sorgente]

Stemma dei Canossa

Coat of arms of the Canossa family.svg

Blasonatura
Di rosso al cane bracco d'argento, collarinato ed affibbiato d'oro tenente fra i denti un osso al naturale.[1]

La rocca fu costruita verso l'anno 940 da Adalberto Atto, figlio di Sigifredo di Lucca, principe di stirpe longobarda. Oltre alla casa dominicale, sulla sommità della rupe, il castello comprendeva un convento nel quale risiedevano abitualmente dodici monaci dell'ordine dei benedettini cluniacensi e la chiesa dedicata a Sant'Apollonio. Era difesa da triplice giro di mura e fra il primo e il secondo, i più bassi, prendevano posto i fabbricati di ricovero per gli armati e i servi e i fabbricati che costituivano i borghi.

Durante il Medio Evo la rocca fu imprendibile e in essa ebbe rifugio sicuro la regina Adelaide, vedova di Lotario II re d'Italia, che nel 950 riparò a Canossa per difendersi dal marchese d'Ivrea, Berengario II, che per oltre 3 anni assediò, senza risultato, la rocca.

L'andata a Canossa di Enrico IV[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Umiliazione di Canossa.

L'episodio principale per cui è famosa Canossa è la conciliazione dell'imperatore Enrico (o Arrigo) IV col pontefice Gregorio VII nell'anno 1077, di cui Matilde fu protagonista, e da cui deriva il detto andare a Canossa, diffuso in tutte le lingue europee

Dopo Matilde[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte della gran contessa Matilde di Canossa, avvenuta a Bondeno di Roncore il 24 luglio 1115, si accese una grande lotta per l'eredità del patrimonio matildico (di cui faceva parte anche il vicino castello di Rossena[2]), avendo questa in vita fatta solenne donazione di tutti i suoi beni alla Chiesa.

Con alterne vicende il castello fu dei successori di Matilde, poi dei reggiani, che lo distrussero fino alle fondamenta nel 1255, poi di nuovo dei Canossa, indi di Giberto da Correggio, morto nel 1321. Sulla fine di quest'anno il castello ritornò al Comune di Reggio che lo tenne fino al 1402, anno in cui Simone, Guido e Alberto Canossa ne ripresero possesso; questi nell'anno 1409 cedettero la rocca definitivamente agli Estensi, che salvo qualche breve periodo contrastato (nel 1557 da Ottavio Farnese, duca di Parma) lo tennero fino al 1796.

Nel 1502 Ercole I nominò capitano della rocca Ludovico Ariosto che vi risiedette per quasi sei mesi consecutivi, e nel 1593 il castello diventò feudo dei conti Rondinelli.

Nel 1642 il duca Francesco I investì di Canossa la famiglia Valentini che tenne il feudo fino al 1796.

In quell'anno gli abitanti di Canossa si ribellarono aggregandosi alla Repubblica di Reggio e Napoleone I, con decreto dell'8 giugno 1805, istituiva il Comune di Canossa che nel 1809 fu unito a quello di Quattro Castella.

Nel 1815, dopo la restaurazione, il Comune di Quattro Castella fece parte di quello di San Polo e nel 1819 i conti Valentini ottennero dal Duca di rientrare in possesso del feudo di Canossa. Ne restarono proprietari fino al 1878, anno in cui lo Stato acquistò la rocca, dichiarandola Monumento Nazionale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stemma dei Canossa.
  2. ^ Sito web - Italia per Turisti - Pagina del "Castello di Rossena". URL consultato l'11 giugno 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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