Assur (sito archeologico)

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Assur
Qal'at Shirqat
Assur, fotografata da Gertrude Bell, 1909
Assur, fotografata da Gertrude Bell, 1909
Civiltà Assiri (Parti)
Utilizzo città capitale
Epoca dal 2500 a.C. circa
Localizzazione
Stato Iraq Iraq
Città Mossul
Scavi
Date scavi 1903-1914; 1978-1986; 1988-1990, 2000-01
Organizzazione Università di Heidelberg (dal 1988 al 2001)
Archeologo Walter Andrae (1903-14)
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Assur
(EN) Ashur (Qal'at Sherqat)
Flickr - The U.S. Army - www.Army.mil (218).jpg
Tipo architettonico
Criterio (iii)(iv)
Pericolo
Riconosciuto dal 2003
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Assur o Aššur (in aramaico ܐܫܘܪ), conosciuta anche come Qal'at Shirqat, è stata la prima capitale dell'Assiria. Le rovine della città sono situate sulla riva occidentale del fiume Tigri, a nord della confluenza con il tributario Zab, nell'odierno Iraq. Il sito di Assur è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dalle Nazioni Unite, ma nel 2003 è stato anche inserito nella lista dei siti in pericolo, a causa della guerra in corso in Medio Oriente e per la proposta di costruzione di una diga che avrebbe distrutto la località.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'esplorazione del sito iniziò nel 1898 su iniziativa di alcuni archeologi tedeschi, ma gli scavi veri e propri furono iniziati nel 1903 da Walter Andrae, che diede un impulso notevole all'esplorazione archeologia dell'area, tentando di individuare le fasi dello sviluppo urbanistico e le relative correlazioni cronologiche; con un metodo che l'archeologia avrebbe adottato qualche decennio dopo. La maggioranza dei reperti ritrovati furono portati al Pergamonmuseum di Berlino, dove sono esposti tuttora. Gli scavi rivelarono che il sito della città era stato occupato dalla metà del III millennio a.C., in epoca ancora sumera, prima che emergesse il regno assiro. I resti più antichi furono scoperti nelle fondazioni del tempio della dea Ištar.

Età paleo-assira[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento dell'impero accadico la città fu conquistata e governata da alcuni re provenienti da Akkad. Dalla fine del terzo millennio, con l'avvento degli Elamiti, la città divenne un centro fiorente da cui le vie commerciali si dipanavano in Anatolia, dove i mercanti di Assur crearono diverse colonie assire, chiamate kârum. Fu proprio in questo periodo che nella città furono eretti i primi grandi templi in onore di Assur e Adad, e si iniziarono a costruire le prime fortificazioni.

Pianta del tempio di Anu e Adad, in rosso le ziggurat gemelle, in mezzo i due templi, a sud-est il cortile

Assur fu la capitale del regno di Shamshi-Adad I, che espanse il potere della città oltre la valle del fiume Tigri: in questo periodo infatti venne costruito il grande palazzo reale e il tempio del dio Assur vene ampliato con uno ziggurat. Il regno collassò quando Hammurabi di Babilonia si impadronì della città dopo la morte di Shamshi-Adad.

Età medio-assira[modifica | modifica wikitesto]

Durante il XIV ed il XIII secolo a.C. la maggior parte dei sovrani assiri compie opere di ristrutturazione architettoniche nella città santa di Assur, le maggiori sono attribuite ad Ashur-uballit I, Adad-nirari I, Tukulti-Ninurta I e Tiglat-pileser I.

Età neo-assira[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo neo-assiro la residenza regale fu trasferita in altre città assire: re Assurnasirpal II spostò la capitale a Nimrud, mentre Assur rimase il centro religioso statale. Con re Sennacherib fu costruita la Casa del Nuovo anno e vennero celebrate diverse feste sacre. Nel 614 a.C. la città fu saccheggiata e distrutta dai conquistatori medi.

Secoli dopo, fu di nuovo ripopolata dai Parti, che la riportarono a nuova vita. Ma venne ancora una volta distrutta nel III secolo da Sapore I, Imperatore dei Sasanidi. Si conoscono alcuni insediamenti per i secoli XII e XIII, ma in seguito vi si registra solo la presenza di beduini nomadi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Walter Andrae, Das wiedererstandene Assur. Hinrichs, Leipzig 1938], ISBN 978-3-406-02947-9
  • (DE) Walter Andrae, Babylon. Die versunkene Weltstadt und ihr Ausgräber Robert Koldewey, De Gruyter, Berlino 1952
  • (DE) Eva Cancik-Kirschbaum, Die Assyrer. Geschichte, Gesellschaft, Kultur, Beck Wissen, Monaco 2003, ISBN 978-3-406-50828-8
  • (DE) Olaf Matthes, Zur Vorgeschichte der Ausgrabungen in Assur, MDOG, Berlino 129, 1997, 9-27
  • (DE) P. A. Miglus, Das Wohngebiet von Assur, Stratigraphie und Architektur, Berlino 1996, ISBN 978-3-7861-1731-5
  • (EN) Susan L. Marchand, Down from Olympus. Archaeology and Philhellenism in Germany 1750-1970, Princeton University Press, Princeton 1996, ISBN 978-0-691-11478-1
  • (DE) Conrad Preusser, Die Paläste in Assur, Gebr. Mann, Berlino 1996, ISBN 978-3-7861-2004-9

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 35°27′23.46″N 43°15′44.96″E / 35.456517°N 43.262489°E35.456517; 43.262489