Apocynaceae

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Apocinacee
Plumeria fiore palermo-01.jpg
Fiori di Plumeria sp.
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Gentianales
Famiglia Apocynaceae
Juss., 1789
Generi
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Le Apocinacee (Apocynaceae Juss., 1789) costituiscono una famiglia di piante Dicotiledoni, ordine Gentianales, sottoclasse Asteridae. Comprende piante in genere succulente degli ambienti tropicali e subtropicali. In questa famiglia rientrano anche l'oleandro e la pervinca, specie comuni delle zone temperate.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La sistematica delle Apocynaceae è in fase di evoluzione alla luce dei risultati scaturiti dalle ricerche sulla filogenesi delle specie comprese nell'ordine delle Gentianales. Nella tassonomia del Sistema Cronquist, la famiglia si suddivide in due sottofamiglie, rispettivamente le Apocynoideae e le Rauvolfioideae. Il Sistema APG II rivoluziona la sistematica all'interno dell'ordine delle Gentianales includendo l'ordine delle Rubiales come famiglia delle Gentianales e ripartendo la famiglia delle Asclepiadaceae fra tre nuove sottofamiglie delle Apocinaceae.

Lo schema tassonomico comparato delle Apocynaceae si differenzia pertanto nei due sistemi:

Cronquist APG II
Apocynoideae
Rauvolfioideae
Apocynoideae
Rauvolfioideae
Periplocoideae
Secamonoideae
Asclepiadoideae

Alla famiglia Apocynaceae appartengono i seguenti generi:

I seguenti generi vengono talvolta inclusi nella famiglia Asclepiadaceae:

Usi[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito della famiglia, le singole specie o raggruppamenti di queste possono avere diversi interessi:

  1. Utilizzo come piante ornamentali. Diverse specie delle Apocinacee possono essere coltivate nelle zone temperate a scopo ornamentale, in piena terra o in vaso, ma gradiscono l'esposizione al sole. In inverno richiedono una grande luminosità e aerazione: per questo possono esserci difficoltà per una larga diffusione. Piante d'interesse ornamentale sono ad esempio quelle dei generi Adenium e Pachypodium, di origine tropicale, e lo stesso oleandro, di origine mediterranea.
  2. Estrazione di gomme o resine. In generale le Apocynaceae sono piante succulente contenenti lattice o resine che hanno impieghi industriali minori. Utilizzati per questi scopi sono ad esempio i generi Carpodinus, Landolphia, Mascarenhasia.
  3. Farmacologia. Molte Apocinacee sono ricche di alcaloidi, a volte di elevata tossicità, tali da essere considerate piante velenose. Molte specie sono oggetto di studio o di applicazione nell'ambito della botanica farmaceutica per le importanti proprietà di alcuni principi attivi. Di particolare interesse sono il Catharanthus roseus (Pervinca del Madagascar), specie endemica del Madagascar ma naturalizzata in molte regioni tropicali, le specie del genere Strophantus, la Rauvolfia serpentina. La pervinca del Madagascar contiene diverse decine di alcaloidi, alcuni dei quali trovano impiego per contrastare alcuni tumori, in particolare alcune forme di leucemia. Lo Strophantus contiene alcaloidi ad azione cardiocinetica, utilizzati oggi come principio attivo puro per il trattamento dell'insufficienza cardiaca. La Rauwolfia serpentina contiene alcaloidi che possono avere azione sedativa e ipotensiva oppure vasodilatatrice e antispasmodica.
  4. Alimentazione. Alcune specie hanno impieghi alimentari nelle popolazioni africane. Fra queste si citano i frutti eduli delle Carissa e dell'Acokanthera oblongifolia.
  5. Utilizzo come piante tessili. Alcune piante del genere Apocynum sono utilizzate per ricavare fibre tessili simili alla canapa (Apocynum cannabinum o canapa del Canada, Apocynum sibiricum o kendir)

Evoluzione parallela tra insetti e apocinacee[modifica | modifica sorgente]

Alcuni alcaloidi tossici (cardenolidi), prodotti dalle Apocynaceae, sono utilizzati dai lepidotteri e dai coleotteri che attaccano queste piante, come metodo di difesa "chimica" contro gli aggressori. In questi insetti, la proteina bersaglio dei cardenolidi, una pompa Na+/K+ ATP dipendente (ATPα), presenta una sequenza amminoacidica modificata, che consente all'animale il sequestro e l'accumulo della tossina all'interno dei propri tessuti, senza alcuna conseguenza.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Ying Zhang, Aardema, Matthew L.; Medina, Edgar M.; Schumer, Molly; Andolfatto, Peter, Parallel Molecular Evolution in an Herbivore Community in Science, vol. 337, n. 6102, AAAS, 28 settembre 2012, pp. 1634-1637. DOI:10.1126/science.1226630. (Abstract). URL consultato il 29 settembre 2012.

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