Plumeria

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Plumeria
Plumeria-0006-Zachi-Evenor.jpg
Fiori di Plumeria
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Gentianales
Famiglia Apocynaceae
Genere Plumeria
L.
Nomi comuni

frangipani, pomelia

Specie

Plumeria L. è un genere di piante della famiglia delle Apocinacee[1], originario dell'America tropicale.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Comprende arbusti o alberelli anche di notevole dimensioni, a foglie caduche o persistenti, con fusto inizialmente carnoso che diventa legnoso con il tempo; i rami, carnosi, sono poco numerosi; le foglie grandi, lanceolate, oblunghe appuntite, sono di colore verde più o meno intenso a seconda della specie; i fiori sono simili a quelli dell'oleandro e profumati, grandi, riuniti in cime terminali, portanti anche una cinquantina di fiori con 5-7 petali, di colore bianco, crema, rosa, rosso e giallo, sfumati al centro con vari colori. Produce grosse bacche, che come i frutti di moltissime specie della famiglia sono fortemente tossiche.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il genere è originario della America tropicale, dal Messico al Venezuela, ai Caraibi; alcune specie sono state introdotte e si sono diffuse in gran parte dei paesi a clima tropicale o sub-tropicale dell'Asia, e alle Hawaii.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Il genere comprende le seguenti specie:[1]

Usi[modifica | modifica sorgente]

Le varie specie di Plumeria vengono utilizzate come piante ornamentali per la ricca fioritura estiva, coltivate in vaso ad alberello sui terrazzi; in Italia è diffusa la specie P. rubra, con le sue numerose varietà, che si può coltivare in vaso nelle zone più miti della Sicilia, Liguria e regioni centro-meridionali; volgarmente chiamata frangipani (in Sicilia è nota con il nome di pomelia). Cresce spontaneamente su tutta l'isola di Creta dove viene utilizzata come pianta da siepe e al porto di Iraklion serve addirittura da recinzione.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Plumeria rubra

Richiede esposizione soleggiata e riparata dai venti freddi e dall'umidità invernale, in estate devono essere protetti dalla eccessiva insolazione, mentre d'inverno, quando perdono le foglie e vanno in riposo vegetativo, vanno protette dal gelo ricoverandole in locale secco e a temperature non inferiori ai 15-16 °C, in Sicilia le gemme apicali delle piante lasciate all'aperto vengono protette dall'umidità ricoprendole con gusci d'uovo in quanto marciscono facilmente in presenza di umidità; si adatta bene agli ambienti salmastri.

Usare terriccio universale fertile, leggero ben drenato, addizionato di torba con sabbia o altro materiale inerte e poroso.

Annaffiature regolari e controllate nel periodo vegetativo, che va da maggio a settembre, evitando il ristagno o gli eccessi idrici che provocano irrimediabilmente fenomeni di marciume, nei periodi torridi spruzzare frequentemente la chioma; nel periodo di riposo vegetativo sospendere le annaffiature, soprattutto per gli esemplari riparati in luoghi chiusi ombreggiati, per ottenere una buona maturazione degli steli con una fioritura abbondante nella primavera successiva.
Concimare regolarmente 2 volte al mese, utilizzando un fertilizzante liquido a basso titolo di azoto, miscelato all'acqua delle annaffiature.

La semina, utilizzata per ottenere nuove varietà, va effettuata in tarda primavera con i semi freschi, le piante così prodotte non fioriscono prima di 3-4 anni; la moltiplicazione agamica avviene per talea semilegnosa in primavera, avendo l'accortezza di far asciugare il taglio per una dozzina di giorni, prima di essere interrate in un composto di torba e sabbia o perlite, fresco e ben drenato senza eccedere con le annaffiature; porre attenzione al lattice tossico che fuoriesce dal taglio della porzione di ramo.

Un aspetto molto importante da tenere presente quando si decide il tipo di propagazione da adottare è che la moltiplicazione per seme implica una variabilità genetica, quindi non si ha in alcun modo la certezza che la pianta che nascerà sia uguale alla pianta madre. Pertanto, considerando il lungo periodo di attesa per ottenere finalmente la tanto sospirata fioritura, se non si è certi della provenienza del seme o se si vuole ottenere una pianta identica ad esempio a quella che coltiviamo nel nostro giardino, è meglio optare per la moltiplicazione per talea.

Avversità[modifica | modifica sorgente]

  • Acari:
    • Ragnetto rosso - i Tetranichidi possono infestare in gran numero foglie e fusti provocando punteggiature chiare poi ingiallimento e morte della lamina fogliare
  • Funghi:
    • Marciume radicale- causato dal genere Pythium favorito dal ristagno idrico, in special modo nel periodo di riposo vegetativo o durante la moltiplicazione per talea
    • Antracnosi - i generi Cercospora e Colletotrichum provocano il decadimento dei getti terminali colpiti, con successiva comparsa di fessurazioni da cui fuoriescono i corpi fruttiferi dei patogeni, sotto forma di piccoli ammassi gelatinosi
    • Ruggine - il genere Colcosporium provoca sulle parti aeree piccole pustole brunastre

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Plumeria in The Plant List. URL consultato il 16 settembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Carapezza, Pietro Puccio, Manlio Speciale, Pomelia Felicissima. Storia, botanica e coltivazione della Plumeria a Palermo, Kalòs, 2006, ISBN 978-88-89224-20-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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