Anna di Clèves

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Anna di Clèves
Anna di Clèves, ritratto di Hans Holbein il Giovane.
Anna di Clèves, ritratto di Hans Holbein il Giovane.
Regina consorte d'Inghilterra
Stemma
In carica 6 gennaio 1540 - 9 luglio 1540
Predecessore Jane Seymour
Successore Caterina Howard
Altri titoli Lady d'Irlanda, duchessa di Jülich-Kleve-Berg
Nascita Düsseldorf, Berg, 22 settembre 1515
Morte Chelsea, Londra, 16 luglio 1557
Casa reale Tudor
Dinastia La Mark
Padre Giovanni III, Duca di Clèves
Madre Maria di Jülich-Berg
Consorte di Enrico VIII d'Inghilterra
Firma Anne of Cleves Signature.svg

Anna di Clèves (Düsseldorf, 22 settembre 1515Londra, 16 luglio 1557) è stata regina consorte d'Inghilterra, come quarta moglie del re Enrico VIII dal 6 gennaio al 9 luglio 1540.

Trattamenti di
Anna di Clèves
Stemma
Regina consorte d'Inghilterra
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Ma'am
I trattamenti d'onore

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Anna era una figlia di Giovanni III, duca di Jülich-Kleve-Berg e della principessa Maria di Jülich-Berg.

Dopo due anni di lutto per la morte prematura della terza moglie, Enrico VIII decise di risposarsi. Mandò in giro per l'Europa i suoi ambasciatori in cerca di una moglie che avrebbe scelto secondo il suo ritratto. Fu così che la sua corte cercò pace con la Germania e trovò opportuno che Enrico VIII sposasse Anna di Clèves.

Ducato di Jülich-Kleve-Berg
Gulik-Kleef-Berg wapen.svg

Giovanni III
Guglielmo
Giovanni Guglielmo
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Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il ducato di Cleves, il cui nome si conserva oggi nella città di Kleve, nella Vestfalia settentrionale, a pochi chilometri dalla frontiera olandese, era costituito da un labirinto di elettorati e vescovati a prima vista lontani dal grande scenario dominato dalle grandi potenze europee: solo nel 1512 il duca Giovanni III, tramite il matrimonio con Maria di Jülich-Berg, era riuscito a riunire sotto un'unica signoria tutti i territori, con capitale a Düsseldorf. La coppia aveva avuto quattro figli: Sibilla nata nel 1512, Anna, nata il 22 settembre 1515, Guglielmo nato nel luglio dell'anno successivo e Amelia nel 1517.

Guglielmo di Cleves negoziò con il re Enrico le condizioni del contratto del matrimonio senza neppure chiedere alla sorella l'assenso per le nozze. D'altra parte la giovane era stata educata sin dall'infanzia ad obbedire. Nella corte di Clèves non vigevano le innovative idee rinascimentali sull'educazione delle donne e Anna, che non conosceva né il francese, né il latino, né l'inglese si preparava alla grande avventura matrimoniale con Enrico VIII, completamente ignara delle raffinatezze di corte e senza potersi esprimere in altro che la propria lingua, il dutch, il dialetto germanico parlato nei Paesi Bassi. Una fonte contemporanea la descrive come "alta e sottile, di media bellezza", "di carattere modestissimo e gentile", soffermandosi a lodarne la "fermezza di proposito" e la dignità. Il ritratto dipinto da Hans Holbein il giovane e dai contemporanei reputato molto rassomigliante al vero, mostra una fanciulla attraente agli occhi moderni, anche se esami radiografici effettuati nel XX secolo rivelarono che il naso, in origine, era più importante di quanto non appaia; pare inoltre che Anna non avesse una carnagione perfetta, probabilmente per le cicatrici del vaiolo, all'epoca assai comuni [1]

Come se non bastasse, un altro particolare deponeva a sfavore della povera Anna: sopra ogni cosa Enrico apprezzava la musica e dava per scontato che le sue consorti sapessero suonare o cantare; la ragazza invece non aveva alcuna abilità canora e non suonava nessuno strumento. Timida, ignorante, umile e senza arti per sedurre il corpulento ed irascibile marito, ma - come gli eventi successivi dimostrarono - assai intelligente e rapida nell'apprendere, Anna partì per l'Inghilterra, in un viaggio che, a causa del maltempo, durò circa tre mesi. I numerosi dignitari inviati a scortarla ebbero modo di apprezzarne il carattere mite e gentile e registrarono che la futura regina, evidentemente decisa a farsi benvolere nella nuova patria, chiese di essere informata sull'etichetta vigente alla corte inglese e sui giochi di carte favoriti dal sovrano. Il primo incontro con il re, il 1 gennaio 1540 non fu davvero dei più felici. Quando Enrico entrò nella stanza dove era alloggiata Anna, a Rochester, nel palazzo del vescovo, lei neppure lo riconobbe, intenta com'era ad osservare i tradizionali spettacoli di Capodanno, non si inchinò e poi, di persona, al re non piacque minimamente.

Le nozze con Enrico VIII[modifica | modifica sorgente]

Le nozze ebbero luogo cinque giorni dopo. Nonostante l'elegante abito ed i capelli sciolti, Anna continuava a non attrarre il difficile sovrano e così nei giorni successivi il matrimonio non venne mai consumato. In diverse occasioni, Enrico si lamentò con i propri consiglieri in merito all'aspetto della consorte, descrivendone "i seni cascanti" ed il "ventre flaccido", particolari che a suo giudizio lo facevano dubitare della verginità della sposa e che ciò lo disgustava a tal punto da non riuscire a indurlo ad avere rapporti con lei. Nello stesso periodo, Anna fu interrogata dalle sue dame di compagnia sullo stesso argomento e confessò loro, con notevole ingenuità, che tutte le sere il sovrano le dava un bacio prima di dormire, ed altrettanto al mattino appena alzato, chiedendo se tanto non bastasse per concepire l'erede maschio tanto atteso.

Dopo pochi mesi di matrimonio, Enrico aveva già allacciato una relazione con la damigella d'onore Caterina Howard ed era fermamente deciso ad annullare il matrimonio, reputandolo, oltretutto, politicamente svantaggioso. Il pretesto ufficiale fu un precedente contratto di fidanzamento stipulato tra Anna ed il duca Francesco I di Lorena (duca), quando i due erano poco più che bambini. Il Consiglio del Re decretò che tale contratto, fosse da ritenere un accordo "per verba de presenti" ovvero avente l'efficacia vincolante di un vero e proprio matrimonio, con l'ovvia conseguenza che, a quel punto, le nozze tra il sovrano inglese e la giovane Anna dovevano ritenersi nulle.

Il 24 giugno, Anna, che era stata trasferita nel castello di Richmond a partire dall'inizio dell'inchiesta, fu informata dell'annullamento e, con notevole intelligenza e buonsenso - superato un iniziale momento di panico, peraltro comprensibile considerata la sua giovane età e la sua condizione di straniera in un Paese del quale aveva appena iniziato ad apprendere la lingua, e priva di consiglieri fidati - acconsentì di buon grado all'annullamento e quindi al divorzio, che fu ufficializzato il 13 luglio. In seguito all'annullamento, ad Anna fu attribuito il bizzarro titolo di "Amatissima Sorella del Re", con diritto di precedenza su ogni altra dama d'Inghilterra, eccetto le figlie e la consorte del re, oltre ad una rendita annuale di circa 4.000 sterline, una somma, per l'epoca, esorbitante. Esiste ancora una lettera da lei stessa inviata al re nel quale la giovane dichiara che "il caso è stato molto complicato e doloroso per me, dato il grande affetto che porto alla Vostra nobilissima persona'" ma che "avendo fede in Dio e nelle Sue verità" ella accetta la decisione assunta in ordine alla nullità del matrimonio "interamente e del tutto rimettendomi, per quanto riguarda il mio stato e la mia condizione, alla bontà ed al volere di vostra altezza", chiedendo solo di poter talvolta "godere del piacere della Vostra presenza" e ringraziandolo della risoluzione di "prendermi come vostra sorella, cosa della quale con tutta umiltà vi ringrazio" gli esprime la propria gratitudine per il generoso trattamento ricevuto, firmandosi "umilissima serva e sorella della Maestà Vostra, Anna figlia di Clèves ". Alla lettera, Anna accluse l'anello nuziale donatole solo pochi mesi prima, su cui era inciso il motto «God send me Well to keep», ovvero «Dio serbami nella buona sorte», pregando il sovrano di spezzarlo, come un oggetto di nessun valore.

È probabile che, una volta superato il timore iniziale per la propria incolumità - e la tragica fine di Caterina d'Aragona prima ed Anna Bolena poi, entrambe cadute in disgrazia agli occhi del re, non le era certamente ignota - la stessa regina non fosse dispiaciuta della fine del matrimonio con uomo che aveva il doppio dei suoi anni, fisicamente ripugnante (all'epoca, Enrico era ormai obeso, quasi completamente calvo e con le gambe coperte di piaghe infette dovute al diabete ed alla gotta) dal carattere collerico ed irritabile e con una fama sinistra in merito ai suoi rapporti con le mogli.

Il divorzio[modifica | modifica sorgente]

Dopo il divorzio, il rapporto fra i due rimase curiosamente molto cordiale, come attestato da numerosi doni - inviati da Anna all'ormai ex marito, tra cui un libro di preghiere con l'affettuosa dedica "Supplico la Maestà Vostra di ricordarsi di me quando avrà questo sotto gli occhi. Anna, figlia di Clèves". Anna non si risposò mai più e trascorse serenamente il resto della sua vita in campagna, dove le erano state assegnate numerose proprietà - compreso il castello di Hever, già appartenuto alla famiglia di Anna Bolena - e godendo di una libertà quasi senza pari per una donna della sua epoca.

In qualità di membro onorario della famiglia reale, Anna fece regolarmente visita a corte, dove fu sempre accolta con riguardo. Durante le celebrazioni per il Natale 1540, la giovane trascorse quasi tutte le serate danzando fino a tardi con la sua ex dama di compagnia ed attuale regina Caterina Howard, appena diciottenne, mentre il re, tormentato dalla gotta e dalle ulcere alle gambe, si ritirava a dormire; strinse un'intensa amicizia con entrambe le figlie dell'ormai ex consorte, Maria ed Elisabetta.

I suoi contemporanei la descrissero come serena e felice della propria sistemazione, per quanto insolita, sottolineandone l'amore per i vestiti costosi, il vino ed il gioco d'azzardo.

Anna di Clèves morì, probabilmente di cancro, nel 1557 presso la sua residenza di Chelsea, ultima moglie superstite di Enrico VIII; aveva quarantadue anni, un'età che numerose donne sue contemporanee non arrivavano a raggiungere. È sepolta nell'abbazia di Westminster a Londra nei pressi dell'altare principale della chiesa, sulla sua tomba l'epigrafe: "Anne of Cleves Queen of England".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fraser, Antonia The Wives of Henry VIII (1992)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Regina consorte d'Inghilterra Successore Arms of Anne of Cleves.svg
Jane Seymour 1540 Caterina Howard

Controllo di autorità VIAF: 73441887 LCCN: no95060450