Andrea Agnelli

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Andrea Agnelli (Torino, 6 dicembre 1975) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, attuale presidente della Juventus.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Umberto Agnelli e Allegra Caracciolo, e fratello consanguineo di Giovanni Alberto Agnelli.

Il 27 agosto 2005 ha sposato Emma Winter nella chiesa di San Pietro in Vincoli, a Villar Perosa; il ricevimento nuziale si è tenuto sempre a Villar Perosa, a Villa Agnelli. Ha due figli: Baya Agnelli, nata il 24 maggio 2005 a Torino, e Giacomo Dai Agnelli, nato il 16 dicembre 2011 sempre nel capoluogo piemontese.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Agnelli si è formato accademicamente al St Clare's International College di Oxford e alla Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano[1]. Nel corso della sua carriera ha avuto esperienze in Italia e all'estero: tra queste, mansioni di vendita e marketing in aziende come Piaggio, Auchan e Ferrari[2].

Dal 2001 al 2004 ha lavorato alla Philip Morris International. Nel 2007 ha costituito una holding finanziaria, la Lamse S.p.A. Ha anche coltivato la propria passione per il golf diventando nel 2008 A.D. del Royal Park Golf & Country Club I Roveri. Il 29 settembre 2008 è stato nominato consigliere federale della Federazione Italiana Golf[3].

Agnelli ha inoltre mantenuto legami con il mondo Fiat: dal 2005 al 2006 ha avuto mansioni di sviluppo strategico all'interno della IFIL. Dal 30 maggio 2004 è consigliere d'amministrazione di Fiat Automobiles e dal 2006 lo è diventato di IFI (divenuta poi Exor), la società controllante l'intera galassia Fiat.

Insieme a Michele Dalai e Davide Dileo ha fondato nel 2010 la casa editrice ADD (sigla di Agnelli, Dalai, Dileo)[4].

Presidenza della Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Dal padre, oltre che il legame al mondo FIAT, ha anche ereditato una passione per la squadra di calcio Juventus, nella quale ha lavorato inizialmente come assistente nel settore commerciale. Il 28 aprile 2010 viene indicato come nuovo presidente della società dal figlio della cugina, John Elkann[5], in sostituzione di Jean-Claude Blanc. Entra ufficialmente in carica durante il CdA del 19 maggio 2010. Dopo 50 anni di assenza, è il quarto Agnelli, dopo il nonno Edoardo, il padre Umberto e lo zio Gianni, a rivestire questa carica[1]. Il 27 ottobre 2010 presiede la sua prima assemblea degli azionisti nella veste di nuovo numero uno.

Le prime mosse di Agnelli come presidente sono la scelta di Giuseppe Marotta come direttore generale e l'allontanamento di alcuni collaboratori della precedente gestione. Inoltre, sotto la sua presidenza, la Juventus intraprende un procedimento legale per chiedere la revisione delle sentenze dell'inchiesta Calciopoli[6][7].

L'8 settembre 2011 inaugura il nuovo impianto del club, lo Juventus Stadium, sede degli incontri bianconeri a partire dalla stagione 2011-2012. Il 6 maggio 2012 vince per la prima volta il campionato italiano come presidente della società; un torneo peraltro chiuso da imbattuti, terza squadra a riuscirci dall'istituzione del girone unico. Per la stagione sportiva 2012-2013, viene eletto membro italiano della European Club Association[8]. All'inizio degli anni duemiladieci, sotto il suo mandato, la Juventus si aggiudica il campionato italiano per tre stagioni consecutive, nel 2013-2014 alla quota record di 102 punti, cosa che non accadeva ai bianconeri dai tempi del Quinquennio d'oro, assieme a due Supercoppe nazionali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Juve, John Elkann disegna il futuro "Andrea Agnelli sarà il presidente"
  2. ^ Biografia dal sito della Exor
  3. ^ [1]Gazzetta dello Sport
  4. ^ Paola Piacenza, Tre amici ad alto volume in iodonna.it, 7 agosto 2010.
  5. ^ [2] articolo tratto da La Stampa del 28 aprile 2010
  6. ^ La Juventus chiede la revoca dello scudetto. URL consultato il 5 luglio 2011.
  7. ^ Juventus, Agnelli: ricorso Tnas e Uefa, danni a Figc, Abete e Inter
  8. ^ Juve: Agnelli nuovo rappresentante Eca in La Gazzetta dello Sport, 10 settembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]