Vittorio Caissotti di Chiusano
Vittorio Caissotti di Chiusano (Torino, 5 agosto 1928 – Torino, 31 luglio 2003) è stato un avvocato italiano.
[modifica] Biografia
Di origini nobili, (era nipote diretto del vescovo Paolo Maurizio Caissotti di Chiusano) nel 1952 si era laureato in giurisprudenza con una tesi sulla Libertà di stampa e responsabilità penale del direttore di giornale. Iscritto all'albo degli avvocati di Torino nel 1954, poco dopo era entrato a lavorare nello Studio Barosio, uno dei principali della città nonché lo studio di riferimento del quotidiano La Stampa.
Chiusano ha seguito, come penalista, alcune tra le cause e le vicende più importanti del paese, compresa la prima Tangentopoli degli anni ottanta (difese l'amministratore delegato della Cogefar Impresit, Enzo Papi), lo scandalo petroli emerso a Torino nel 1981 (difese l'ex comandante generale della Guardia di Finanza Raffaele Giudice), i bilanci FIAT (difese l'allora numero uno Cesare Romiti). Fu in prima linea anche nel periodo del terrorismo italiano, difendendo, tra gli altri, Marco Donat Cattin e poi ancora nella Tangentopoli torinese degli anni ottanta, quando difese l'allora ex sindaco socialista Enzo Biffi Gentili. Nel marzo 1984 condusse anche personalmente le delicate trattative per la liberazione della piccola Federica Isoardi, sequestrata a Cuneo.
Vicino alla famiglia Agnelli fin dalla gioventù, era stato consigliere comunale per il Partito Liberale Italiano dal 1985 al 1992.
Da sempre interessato al mondo sportivo, era anche stato ai vertici del CONI nel 1990 e della società calcistica Juventus, dapprima come presidente del consiglio di amministrazione nel 1970 e poi ancora come presidente dal 1990 al 2003.
| Predecessore: | XXI Presidente della Juventus | Successore: |
|---|---|---|
| Giampiero Boniperti | 1990 - 2003 | Franzo Grande Stevens |
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