Adalberto di Savoia-Genova

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Adalberto di Savoia-Genova
Adalberto di savoia, duca di bergamo.jpg
Duca di Bergamo (1904-1982)
Stemma
Nome completo Adalberto Luitpoldo Elena Giuseppe Maria di Savoia-Genova
Trattamento Altezza reale
Altri titoli Senatore del Regno d'Italia[1]
Nascita Torino, 19 marzo 1898
Morte Torino, 12 dicembre 1982
Sepoltura Cripta Reale di Superga
Dinastia Casa Savoia
Padre Tommaso di Savoia-Genova
Madre Isabella di Baviera
Consorte Nessuna
Figli Nessuno
Religione Cattolica

Adalberto Luitpoldo Elena Giuseppe Maria di Savoia-Genova (Agliè, 19 marzo 1898Torino, 12 dicembre 1982) è stato un membro di Casa Savoia, appartenente al ramo Savoia-Genova, e un generale italiano. Nel periodo interbellico era spesso citato con il titolo di duca di Bergamo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato nel castello di Agliè, vicino Torino, Adalberto era il quarto figlio di Tommaso, secondo duca di Genova, e di sua moglie Isabella di Baviera. Il 22 settembre 1904 ricevette, mediante regio diploma, il titolo di duca di Bergamo. Partecipò alla prima guerra mondiale e combatté col suo reparto sul Montello nell'ottobre 1917 e in Vallagarina nel febbraio 1918. Successivamente, la sua carriera militare si svolse fra l'Italia e l'Etiopia:[2]

Dopo l'occupazione italiana dell'Albania per Adalberto si parlò della nomina a luogotenente generale del re, ma la cosa non ebbe alcun seguito.[3] Guidò a Sofia la delegazione ufficiale italiana ai funerali del re Boris III di Bulgaria, morto in circostanze misteriose il 28 agosto 1943.

Durante il fascismo l'OVRA raccolse un dossier riguardante la presunta omosessualità di Adalberto,[4] spesso al centro di critiche a causa della sua eccessiva effemminatezza.[5] Il Duca di Bergamo ebbe una lunghissima relazione con una nobile piemontese che però non si concluse con il matrimonio per l'opposizione di Umberto II [6] Nonostante vivesse in anni così importanti per l'Italia, Adalberto si tenne sempre lontano dalla mondanità e dalla corte e condusse una vita abbastanza anonima, soprattutto se paragonata a quella dei cugini del ramo Savoia-Aosta.[7] Non si sposò mai e non ebbe figli. Dopo il mutamento istituzionale del 1946 visse il resto della propria vita insieme a suo fratello maggiore Filiberto in un albergo a Torino,[8] ove morì nel 1982. È sepolto nella cripta reale della basilica di Superga, sulle alture del capoluogo piemontese.

Adalberto, durante la sua vita, non godette di particolare stima se si tiene presente che Galeazzo Ciano, alla data del 24 agosto 1939, riportò nel suo diario un commento sprezzante di Vittorio Emanuele III, il quale lamentava il fatto che Mussolini avesse appositamente messo in forzata inattività militare suo figlio Umberto, escludendolo così non solo dalla possibilità di prendere decisioni, ma anche dal poter ricevere gloria militare: «Hanno il comando quei due imbecilli di Bergamo e di Pistoia, ben può averlo anche mio figlio».[9] Allo stesso modo, ai tempi del referendum del 1946, nel diario di Falcone Lucifero si trovano alcuni riferimenti poco lusinghieri nei confronti di Adalberto e di Filiberto con riguardo al loro acume, non già al loro stile di vita, che fu sempre improntato al riserbo e alla semplicità.[10]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1919[11][12]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1919[11][12]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1919[11][12]
Cavaliere d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ospedaliero Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ospedaliero Ordine di Malta
— [11][12]
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera
— [11][12]
Cavaliere dell'Ordine di San'Uberto - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San'Uberto
— [11][12]

Albero genealogico[modifica | modifica sorgente]

Adalberto di Savoia-Genova Padre:
Tommaso di Savoia-Genova
Nonno paterno:
Ferdinando di Savoia-Genova
Bisnonno paterno:
Carlo Alberto di Savoia
Trisnonno paterno:
Carlo Emanuele di Savoia-Carignano
Trisnonna paterna:
Maria Cristina di Sassonia
Bisnonna paterna
Maria Teresa d'Asburgo-Lorena
Trisnonno paterno:
Ferdinando III di Toscana
Trisnonna paterna:
Luisa Maria Amalia di Borbone-Napoli
Nonna paterna:
Elisabetta di Sassonia
Bisnonno paterno:
Giovanni di Sassonia
Trisnonno paterno:
Massimiliano di Sassonia
Trisnonna paterna:
Carolina di Borbone-Parma
Bisnonna paterna:
Amalia Augusta di Baviera
Trisnonno paterno:
Massimiliano I Giuseppe di Baviera
Trisnonna paterna:
Carolina di Baden
Madre:
Isabella di Baviera
Nonno materno:
Adalberto di Baviera
Bisnonno materno:
Ludovico I di Baviera
Trisnonno materno:
Massimiliano I Giuseppe di Baviera
Trisnonna materna:
Augusta Guglielmina d'Assia-Darmstadt
Bisnonna materna:
Teresa di Sassonia-Hildburghausen
Trisnonno materno:
Federico di Sassonia-Altenburg
Trisnonna materna:
Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
Nonna materna:
Amalia Filippina di Borbone-Spagna
Bisnonno materno:
Francesco di Paola di Borbone-Spagna
Trisnonno materno:
Carlo IV di Spagna
Trisnonna materna:
Maria Luisa di Borbone-Parma
Bisnonna materna:
Luisa Carlotta di Borbone-Due Sicilie
Trisnonno materno:
Francesco I delle Due Sicilie
Trisnonna materna:
Maria Isabella di Borbone-Spagna

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A norma dell'art. 34 dello Statuto Albertino: «I Principi della Famiglia Reale fanno di pien diritto parte del Senato. Essi seggono immediatamente dopo il Presidente. Entrano in Senato a vent'un anno, ed hanno voto a venticinque».
  2. ^ Biography of General Prince Adalberto Leopoldo Elena Giuseppe Duke of Bergamo. URL consultato il 10 febbraio 2013.
  3. ^ Vignoli, op. cit., p. 170.
  4. ^ Benadusi, op. cit., p. 236.
  5. ^ Pini, op. cit., p. 166.
  6. ^ Foto del giorno-Altezze Reali; Savonesi illustri; TrucioliTrucioli-Blog della Liguria e Basso Piemonte
  7. ^ de Leonardis, op. cit., p. 200.
  8. ^ Chiude l'hotel del duca affabile. URL consultato in data 5 febbraio 2013.
  9. ^ Ciano, op. cit., p. 167.
  10. ^ Vignoli, op. cit., p. 47.
  11. ^ a b c d e f Breve biografia di Adalberto di Savoia-Genova. URL consultato il 3 febbraio 2013.
  12. ^ a b c d e f Albero genealogico di Casa Savoia. URL consultato il 6 febbraio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giulio Vignoli, Il sovrano sconosciuto. Tomislavo II re di Croazia, Milano, Mursia, 2006, ISBN 8842535834.
  • Galeazzo Ciano, Diari, volume I, 1939-1940, Milano, Rizzoli, 1963.
  • Lorenzo Benadusi, Il nemico dell'uomo nuovo: l'omosessualità nell'esperimento totalitario fascista, Milano, Feltrinelli, 2005, ISBN 88-07-10-386-9.
  • Andrea Pini, Quando eravamo froci. Gli omosessuali nell'Italia di una volta, Milano, Il Saggiatore, 2011, ISBN 884281654X.
  • Massimo de Leonardis, Monarchia, Famiglia Reale e Forze Armate nell'Italia unita, in Rassegna Storica del Risorgimento, anno LXXXV, fascicolo IV, ottobre-dicembre 1998, ISSN 0033-9873.
Casa Savoia Portale Casa Savoia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Casa Savoia