Zog I di Albania

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Zog I, Skanderbeg III
King Zog.jpg
Re degli Albanesi
Stemma
In carica 1º settembre 1928 - 7 aprile 1939
Predecessore nessuno
Successore Vittorio Emanuele III di Savoia
Nascita Castle Burgajet, Albania, 8 ottobre 1895
Morte Parigi, Francia, 9 aprile 1961
Casa reale Casato di Zogu
Padre Xhemal Pasha Zogu
Madre Sadijé Toptani
Consorte Géraldine Apponyi de Nagyappony
Figli SAR Leka Principe Ereditario d'Albania
Zog I d'Albania raffigurato in una banconota

Ahmet Lekë Bej Zog (conosciuto come SAR Zog I Scanderbeg III Re degli Albanesi; Burrel, 8 ottobre 1895Hauts-de-Seine, 9 aprile 1961) è stato Primo ministro dell'Albania (1922-1924), Presidente della Repubblica Albanese (1925-1928), e Re d'Albania (1928-1939).

La giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Ahmet Zogu nacque nel villaggio di Burgajet nei pressi di Burrel, nell'attuale distretto di Mat nel nord-est dell'Albania, all'epoca sotto il dominio dell'Impero Ottomano, da Xhemal Pasha Zogolli, un bajraktar musulmano ("capo tribù di montagna") e da Sadijé Toptani. Il cognome Zogolli, in cui vi è il suffisso turco -olli (-oglu), che significa "figlio di", fu cambiato da Ahmet in Zogu, che in lingua albanese significa "uccello". La sua famiglia, che sosteneva di discendere dal casato degli Skanderbeg, tramite i Toptani, era di nobiltà tribale, ma anche feudale (beylik) con feudo sulla provincia di Mati.

Gli Zogolli erano stati tra i primi nuclei a convertirsi all'Islam, durante l'occupazione turca, ottenendo il titolo di pascià quasi ereditario, a partire dal XVII secolo, e su questa fondando il loro potere. Ahmet Zogolli fu il primo del suo clan, destinato ad una carriera politica esterna ai confini del Mati. Inizialmente frequentò l'accademia militare del Liceo imperiale di Galatasaray a Costantinopoli, ma in seguito alla prima guerra balcanica del 1912, che aveva dato una precaria indipendenza del Paese, sotto l'influenza dell'Impero asburgico, si trasferì nell'Imperial regio Esercito austro-ungarico, divenendone colonnello. La dissoluzione dell'Impero asburgico, causata dalla sconfitta nella prima guerra mondiale, costrinse Ahmed al rientro in famiglia, nel 1919, dopo essersi fermato per qualche mese a Roma.

In effetti, dopo la morte del padre avvenuta nel 1911, egli era stato preferito, per motivi sconosciuti, al primogenito Xhelal e nominato bey (parola tatara-turca che significa principe, comandante militare, signore feudale) di Mati e capo del clan Gheg, anche se le sorti della famiglia e della cittadina erano state rette dalle tre sorelle maggiori, che ebbero un'importanza fondamentale nella vita del futuro re Zog.[1]

L'esordio politico[modifica | modifica wikitesto]

Il trattato di Londra del 1913 aveva imposto un regime democratico all'indipendente Albania e a Zogolli fu sufficiente candidarsi nel proprio circondario per divenire deputato e fare una rapida carriera, sostenuto dai colleghi latifondisti bey, ma anche da famiglie nobili del nord, insieme a mercanti, industriali e intellettuali, per i quali lo status di ex-ufficiale dell'esercito austro-ungarico offriva garanzia di cultura e competenza. A meno di trent'anni Zogolli divenne ministro dell'interno e si servì dei poteri della carica per allargare la cerchia degli amici e perseguitare quella dei nemici, i quali tentarono di assassinarlo, nel 1923, quando fu ferito da un colpo d'arma da fuoco, in Parlamento.

Oltre che ministro dell'Interno da marzo a novembre del 1920, dal 1921 al 1924 e nel 1925, Zogolli fu anche primo ministro dal 1922 al 1924, ministro della guerra nel 1925, generale e comandante in capo delle forze armate albanesi dal 1921 al 1922 e governatore di Scutari dal 1920 al 1921. Una rivolta promossa da forze di sinistra e guidata da monsignor Fan Noli, fondatore della Chiesa ortodossa albanese, costrinse Zogolli all'esilio nel giugno del 1924. Il governo Noli non ricevette l'appoggio, oltre alle dichiarazioni di facciata, né dalla Francia, né dall'Italia. Mussolini, anzi, finanziò segretamente il ritorno di Zogolli in Albania, anche favorito dai tradizionalisti musulmani e dall'intervento di reparti dell'esercito zarista, riparati in Jugoslavia in seguito alla Rivoluzione d'ottobre.[2]

Presidente dell'Albania[modifica | modifica wikitesto]

Un'immagine ufficiale in divisa

Zog fu eletto ufficialmente alla carica di Presidente della neonata repubblica albanese dall'Assemblea Costituente il 21 gennaio 1925, entrando nella pienezza dei poteri il successivo 1º febbraio. Il governo di Zog seguì i modelli europei, sebbene una gran parte dell'Albania mantenesse ancora una struttura sociale immutata dai tempi del dominio ottomano e la maggior parte dei villaggi erano servitù dei bey. Musulmano egli stesso, Zog introdusse riforme che proibirono i veli e posero divieti contro le crudeltà verso gli animali. Il principale alleato di Zog durante questo periodo era l'Italia, che prestò al suo governo fondi in cambio di un maggior coinvolgimento nella gestione della fiscalità albanese. Durante la presidenza di Zog, la servitù fu gradualmente eliminata e l'Albania iniziò ad emergere come una nazione, piuttosto che come un aggregato feudale di bey locali, per la prima volta dalla morte di Skanderbeg.

I problemi con l'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il crescente potere dell'Italia in Albania era evidente a tutti. Gli italiani costrinsero Zog a non rinnovare il primo Trattato di Tirana (1926), sebbene Zog mantenesse ancora ufficiali inglesi nella Gendarmeria come contrappeso agli italiani, i quali gli avevano fatto pressioni per allontanarli. Nel 1932 e 1933 l'Albania non fu in grado di pagare gli interessi dei suoi debiti contratti con la Società per lo Sviluppo Economico dell'Albania: gli italiani usarono ciò come pretesto per ulteriori intromissioni.

Essi chiesero che Tirana nominasse degli italiani a capo della Gendarmeria, si legasse all'Italia con un'unione doganale e conferisse al Regno d'Italia il controllo dei monopoli albanesi dello zucchero, dei telegrafi e dell'elettricità. Infine, fu richiesto che il governo albanese disponesse l'insegnamento della lingua italiana in tutte le scuole albanesi, una richiesta che fu prontamente rigettata da Zog. Come sfida alle richieste italiane, ordinò che le spese nazionali fossero tagliate del 30%, allontanò tutti i consiglieri militari italiani e nazionalizzò le scuole cattoliche, gestite da italiani, nel nord del paese, per diminuire l'influenza italiana sulla popolazione albanese.

Re d'Albania[modifica | modifica wikitesto]

frang ar retro
frang ar verso

Zog si proclamò Re degli Albanesi (Mbret i Shqiptarëve in lingua albanese) il 1º settembre 1928 e istituì una monarchia costituzionale, il regno albanese, simile a quella allora presente in Italia. Egli creò una forte polizia, inventò un "saluto zogista" (mano piatta sul cuore con il palmo rivolto in avanti) e sostenne di essere un successore di Gjergj Kastriot Skanderbeg. Zog ammassò monete d'oro e pietre preziose che furono usate per sostenere la prima moneta cartacea d'Albania; le sue spese personali si aggiravano sul 2% del bilancio nazionale. Era praticamente ignorato dagli altri monarchi europei.

La vita quotidiana a Tirana era di solito molto noiosa per l'assenza di locali notturni e di teatri, così il re passava il suo tempo libero giocando a poker. Il re era inoltre un forte fumatore di sigarette profumate (ne fumava ogni giorno circa centocinquanta). La madre di Zog, Sadijé, fu dichiarata "Regina Madre degli Albanesi" e Zog diede anche a suo fratello e alle sorelle lo status regale di Principe e Principesse Zogu. Una delle sorelle, Senijé, Principessa Zogu (1908-1969), si sposò con Sua Altezza Imperiale Principe Shehzade Mehmed Abid Efendi di Turchia, un figlio del Sultano Abdul Hamid II.

Zog si fece inoltre chiamare Feldmaresciallo del Reale Esercito di Albania; inoltre, durante il suo regno fu Ministro delle Finanze Lame Kareco. Zog tentò di consolidare la legittimazione del regime governando come un monarca costituzionale. La sua costituzione del regno proibì che qualsiasi principe della casa reale diventasse primo ministro o membro del governo e conteneva disposizioni riguardo alla potenziale estinzione della famiglia reale. Per ironia, alla luce dei successivi eventi, la costituzione proibiva anche l'unione del trono di Albania con quello di un altro paese. Sotto la costituzione zogiana, il re degli Albanesi, come il re dei Belgi, esercitava i poteri regali solo dopo aver prestato giuramento di fronte al Parlamento.

Durante il regno di Zog, l'esercito albanese rappresentò uno dei problemi maggiori a causa dei costi del suo ammodernamento. Il regime di Zog portò stabilità in Albania e il re istituì un sistema di istruzione nazionale. La dipendenza fiscale dell'Albania dall'Italia continuò a crescere in un periodo in cui il dittatore italiano Mussolini stava estendendo la sua sfera di influenza nei Balcani e esercitava un controllo crescente sulle finanze e sull'esercito albanesi. Durante la Grande depressione dei primi anni trenta, il governo di Zog divenne quasi totalmente dipendente da Mussolini. Si dovette importare il grano dall'estero e molti albanesi emigrarono.

Nell'aprile 1938 il Re Zog sposò la Contessa Géraldine Apponyi de Nagyappony, una cattolica che era metà ungherese e metà americana: il loro unico figlio, Principe Leka Zogu, nacque il 5 aprile 1939. Due giorni dopo, il 7 aprile 1939, le truppe italiane entrarono in Albania. L'Albania entrò nell'orbita italiana, pur mantenendo un governo autonomo, e Vittorio Emanuele III assunse il titolo di Re d'Albania. Zog e la sua famiglia si rifugiarono in esilio in Grecia, Turchia, Gran Bretagna, Egitto, e infine in Francia.

I pericoli per Zog durante il suo regno[modifica | modifica wikitesto]

Gli albanesi, al tempo del suo regno, erano ancora fedeli alle vendette sanguinose. Il primo degli errori di Zog fu di rompere bruscamente il fidanzamento con la figlia di Shefqet bey Verlaci subito dopo la sua incoronazione. Secondo il costume prevalente, Verlaci aveva, come risposta, il diritto di uccidere Zog. Il re si fece più di qualche nemico e spesso si circondava di guardie del corpo, evitando le apparizioni pubbliche. Nel 1931 Zog visitò Vienna e lì sopravvisse a un tentativo di assassinio, mentre lasciava il teatro dopo una rappresentazione de "I Pagliacci". Era anche molto timoroso di poter essere avvelenato, così sua madre si assunse la supervisione delle Reali Cucine per impedirlo.

La vita in esilio[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver lasciato l'Albania, Zog visse in esilio come un esponente del jet set in diverse nazioni. Nel 1951 comprò la residenza Knollwood a Muttentown, Long Island (New York) per 102.800 dollari, anche se alcune voci sostengono che l'avesse comprata con un secchio di diamanti e rubini. La residenza veniva descritta simile a un castello e aveva sessanta stanze. Zog voleva che Knollwood fosse il suo regno in esilio, con un'organizzazione costituita da albanesi fedeli. Tuttavia Zog non andò mai ad abitare nel palazzo, anche se una leggenda locale afferma che egli nascose il suo tesoro nelle sue pareti: questo è improbabile, poiché egli non possedeva nessun grande tesoro da nascondere. Zog vendette la residenza nel 1955.

I danni vandalici avvenuti in sua assenza, presumibilmente da persone che cercavano il fantomatico tesoro, ammontarono a 8.000 dollari. Il palazzo fu ulteriormente vandalizzato e alcune sue parti dovettero essere abbattute. Quando Zog arrivò in America, avrebbe voluto portare con sé la sua intera corte reale di 115 membri, tuttavia le autorità per l'immigrazione consentirono l'ingresso a 20 persone soltanto. Zog cercò senza successo di corrompere il Senato americano per permettere alle rimanenti persone di raggiungerlo. Zog decise infine di stabilirsi in Costa azzurra, in Francia. Qui visse in ristrettezze economiche e senza servitù. Morì in Francia, in un ospedale di Suresnes, il 9 aprile 1961. È sepolto al cimitero parigino di Thiais.

L'eredità[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Seconda guerra mondiale la resistenza realista nell'Albania del nord ebbe decisamente scarso successo, unendosi in seguito agli insorti partigiani comunisti, costituiti da ex servi della gleba del sud, i quali erano guidati da militari jugoslavi. Mentre la classe dirigente albanese decise per lo più di collaborare con gli italiani e i tedeschi, furono i partigiani non istruiti a prendere il controllo del paese, con l'appoggio dell'Unione Sovietica, alla fine della guerra.

Dall'esilio Zog tentò di reclamare i suoi diritti sul trono d'Albania ma essa era finita irreversibilmente nella sfera d'influenza sovietica e si instaurò un governo comunista e stalinista guidato da Enver Hoxha che rimase al potere per 45 anni. Una Repubblica popolare fu proclamata l'11 gennaio 1946, ma Zog continuò a reclamare diritti al trono. Nel 1997, molto dopo il collasso dell'Unione Sovietica e il crollo del regime comunista in Albania, il figlio di Zog, Leka Zogu (che fin dal 1961 si faceva chiamare Leka I, Re degli Albanesi), ritornò in patria, nonostante la resistenza del governo albanese, guidato da Sali Berisha.

Nel 1997 si tenne un referendum sulla restaurazione della monarchia e il 66.7 per cento dei votanti si espresse a favore del governo repubblicano, ma Leka dichiarò che il voto era stato falsato. Durante i primi anni 2000, Leka Zogu fu politicamente attivo nel suo paese, definendo gli esponenti del governo socialista (che erano stati in gran parte dirigenti del precedente partito comunista) come "mafiosi" con poca esperienza. Le difficoltà dei socialisti nel creare nuovi posti di lavoro e nel mantenere l'ordine sociale fecero sembrare Leka un'alternativa attraente a molti albanesi. Nel 2000 una strada di Tirana fu dedicata a Re Zog.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Indro Montanelli, Mario Cervi, L'Italia del novecento, Rizzoli, 2000, pp. 168-169
  2. ^ Indro Montanelli, Mario Cervi, L'Italia del novecento, Rizzoli, 2000, pp. 170-171

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

"Zogu I Mbreti i Shqiptareve", Tirane, 2003.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze albanesi[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine della Besa - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Besa
Gran Maestro dell'Ordine di Scanderbeg - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Scanderbeg
Gran Maestro dell'Ordine del Coraggio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Coraggio

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Cavaliere di Gran Croce di I classe dell'Ordine del Leone Bianco (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce di I classe dell'Ordine del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Commendatore dell'Ordine Imperiale di Francesco Giuseppe (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine Imperiale di Francesco Giuseppe (Impero austro-ungarico)
Cavaliere dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau (Lussemburgo)
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia)
Collare dell'Ordine di Mohammed Ali (Regno d'Egitto) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Mohammed Ali (Regno d'Egitto)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine nazionale al merito civile (Regno di Bulgaria) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine nazionale al merito civile (Regno di Bulgaria)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
Collare dell'Ordine di Carol I (Regno di Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Carol I (Regno di Romania)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella dei Karađorđević (Regno di Serbia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella dei Karađorđević (Regno di Serbia)
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia)
— 1928
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia)
— 1928
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia)
— 1928

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Foto della famiglia reale
  • Foto
  • Altre foto
  • Soldati che salutano "alla Zog" [1]
  • Il Re Zog [2]
  • Il Re Zog che firma i registri del matrimonio [3]
  • Il Re Zog e la Regina Geraldine, pochi minuti prima del matrimonio [4]
  • Il conte Galeazzo Ciano al matrimonio di Zog [5]
  • Il Re durante una conversazione [6]
  • Il Re, alcuni secondi prima la firma ufficiale del suo matrimonio [7]
  • Cartoline create in occasione del matrimonio del Re [8]
  • Ufficiali al matrimonio del Re [9]
  • Un battaglione di ragazze albanesi che saluta "alla Zog" [10]
  • Soldato con la "Z" regale [11]
  • Altri soldati con il Re [12]
Predecessore Re dell'Albania Successore Flag of Albania (1934-1939).svg
Essad Pasha
(ultimo detentore del titolo)
1928 - 1939 Vittorio Emanuele III di Savoia
Predecessore Presidente dell'Albania Successore Flag of Albania (1926-1928).svg
Nessuno 1925 - 1928 Se stesso come re
Predecessore Governatore ereditario del Distretto di Mat Successore Flag of Albania (1926-1928).svg
Xhemal Pasha Zogu 1911 - 1928 Leka Zogu
Predecessore Primo Ministro albanese Successore Flag of Albania (1914-1920).svg
Xhafer Ypi 1922 - 1924 Shefqet Bej Vërlaci I
Ilias Bej Vrioni 1925 Kosta Kota II
Predecessore Pretendente al trono d'Albania Successore Coat of arms of the Albanian Kingdom (1928–1939).svg
Nessuno 1939 - 1961 Leka

Controllo di autorità VIAF: 30588234 LCCN: n/84/214775

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie