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Takeda Shingen

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Takeda Shingen in una rappresentazione artistica ad opera di Utagawa Kuniyoshi

Takeda Shingen[1] (武田 信玄?; 1º dicembre 152113 maggio 1573) è stato un preminente daimyō giapponese del tardo periodo Sengoku, signore della provincia di Kai e uno dei condottieri di maggior prestigio del suo tempo.

Soprannominato la tigre del Kai, legò indissolubilmente le sue gesta a quelle del clan Takeda, le quali vengono trattate nel Kōyō Gunkan.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Shingen risalente al XVI secolo

Chiamato in infanzia Tarō (nome comune per i primogeniti delle famiglie giapponesi) o Katsuchiyo (勝千代?), una volta meggiorenne gli fu dato il nome Harunobu (晴信?), il quale includeva uno dei caratteri del nome di Ashikaga Yoshiharu (足利義晴?), il dodicesimo shōgun Ashikaga. Nel Giappone feudale era pratica comune per i samurai di rango elevato conferire uno dei caratteri del proprio nome ai propri sottoposti come segno di riconoscimento. Per i daimyō era invece un onore ricevere uno dei caratteri del nome da un membro dello shogunato, anche se l'autorità di quest'ultimo era notevolmente diminuita nella metà del XVI secolo.

Entrambi gli Ashikaga e i Takeda discendevano dal clan Minamoto. Tecnicamente Harunobu, come anche i suoi antenati, nacque con cognome Minamoto. Pertanto, Harunobu viene indicato come Minamoto no Harunobu (源晴信?) nei documenti ufficiali della corte imperiale quando gli fu conferito il titolo di "Daizen Dayu" (大膳大夫?).

Nel 1551 Harunobu scelse di vivere una vita pabbajja e ricevette un nome dharma, Shingen (信玄?), dal suo maestro buddista.[2] Il kanji di Shingen può essere anche pronunciato "Nobuharu", che è l'inverso del suo nome Harunobu. In tempi antichi e soprattutto in ambito aristocratico, tali nomi religiosi venivano letti utilizzando la lettura on'yomi, la pronuncia derivata dal cinese, invece di quella kun'yomi, la pronuncia giapponese. Anche se ampiamente conosciuto con il suo nome dharma, il nome formale di Takeda Shingen rimase comunque Harunobu per tutto il resto della sua vita.

Shingen è spesso chiamato la tigre del Kai (甲斐の虎 Kai no tora?) per le sue gesta nei campi di battaglia. Il suo principale rivale, Uesugi Kenshin, era invece chiamato il dragone di Echigo (越後の龍 Echigo no ryū?) o anche la tigre di Echigo (越後の虎 Echigo no tora?). Sembra che i due condottieri fossero ben felici di darsi battaglia. Combatterono diverse volte nelle battaglie di Kawanakajima.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e ascesa a leader del clan Takeda[modifica | modifica wikitesto]

Shingen era il primogenito di Takeda Nobutora, guida del clan Takeda e daimyō della provincia di Kai. In gioventù fu un poeta. Assistette il padre, i parenti più anziani e i vassalli della famiglia Takeda divenendo una preziosa risorsa per il clan già in giovane età. Nel 1536, all'età di quindici anni, fu fondamentale il suo aiuto al padre nella battaglia di Un no Kuchi.[4][5]

Una volta raggiunta la maturità si ribellò al padre, succedendogli nel 1540 e acquisendo il controllo del clan. Il modo con cui riuscì a usurpare la guida del clan non è chiaro, anche se sembra che il padre avesse intenzione di nominare il suo secondogenito, Nobushige, come suo successore al posto di Shingen. Come risultato egli fu esiliato da Shingen e i suoi seguaci nella provincia di Suruga, a sud del Kai, dove venne tenuto in custodia dal clan Imagawa guidato al tempo da Imagawa Yoshimoto. Questo episodio portò alla nascita di un'alleanza tra i due clan.[6]

Prime conquiste[modifica | modifica wikitesto]

Le prime mosse di Shigen furono di consolidare i possedimenti del clan e di espandere il proprio dominio nelle province circostanti: uno dei suoi primi obiettivi consisteva nella conquista della provincia di Shinano. Numerosi signori della guerra dello Shinano marciarono fino alle porte della provincia del Kai nel tentativo di neutralizzare anticipatamente Shingen prima che avesse l'opportunità di espandere le proprie terre. Benché avessero pianificato di sconfiggerlo a Fuchū (dove Shingen stava raggruppando le forze), vennero presi alla sprovvista dagli uomini di Takeda in quella che passò alla storia come la battaglia di Sezawa. Approfittando della situazione Shingen ottenne una rapida vittoria che pose le basi per l'invasione di Shinano l'anno stesso e la sua successiva vittoria nell'assedio di Uehara. Il giovane condottiero fece notevoli passi avanti nella regione conquistando il quartier generale dei Suwa nella battaglia di Kuwabara prima di spostare l'attenzione su Shinano sconfiggendo Tozawa Yorichika e Takato Yoritsugu rispettivamente nell'assedio di Fukuyo e nella battaglia di Ankokuji. Nel 1543 conquistò il castello Nagakubo, Kojinyama nel 1544, poi Takatō e Ryūgasaki nel 1545. Nel 1546 prese Uchiyamae e vinse la battaglia di Odaihara. Nel 1547 conquistò il castello di Shika. Nel 1548 il condottiero riportò una sonora sconfitta nella battaglia di Uedahara contro Murakami Yoshikiyo, perdendo alcuni dei suoi generali migliori, tra cui Itagaki Nobukata, Amari Torayasu e Hajikano Den'emon. Shingen pianificò vendetta e il clan Murakami fu sconfitto nell'assedio di Toishi nel 1550-1551. Murakami fuggì dalla regione e chiese asilo alla provincia di Echigo.

Una riproduzione moderna della famosa armatura di Takeda Shingen
Battaglia di Kawanakajima nel 1561

Gli scontri con Kenshin[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1548 Shingen sconfisse Ogasawara Nagatoki nella battaglia di Shiojiritoge e prese Fukashi nel 1550.[4] Fu a questo punto che scese in campo Uesugi Kenshin della provincia di Echigo, poiché i Takeda erano ormai giunti ai confini della sua provincia. Quella che iniziò fu una rivalità che diventerà leggendaria che li portò a scontrarsi cinque volte nelle battaglie di Kawanakajima. Queste battaglie furono generalmente delle schermaglie, nessuno dei due daimyō voleva scoprirsi in una battaglia a tutto campo. La battaglia più feroce tra i due, e pure quella che avrebbe potuto decidere la vittoria o sconfitta di una delle due parti, fu la quarta, durante la quale, secondo la leggenda, Uesugi Kenshin riuscì ad aprirsi un varco tra le linee Takeda e affrontò Shingen. Si narra che Kenshin attaccò Shingen con la sua spada che si difese con il suo ventaglio (o tessen). Entrambi persero numerosi uomini durante la battaglia: in particolare Shingen perse due importanti generali, Yamamoto Kansuke e suo fratello più giovane Takeda Nobushige.[7]

Dopo la quarta battaglia Shingen subì due congiure interne. Shingen scoprì due complotti alla sua vita, il primo di suo cugino Suwa Shigemasa, al quale fu ordinato di commettere seppuku, ed il secondo, qualche anno più tardi, da suo figlio stesso Takeda Yoshinobu. Quest'ultimo fu esiliato presso il tempio Toko, dove morì due anni dopo; non si conosce se di cause naturali o su ordine del padre. Dopo questo incidente, Shingen designò il suo quartogenito, Katsuyori come successore alla guida del clan.

Dopo aver conquistato Katsurao, Wada, Takashima e Fukuda, nel 1554 riportò altrettante vittorie negli assedi di Fukushima, Kannomine, Matsuo e Yoshioka.[8]

Nel 1563, insieme a Hōjō Ujiyasu, conquistò il castello di Matsuyama nella provincia di Musashi. Takeda Shingen poi prese Kuragano nel 1565 e il castello di Minowa. Poi si mosse contro gli Hōjō attaccando il castello di Hachigata impegnandoli successivamente nell'assedio di Odawara. Si ritirò con successo dopo che Hōjō Ujiteru e Hōjō Ujikuni fallirono il tentativo di fermarlo nella battaglia di Mimasetoge.[9]

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Si crede che la morte di Yoshinobu portò a un cambio di politica da parte di Shingen sugli Imagawa. Dopo che Imagawa Yoshimoto rimase ucciso in battaglia contro Oda Nobunaga nel 1560, Shingen iniziò a pianificare l'invasione della provincia di Suruga, un territorio controllato allora dal figlio di Yoshimoto, Ujizane. Yoshinobu era tuttavia contrario a questo piano poiché sua moglie era figlia di Yoshimoto. Ciò nonostante, nel 1567, dopo che Shingen ebbe tenuto con successo le forze di Uesugi Kenshin fuori dal confine settentrionale dello Shinano, conquistò un castello di importanza strategica ad ovest della provincia di Kōzuke e, soppressa l'opposizione interna, fu pronto a invadere Suruga.

Durante questo periodo Shingen ordinò il progetto di sbarramento del fiume Fuji, che si rivelò una delle principali attività ingegneristiche dell'epoca.

Shingen e Tokugawa Ieyasu strinsero un accordo e occuparono i territori degli Imagawa.[10] Entrambi combatterono contro l'erede di Yoshimoto, Imagawa Ujizane. Dopo aver sconfitto le forze d'intervento di Hōjō Ujimasa dallo Sagami, Shingen finalmente si assicurò la provincia di Suruga, territori storici del clan Imagawa, che divennero parte dei possedimenti dei Takeda a partire dal 1569.

Per consolidare il controllo dei Takeda sulle provincie di Suruga, Shinano settentrionale e Kōzuke occidentale, Shingen si mosse per sfidare l'alleanza Oda-Tokugawa, comandando una forza di oltre 30.000 uomini nelle provincie di Tōtōmi, Mikawa e Mino nel 1572.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Le esatte circostanze attorno alla morte di Takeda Shingen non sono ancora note con certezza. Secondo alcune teorie Takeda Shingen, all'età di 49 anni, era l'unico daimyō a possedere la forza e l'abilità necessaria per fermare la corsa di Oda Nobunaga alla conquista del Giappone. Affrontò le forze di Tokugawa Ieyasu nel 1572 e conquistò Futamata, sconfiggendo nella battaglia di Mikatagahara, anche se non in modo decisivo, una piccola armata di forze combinate di Nobunaga e Ieyasu. Dopo aver sconfitto Ieyasu, Shingen fermò temporaneamente la sua avanzata per cause esterne, il che diede tempo a Tokugawa di prepararsi nuovamente. Shingen entrò nella provincia di Mikawa, ma morì in battaglia. Alcune fonti riportano che morì per una vecchia ferita di guerra, altre per una ferita di un cecchino, altre ancora di polmonite.[11][12]

È sepolto al tempio di Erin, a Kōshū, nella prefettura di Yamanashi.[13]

Dopo la morte[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte del padre Takeda Katsuyori gli succedette divenendo il nuovo daimyō del clan Takeda. Katsuyori era ambizioso e desiderava perpetuare la politica aggressiva del padre. Si mosse per prendere i forti dei Tokugawa. Le forze congiunte di Tokugawa Ieyasu e Oda Nobunaga inflissero tuttavia un colpo devastante ai Takeda nella battaglia di Nagashino nel 1575. Qui la fanteria di Oda Nobunaga, armata di archibugi, decimò la cavalleria Takeda. I Takeda dopo la sconfitta non riuscirono più a riprendersi e Ieyasu colse l'occasione sconfiggendoli definitivamente nella battaglia di Tenmokuzan nel 1582. Katsuyori commise seppuku dopo la battaglia, segnando la fine del clan Takeda.

Alla morte di Shingen si racconta che Kenshin pianse la perdita del suo più forte e rispettato rivale. Uno dei tributi maggiori all'abilità di Shingen venne da Tokugawa Ieyasu stesso, il quale utilizzò le innovazioni governative e militari del vecchio leader Takeda dopo che che ebbe prese il controllo del Kai durante l'ascesa di Toyotomi Hideyoshi. Molti dei suoi progetti furono utilizzati dallo shogunato Tokugawa.

Mentre i Takeda erano per la maggior parte distrutti dalla perdita dell'erede Katsuyori, Shingen continuò ad avere un profondo effetto sul Giappone dell'epoca. Influenzò molti signori con la sua legge, la sua politica e il suo sistema amministrativo, e molte storie furono tramandate su di lui. Sebbene la sua innata ambizione e aggressività verso i nemici probabilmente non era così crudele come gli altri signori della guerra del tempo. Nella sua bandiera era ricamata la famosa frase fū-rin-ka-zan (風林火山? "vento, foresta, fuoco, montagna"), presa dal celebre libro di Sun Tzu L'arte della guerra. Questa frase si riferiva al concetto di «veloce come il vento, silenzioso come una foresta, feroce come il fuoco e inamovibili come una montagna». Il motto si addiceva in toto alle politiche di Shingen e alla sua strategia militare.

Servitori[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ventiquattro generali di Takeda Shingen.

Durante il periodo Edo, ventiquattro servitori di Shingen vennero scelti come argomenti popolari per ukiyo-e e bunraku. I nomi variano da una rappresentazione all'altra e l'elenco che segue è la versione ampiamente concordata di servitori. Questi non vissero tutti assieme, alcuni morirono prima di altri, ma tutti dettero notevoli contributi a Shingen e al clan Takeda.

Di questi servitori, Kōsaka Masanobu si distingue come uno dei più intimi conoscenti di Shingen, nello stile della tradizione shudō giapponese. I due iniziarono una relazione quando Shingen aveva 22 anni e Masanobu 16. Un documento conservato nell'archivio storico dell'Università di Tokyo documenta l'impegno di Shingen di non legarsi sentimentalmente a nessun altro servitore e la volontà di non recare danno in nessun modo al ragazzo, raccomandandolo agli dei.

Ventiquattro generali
Altri generali

Takeda Shingen Matsuri[modifica | modifica wikitesto]

Takeda Shingen e soldati nel 2006

Il Takeda Shingen Matsuri ha luogo il primo fine settimana di ogni aprile a Kōfu. Di solito un famoso attore della televisione giapponese interpreta la parte di Takeda Shingen. Ci sono diverse sfilate che partono dalla tomba di Takeda fino al castello di Kōfu. Queste sfilate sono molto teatrali e coinvolgono seri rievocatori che si allenano tutto l'anno in vista del festival. Le sfilate ripercorrono diversi episodi della vita di Takeda Shingen.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • La battaglia tra i Takeda e gli Uesugi è rappresentata nel film Heaven and Earth.
  • La morte di Takeda Shingen è romanzata nel Kagemusha - L'ombra del guerriero, diretto da Akira Kurosawa, dove il condottiero viene ucciso da un cecchino.
  • Shingen the Ruler (Takeda Shingen 2 in Giappone) è gioco di strategia a turni per il Nintendo Entertainment System (NES), prodotto dalla Hot B nel 1989, e pubblicato in Nord America nel 1990.
  • Il clan Takeda è una fazione giocabile nei videogiochi Shogun: Total War e Total War: Shogun 2 della Creative Assembly dove Shingen appare alla fine dell'introduzione.
  • Takeda Shingen appare nelle famose serie di giochi Samurai Warriors e Sengoku Basara, e nell'anime Sengoku Basara: Samurai Kings.
  • È un personaggio in tutta la serie Warriors Orochi.
  • È un personaggio giocabile di Pokémon Conquest (Pokémon + Nobunaga's Ambition in Giappone), con il suo partner Pokémon diventa Rhyperior e Groudon.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per i biografati giapponesi nati prima del Periodo Meiji si usano le convenzioni classiche dell'onomastica giapponese, secondo cui il cognome precede il nome. "Takeda" è il cognome.
  2. ^ Turnbull, 1977, p. 123.
  3. ^ Sansom, 1961, p. 246.
  4. ^ a b Turnbull, 1998, pp. 209-213.
  5. ^ Satō, 1995, pp. 206-207.
  6. ^ Turnbull, 1987, pp. 41-44.
  7. ^ Turnbull, 1998, pp. 269-272.
  8. ^ Turnbull, 1998, pp. 212-213.
  9. ^ Turnbull, 1998, pp. 216-218.
  10. ^ Sansom, 1961, p. 279.
  11. ^ Takeuchi, 1985, p. 204.
  12. ^ Arai, 1987, p. 249.
  13. ^ Louis-Frédéric, 2002, p. 182.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (JA) Masayoshi Arai, Nihonshi jiten (Dictionary of Japanese History), Tokyo, Ōbunsha, 1987.
  • (EN) Louis-Frédéric Nussbaum, Japan Encyclopedia, Harvard University Press, 2002, ISBN 978-0-674-01753-5.
  • (EN) E. Papinot, Historical and Geographical Dictionary of Japan, Charles E. Tuttle Co., Inc., 1984.
  • (EN) George Sansom, A History of Japan, 1334–1615, Stanford University Press., 1961, ISBN 0804705259.
  • (EN) Hiroaki Satō, Legends of the Samurai, Overlook Duckworth, 1995.
  • (JA) Rizō Takeuchi, Nihonshi shōjiten (A Concise Dictionary of Japanese History), Tokyo, Kadokawa shoten, 1985.
  • (EN) Stephen Turnbull, The Samurai, A Military History, MacMillan Publishing Co., 1977, ISBN 0026205408.
  • (EN) Stephen Turnbull, Battles of the Samurai. Arms and Armour Press, 1987, ISBN 0853688265..
  • (EN) Stephen Turnbull, The Samurai Sourcebook, Cassell & Co, 1998, ISBN 1854095234.

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