Differenze tra le versioni di "Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord"

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Talleyrand dunque parte per [[Versailles]], dove partecipa all'apertura ufficiale degli Stati il 5 maggio [[1789]]; qui partecipa a tutti i lavori dell'Assemblea fino a quando, dopo l'atto di forza del re che impedisce ai membri del Terzo Stato di entrare nell'aula, decide di unirsi ai dissidenti che, sotto la guida dell'abate [[Emmanuel Joseph Sieyès|Sieyès]] e del conte [[Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau|Mirabeau]], si costituiscono in [[Assemblea nazionale costituente|Assemblea Nazionale Costituente]] il 9 luglio [[1789]]. La [[Rivoluzione francese]] era cominciata.
 
ciao
=== La [[Rivoluzione francese|Rivoluzione]] ===
[[File:Couder Stati generali.jpg|thumb|upright=1.8|[[Louis-Charles-Auguste Couder]], Apertura degli [[Stati generali del 1789|Stati generali]] il 5 maggio [[1789]], cui partecipò anche Talleyrand]]
Il 14 luglio [[1789]], Talleyrand, già messosi in luce per la sua brillante retorica e conosciuto per le sue idee innovatrici oltre che per la sua spregiudicatezza, è nominato membro della commissione per la Costituzione dell'[[Assemblea nazionale costituente|Assemblea Nazionale]], nella quale avrà un ruolo importante. Mantiene comunque un alto profilo, evitando di esporsi troppo in attesa di schierarsi dalla parte del vincitore, continuando però a tenere contatti segreti con il re attraverso il fratello di quest'ultimo, conte di Artois, proponendogli, dopo la [[presa della Bastiglia]], persino un intervento armato a sorpresa contro l'Assemblea; ma il re accetta il consiglio. Stringe amicizia e comincia la collaborazione con [[Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau|Mirabeau]], uomo corrotto e roboante , ma convincente oratore, che dà voce alle idee del nuovo vescovo di Autun. Talleyrand suggerisce, tramite l'amico Mirabeau, la confisca dei beni della Chiesa, cui partecipa attivamente, arricchendosi parecchio insieme all'amico, il che gli costerà naturalmente l'accusa di tradimento da parte degli ambienti ecclesiastici.
 
Propone all'Assemblea la fine dell'attribuzione di [[religione di Stato]] al [[chiesa cattolica|cattolicesimo]] e l'estensione della cittadinanza francese agli [[ebrei]] portoghesi e [[avignone]]si. Lavora infine alla [[Costituzione civile del clero]], che prevede fra le altre cose il giuramento di fedeltà allo Stato da parte di vescovi e sacerdoti. La Costituzione civile del clero viene approvata dall'Assemblea il 12 luglio [[1790]]. Talleyrand presta il giuramento di fedeltà alla nuova [[Costituzione civile del clero]].
 
Il 13 gennaio [[1791]] rinuncia alla sua diocesi di Autun, ma il 24 febbraio consacra i primi due vescovi costituzionalisti, che saranno soprannominati ''talleyrandistes''. Sei mesi dopo la proclamazione, la nuova Costituzione civile del clero viene condannata da [[papa Pio VI]], che a metà dell'anno [[Scomunica|scomunicherà]] il vescovo ribelle.<ref>[[Papa Pio VI]], che fino ad allora si è limitato a prendere tempo sul problema dei vescovi che avessero aderito alla Costituzione civile del clero, è costretto a prendere posizione (altri 36 furono consacrati da Gobel più tardi). Il 10 marzo [[1791]], con il breve ''Quot aliquantum'', condanna la Costituzione Civile del Clero perché intacca la costituzione divina della Chiesa; il 13 aprile, con il breve ''Charitas'', dichiara sacrilega la consacrazione di nuovi vescovi, sospende ''a divinis'' vescovi e preti costituzionali e condanna il giuramento di fedeltà.</ref><ref>{{cita libro|autore=Luigi Mezzadri|titolo=La rivoluzione francese e la Chiesa|editore=Città nuova|anno=2004|città=Roma|p=102|isbn=88-311-0337-7}}</ref>
 
[[File:Le serment de La Fayette a la fete de la Federation 14 July 1790 French School 18th century.jpg|thumb|upright|''Il giuramento di [[Gilbert du Motier de La Fayette|La Fayette]] alla Festa del 14 luglio'': Talleyrand celebrò la messa al [[Campo di Marte (Parigi)|Campo di Marte]] in occasione dei festeggiamenti]]
 
Sempre su suo suggerimento, l'Assemblea dichiara il 14 luglio (data della presa della Bastiglia) festa nazionale e al suo primo anniversario è proprio Talleyrand a celebrare la messa al [[Campo di Marte (Parigi)|Champ de Mars]]. In quell'occasione, di fronte ai dignitari stupiti di tanta sfrontatezza, dice: «Vi prego, non fatemi ridere».<ref>Pier Damiano Ori e Giovanni Perich, ''Talleyrand'', p. 28</ref>
 
[[File:Declaration of Human Rights.jpg|thumb|left|upright=1.3|''Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen'' (Dichiarazione dei diritti del cittadino): Talleyrand fu tra i principali redattori della Dichiarazione e l'autore dell'art. VI]]
Talleyrand firma la [[Costituzione]] dello [[Francia|Stato francese]] (da lui stesso in gran parte elaborata), che sarà presentata al re e da questi accettata il 14 settembre [[1791]]: egli è in particolare autore dell'art. VI della [[Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino]], norma relativa all'uguaglianza di tutti i cittadini innanzi alla legge e al principio che la legge è espressione della volontà generale. Con un celebre ''Rapport sur l'instruction publique'' (che subì le critiche di [[Mary Wollstonecraft]] perché la dissertazione non includeva le donne), letto davanti all'Assemblea, chiude la sua attività alla Costituente.
 
L'anno seguente (1792), su incarico del ministro degli Esteri Valdec de Lessart, viene inviato dall'Assemblea in missione diplomatica in Inghilterra (la prima di una lunga serie), con il compito di rassicurare i minacciosi vicini sulle buone intenzioni della Francia, contro la quale nel frattempo si stanno coalizzando tutte le monarchie d'Europa; mentre l'Austria del nuovo imperatore [[Francesco II d'Asburgo-Lorena|Francesco II]] scioglie ogni riserva e dichiara guerra alla nazione ribelle, Talleyrand fa per la prima volta sfoggio della propria abilità di negoziatore, ottenendo contro ogni aspettativa la neutralità britannica. Il giovane "Abbè Talleyrand", come ancora era noto, pubblicò il risultato della fortunata trattativa in un saggio in cui esprimeva le sue vedute di politica estera, intitolato ''Mémoire sur les rapports actuels de la France avec les autres États de l'Europe'', che rivelò per la prima volta il suo grande acume diplomatico, lanciandolo alla ribalta della politica francese del momento.
 
Dopo essere ritornato in Francia a luglio, presagendo l'avvicinarsi delle turbolenze del periodo, si schiera apertamente con i radicali che vogliono la testa del sovrano, sperando così di far dimenticare la sua origine aristocratica e la sua carriera ecclesiastica: sente che la sua posizione, nonostante i recenti successi in politica estera, è sempre più precaria a causa del precipitare degli eventi e del sempre maggiore potere che va acquisendo il partito radicale dei Giacobini, capeggiati da un avvocato di [[Arras]], [[Maximilien de Robespierre|Maximilien Robespierre]], il quale nella sua intransigente e quasi puritana moralità non apprezza la licenziosità del vescovo apostata, e da un ex insegnante oratoriano, [[Joseph Fouché]]. In questo periodo quindi riesce a ottenere da [[Georges Jacques Danton|Danton]] di tornare nuovamente in missione a [[Londra]]: si tratta di un escamotage molto astuto, che permetterà a Talleyrand di non apparire uno degli ''émigré'', ossia uno degli esponenti ostili alla [[Rivoluzione francese]] scappati dalla Francia. Vengono però per sua sfortuna trovate in un [[Armoire de fer|armadio]] due sue lettere indirizzate a [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] che attestano i rapporti segreti intercorsi tra l'ex vescovo e l'odiato sovrano: il governo rivoluzionario emette un ordine di cattura nei suoi confronti.
 
Nel [[1794]] Talleyrand è espulso dall'Inghilterra, auspice il nuovo capo di governo inglese [[William Pitt il Giovane|William Pitt]]. Nel frattempo, infatti, la Gran Bretagna è entrata in guerra contro la Francia e la presenza sull'isola di Talleyrand non è molto rassicurante, vista la sua nota abilità di tenere i piedi in due scarpe. Va negli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] e si stabilisce a [[Filadelfia]], mal visto per la feroce propaganda orchestrata contro di lui da parte dei giacobini che colà rappresentano la Francia, ma ben accolto dai nobili francesi in esilio. Stringe inoltre una profonda amicizia con [[Alexander Hamilton]]. Esercita la professione di agente immobiliare nelle foreste del [[Massachusetts]], poi quella di mediatore in merci. Descriverà la sua esperienza americana in due saggi: ''Essai sur les Avantages à retirer des colonies nouvelles'' e ''Mémoire sur les relations commerciales des États-Unis avec l'Angleterre''.
 
=== Il [[Direttorio]] ===
Utente anonimo

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