Battaglia di Ulma

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Battaglia di Ulma
Boutigny-Surrender at Ulm.jpg
La resa del generale Mack a Ulma
Data 16-19 ottobre 1805
Luogo Ulma, Baden-Württemberg, Germania
Esito Vittoria decisiva francese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
80.000 72.000
Perdite
1.500 morti 4.000 morti, 30.000 prigionieri, 30.000 fuggiti, 70 cannoni persi
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La battaglia di Ulma fu combattuta durante la guerra della terza coalizione antifrancese nell'ottobre 1805 nei pressi dell'omonima cittadina del Baden-Württemberg. Lo scontro si concluse, dopo una abile manovra strategica della Grande Armata al comando dell'imperatore Napoleone Bonaparte, con la completa vittoria francese e con la resa, il 20 ottobre 1805, dell'intera armata austriaca comandata dal generale Karl Mack. Dal punto di vista strategico la manovra di Ulma fu uno dei maggiori successi della carriera militare di Napoleone.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Schema della battaglia di Ulma, 1805.

Nel 1805 Inghilterra, Austria, Svezia e Russia formarono la terza coalizione per rovesciare l'Impero francese. Napoleone intendeva colpire l'Inghilterra e perciò armò circa 100.000 uomini presso Boulogne mentre la flotta mediterranea capitanata da Villeneuve avrebbe dovuto raggiungere, attraversando lo stretto di Gibilterra, la flotta nel porto di Brest e con essa raggiungere la Manica che però fallì e spinse l'imperatore a voltar fronte. Quando la Baviera si schierò con Napoleone, gli austriaci, forti di un esercito di 72.000 effettivi al comando del generale barone Karl Mack von Leiberich, la invasero come misura preventiva, mentre i russi stavano ancora attraversando la Polonia. Gli austriaci si trovarono così a contatto con i francesi molto prima che i rinforzi russi potessero raggiungere il fronte.[1]

Accerchiamento[modifica | modifica wikitesto]

« Trentamila uomini, tra i quali 2.000 a cavallo, oltre 60 cannoni e 40 stendardi sono caduti in mano ai vincitori. Da quando è cominciata la guerra, il numero totale di prigionieri si calcola intorno ai 60.000, gli stendardi catturati 80, senza calcolare i treni di artiglieria e di approvvigionamento [...] Le vittorie non sono mai state così complete e così poco costose »

(VIII bollettino della Grande Armée[2])

Napoleone poteva contare sui 177.000 uomini della Grande Armée a Boulogne, che era pronta per invadere l'Inghilterra: essa partì il 27 agosto e il 24 settembre fu in posizione, di fronte alle linee di Mack. Il fronte sorpassava Ulma da entrambi i lati, da Strasburgo a nord, alla bavarese Weißenburg a sud.
Il 7 ottobre Mack, rendendosi conto che Napoleone intendeva aggirare il suo lato destro per tagliarlo fuori da ogni comunicazione con i russi, in arrivo passando per Vienna, decise di cambiare fronte, ponendosi alla sinistra di Ulma, avendo Rain alla destra, ma i francesi proseguirono la manovra, attraversando il Danubio a Neuburg.
Nel tentativo di sganciarsi, Mack cercò di attraversare a sua volta il fiume a Günzburg, circa 20 km da Ulma. Tuttavia qui accadde che, il 9 ottobre, il generale d'Aspre venne investito da un attacco in massa del 6º corpo francese comandato da Michel Ney, travolto e fatto prigioniero, con 2.000 uomini. Ciò che costrinse Mack a ripiegare sotto le mura di Ulma.

Agganciamento[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 ottobre Napoleone aveva compiuto l'accerchiamento dell'armata austriaca attorno alla città e solo tre giorni dopo Mack si arrese con circa 30.000 uomini, 65 cannoni e 40 bandiere, 12.000 erano stati uccisi o feriti. I restanti 30.000 uomini tentarono lo sganciamento, ma perdettero ogni coesione e si resero totalmente inutilizzabili come unità militari; molti disertarono, mentre solo alcuni reparti riuscirono a mantenersi operativi, come quello comandato dall'Arciduca Ferdinando, fuggito verso la Boemia alla testa di 2.000 cavalieri. L'Armée aveva subito circa 6.000 perdite tra morti e feriti.

Resa[modifica | modifica wikitesto]

La Resa della città di Ulma di Charles Thévenin

Alla resa, Mack porse la spada e si presentò a Napoleone come «lo sfortunato generale Mack». L'imperatore sorrise e rispose: «Restituisco allo sfortunato generale la Sua spada e la Sua libertà, assieme ai miei ossequi da portare al Suo Imperatore». Ma Francesco II non fu così generoso: Mack fu infatti deferito alla corte marziale e condannato a due anni di prigione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sembra che la causa della prematura avanzata austriaca sia stata la differenza di 10 giorni che intercorrevano tra il calendario russo e quello austriaco per cui gli austriaci diedero il via alle operazioni troppo presto.
  2. ^ D. Chandler, Le campagne di Napoleone, vol. I, p. 503.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adolfo Omodeo, L'età del risorgimento Italiano, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1965.

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