Seconds Out

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Seconds Out
ArtistaGenesis
Tipo albumLive
Pubblicazioneottobre 1977
Durata95:31
Dischi2
Tracce12
GenereRock progressivo
EtichettaCharisma Regno Unito
Atlantic Stati Uniti
ProduttoreDavid Hentschel, Genesis
Registrazione11-14 giugno 1977, Palais des Sports, Parigi (Francia)
Cinema Show: 23 giugno 1976, Pavillon, Parigi (Francia)
NoteCopertina A & D Design
Certificazioni
Dischi d'oroGermania Germania[1]
(vendite: 250 000+)
Regno Unito Regno Unito[2]
(vendite: 100 000+)
Genesis - cronologia
Album precedente
(1976)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[3] 3.5/5 stelle

Seconds Out è il secondo album dal vivo del gruppo musicale britannico Genesis, pubblicato nel 1977 dalla Charisma Records.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un doppio album che raccoglie per gran parte registrazioni dai concerti tenuti al Palais des Sports di Parigi dall'11 al 14 giugno 1977, durante il tour europeo di Wind & Wuthering. Una sola traccia, The Cinema Show, è tratta dal concerto al Pavillon, sempre a Parigi, del 23 giugno 1976, cioè dal tour del precedente album A Trick of the Tail.

Il titolo dell'album deriva da un'espressione usata dagli arbitri di boxe, quando invitano i secondi (cioè i membri dello staff di ciascun pugile) a uscire dal ring subito prima che un round incominci. Naturalmente, è anche un riferimento al fatto che si tratti del "secondo" album live del gruppo uscito (out) fino ad allora, oppure al fatto che sono i "secondi" Genesis, senza Peter Gabriel, a suonare[senza fonte].

Con la sola Afterglow tratta da Wind & Wuthering, il doppio album presenta brani tratti da A Trick of The Tail alternati ad altri realizzati durante il periodo con Peter Gabriel. Tra questi ultimi, appare una versione di Firth of Fifth privata dell'introduzione al pianoforte: Tony Banks aveva infatti smesso di suonarla dal vivo già al tempo di Gabriel a causa delle difficoltà esecutive causategli dell'assenza di dinamica nella tastiera del suo pianoforte elettrico RMI Electra.[4]

Con Phil Collins quasi sempre impegnato come cantante e frontman, il ruolo di batterista a tempo pieno è affidato dal vivo al musicista statunitense Chester Thompson, tranne nella già citata The Cinema Show, in cui il batterista è Bill Bruford. Caratteristica di tutti i concerti dei Genesis dal 1976 in poi, in quasi tutte le parti strumentali Collins lascia il centro del palco e torna dietro i tamburi a raddoppiare la sezione ritmica.

L'uso della doppia batteria risente dell'influenza fusion introdotta nella band proprio da Collins,[5] al quale si deve anche l'idea di impiegare Thompson, che egli già apprezzava nei Weather Report ma soprattutto nell'album Roxy & Elsewhere di Frank Zappa & The Mothers,[5] nel quale lo statunitense duettava alla batteria con Ralph Humphrey. Su insistenza di Collins, una figurazione ritmica eseguita sui tom da Thompson e Humphrey nel brano More Trouble Every Day, tratto da quel disco, venne ripresa integralmente da Collins e Thompson sulla coda del brano Afterglow,[5] e rimarrà arrangiamento obbligato della canzone nell'arco di trent'anni, sino al Telecomcerto al Circo Massimo di Roma del 2007. Inoltre il duetto per sole batterie che debutta su quest'album collegando Dance on a Volcano a Los Endos, era anch'esso destinato a rimanere fisso nei concerti dei Genesis, anche nei decenni seguenti, peraltro espandendosi in durata fino a divenire una traccia a sé stante sui live The Way We Walk, Volume Two: The Longs (Drum Duet) e Live Over Europe 2007 (Conversation with Two Stools).

Durante i missaggi di Seconds Out Steve Hackett abbandonò i Genesis, poiché da tempo frustrato per il poco spazio lasciato, a suo giudizio, alle sue composizioni nel gruppo[6] e incoraggiato dall'esperienza positiva del suo primo album Voyage of the Acolyte a intraprendere la carriera solista.

Il giornalista italiano Armando Gallo, biografo del gruppo nonché autore di quasi tutte le foto di copertina di quest'album, ha definito Seconds Out uno dei migliori album dal vivo mai registrati.[6] La tecnica di registrazione dal vivo utilizzata da David Hentschel era per l'epoca piuttosto all'avanguardia e altri critici sottolinearono la notevole resa sonora dell'album rispetto allo standard degli album dal vivo pubblicati fino ad allora.[6]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Disco 1
  • Lato A
  1. Squonk – 6:39
  2. The Carpet Crawl – 5:27
  3. Robbery, Assault and Battery – 6:02
  4. Afterglow – 4:29
  • Lato B
  1. Firth of Fifth – 8:56
  2. I Know What I Like – 8:45
  3. The Lamb Lies Down on Broadway – 4:59
  4. The Musical Box (Closing Section) – 3:18
Disco 2
  • Lato C
  1. Supper's Ready – 24:33
  • Lato D
  1. The Cinema Show – 10:58
  2. Dance on a Volcano – 5:09
  3. Los Endos – 6:20

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo
Altri musicisti

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1977) Posizione
massima
Germania[7] 17
Italia[8] 7
Nuova Zelanda[7] 14
Paesi Bassi[7] 19
Regno Unito[9] 4
Stati Uniti[10] 47
Svezia[7] 26
Svizzera[7] 12

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Gold-/Platin-Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 13 maggio 2015.
  2. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. URL consultato il 13 maggio 2015. Digitare "Seconds Out" in "Search BPI Awards" e premere Invio.
  3. ^ (EN) Bruce Eder, Seconds Out, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 14 marzo 2015.
  4. ^ Mario Giammetti, Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, ISBN 9788862311267
  5. ^ a b c Philip Dodd (a cura di) e Genesis - Genesis - Revelations, De Agostini, 18/10/2007 ISBN 88-418-4164-8
  6. ^ a b c Armando Gallo, Genesis - I Know What I Like, D.I.Y. Books, 1979, ISBN 9780960403608.
  7. ^ a b c d e (DE) Genesis - Seconds Out, Schweizer Hitparade. URL consultato il 25 marzo 2018.
  8. ^ Gli album più venduti del 1977, Hit Parade Italia. URL consultato il 25 marzo 2018.
  9. ^ (EN) Official Albums Chart Top 60: 30 October 1977 - 05 November 1977, Official Charts Company. URL consultato il 25 marzo 2018.
  10. ^ (EN) Genesis - Chart history, Billboard. URL consultato il 25 marzo 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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