Secondo (pugilato)

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Il secondo, nel pugilato come in altre discipline di lotta, è l'allenatore che assiste il proprio atleta.[1]

Ruolo[modifica | modifica wikitesto]

Il suo ruolo è quello di allenare l'assistito, oltre che di seguirlo nel corso dell'incontro.[1][2] Al secondo non è permesso di accedere al ring, nemmeno durante la pausa tra una ripresa e la successiva.[3] Egli - che assiste il proprio combattemente con istruzioni e consigli - può comunque svolgere compiti medici, come l'eventuale cura di ferite riportate dal pugile.[1]

È inoltre responsabile del «getto della spugna», per manifestare l'intenzione di ritirarsi dal match.[4]

Altri significati del termine[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente, il termine definiva il manager del pugile.[1] La corrispondente espressione inglese è «corner man», letteralmente «uomo dell'angolo».[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Chiara Corradi, Il coach Zenoni: "Nella boxe la prima cosa è il rispetto. Delle regole e delle persone", su parmateneo.it, 23 novembre 2015.
  2. ^ 6 cose da sapere prima di provarci col ring, su gqitalia.it, 26 maggio 2014.
  3. ^ Pugile prende a pugni l'allenatore avversario: aggressione improvvisa sul ring, su youmedia.fanpage.it, 8 novembre 2016.
  4. ^ Un getto della spugna per Paris pugile, su 2out.it, Frosinone, 20 aprile 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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