Selling England by the Pound

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Selling England by the Pound
Artista Genesis
Tipo album Studio
Pubblicazione 28 settembre 1973
Durata 53 min : 41 s
Dischi 1
Tracce 8
Genere Rock progressivo
Art rock
Etichetta Charisma Records (Regno Unito) Atlantic Records (USA)
Produttore John Burns
Genesis - cronologia
Album precedente
(1973)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Discogs 4.46/5 stelle
All Music 5/5 stelle
Ondarock Pietra miliare

Selling England by the Pound è il quinto album del gruppo inglese dei Genesis, pubblicato nel 1973.

Peter Gabriel sul palco nelle vesti di "Britannia", in Dancing with the Moonlit Knight (1974)

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo dell'album (che in italiano si può rendere "vendesi Inghilterra un tanto al chilo") è un verso del brano di apertura Dancing With The Moonlit Knight. Peter Gabriel, autore del testo, lo trasse da un manifesto del Partito Laburista, che con tale espressione denunciava la "svendita" del Paese a meri interessi finanziari ed economici.[1] Lungi dall'essere esplicitamente politicizzati, i testi di quasi tutto l'album sono vagamente incentrati sul tema, già caro soprattutto a Peter Gabriel,[1] del conflitto ipocrita - nel subconscio inglese - fra austerità della tradizione, spesso confinata alle sole apparenze, e miserie contemporanee.

I riferimenti culturali dei testi,[2] quasi sempre ri-ambientati nel presente, vanno dal folklore e dalla storia Britannici (Dancing with the Moonlit Knight) alla letteratura (Romeo e Giulietta di Shakespeare e Tiresia in The Cinema Show) passando per spunti tratti dalla cronaca, come la guerra tra gangster di periferia londinesi in The Battle of Epping Forest, nella quale Gabriel incastona il racconto immaginario di un ex-prete corrotto dal sesso e dal denaro. Non mancano temi di pura fantasia come la metafora fluviale del tempo che scorre in Firth of Fifth (il cui titolo gioca sul nome del Firth of Forth, l'esteso fiordo scozzese sul quale si affaccia Edimburgo) o il ritratto di Jacob, lo scansafatiche che pare refrattario alle convenzioni e alla tradizione, dalle quali è però egli stesso permeato (I Know What I Like). L'unica traccia strumentale dell'album, After the Ordeal, contiene nel titolo il riferimento alle antiche ordalie. In chiusura d'album, quasi a dare un senso di circolarità al medesimo, il tema della "svendita", materiale ed etica, riaffiora sotto forma di elenco di offerte speciali di un supermercato (Aisle of Plenty) cantate a più voci sullo stesso tema musicale di Moonlit Knight che apriva il disco.
Ancor più che negli album precedenti, i testi sono pieni dei giochi di parole e neologismi,[2] spesso difficilmente traducibili, che costituiscono un tratto distintivo della poetica dei Genesis del periodo e di Peter Gabriel in special modo.

Momento a sé stante è More Fool Me, canzone d'amore per chitarra e voce e unico brano del disco cantato interamente da Phil Collins anziché da Gabriel.

Dal punto di vista musicale, l'album prosegue nello stile tipico della band in questo periodo: a brani relativamente concisi come I Know What I Like si alternano episodi più estesi con frequenti digressioni strumentali, arricchite qui per la prima volta dall'uso del sintetizzatore da parte di Tony Banks. Alcune di esse - come la lunga sezione finale di The Cinema Show - diverranno consuetudine permanente nei concerti dei Genesis, lungo tutta la loro carriera.

Selling England by the Pound fu il primo di una serie di album dei Genesis a riportare, sulla copertina dell'edizione italiana, la traduzione in italiano dei testi (con note esplicative) curata da Armando Gallo, giornalista musicale appassionato del gruppo che già dal 1972 aveva contribuito - in special modo dalle pagine della rivista Ciao 2001 - a diffondere in Italia l'interesse per la band, e che continuò a curare tali traduzioni fino al 1980 (per l'album Duke).

Fra gli album realizzati dai Genesis con Peter Gabriel nel quinquennio 1969-1974, questo è stato il più venduto, raggiungendo la terza posizione nelle classifiche inglesi.[3] Il brano I Know What I Like (In Your Wardrobe) fu pubblicato anche come singolo.

La copertina[modifica | modifica wikitesto]

Immagine di copertina del disco è un dipinto della pittrice inglese Betty Swanwick (1915-1989) intitolato The Dream (il sogno)[4] al quale Gabriel si ispirò per il testo di I Know What I Like, come riportato sulle note del disco. Su richiesta del gruppo, l'autrice aggiunse all'illustrazione originale un tosaerba di fine Ottocento, che richiamava un verso della canzone (Io, io sono solo un tagliaerbe / mi riconosci da come cammino). Nei concerti dal vivo, Peter Gabriel era solito introdurre e chiudere il brano mimando proprio un giardiniere che aziona una falciatrice (in quel caso un più moderno tosaerba a motore, il cui rumore assordante è anche imitato, in apertura e chiusura della canzone, dal sintetizzatore suonato da Tony Banks) immagine che voleva simboleggiare l'ossessione dell'inglese medio per l'apparenza, a partire dall'erba del giardino di casa.[1]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A

  1. Dancing with the Moonlit Knight – 8.02
  2. I Know What I Like (In Your Wardrobe) – 4.03
  3. Firth of Fifth – 9.36
  4. More Fool Me – 3.10

Lato B

  1. The Battle of Epping Forest – 11.43
  2. After the Ordeal – 4.07
  3. The Cinema Show – 11.06
  4. Aisle of Plenty – 1.31

(Tutti i brani sono firmati da Banks, Collins, Gabriel, Hackett e Rutherford).

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Concerti in Italia[modifica | modifica wikitesto]

I concerti dei Genesis in Italia nel 1974 per il tour di Selling England by the Pound furono i seguenti:[5]

  • 3 febbraio - Torino - Palasport,[6],[7]
  • 4 febbraio - Reggio Emilia - Palasport
  • 5 febbraio - Roma - Palaeur,[8],[9]
  • 6 febbraio - Napoli - Teatro Mediterraneo,[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Armando Gallo, Genesis - I Know What I Like, D.I.Y. Books, 1979, ISBN 978-0-9604036-0-8
  • Philip Dodd (a cura di) e Genesis - Genesis - Revelations, De Agostini, 18/10/2007, ISBN 88-418-4164-8
  • Mario Giammetti, Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, ISBN 978-88-6231-126-7
  • Armando Gallo, Genesis - The Evolution Of A Rock Band, Sidgwick & Jackson, 1978

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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