Patrick Magee

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Magee (a sinistra) con William Campbell in Terrore alla 13ª ora (1963)

Patrick Magee (Armagh, 31 marzo 1922Londra, 14 agosto 1982) è stato un attore irlandese.

È noto per le collaborazioni con Samuel Beckett e Harold Pinter e per le apparizioni in alcuni film horror, oltre che in Arancia meccanica (dove interpreta lo scrittore vittima di Alex DeLarge) e Barry Lyndon (nel quale ha il ruolo del Cavaliere di Balibari, un avventuriero che prende con sé Barry) di Stanley Kubrick.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato Patrick o Pat McGee, sposato con Belle Sherry e padre di due gemelli (Mark e Caroline, nati nel 1961), decise di cambiare il cognome quando vide cominciare a stabilirsi la sua fama sul palcoscenico.

Attore prevalentemente di teatro, capace di recitare in inglese e in irlandese, noto per gli eccessi alcolici (che potrebbero aver causato la sua scomparsa relativamente da giovane), apparve in parti minori anche in Il servo di Joseph Losey e in film di Peter Brook (nel Marat/Sade, 1967, dove interpreta il Marchese), William Friedkin, Roger Corman, Lucio Fulci e Walerian Borowczyk.

È morto nel 1982, a 60 anni, per un infarto.

Magee e Beckett[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1957 incontrò Samuel Beckett e registrò alcune sue opere per la radio. Per la BBC, con la regia di Donald McWhinnie registrò Embers e A Piece of Monologue. Con la regia di Martin Esslin, Rough for Radio II e con la regia di Michael Bakewell, Words and Music. A queste vanno aggiunte letture da Molloy, From an Abandoned Work e Texts for Nothing. Da alcune di queste registrazioni venne fatto più tardi un cofanetto di CD.

A Beckett piaceva talmente la sua voce da decidersi a scrivere Krapp's Last Tape specialmente per lui[1] (questa registrazione BBC in video fu fatta nel 1972). Anthony Cronin, nella sua biografia di Beckett, scrive che in qualche modo sembrava che i due si aspettassero a vicenda[2]. Il collega Jack MacGowran ricorda di come l'incontro con Beckett gli cambiò la vita[3] e di come Beckett lo diresse da sé in Endgame, dove l'attore riuscì persino a fargli cambiare una parola (da "queer" a "strange")[4].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • The Flipside of Dominick Hide, regia di Alan Gibson (1980)
  • Another Flip for Dominick (1982)

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mel Gussow, Conversations with and about Beckett, Grove Press, New York 1996, p. 33, p. 39 e p. 74. Questa fu la sola volta che il premio Nobel Beckett scrisse qualcosa per un attore specifico benché ne amasse alcuni in particolare, notoriamente almeno Jack MacGowran, Billie Whitelaw e David Warrilow.
  2. ^ A. Cronin, Samuel Beckett. The Last Modernist, HarperCollins, London 1996.
  3. ^ Mel Gussow, op. cit., p. 23.
  4. ^ Mel Gussow, op. cit., p. 180

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