Molloy
| Molloy | |
|---|---|
| Titolo originale | Molloy |
| Autore | Samuel Beckett |
| 1ª ed. originale | 1951 |
| 1ª ed. italiana | 1957 |
| Genere | romanzo |
| Lingua originale | francese |
| Serie | The Trilogy o The Beckett Trilogy |
| Seguito da | Malone muore |
Molloy è un romanzo di Samuel Beckett pubblicato in francese nel 1951 dalle Éditions de Minuit a Parigi. È il primo della cosiddetta The Trilogy o The Beckett Trilogy, che prosegue con Malone muore (1951) e L'innominabile (1953). La traduzione inglese, firmata da Beckett e Patrick Bowler, uscì per Grove Press nel 1955.
Genesi
[modifica | modifica wikitesto]La critica fa coincidere il romanzo, scritto nel 1947, con un gesto di liberazione nei confronti del proprio maestro James Joyce, sulle cui orme Beckett aveva fino ad allora scritto, al punto di scegliere di scrivere in francese, limitare il lessico, non aumentare riferimenti e articolazione dello stile, ma ridurre il testo ai minimi termini e alle radici.
Al tempo della scrittura di Molloy, Beckett era tornato nella dimora di famiglia di Foxrock, a Dublino, e cominciò a stenderlo davvero nella stanza della madre, la quale, rispetto alla trama del romanzo, era ancora viva[1]. Continuò a scriverlo durante una vacanza a Garavan, nei pressi di Mentone, dove era ospite di un amico assente e faceva lunghe nuotate[2].
Nel romanzo trovano vasta eco particolari dell'infanzia dell'autore: l'amore per la bicicletta, la collezione di francobolli, la sedia a dondolo, alcune figure e personaggi, compreso l'uso di codici segreti per le comunicazioni, e un certo tono da romanzi polizieschi che ogni tanto leggeva come svago per rilassarsi[3]. Il libro conobbe qualche difficoltà ad essere accettato dagli editori, anche se diversi leggendolo in anteprima ne rimasero ammirati (tra questi anche Tristan Tzara[4]). Una volta uscito, ricevette l'attenzione critica di Maurice Nadeau e Georges Bataille, ma mancò il successo. Che sarà prossimo, con la notorietà universale di Aspettando Godot. Ma Molloy', come i libri precedenti in inglese Murphy e Watt, non vendette quasi niente.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Il primo capitolo è raccontato da Molloy, il secondo da Moran, e c'è chi ha voluto vedere nei due personaggi il sé irlandese e il sé francese dell'autore.
Molloy è un ex vagabondo che ora vive in camera di sua madre. Egli descrive un viaggio che aveva intrapreso un po' di tempo prima, prima di venire a trovare la madre. Passa la maggior parte del tempo in bicicletta, vagando di paese in paese, incontrando una serie di personaggi bizzarri.
L'agente segreto Moran viene contattato da un certo Gaber una domenica mattina. Entrambi lavorano per l'agenzia di Youdi che ha preparato per Moran un nuovo incarico: trovare Molloy. Ma l'investigatore, che si porta suo figlio Jacques, non riuscirà a trovarlo e ucciderà qualcuno che assomiglia a se stesso. Durante la caccia veniamo a sapere che Molloy sta cercando a sua volta sua madre. Moran si riduce a vivere come un barbone, abbandonato anche dal figlio, e quando torna a casa la trova distrutta: le galline morte, la governante fuggita, progetti e attese distrutti dal senso di illogicità del tutto. Comunque Moran scriverà il suo rapporto per Youdi. Intanto Molloy ha raggiunto la casa della madre, ma troppo tardi, in quanto lei è morta. Anche lui si siede e inizia a scrivere un lungo rapporto non si sa per chi, anche se ogni tanto un uomo si fa vivo e gli lascia del denaro in cambio dei suoi fogli.
Edizioni
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Molloy, Éditions de Minuit, Paris, 1951; II ed., Minuit, maggio 1953.
- (EN) Molloy, Olympia Press, Paris, 1955; Grove Press, New York, 1955.
- Molloy, trad. di Piero Carpi De' Resmini, Sugar Editore, Milano, 1957.
- Molloy. Malone muore. L'innominabile, con uno studio di Theodor W. Adorno, trad. di Piero Carpi De' Resmini, Collana I Giorni n.8, Milano, SugarCo, febbraio 1965. [edizione con tagli]
- La trilogia, cofanetto 3 voll., Introduzione di Aldo Tagliaferri, Collana Gli Oscar, Milano, Mondadori, ottobre 1970. [su licenza SugarCo]
- Trilogia. Molloy. Malone muore. L'innominabile, Introduzione, trad. e cura di Aldo Tagliaferri, Collana NUE n.220, Torino, Einaudi, 1996, pp. 1–218, ISBN 978-88-061-4047-2; Milano, Club degli Editori (CDE), 1996.
- Molloy, trad. di A. Tagliaferri, Postfazione di Paolo Bertinetti, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, maggio 2005, ISBN 978-88-061-7617-4; Collana Letture, Torino, Einaudi, giugno 2026, ISBN 978-88-062-7248-7.
- Molloy, trad. di A. Tagliaferri, Collana Numeri Primi. I Nobel, Milano, Mondadori, 2012, ISBN 978-88-662-1329-1.
- Molloy, in: Romanzi, teatro, televisione, nuova trad. [condotta sull'edizione 'Minuit' del 1971] e cura di Gabriele Frasca, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 2023, ISBN 978-88-047-2646-3. [ed. inglese di riferimento: a cura di Shane Weller, Faber & Faber, 2009]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Sebbene a ogni visita Beckett la trovasse peggiorata nella sua malattia del morbo di Parkinson. Maria "May" Jones Roe Beckett morirà il 25 agosto 1950.
- ↑ James Knowlson, Damned to Fame. The Life of Samuel Beckett, Simon & Schuster, New York, 1996, p. 332.
- ↑ Knowlson, op. cit., p. 337.
- ↑ Knowlson, op. cit, p. 341.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Molloy, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Edizioni e traduzioni di Molloy, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Molloy, su Goodreads.
- (EN) Molloy, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
| Controllo di autorità | BNF (FR) cb125660240 (data) |
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