Nino Besozzi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Besozzi (a destra), Antonio Gandusio (in fondo alle scale) e Laura Solari in un'immagine della commedia Ho perduto mio marito, di Giovanni Cenzato, nel 1950

Nino Besozzi, all'anagrafe Giuseppe Besozzi (Milano, 6 febbraio 1901Milano, 2 febbraio 1971), è stato un attore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Debuttò nel 1919 a Siena con la Compagnia Calò, per poi far parte di varie compagnie accanto ad artisti come Irma Gramatica, Luigi Cimara, Andreina Pagnani, Ruggero Ruggeri, Vera Vergani, Virgilio Talli e Vittorio De Sica, rivelando doti particolari nel genere comico.

Dal 1931 al secondo dopoguerra alternò teatro e cinema, specializzandosi in parti di giovanotto disinvolto e brillante nell'ambito del repertorio comico-sentimentale dei "telefoni bianchi" e spesso in coppia con Elsa Merlini in pellicole come La segretaria privata di Goffredo Alessandrini (1931) e T'amerò sempre di Mario Camerini (1933); negli stessi anni si concedeva le prime fugaci apparizioni ai microfoni della radio, come in Le gelosie di Lindoro di Goldoni (1932), con Dina Galli. Per quanto riguarda il teatro, in questo periodo fondò la celebre Compagnia Besozzi-Falconi, insieme ad Armando Falconi.[1][2]

Distintosi anche in ruoli drammatici, dal 1946 si impose a teatro soprattutto nel repertorio brillante, interpretando lavori come Siamo tutti milanesi di Arnaldo Fraccaroli ed I morti non pagano tasse di Nicola Manzari.

Dotato di una voce duttile, con la quale giocava anche attraverso effetti nasali, prese parte a varie trasmissioni alla radio, soprattutto negli anni cinquanta: da riviste come Zig Zag (1950) e Fermo posta (1956) a commedie quali Viaggio di piacere di Gondinet (1956, regia di Convalli), Bettina di de Musset (1958, regia di Meloni) e Ricordati di Cesare di Davion (1959, regia di Brissoni), con Lina Volonghi e Alfredo Bianchini.

Esordì in televisione nel 1956 partecipando al varietà Lui, lei e gli altri, una sorta di sitcom ante litteram. Impegnato in seguito nella prosa televisiva, ma anche in spettacoli di varietà come Un due tre e Con loro (1956), fu tra gli interpreti degli sceneggiati Mont Oriol (1958) ed Il Conte di Montecristo (1966).

Tra le sue ultime interpretazioni radiofoniche si ricordano Ipotesi strutturale di Plebe e Di Martino (1969, regia di Giuseppe Di Martino) ed Il vestito di pizzo di Bowen (1970, regia di Michele Bandini). Nino Besozzi fu anche un pregevole caricaturista, disegnatore e pittore. Riposa al Cimitero Monumentale di Milano[3].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Nino Besozzi in Abbasso la miseria!

Prosa televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Carosello[modifica | modifica wikitesto]

Besozzi partecipò inoltre a numerose edizioni della rubrica pubblicitaria televisiva Carosello:[4]

Prosa radiofonica Rai[modifica | modifica wikitesto]

Varietà radiofonici Rai[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ memoria-attori.amati.fupress.net, http://memoria-attori.amati.fupress.net/S050?identificativo=1845&contesto=5&idcollegato=74021.
  2. ^ collezionesalce.beniculturali.it, http://www.collezionesalce.beniculturali.it/?q=scheda&id=7433.
  3. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.
  4. ^ Marco Giusti, Il Grande libro di Carosello, Milano, Sperling & Kupfer, II edizione, ISBN 800-200-2080-7

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli attori, Gremese editore, Roma, 2003

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN75998505 · ISNI (EN0000 0000 4493 4316 · SBN IT\ICCU\SBLV\207946 · LCCN (ENno2003015253 · GND (DE1061723976 · BNE (ESXX5613787 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2003015253
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie