Armando Plebe

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« Seguo il verso di Orazio “Odio la massa e me ne tengo lontano”. Solo in questo sono uomo di destra »

(Armando Plebe[1])
Armando Plebe
Armando Plebe.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature VI e VII
Gruppo
parlamentare
MSI-DN (fino al 31 gennaio 1977), DN-CD (dal 1º febbraio 1977)
Circoscrizione Piemonte
Incarichi parlamentari
  • Commissione parlamentare per il parere al Governo sulle norme delegate in materia di stato giuridico del personale della scuola (VI legisl)
  • 2ª Commissione permanente (Giustizia) (VI, VII legisl)
  • 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica) (VII legisl)
  • Rappresentanza italiana al Parlamento europeo (VII legisl)

Dati generali
Partito politico Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale poi Democrazia Nazionale - Costituente di Destra
Titolo di studio Laurea in filosofia
Professione Docente universitario

Armando Plebe (Alessandria, 12 settembre 1927Roma, 17 marzo 2017) è stato un filosofo e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si è laureato all'Università di Torino in Filosofia, poi in filologia classica nello stesso ateneo e infine di nuovo in Filosofia all'università di Innsbruck[2]. Testimone di nozze dell'editore Vito Laterza[3], grazie alla sua intercessione conobbe Benedetto Croce che lo convinse a pubblicare i suoi scritti e ne sponsorizzò l'opera[2][3]. Nel 1959 cominciò la sua carriera universitaria: dopo aver iniziato a Perugia come professore incaricato di Storia della Filosofia, nel 1961 passò all'Università di Palermo dove è stato docente ordinario di storia della filosofia[4] e direttore dell'Istituto alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Tra il 1970 e il 1973 insegnò anche all'Istituto ticinese di alti studi a Lugano.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Filosofo inizialmente marxista, nei primi anni settanta ha una clamorosa rottura con il pensiero del filosofo tedesco (dovuta anche alla sua contestazione del Sessantotto[3]) e viene annoverato fra i sostenitori dell'anticomunismo politico-culturale di quel periodo; dopo una militanza di due anni con i socialdemocratici di Giuseppe Saragat, aderisce al Movimento Sociale Italiano[3]. Giorgio Almirante lo nomina prima presidente del Fronte Universitario d'Azione Nazionale e poi responsabile del settore cultura dell'MSI-DN[5]. Successivamente Plebe fu eletto senatore della Repubblica nel 1972 nelle file del MSI-DN in Piemonte[6] e rieletto nel 1976; in quell'anno il leader missino lo include nella Rappresentanza italiana al Parlamento europeo.

Nel gennaio 1977 rompe anche con il MSI, aderendo al gruppo parlamentare scissionista Democrazia Nazionale (ma restò indipendente dal partito DN)[7]. Non rieletto con DN nel 1979, lascia la competizione politica attiva. Nel 1977 aveva chiesto anche l'iscrizione al Partito Radicale, ma dopo un'accesa votazione il partito gli negò la tessera[8].

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Terminata l'esperienza parlamentare tornò a insegnare all'Università di Palermo. Storico della filosofia, in particolare del pensiero greco, fu tra i più importanti interpreti di Aristotele[9].

Riavvicinatosi negli anni Novanta al marxismo[senza fonte], negli anni 2000 Plebe è editorialista del quotidiano Libero[10]. Pur sposato e padre di tre figli, in un'intervista concessa a Giampaolo Pansa ha dichiarato d'aver avuto esperienze omosessuali negli anni Settanta[1][3]. Si definiva come un illuminista scettico sostenitore d'un anarchismo intellettuale[2]. Fra gli studiosi con cui ha collaborato, egli riconosce come propri allievi Gianni Puglisi e Pietro Emanuele[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Hegel. Filosofo della storia, Torino, Edizioni di Filosofia, 1949.
  • La teoria del comico. Da Aristotele a Plutarco, Torino, Giappichelli, 1952.
  • Gli hegeliani d'Italia. Vera, Spaventa, Jaja, Maturi, Gentile, a cura di e con Augusto Guzzo, Torino, SEI, 1953.
  • Spaventa e Vera, Torino, Edizioni di filosofia, 1954.
  • La nascita del comico. Nella vita e nell'arte degli antichi greci, Bari, Laterza, 1956.
  • Filodemo e la musica, Torino, Edizioni di filosofia, 1957.
  • Processo all'estetica, Firenze, La Nuova Italia, 1959.
  • Heidegger e il problema kantiano, Torino, Edizioni di filosofia, 1960.
  • Breve storia della retorica antica, Milano, Nuova Accademia, 1961.
  • La dodecafonia. Documenti e pagine critiche, Bari, Laterza, 1962.
  • Introduzione alla logica formale. Attraverso una lettura logistica di Aristotele, Bari, Laterza, 1964.
  • Discorso semiserio sul romanzo, Bari, Laterza, 1965.
  • Estetica, a cura di, Firenze, Sansoni, 1965.
  • Storia della filosofia. Per il liceo classico, 3 voll., Messina-Firenze, D'Anna, 1966.
  • Termini della filosofia contemporanea, Roma, Armando, 1966.
  • La filosofia dei greci nel suo sviluppo storico, II, Da Socrate ad Aristotele, 6.3, Aristotele e i Peripatetici più antichi, a cura di, Firenze, La Nuova Italia, 1966.
  • Che cosa è l'Illuminismo, Roma, Ubaldini, 1967.
  • Che cosa ha veramente detto Marx, Roma, Ubaldini, 1967.
  • Che cosa ha veramente detto Hegel, Roma, Ubaldini, 1968.
  • Atlante concettuale delle nuove filosofie. [Termini di denunzia, categorie dell'anticonformismo, formule di moda, vecchi concetti in nuove filosofie], Roma, Armando, 1968.
  • L'estetica italiana dopo Croce, Padova, RADAR, 1968.
  • Che cosa è l'estetica sovietica, Roma, Ubaldini, 1969.
  • Che cosa è l'espressionismo, Roma, Ubaldini, 1969.
  • Dizionario filosofico, Padova, RADAR, 1969.
  • Storia del pensiero, 3 voll., Roma, Ubaldini, 1970.
  • Filosofia della reazione, Milano, Rusconi, 1971.
  • Quel che non ha capito Carlo Marx, Milano, Rusconi, 1972.
  • Il libretto della Destra, Milano, Edizioni del Borghese, 1972.
  • A che serve la filosofia?, Palermo, Flaccovio, 1974.
  • Un laico contro il divorzio, Roma, INSPE, 1974.
  • La civiltà del postcomunismo, Roma, CEN, 1975.
  • Storia della filosofia, III, La filosofia greca dal VI al IV secolo, con Gabriele Giannantoni e Pierluigi Donini, Milano, Vallardi, 1975.
  • Il materialismo oggi. Fisica, biologia e filosofia oltre l'ideologia, Roma, Armando, 1980.
  • Semiotica ed estetica, a cura di, Roma-Baden Baden, Il libro-Field educational Italia-Agis, 1981.
  • Leggere Kant, Roma, Armando, 1982.
  • Logica della poesia, Palermo, Ila Palma, 1982.
  • Storia della filosofia, 2 voll., Palermo-Sao Paulo, Ila Palma, 1984. Comprende:
Da Talete a Spinoza;
Da Locke ad Adorno.
  • Manuale di estetica, con Pietro Emanuele, Roma, Armando, 1987.
  • Manuale di retorica, con Pietro Emanuele, Roma-Bari, Laterza, 1988. ISBN 88-420-3296-4.
  • Storia del pensiero occidentale, 3 voll., con Pietro Emanuele, Roma, Armando, 1989.
  • Contro l'ermeneutica, con Pietro Emanuele, Roma-Bari, Laterza, 1990. ISBN 88-420-3531-9.
  • L'euristica. Come nasce una filosofia, con Pietro Emanuele, Roma-Bari, Laterza, 1991. ISBN 88-420-3865-2.
  • I filosofi e il quotidiano, con Pietro Emanuele, Roma-Bari, Laterza, 1992. ISBN 88-420-4030-4.
  • Dimenticare Marx?, Milano, Rusconi, 1993. ISBN 88-18-01096-4.
  • Dieci lezioni di politica, Milano, Rusconi, 1994. ISBN 88-18-12124-3.
  • Filosofi senza filosofia, con Pietro Emanuele, Roma-Bari, Laterza, 1994. ISBN 88-420-4523-3.
  • Tornerà il comunismo?, Casale Monferrato, Piemme, 1994. ISBN 88-384-2264-8.
  • Manuale dell'intellettuale di successo, con Piero Violante, Roma, Armando, 2005.
  • Il quinto libro del capitale. Marx contro i marxisti, Milano, Biblioteca di via Senato, 2005. ISBN 88-87945-80-2.
  • Il nuovo illuminista. Obiettivo libertà, Milano, Biblioteca di via Senato, 2006. ISBN 88-87945-86-1.
  • Memorie di sinistra e memorie di destra. Un filosofo negli anni ruggenti, Palermo, Qanat, 2012.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • «Plebe, Armando», la voce in Dizionario di filosofia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
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