Nicolangelo Carnimeo

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Nicolangelo Carnimeo
6 luglio 1887 – 10 agosto 1965
Nato aBari
Morto aNapoli
Dati militari
Paese servitoFlag of Italy (1861–1946).svg Regno d'Italia
Flag of Italy.svg Repubblica Italiana
Forza armataFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Anni di servizio1909-?
GradoGenerale di corpo d'armata
GuerreGuerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
BattaglieBattaglia di Cheren
Comandante diII Divisione coloniale
X Comando di Difesa Territoriale
DecorazioniCavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
"fonti nel corpo del testo"
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Nicolangelo Carnimeo (Bari, 6 luglio 1887Napoli, 10 agosto 1965) è stato un generale e magistrato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in giurisprudenza, scienze politiche e sociali, fu nominato ufficiale nel 1909. Combattente nella guerra italo turca e nella prima guerra mondiale, dal 1940 al 1941 fu comandante della seconda divisione Coloniale dell'Africa Orientale Italiana, nonché ufficiale del X Comando di Difesa Territoriale. Fu artefice con il generale Orlando Lorenzini della difesa della colonia eritrea dagli attacchi britannici del generale William Platt, nonostante la successiva capitolazione alle armi alleate durante la battaglia di Cheren. Il 27 marzo 1941 fu promosso, per merito di guerra, a generale di divisione[1].

Catturato dagli inglesi, il generale Carnimeo fu internato in una campo di concentramento. A posteriori gli stessi avversari inglesi ebbero parole di elogio per l'ottima condotta difensiva della piazzaforte nei 56 giorni di accanito assedio, attuata in condizioni militari inferiori. A sua volta il generale Carnimeo rese omaggio al valore delle truppe indiane. A tuttora, il Generale è considerato dagli storici, per quanto dimostrò nella difesa di Cheren, uno dei migliori generali italiani della seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra raggiunse il grado di generale di corpo d'armata e dopo il congedo ricoprì la carica di consigliere di Stato addetto alla 3ª sezione consultiva di Roma[2]. Il 28 novembre 1957 fu nominato Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Cheren. 1º febbraio - 27 marzo 1941, stab. tipografico Montanino, Napoli 1950.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 28 novembre 1957[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aldo G. Ricci, Verbali del Consiglio dei ministri: luglio 1943-maggio 1948, volume 1;volume 7, a cura della Presidenza del Consiglio dei ministri, dell'Archivio centrale dello Stato e del Dipartimento per l'informazione e l'editoria, 1997.
  2. ^ Gennaro Vaccaro, Panorama biografico degli italiani d'oggi, pubblicato da A. Curcio, 1956.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Fortunato Formiggini, Chi è?: Dizionario degli Italiani d'oggi, pubblicato da A. F. Formiggini Editore, 1957.
  • Gennaro Vaccaro, Panorama biografico degli italiani d'oggi, pubblicato da A. Curcio, 1956.
  • Giorgio Bocca, Storia d'Italia nella guerra fascista, 1940-1943, 1969.
  • Alberto Bongiovanni e Tomas Leiper Kane, La fine dell'impero: Africa orientale 1940-1941, 1974.
  • Saggio bibliografico sulla seconda guerra mondiale, a cura dell'Ufficio Storico dell'Esercito, 1955.
  • B.P.Boschesi - Il chi è della Seconda Guerra Mondiale - Mondadori Editore, 1975, Vol. I, p. 88.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]