Maurizio Pollini

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Maurizio Pollini
Premio Premio Imperiale 2010

Maurizio Pollini (Milano, 5 gennaio 1942) è un pianista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È figlio dell'architetto razionalista Gino Pollini e della musicista Renata Melotti (sorella dello scultore Fausto Melotti) e padre del pianista Daniele Pollini; dotato di impressionante talento musicale sin da bambino, ha iniziato lo studio del pianoforte con Carlo Lonati e ha proseguito gli studi fra i 13 e i 18 anni con Carlo Vidusso. Nel 1957 ha vinto il secondo premio (consistente in 600 franchi svizzeri) al Concorso Internazionale di Esecuzione Musicale di Ginevra, con 222 candidati da tutta Europa (il primo premio andò a Martha Argerich)[1]; nel 1959 ha vinto il primo premio del Concorso pianistico internazionale Ettore Pozzoli di Seregno.

Diplomatosi al Conservatorio di Milano, ha vinto nel 1960 il Concorso Chopin a Varsavia[2]. In quell'occasione Arthur Rubinstein, dopo aver ascoltato Pollini disse, rivolgendosi agli altri membri della giuria: "Questo giovane suona tecnicamente già meglio di tutti noi"[3][4], affermando inoltre che la sua maturità tecnica e interpretativa era "di gran lunga superiore a quella degli altri concorrenti"[5]. Successivamente, il critico musicale e esperto di pianismo, Piero Rattalino, avendo assistito all'esecuzione dei 4 Studi di Chopin durante la competizione, esclamò: "Questo giovane, o diventerà il più grande pianista del mondo, o finirà in manicomio!". Gli studi sono particolarmente noti per la loro estrema difficoltà e complessità, pertanto, eseguirne ben 4 alla competizione fu, all'epoca, un fatto che suscitò scalpore.

Qualche mese dopo la vittoria, il maestro stipulò un contratto con la casa discografica EMI, per la quale registrò musiche di Chopin: 2 notturni op. 15 (no. 1 e 2), i notturni op. 27, la ballata op. 23, la polacca op. 53, il concerto per pianoforte e orchestra op. 11 con la Philarmonia Orchestra sotto la direzione di Paul Kletzky e gli Studi opp. 10 e 25. Questi ultimi, registrati nel 1960, quando Pollini era poco più che diciottenne, non vennero mai pubblicati per volere del maestro, il quale preferiva evitare di essere etichettato dal pubblico come interprete di musica esclusivamente chopiniana. Il maestro sospendette dunque il contratto con la casa discografica e cancellò i concerti in programma in tutta Europa per circa un anno e mezzo, periodo durante il quale approfondì lo studio di partiture classiche, romantiche e contemporanee. Le registrazioni degli studi, rimaste inedite per più di cinquant'anni, saranno poi pubblicate da Testament nel 2011.

Contemporaneamente, intraprese dei corsi di perfezionamento con Arturo Benedetti Michelangeli, che avevano luogo nella sua villa, vicino Bolzano, dove il maestro era solito ospitare i suoi studenti. Durante le lezioni, Pollini ricevette molti consigli preziosi (in particolar modo una "diteggiatura magnifica per i trilli", che il maestro utilizza ancora oggi), che contribuirono alla sua formazione e a creare un legame stretto con lo strumento. I corsi, però, durarono relativamente poco, in quanto, per Pollini, studiare più a lungo con Michelangeli avrebbe significato suonare "come voleva il maestro", impedendo quindi lo sviluppo e la maturazione autonomi della sua vena artistica e creativa.

A partire dalla metà degli anni sessanta ha iniziato un’importante carriera concertistica, cimentandosi con le maggiori orchestre europee, americane e asiatiche. Ha esordito negli Stati Uniti nel 1968, suonando la seconda sonata di Boulez e ha compiuto la prima tournée in Giappone nel 1974. L'appartenenza a una famiglia della borghesia illuminata milanese ha influito sulla sua vasta formazione extra-musicale e sulla scelta di impegnarsi, da intellettuale a tutto tondo, in varie occasioni, anche in campo politico e sociale.

Fu legato a Claudio Abbado da un'amicizia e da un fecondo sodalizio artistico pluridecennale.[6]

Repertorio e tecnica pianistica[modifica | modifica wikitesto]

Considerato uno dei più grandi pianisti della nostra epoca, è soprattutto noto per le sue interpretazioni di Beethoven (acclamato interprete delle ultime sonate per pianoforte), Chopin, Schubert, Schumann e della seconda scuola di Vienna (Schönberg, Berg e Webern). Ha interpretato spesso anche compositori del periodo barocco (come Bach e Scarlatti), classico (come Mozart), tardo-romantico (in particolare Brahms, il cui secondo concerto costituisce una delle sue più famose e acclamate interpretazioni, e Liszt, in specie la Sonata in si minore e i pezzi più sperimentali composti negli ultimi anni di vita). Agli esordi aveva mostrato un certo interesse anche verso la letteratura pianistica russa (soprattutto Prokofiev e Stravinsky), poi a mano a mano venuto attenuandosi. Si è invece spesso cimentato nell'esecuzione di opere di autori contemporanei come Pierre Boulez, Luigi Nono, Luciano Berio e Karlheinz Stockhausen ( più raramente Iannis Xenakis, György Ligeti, György Kurtág), sia come solista che come accompagnamento, e numerose composizioni del nostro tempo sono state scritte espressamente per lui; fra le più note si possono ricordare ...Sofferte onde serene... di Nono, Masse: omaggio a Edgard Varèse di Giacomo Manzoni e la quinta sonata di Salvatore Sciarrino.

La dedica di Luigi Nono a Maurizio Pollini e alla moglie, Marilisa, sulla prima pagina dello spartito autografo di ...Sofferte onde serene...

Pollini è noto per l'ottima tecnica e per la padronanza dello strumento. Da questo punto di vista il "testo simbolo" con cui si è da sempre identificato sono gli Studi di Chopin, che testimoniano la perfezione della sua tecnica (si veda in particolar modo la sopracitata registrazione edita da Testament nel 2011, risalente a quando ancora era diciottenne).

Nell'arco della sua carriera ha sempre prestato grande attenzione agli aspetti formali e d'insieme dei brani suonati, cercando di renderli con la maggior chiarezza possibile, anche a discapito a volte della perfezione del suono e della ricercatezza timbrica. Pollini privilegia la forma sull'eleganza, pur possedendo un suono pieno che si è arricchito col passare del tempo. Ha effettuato una notevole ricerca sui dettagli interpretativi dei compositori che ha affrontato con rispetto scrupoloso del testo scritto. In alcune occasioni gli è stata rimproverata una certa freddezza nell'interpretazione (dovuta probabilmente al puntiglioso lavoro sulla tecnica e alla mancanza di "personalizzazione" delle partiture per la citata fedeltà al testo), ma le esecuzioni degli anni più recenti hanno mostrato una sempre più convincente forza espressiva - anche se parallelamente la tecnica ha via via perso la perfezione degli esordi.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta ha esordito come direttore d'orchestra per la realizzazione di una delle prime incisioni discografiche moderne dell'opera La donna del lago di Gioachino Rossini nell'ambito delle manifestazioni rossiniane della città di Pesaro.[5] Al Teatro alla Scala di Milano esordisce nell'ottobre 1958 suonando nella prima esecuzione assoluta della "Fantasia per pianoforte e strumenti a corda" di Giorgio Federico Ghedini diretta da Thomas Schippers, e nel 1960 esegue il Concerto n. 1 in mi minore, op. 11 di Fryderyk Chopin diretto da Sergiu Celibidache.

Per il Teatro La Fenice di Venezia esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 (Beethoven) nel 1964, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 21 di Fryderyk Chopin nel 1968, un recital nel 1972, due nel 1973, uno nel 1976, due concerti nel 1983, la Sonata per pianoforte n. 16 e la Sonata per pianoforte n. 18 di Beethoven nel 1987, un recital nel 1990 e uno al Teatro Malibran nel 2001. La sua prima incisione per la Deutsche Grammophon, nel 1971 - che includeva i Tre Movimenti da “Petrushka” di Stravinskij e la Settima Sonata di Prokof'ev - è tuttora considerata un punto di riferimento nella discografia pianistica del Novecento. Nel 1972 suona nella prima esecuzione assoluta al Teatro alla Scala di Milano di "Como una ola de fuerza y luz" di Luigi Nono diretto da Claudio Abbado e dedicata a Luciano Cruz. La rappresentazione con l'Orchestra di Filadelfia stupì il pubblico statunitense che vi lesse una critica alla guerra del Vietnam e all'intervento nel Cile di Pinochet.[6]

A Salisburgo esegue nel 1973 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 (Chopin) con i Wiener Philharmoniker diretto da Claudio Abbado e tiene un recital, nel 1974 il Concerto per pianoforte e orchestra (Schumann) sempre con i Wiener Philharmoniker diretto da Herbert von Karajan e tiene un recital, nel 1976 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (Brahms) diretto da Abbado e tiene un recital con musiche di Beethoven, nel 1977 tiene un recital e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 di Mozart diretto da Karl Böhm, nel 1978 tiene un recital e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 (Beethoven) diretto da Claudio Abbado e tiene un recital, nel 1980 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 19 di Mozart diretto da Böhm, negli anni 1981, 1982 e 1984 tiene un recital, nel 1985 tiene un concerto con musiche di Franz Schubert, nel 1986 tiene un recital e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 (Beethoven) diretto da Claudio Abbado, nel 1987 il Concerto per pianoforte e orchestra (Schumann) con l'Orchestra filarmonica d'Israele diretta da Zubin Mehta e tiene un recital, nel 1988 tiene un concerto con musiche di Beethoven, dal 1989 al 1994 (1990 escluso) tiene un recital all'anno, nel 1995 un concerto con musiche di Beethoven, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (Brahms) con i Berliner Philharmonisches Orchester diretto da Claudio Abbado, il Quintetto per pianoforte e archi in fa minore op. 34 di Brahms, Tre pezzi per pianoforte Op. 11 di Arnold Schönberg e Klavierstück X di Karlheinz Stockhausen, nel 1996 e 1997 un recital, nel 1998 un concerto con musiche di Beethoven, nel 1999 Cinque pezzi per pianoforte Op. 23 di Schönberg e Sonata n. 3 (Concert sans orchestre) in fa minore op. 14 di Robert Schumann, suona in Quintetto con il Quartetto Accardo e la Sonata per pianoforte n. 29 (Beethoven), nel 2000 tiene un recital, nel 2001 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (Brahms) con i Berliner diretto da Claudio Abbado e tiene un recital, nel 2002 e 2003 un recital, nel 2004 un concerto con musiche di Beethoven, nel 2005 un concerto con musiche di Chopin, dal 2006 al 2009 un recital all'anno, nel 2010 un concerto con musiche di Chopin, nel 2011 e 2012 un concerto con musiche di Beethoven.

Maurizio Pollini e Pierre Boulez

Per la Scala nel 1976 dirige l'Orchestra del Teatro alla Scala nella Sinfonia n. 2 (Beethoven) ed esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 (Beethoven) nel Palazzetto dello Sport di Cinisello Balsamo e nel Teatro Fraschini di Pavia, esegue un concerto nella Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi, nel 1977 il Concerto op. 42 di Arnold Schönberg e dei recital, nel 1978 un recital di Franz Schubert e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Brahms nella Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi, diretto da Claudio Abbado, nel 1979 un recital di Robert Schumann, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 12 di Mozart diretto da Abbado e il Concerto per pianoforte e orchestra (Schumann) diretto da Abbado, nel 1980 un recital e un concerto con il Quartetto Italiano, nel 1981 un recital, nel 1982 un recital e un concerto con la Chamber Orchestra of Europe, nel 1983 un recital e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 (Beethoven) diretto da Carlo Maria Giulini.

Nel 1985, in occasione del terzo centenario della nascita di Bach, suona l'intero primo libro del Clavicembalo ben temperato ed esegue il Concerto per pianoforte e orchestra in La minore, op. 54 di Robert Schumann diretto da Abbado trasmesso da Canale 5, nel 1986 un concerto con il Quartetto Italiano, nel 1987 un concerto con musiche di Beethoven e uno di Chopin. Il 17 settembre 1981[7] ha esordito nella direzione di un'opera a Pesaro, con La donna del lago di Rossini; l'esecuzione in tale occasione è stata registrata, e successivamente pubblicata su long playing (1983)[8]. Nel 1987, a New York, ha eseguito tutti i concerti per piano di Beethoven con l'Orchestra Filarmonica di Vienna diretta da Claudio Abbado, ricevendo nell'occasione l'Ehrenring, l'anello onorario dell'orchestra.

Alla Scala nel 1988 esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 (Beethoven) con i Wiener Philharmoniker diretto da Claudio Abbado e un recital, nel 1989 un recital, nel 1990 un recital e un concerto con Salvatore Accardo, nel 1991 un concerto con musiche di Beethoven, nel 1992 un recital e il Quintetto in Mi bem maggiore op. 44 di Robert Schumann con Accardo, nel 1993 un recital e un concerto con musiche di Beethoven, nel 1994 il Trio in Re min. per violino, violoncello e pianoforte op. 70 n. 1 "degli Spettri" con Accardo, nel 1995 e nel 1996 quattro Sonate per pianoforte di Beethoven, nel 1997 e nel 1999 dei recital, nel 2000 un concerto dal titolo "Grandi pianisti alla Scala", nel 2001 un recital, nel 2006 un concerto di Chopin, un recital e Drei Klavierstücke di Schönberg, nel 2008 un recital, nel 2009 un concerto con l'Ensemble InterContemporain diretto da Pierre Boulez, il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Béla Bartók diretto sempre da Boulez e un recital, un concerto con i Klangforum Wien, uno con l'Ensemble InterContemporain diretti da Pierre Boulez e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Bartok e nel 2010, nel 2012 e 2013 dei recital.

Maurizio Pollini alla Salle Pleyel, 25 gennaio 2009

Il 15 novembre 1993 suona per la prima volta al Teatro Carlo Felice di Genova, dopo vent'anni di assenza dal capoluogo ligure, nell'ambito della stagione concertistica della Giovine Orchestra Genovese. Il concerto registra il tutto esaurito e, constatate le ulteriori richieste, gli organizzatori aggiungono 50 posti in palcoscenico ai 2 000 del teatro. Pollini propone un recital totalmente beethoveniano, eseguendo le Sonate op. 14 n. 1 e 2, la Sonata op. 13 e la Sonata op. 22.[9].

Fra il 1993 e il 1994 ha suonato l'intero programma di Sonate per pianoforte di Beethoven, per la prima volta dal vivo, a Berlino e a Monaco, e successivamente anche a New York, Milano, Parigi, Londra e Vienna. Al Festival di Salisburgo del 1995 ha inaugurato il “Progetto Pollini”, una serie di concerti nei quali sono stati sovrapposti nuovi e vecchi lavori. Un'esperienza analoga è stata compiuta alla Carnegie Hall fra il 2000 e il 2001, con "Perspectives: Maurizio Pollini". Nel 1996 ha ricevuto il prestigioso Premio Ernst von Siemens e nel 1999 il premio "Una vita per la musica" a Venezia. Nel 1999 esegue un concerto al Teatro Comunale di Firenze per il Maggio Musicale Fiorentino. Molte registrazioni fatte da Deutsche Grammophon hanno ottenuto notevoli riconoscimenti.

Nel 2000, durante il Festival Pianistico Internazionale "Arturo Benedetti Michelangeli" di Brescia e Bergamo, è stato il primo artista a vincere il premio "Arturo Benedetti Michelangeli". Nel 2001 la Deutsche Grammophon ha realizzato un'edizione speciale commemorativa in 13 CD per celebrare il sessantesimo compleanno del pianista.[10] Nel 2002 suona a Roma all'inaugurazione della Sala Grande del nuovo Auditorium Parco della Musica con un concerto diretto da Chung Myung-whun. Al Teatro comunale Luciano Pavarotti di Modena tiene un recital nel 2002 e uno nel 2005. Nel 2007 Pollini ha ricevuto il Grammy Award per la "Miglior interpretazione strumentale solista (senza orchestra)", per la sua registrazione dei Notturni di Chopin (sempre con la Deutsche Grammophon). Nel 2010 tiene un concerto di musiche di Chopin al Washington National Opera e un'altro alla Suntory Hall di Tokyo, il 23 ottobre dello stesso anno, con musiche di Beethoven (sonate opp. 109, 110 e 111)

Nel 2014, la registrazione del ciclo delle 32 sonate di Beethoven è giunta a compimento, con la pubblicazione delle sonate opp. 31 e 49. Per l'occasione, è stato rilasciato un set di 8 cd contenente tutte le registrazioni effettuate a partire dal giugno 1975, anno di registrazione delle sonate opp. 101, 106, 109, 110 e 111.

Il 2022 è un periodo di particolare declino fisico per il maestro, il quale soffre di ripetuti problemi di salute che compromettono il normale svolgimento dell'attività concertistica.

Il 29 maggio, suona Schubert e Chopin a Torino per l'Unione Musicale, per la prima volta dopo 15 anni (il maestro aveva esordito all'Unione per la prima volta nel 1971, tenendo 20 recital da allora, fino al 2007, anno dell'ultimo recital), in un concerto straordinario il cui ricavato è devoluto per intero alla Croce Rossa Italiana e al popolo ucraino. Tale evento, con programma identico, ad eccezione della prima metà (Schumann al posto di Schubert), avrebbe dovuto ripetersi il 5 novembre, ma, per un malore notturno, fu cancellato.

II 24 agosto il recital in onore degli 80 anni del maestro, a Salisburgo, viene annullato con il pubblico in sala, a causa di "acuti problemi cardiovascolari".

Il 29 ottobre, di nuovo in forze, il maestro tiene un recital a Firenze, al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con l'omonima orchestra diretta da Zubin Metha, suonando il concerto per pianoforte e orchestra no.27, k. 595. Il concerto è stata l'ultima apparizione pubblica del maestro nel 2022. Nella notte a cavallo tra il 4 e il 5 novembre, il maestro ha avuto un malore che lo ha costretto in ospedale; di conseguenza, tutti i concerti precedentemente in programma sono stati rimandati a data da definirsi.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

CD/LP[modifica | modifica wikitesto]

  • Bach
    • Clavicembalo ben temperato (libro I) - Pollini, Deutsche Grammophon (2009)
  • Bartok
    • Concerti per pianoforte n. 1 & 2 - Pollini/Abbado, Deutsche Grammophon (1979) - (Grammy), 1980
  • Beethoven
    • Conc. per pf. n. 1-5/Fantasia op.80 "Corale" - Pollini/Jochum/Böhm/Abbado, Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Conc. per pf. n. 1-5 - Abbado/Pollini/Berliner Philharmoniker, 1992 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Conc. per pf. n. 1, 2 - Pollini/Abbado/Berliner Philharmoniker, 1992 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Conc. per pf. n. 1/Fant. corale - Pollini/Jochum/Abbado/Wiener Philharmoniker, 1983/1988 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Conc. per pf. n. 3, 4 - Pollini/Abbado/BPO, 1992 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Conc. per pf. n. 3, 4 - Pollini/Böhm/Wiener Philharmoniker, 1976/1977 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Conc. per pf. n. 5 - Pollini/Abbado/BPO, 1993 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Conc. per pf. n. 5 - Pollini/Böhm/Wiener Philharmoniker, Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Son. pf. n. 1-32 - Pollini, 1977/2014 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Son. pf. n. 4, 9, 11 - Pollini, 2012 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Son. per pf. n. 5-8 - Pollini, 2002 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Son. per pf. n. 8, 14, 15, 17, 21, 23, 26 - Pollini, 1988/2002 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Son. per pf. n. 13-15 - Pollini, 1991 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Son. per pf. n. 17, 21, 25, 26 - Pollini, Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Son. per pf. n. 22-24, 27 + cd bonus alt. live rec. n. 23 e 24 - Pollini, 2002 Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Son. per pf. n. 28-32 - Pollini, Deutsche Grammophon
  • Beethoven, Var. Diabelli - Pollini, 1998 Deutsche Grammophon
  • Brahms, Conc. per pf. n. 1 - Pollini/Thielemann/Staatskapelle Dresden, 2011 Deutsche Grammophon - Echo Award
  • Brahms, Conc. per pf. n. 1-2 - Pollini/Abbado/Berliner Philharmoniker, Deutsche Grammophon
  • Brahms, Conc. per pf. n. 1-2 - Pollini/Böhm/Abbado, Deutsche Grammophon
  • Brahms, Conc. pf. n. 1-2 (Live, Semperoper Dresden) - Pollini/Thielemann/Dresden SK, 2011/2013 Deutsche Grammophon
  • Brahms, Conc. pf. n. 2 (Live, Semperoper Dresden, Gennaio 2013) - Pollini/Thielemann/Staatskapelle Dresden, Deutsche Grammophon
  • Brahms, Quint. per pf. - Pollini/Quart. Italiano, 2004 Deutsche Grammophon
  • Chopin, Ballate n. 1-4/Fant. op. 49/Prel. op. 45 - Pollini, 1999 Deutsche Grammophon
  • Chopin, Integrale delle registrazioni di Chopin dal 1972 al 2008 - Pollini, 1972/2007 Deutsche Grammophon
  • Chopin, Notturni n. 1-18 (editi in vita) - Pollini, 2005 Deutsche Grammophon. Disco di platino in Italia e Grammy Award per la "Miglior interpretazione strumentale solista (senza orchestra)"
  • Chopin, Polacche n. 1-7 - Pollini, 1976 Deutsche Grammophon
  • Chopin, Prel. n. 1-24 - Pollini, 1975 Deutsche Grammophon
  • Chopin, Prel. n. 1-24/Notturni op. 27/Mazurche op. 30/Scherzo n. 2 - Pollini, 2012 Deutsche Grammophon 12º posto della classifica dei dischi più venduti in Italia
  • Chopin, Son. per pf. n. 2, 3 - Pollini, 1984 Deutsche Grammophon
  • Chopin, Son. per pf. n. 2/Ballata n. 2/Mazurche op. 33/Valzer op. 34 - Pollini, 2007 Deutsche Grammophon
  • Chopin, Studi n. 1-24 - Pollini, 1972 Deutsche Grammophon
  • Chopin, Studi/Preludi/Polacche - Pollini, 1972/1976 Deutsche Grammophon
  • Debussy, Prel. I/Isle joyeuse - Pollini, 1998 Deutsche Grammophon
  • Debussy Berg, Studi n. 1-12/Son. op.1 - Pollini, 1992 Deutsche Grammophon
  • Liszt, Son. per pf./Nuages/Lugubre gondola - Pollini, Deutsche Grammophon
  • Mozart, Conc. per pf. n. 12, 24 (live, Vienna, giugno 2007) - Pollini/Wiener Philharmoniker, Deutsche Grammophon - diciottesima posizione nella classifica italiana per due settimane
  • Mozart, Conc. per pf. n. 17, 21 - Pollini/Wiener Philharmoniker, 2005 Deutsche Grammophon Echo Award 2007
  • Mozart, Conc. per pf. n. 19, 23 - Böhm/Pollini/Wiener Philharmoniker, 1976 Deutsche Grammophon
  • Nono, Como una ola/Sofferte onde - Pollini/Abbado/Bayer. RSO, Deutsche Grammophon
  • Schönberg, Opere per pf. - Pollini, Deutsche Grammophon
  • Schubert, Son. per pf. D.958-960/Allegretto D. 915/Klavierst. D.946 - Pollini, 1986 Deutsche Grammophon
  • Schubert, Le registrazioni complete - Pollini, 1973/1987 Deutsche Grammophon
  • Schubert Schumann, Fant. D.760/Fant. op.17 - Pollini, Deutsche Grammophon
  • Schubert Schumann, Son. per pf. D.845/Son. per pf. n. 1 op. 11 - Pollini, 1973 Deutsche Grammophon
  • Schumann, Conc. per pf./Studi sinf. - Pollini/Abbado/BPO, Deutsche Grammophon
  • Schumann, Davidsbündler/Conc. sans orch. - Pollini, 2000 Deutsche Grammophon
  • Schumann, Kreisleriana/Gesänge der Frühe/Allegro op. 8 - Pollini, 2001 Deutsche Grammophon
  • Pollini, Maurizio Pollini Edition con bonus CD - Varsavia 1960/Salisburgo 1974, Deutsche Grammophon
  • Pollini, Musiche per pianoforte del XX secolo - Stravinsky/Prokofiev/Boulez/Webern/Debussy/Bartòk/Schönberg, 1973/1998 Deutsche Grammophon
  • Pollini, Stravinsky, Prokofiev, Webern - Deutsche Grammophon
  • Pollini, The Art of Maurizio Pollini/L'arte di Maurizio Pollini - Il meglio di Maurizio Pollini: Edizione limitata per il 70º compleanno, 1960/2008 Deutsche Grammophon
  • Pollini Abbado, Tutte le registrazioni Deutsche Grammophon - Pollini/Abbado/BPO/WPO/ CSO/Bayer. Rundfunks, 1973/1997 Deutsche Grammophon

DVD e Blu-Ray[modifica | modifica wikitesto]

  • Beethoven Mozart Brahms, Conc. per pf. n. 3, 5/Conc. per pf. n.19, 23/Conc. per pf. n.2 - Pollini/Böhm/Abbado/WPO, Deutsche Grammophon

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 20 marzo 2000[11]
Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 17 marzo 2004[12]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Premio Imperiale (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Imperiale (Giappone)
— Tokyo, 13 ottobre 2010[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Musica e dischi n° 136, novembre 1957, pag. 36
  2. ^ Daniela Zucconi, Chopin sulle ali di Pollini, su archiviostorico.corriere.it, Archivio storico del Corriere della Sera, 8 settembre 2010.
  3. ^ Filmato audio Maurizio Pollini A musical profile 2014, su YouTube.
  4. ^ Sono innamorato di Chopin, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 30 settembre 2012.
  5. ^ a b Maurizio Pollini, Notturni; edito da La Repubblica e L'Espresso; testi a cura di Angelo Foletto; pag. 9
  6. ^ a b Sandro Cappelletto, Maurizio Poliini parla dell'amico Claudio Abbado (PDF), in La Stampa, Comitato Nazionale Italiano Musica, 16 marzo 2014, p. 3. URL consultato il 7 giugno 2020 (archiviato il 7 giugno 2020). Ospitato su archive.is.
  7. ^ Dati ricavati dalla recensione di Erasmo Valente, p. 8 de l'Unità del 18 settembre 1981, vd. sito Archivio Storico de l'Unità Copia archiviata, su archivio.unita.it. URL consultato il 17 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  8. ^ (EN) Dati ricavati dalla scheda di tale edizione dell'opera sul sito World Cat.org [1], URL consultato il 17 ottobre 2014.
  9. ^ "Pollini fa il bis?", "Il Secolo XIX", 03/11/1993
  10. ^ Maurizio Pollini Edition (Deutsche Grammophon) Archiviato il 6 marzo 2016 in Internet Archive.
  11. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  12. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  13. ^ Praemium Imperiale, su praemiumimperiale.org.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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