Manhattan (cocktail)

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Manhattan
A Manhattan.jpg
NazioneStati Uniti Stati Uniti
Periodo1874
IdeatoreIain Marshall
LocaleManhattan Club
BicchiereCoppetta da cocktail
Base primariaWhisky
DecorazioneCiliegia sotto spirito
Tecnica di miscelazioneMescolato
CapacitàShort drink
Momento del consumoPre-dinner
ClasseFrench-Italian
Cocktail ufficiale IBA
Inclusione1961

Il Manhattan è uno dei più famosi cocktail a base di whisky, servito come aperitivo. Si narra che l'inventore di questo aperitivo fosse un barman del Manhattan Club di New York (da cui il nome), che lo avrebbe preparato per la prima volta nel 1874.

Le proporzioni di whisky e vermut variano da dolce (1:1) a secco (4:1), ma secondo alcune fonti la ricetta originaria era 2:1 e veniva utilizzato solo rye whiskey. Nel tempo si sono modificati sia la ricetta che gli ingredienti, tanto è vero che la versione più diffusa ad oggi utilizza whisky statunitense. Le qualità di più diffuse sono rye whiskey, whisky canadese e bourbon.

Il Manhattan è un cocktail ufficiale IBA,[1] ed è inserito nella lista dei sei cocktail fondamentali all'interno del libro del 1948 The Fine Art of Mixing Drinks di David A. Embury con la seguente ricetta: 5 parti di whisky americano, 1 parte di vermut e una goccia di angostura.[2] È inoltre uno dei cinque cocktail che prendono il nome di uno dei borghi di New York.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Ingredienti[modifica | modifica wikitesto]

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Manhattan si prepara mescolando (senza agitare) gli ingredienti all'interno del mixing glass pieno di ghiaccio per 2/3. L'angostura ha un sapore molto marcato, potrebbe bastare solo una goccia, secondo i gusti. Si serve in una coppetta da cocktail (da Martini) con lo strainer, guarnito con una ciliegina al maraschino.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un Manhattan classico, preparato con Canadian whisky, vermut, amaro e una ciliegia

Secondo una popolare teoria, il cocktail sarebbe stato inventato al Manhattan Club di New York nei primi anni 1870 da Iain Marshall, che era stato incaricato di preparare un banchetto organizzato da Jennie Jerome (anche nota come Lady Randolph, la madre di Winston Churchill) in onore di Samuel Tilden, candidato alle elezioni presidenziali. Il successo del banchetto rese il cocktail molto popolare, spingendo in seguito altre persone a chiedere lo stesso drink e riferendosi ad esso con il nome del club in cui era stato preparato la prima volta — «il cocktail del Manhattan».[3][4] Tuttavia, Lady Randolph a quel tempo di trovava in Francia ed era incinta, quindi tale storia è probabilmente inventata.[5]

Ci sono tuttavia dei riferimenti precedenti a cocktail simili indicati come "Manhattan" e serviti nell'area di Manhattan.[4] Secondo altri, quindi, il cocktail sarebbe stato inventato da un barman di nome Black in un locale di Broadway, vicino a Houston Street.[6]

Il cocktail di Manhattan originale era una miscela di «whisky americano, vermut italiano e angostura».[7][3] Durante il periodo del proibizionismo (1920–1933), si utilizza principalmente il Canadian whisky perché più facilmente disponibile.[8]

Uno dei primi riferimenti al Manhattan si può trovare in The Flowing Bowl, scritto da William Schmidt e pubblicato nel 1891, in cui viene descritto un cocktail preparato con 2 gocce di Gum syrup, 2 gocce di amaro, 1 goccia di assenzio, 2/3 di whisky e 1/3 di vermut.

Lo stesso cocktail appare col nome di "Tennessee Cocktai" in Shake 'em Up!, di V. Elliott e P. Stong, pubblicato nel 1930, con la seguente ricetta: «due parti di whisky, una parte di vermut italiano e una goccia di amaro versato sopra il ghiaccio e mescolato vigorosamente».[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Manhattan, su iba-world.com. URL consultato il 2 giugno 2014.
  2. ^ (EN) David A. Embury, The Fine Art of Mixing Drinks, Garden City, Doubleday & Company, 1948.
  3. ^ a b (EN) Holiday Manhattan, su cocktailtimes.com.
  4. ^ a b (EN) Patrick Murphy's The Barman's Corner, American Dialect Society, 15 marzo 1945. URL consultato il 10 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2008).
  5. ^ (EN) Winston Churchill, My Early Life, Londra, T. Butterworth, 1930.
  6. ^ (EN) Gary Regan, The Manhattan project: A bartender spills his secrets on the king of cocktails, su sfgate.com, 21 settembre 2007. URL consultato il 21 settembre 2007.
  7. ^ (EN) Sara Bonisteel, Tipplers Toast the Cocktail on Its 200th 'Anniversary', Fox News Channel, 22 maggio 2006.
  8. ^ (EN) Brad Ellis, Manhattan, su barmixmaster.com, 20 ottobre 2005. URL consultato il 6 marzo 2013.
  9. ^ (EN) Virginia Elliot e Phil D. Stong, Shake 'em Up!, 1930, p. 39.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Manhattan, su iba-world.com. URL consultato il 2 giugno 2014.
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