Maraschino

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Maraschino
Luxardo Maraschino.jpg
Origini
Luoghi d'origineItalia Italia
Croazia Croazia
RegioneVeneto
Zona di produzioneTorreglia
Dettagli
Categoriabevanda
RiconoscimentoP.A.T.
Settoreliquori
 

Il maraschino è un liquore d'origine dalmata, in particolare di Zara, a base di marasche, un tipo particolare di ciliegie aspre della varietà Prunus cerasus var. marasca.

Dolce e incolore, ha un contenuto alcolico del 30% circa e viene tradizionalmente commercializzato in tipiche bottiglie impagliate a mano.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Per preparare il maraschino, viene prima fatta un'infusione alcolica delle ciliegie marasche, talvolta anche con i noccioli schiacciati e/o con le foglie; quando l'infusione è pronta, il tutto viene distillato e lasciato maturare. Infine, il distillato viene trasformato in liquore aggiungendoci sciroppo di acqua e zucchero e abbassando il grado alcolico fino a circa il 30%.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La produzione del "rosolio maraschino" ebbe inizio a Zara, nella Dalmazia veneta, fin dal medioevo. La più antica ricetta fino ad oggi pervenuta, risalente al XVI secolo, la si deve ai farmacisti di un monastero domenicano della città.

La vecchia fabbrica della Luxardo a Zara, attuale sede della Maraska

La prima produzione industriale di maraschino venne avviata nel 1759, sotto la Repubblica di Venezia, dal mercante veneto Francesco Drioli che perfezionò e sviluppò gli innovativi esperimenti di distillazione delle marasche iniziati dal veneziano Giuseppe Carceniga e fondò nel 1759 l'omonima fabbrica, la Fabbrica di maraschino Francesco Drioli.[1] A fine ‘700 il suo maraschino aveva già raggiunto grande fama ed aveva conquistato i principali i mercati europei, soprattutto quello inglese. Il primo avviso pubblicitario sul Morning Post and Daily Advertiser di Londra, nel quale la ditta Johnson and Justerini informava “the nobility and gentry” di aver “just imported a large quantity of Maraschino from Zara”…of the most exquisite flavour”, risale al 17 giugno 1779 e nel 1804 l'Imperatore d'Austria aveva concesso alla sua fabbrica il titolo di Imperial Regia Privilegiata con diritto all'uso di stemma.[2]. Richiesto dai notabili d'Europa, dai governanti e dalle corti sovrane, la fabbrica Francesco Drioli fu fornitrice patentata con diritto all'uso dei rispettivi stemmi delle case regnanti d'Austria, Italia e Inghilterra. Navi da guerra inglesi venivano inviate dalle basi di Corfù e Malta appositamente per prelevare i carichi di maraschino per i regnanti inglesi che nelle persone del Duca di York (il futuro Giorgio V) e del Duca di Edimburgo nel 1887 visitarono la fabbrica accettando “volentieri uno scelto buffet“ nell'abitazione della famiglia Salghetti-Drioli ed acquistando “più casse di Rosolio e parecchi vasi di marasche“ (Il Dalmata, a.XXII,n.77 del 28 settembre 1877)[3]. Ma fin dagli inizi il maraschino Drioli fu soggetto a contraffazioni, piaga che perseguitò sempre la fabbrica e che non cessò nemmeno dopo la sua definitiva chiusura (1980), costringendo i proprietari a continue azioni legali[4]. Nicolò Tommaseo commentando nel suo Via Facti, la vasta diffusione del maraschino Drioli in “ Italia” e in “tutte cinque le parti del mondo” scrisse “ in tutte bevuto e in tutte falsificato…”[5].

Le bottiglie quadrotte, di vetro verdolino, erano fornite dalle vetrerie di Murano. L'adozione della bottiglia impagliata, secondo l'uso veneziano per i lunghi trasporti via mare, che ne rese caratteristica l'immagine nel tempo, risale già ai primi anni dell'800.[6]. Fu dopo il passaggio del Veneto sotto sovranità italiana che Francesco Salghetti-Drioli, di Giuseppe, promosse la costituzione in loco di una “ Fabbrica Vetrami” per la quale fece venire da Murano manodopera specializzata e della quale fu il primo presidente[7].

Nel frattempo, nel 1821, il console del Regno di Sardegna a Zara, il patrizio genovese Girolamo Luxardo, aprì anch'egli una distilleria a Zara per produrre maraschino, ottenendo otto anni dopo il privilegio imperiale (da cui il nome della azienda: Privilegiata Fabbrica Maraschino Excelsior Girolamo Luxardo). Altra storica azienda di Zara fu inoltre la Romano Vlahov, fondata nel 1861.

Nel giro di breve tempo il maraschino di Zara si guadagnò una notevole fama e, grazie all'intraprendenza dei produttori, divenne il primo prodotto dalmata ad essere esportato oltreoceano.

La produzione del maraschino, proseguita in seguito all'annessione della città al Regno d'Italia, venne gravemente compromessa dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale: in seguito ai tragici bombardamenti alleati (che distrussero gran parte della città e con essa le storiche distillerie) e alle rappresaglie dei partigiani titini (dei quali rimasero vittime anche gli industriali Pietro e Nicolò Luxardo, quest'ultimo affogato assieme alla moglie), gli imprenditori zaratini cercarono rifugio in altre regioni d'Italia, seguiti dalla stragrande maggioranza dei dalmati italiani che presero la strada dell'esodo in vista della cessione di Zara alla Jugoslavia (1947).

Nella penisola italiana il maraschino trovò tuttavia una patria d'adozione: Giorgio Luxardo dell'omonima industria Luxardo, stabilitosi a Torreglia nei pressi di Padova, già nel 1947 aprì una nuova distilleria ancor oggi in attività. Vittorio Salghetti-Drioli si trasferì e riaprì l'attività a Mira, vicino a Venezia (chiusa però alla sua morte, negli anni Settanta, quando fu acquistata dalla Società Europea S.p.A. di Milano, che, dopo breve tempo, ne sospese la produzione e chiuse l'attività, lasciando decadere il marchio nel 1980);[8] ripresero l'attività anche i Vlahov, che si trasferirono a Bologna, per poi successivamente cedere l'attività alle distillerie Casoni di Modena, che tuttora producono il liquore.

Stabilimento della ditta "Francesco Drioli" sul bastione Moro a Zara

A memoria della storia del “maraschino di Zara“ resta l'importante archivio Salghetti-Drioli, che dalla seconda metà del ‘700 arriva fino al 1943. Di questo, uno spezzone è conservato in famiglia a Vicenza e, dichiarato nel 1991 di “notevole interesse storico” dal Ministero per i Beni e le attività culturali, è stato inventariato dalla prof.ssa G. Bonfiglio-Dosio. Lo spezzone rimasto a Zara, confiscato dopo la guerra con il passaggio di Zara sotto la Jugoslavia, è conservato nell'Archivio di Stato di Zara (Drzavni Arhiv u Zadru) nel Fondo Tvornica F. Drioli ed è stato catalogato dall'archivista Marijan Maroja.[9]. L'archivio nel suo insieme documenta non solo la storia della fabbrica e il suo sviluppo nel succedersi delle sette generazioni di imprenditori e il loro non indifferente apporto alla storia di Zara, ma apre un ampio panorama sugli avvenimenti storici che sconvolsero l'area adriatica e che si dipanano dalla caduta della Serenissima Repubblica (1797) fino al passaggio di Zara sotto sovranità jugoslava (1945), attraversando il periodo austriaco, poi francese, quindi ancora austriaco, e infine italiano, offrendo un inedito campo di indagine a storici ed archivisti (11)[10].

A Zara le autorità jugoslave decisero di riprendere l'attività produttiva e i patrimoni confiscati alle storiche fabbriche con tutte le attrezzature ancora agibili furono riuniti in un'unica impresa con sede nell'ex distilleria Luxardo; l'azienda tentò anche l'utilizzo del nome Luxardo, riprendendo la produzione di maraschino col medesimo nome finché, in seguito ad un'azione legale, la denominazione di fabbrica mutò il suo nome in Maraska d.d., che rappresenta tuttora il più diffuso marchio di fabbrica di maraschino croato.[11]

L'originale bottiglia di maraschino Drioli

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

In cucina il maraschino viene sovente impiegato per la preparazione di dolci oppure per la correzione di macedonie di frutta o di gelati. Si presta inoltre nella preparazione di cocktail (es. Aviation cocktail).

Marchi storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Privilegiata Fabbrica Maraschino Excelsior Girolamo Luxardo, fondata a Zara nel 1821 e trasferitasi a Torreglia dopo la seconda guerra mondiale
  • Distilleria Romano Vlahov, fondata a Sebenico nel 1861, trasferitasi a Zara nel 1886 e a Bologna dopo la seconda guerra mondiale
  • Fabbrica di maraschino Francesco Drioli, fondata a Zara nel 1759, trasferitasi a Mira dopo la seconda guerra mondiale e chiusa nel 1978
  • Fabbrica Maraschino Stampalia
  • Distilleria Calligarich
  • Distilleria Millicich
  • Distilleria Magazzin
  • Distilleria Stanich
  • Maraska d.d.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ sul punto, Rita Tolomeo, Drioli, Francesco in Dizionario Biografico degli Italiani n.41, Roma 1992, Istituto della Enciclopedia Treccani, sub voce Drioli, Francesco, pp.700-701. Lo storico quadro che lo ritrae in costume veneziano del ''700, opera del pittore Francesco Salghetti-Drioli, è di proprietà della famiglia Salghetti-Drioli.
  2. ^ Sul punto si veda Giorgetta Bonfiglio Dosio: La fabbrica di maraschino Francesco Drioli di Zara(1759-1943) Inventario dell'Archivio ,Introduzione di Giorgetta Bonfiglio Dosio, Francesca (Didi)Salghetti-Drioli, Rita Tolomeo, (Fonti e strumenti per la storia d'impresa nel Veneto), Cittadella, Biblos, 1996, ISBN 88-86214-58-8, cit.in bibl.
  3. ^ Antonio Teja, La fabbrica di maraschino Francesco Drioli all'epoca del suo fondatore (1759-1808), la sua importanza nel quadro dell'industria zaratina dei rosoli, cit. in bibl. e Giorgetta Bonfiglio - Dosio, La fabbrica di maraschino Francesco Drioli di Zara (1759-1943). Inventario dell'Archivio, cit. in bibl.
  4. ^ ) Sul punto si veda: Giorgetta Bonfiglio Dosio, La fabbrica di maraschino Francesco Drioli di Zara(1759-1943), Inventario dell'Archivio
  5. ^ Sul punto si veda: Nicolò Tommaseo, Via facti. La Croazia e la Fraternità. Di nuovo ai Dalmati, Trieste, Colombo Coen Tip. Ed.,1861, p.16
  6. ^ Sul punto si veda: Antonio Teja, La fabbrica di maraschino Francesco Drioli all'epoca del suo fondatore (1759-1808), la sua importanza nel quadro dell'industria zaratina dei rosoli, cit. in bibl.
  7. ^ Sul punto si veda: Francesco Giorda, Miscellanea di memorie zaratine, Drzavni Arhiv u Zadru, Ms.52/IV- Francesco Salghetti-Drioli a Nicolò Tommaseo, Zara 1869, agosto 24. Biblioteca del Senato, Raccolta Dalmata, Fondo Cippico-Bacotich, Mss.
  8. ^ Sul punto si veda: Paolo Berati, Il maraschino che visse due volte. Storia straordinaria del famoso liquore di Francesco Salghetti-Drioli, nato a Zara nel 1759 e rinato a Mira dopo la tragedia dalmata, cit. in bibl.
  9. ^ Sul punto si veda: Marijan Maroja, Sumarni inventar Tvornica maraskina Francesco Drioli Zadar (1768-1944), cit. in bibl.
  10. ^ Sul punto si veda: Francesca (Didi) Salghetti-Drioli, Echi delle vicende belliche nell'Archivio Salghetti-Drioli, in Acta Concordium, 4, supplemento a Concordi, 3, 2007, pp.17-19.cit.in bibl. e Rita Tolomeo-Giorgetta Bonfiglio–Dosio: La lettera mercantile in età moderna: evoluzione e specializzazione (Esempi dall'Archivio Drioli). Una fonte per gli studi storici. Archivio per la storia postale: comunicazione e società, a.VII, n.19-21, Prato 2005, rispettivamente pp.27-38, 39-78, cit.in bibl.
  11. ^ Sul punto si veda:Ante Bralic – Josip Faricic (a cura di), Visnia Maraska, Bogatstvo Zadra i zadarski regije / Marasca Cherry, cit. in bibl.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Teja, La fabbrica di maraschino Francesco Drioli all'epoca del suo fondatore (1759-1808), la sua importanza nel quadro dell'industria zaratina dei rosoli, Genova, S.A.I.G.A, 1938.
  • Simeone Ferrari - Cupilli, Alcune piante industriali e medicinali che si riscontrano nel circondario di Zara, tip. Spiridione Artale, 1884, sub voce Marasca, pp. 24–26.
  • Didi Salghetti - Drioli, Francesco Drioli e l'industria del maraschino a Zara, in La Rivista dalmatica, vol. LX, 2, 1989, pp. 89 – 102.
  • Rita Tolomeo, Dizionario Biografico degli Italiani, sub voce Drioli Francesco, Istituto della Enciclopedia Italiana, vol. XLI, Roma 1992, pp. 700–701.
  • Rita Tolomeo, Un'azienda di trasformazione in Dalmazia: l'archivio della famiglia Salghetti-Drioli (1759-1943) in Atti e memorie della Società Dalmata di Storia Patria, vol.XVI-NSV, 1993, pp. 103–123.
  • Francesco Semi - Vanni Tacconi, Istria e Dalmazia, Uomini e tempi,II, Dalmazia, sub voce Francesco Drioli e Giuseppe Salghetti - Drioli, e Giuseppina Bassan, Udine, Del Bianco 1992, rispettivamente pp. 335–339, 344-345.
  • Giorgetta Bonfiglio - Dosio, La fabbrica di maraschino Francesco Drioli di Zara (1759-1943). Inventario dell'Archivio. Introduzione di Giorgetta Bonfiglio - Dosio, Francesca (Didi) Salghetti-Drioli, Rita Tolomeo. (Fonti e strumenti per la storia d' impresa nel Veneto), Cittadella, Biblos, 1996, ISBN 88-86214-58-8.
Pubblicità della ditta Francesco Drioli dal 1872
  • Rita Tolomeo, Rapporti commerciali tra le due sponde adriatiche dalla caduta della Repubblica Veneta al Congresso di Vienna : primi esiti di una ricerca nell'Archivio Salghetti - Drioli in Atti del Convegno Internazionale Homo Adriaticus; identità culturale e autoscienza attraverso i secoli, Ancona, Diabasis, 1998, pp. 465–478 ISBN 88-8103-059-4.
  • Rita Tolomeo - Giorgetta Bonfiglio - Dosio, La lettera mercantile in età moderna: evoluzione e specializzazione (Esempi dall'Archivio Drioli). Una fonte per gli studi storici. Archivio per la storia postale: comunicazioni e società, a.VII, n.19-21, Prato 2005, rispettivamente pp. 27–38, 39-78.
  • Giorgetta Bonfiglio-Dosio, Una famiglia, una impresa, una città. La fabbrica di maraschino Francesco Drioli di Zara attraverso i documenti del suo archivio, in Archivio Veneto, quinta serie, vol.CLXXII, Venezia, 2009, pp. 103–123.
  • Paolo Berati, Il maraschino che visse due volte. Storia straordinaria del famoso liquore di Francesco Salghetti-Drioli, nato a Zara nel 1759 e rinato a Mira dopo la tragedia dalmata, in Rive, uomini, arte, natura, Mira (Venezia), Comune di Mira (opp. Grafio), 2003.
  • Francesca (Didi Salghetti - Drioli), Echi delle vicende belliche nell'Archivio Salghetti - Drioli, in Acta Concordium, 4, supplemento a Concordi, 3, 2007, pp. 17–19.
  • Marijan Maroja, Sumarni inventar Tvornica maraskina Francesco Drioli Zadar (1768-1944) in Radovi, Zavoda za povijesne znanosti HAZU u Zadru, 38, Zadar (1996), pp. 157–189.
  • Ante Bralic – Josip Faricic (a cura di), Visnia Maraska, Bogatstvo Zadra i zadarski regije / Marasca Cherry, Treasure of Zadar and Zadar Region, Zadar, Sveuciliste U Zadru / University of Zadar, Maraska D.D./ Maraska Ltd, 2010.

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