Lorenzo Fioramonti

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Lorenzo Fioramonti
Lorenzo Fioramonti daticamera 2018.jpg

Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca
Durata mandato 5 settembre 2019 –
25 dicembre 2019
Presidente Giuseppe Conte
Predecessore Marco Bussetti
Successore Lucia Azzolina (istruzione)
Gaetano Manfredi (università e ricerca)

Viceministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca
Durata mandato 1 ottobre 2018 –
5 settembre 2019
Vice di Marco Bussetti
Presidente Giuseppe Conte
Predecessore Mariangela Bastico
Successore Anna Ascani

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
M5S (fino al 30/12/2019)
Gruppo Misto (dal 30/12/2019)
Circoscrizione Lazio 1
Collegio 5 (Roma-Torre Angela)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Green Italia (dal 2020)
In precedenza:
M5S (2018-2019)
Titolo di studio Laurea in filosofia;
Dottorato di ricerca in politica comparata ed europea
Università Università degli Studi di Roma "Tor Vergata";
Università degli Studi di Siena
Professione Professore di economia politica

Lorenzo Fioramonti (Roma, 29 aprile 1977) è un politico e accademico italiano, dal 5 settembre al 30 dicembre 2019 ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca nel Governo Conte II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver frequentato il liceo scientifico "Edoardo Amaldi" di Roma, situato nel quartiere di Tor Bella Monaca, si è laureato in Filosofia presso l'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" con una tesi in Storia del pensiero politico ed economico moderno incentrata sul ruolo dei diritti di proprietà ed individuali in America e in Europa. Ha conseguito anche un dottorato di ricerca in Politica comparata ed europea presso l’Università degli Studi di Siena[1].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È sposato con Janine Schall-Emdem, cittadina tedesca, e ha due figli.[2]

Attività accademica[modifica | modifica wikitesto]

Diviene a 35 anni docente di economia politica presso l'Università di Pretoria in Sudafrica, ed è direttore del Centro per lo studio dell'innovazione Governance (GovInn) dello stesso ateneo[3]. È inoltre membro del Center for Social Investment dell'Università di Heidelberg, della Hertie School of Governance e dell'Università delle Nazioni Unite.

Si occupa di economia e integrazione economica europea[1]. Per il Financial Times, Fioramonti sostiene che il PIL è "non solo uno specchio distorto in cui vedere le nostre economie sempre più complesse, ma anche un impedimento a costruire società migliori".[4]

Lorenzo Fioramonti mentre tiene un discorso nel 2013

I suoi articoli sono inoltre apparsi su The New York Times, The Guardian, Harvard Business Review, Die Presse, Das Parlament, Der Freitag, Mail & Guardian, Foreign Policy e opendemocracy.net. Ha una rubrica mensile nel Business Day, il principale quotidiano finanziario del Sudafrica.[5] È stato co-direttore della rivista scientifica The Journal of Common Market Studies[1].

Fioramonti è inoltre coautore e co-editore di diversi libri[1]. Oltre ai best seller Gross Domestic Problem: la politica dietro il numero più potente del mondo (2013) e Il modo in cui i numeri governano il mondo: l'uso e l'abuso delle statistiche nella politica globale (2014), nel 2017 ha pubblicato i volumi Economia del benessere: successo in un mondo senza crescita, Presi per il PIL. Tutta la verità sul numero più potente del mondo e Il mondo dopo il PIL: economia, politica e relazioni internazionali nell'era post-crescita.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1997 e il 2000 ha avuto un'esperienza come assistente parlamentare, collaborando a titolo gratuito con Antonio Di Pietro (IdV) a sviluppare politiche per i giovani nelle periferie[1].

Nel gennaio 2018 viene resa nota la sua candidatura col Movimento 5 Stelle alle imminenti elezioni politiche di marzo 2018, risultando eletto alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Roma-Torre Angela con il 36,65% dei voti.[6]

Sottosegretario e vice ministro[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 giugno dello stesso anno l'onorevole Fioramonti è stato nominato sottosegretario al Ministero dell’istruzione, dell'università e della ricerca nel Governo Conte I[7]. A settembre 2018 ha annunciato di aver nominato a luglio 2018 il personaggio televisivo Dino Giarrusso suo segretario particolare, affidandogli l'incarico di coordinare la comunicazione del suo ufficio e curare le relazioni istituzionali. L'onorevole ha inoltre aggiunto di aver chiesto a Giarrusso di aiutarlo anche ad evadere le segnalazioni inviate al Ministero sulle presunte irregolarità che si verificano all'interno dei concorsi universitari[8].

Il 13 settembre 2018 il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro Marco Bussetti, lo ha nominato vice ministro all'istruzione, università e ricerca[9], entrando in carica l'1 ottobre.

Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Proposto il 4 settembre 2019 come ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nel Governo Conte II, viene nominato ufficialmente il 5 settembre 2019. All'inizio del suo mandato ha istituito un comitato scientifico di consulenza, composto tra gli altri dall'indiana Vandana Shiva.

Nel mese di ottobre 2019 intervenendo ai microfoni della trasmissione radiofonica Un giorno da pecora ha affermato di "credere in una scuola laica" e di essere favorevole alla rimozione del crocifisso nelle scuole, per sostituirlo piuttosto con una mappa del mondo. In seguito, verrà criticato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI).[10]

Il 5 novembre 2019 Fioramonti ha annunciato per l'anno successivo l'introduzione in Italia, primo Paese al mondo, dello studio del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile come materia scolastica.[11]

Il 18 novembre 2019, in un'intervista a Il Messaggero, ha dichiarato di essere pronto a rassegnare le proprie dimissioni qualora nella Legge di bilancio 2020 non fossero stati trovati fondi per 3 miliardi di euro da destinare all'istruzione[12]; il 25 dicembre dello stesso anno Fioramonti invia al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte una lettera in cui annuncia le proprie dimissioni e dichiara che, a proprio avviso, sarebbe opportuno rivedere l'IVA al fine di incassare i fondi che chiedeva per il proprio ministero[13], cessando dalla carica il 30 dicembre.

L’uscita dai 5 Stelle[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 dicembre 2019 comunica la propria uscita dal Movimento 5 Stelle e la propria adesione al Gruppo Misto alla Camera[14].

La fondazione di Eco e l'entrata in Green Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 gennaio 2020 annuncia la fondazione di un nuovo partito politico chiamato Eco.[15], per poi dichiarare successivamente che il partito era solo un'ipotesi, la cui concretizzazione non era certa.[16] Il 10 giugno 2020 ha dichiarato la sua adesione a Green Italia, insieme all'onorevole Rossella Muroni.[senza fonte]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 ottobre 2019, dopo che il quotidiano il Giornale ha pubblicato alcune dichiarazioni fatte nel passato su Twitter da Fioramonti, ritenute inappropriate per la carica da ministro, diversi partiti (tra cui Lega, FI e FdI) chiedono le sue dimissioni dal dicastero, annunciando il deposito in Parlamento di una mozione di sfiducia[È stata effettivamente depositata? Che ne è stato?][17]. Il ministro ha quindi dichiarato sui social che tali opinioni erano state scritte di getto e si è quindi scusato[18].

Nello stesso periodo suscita polemica il fatto che, secondo quanto riportato dalle chat di alcuni genitori, il ministro avrebbe scelto di iscrivere il figlio alla scuola inglese e di non fargli fare l'esame di italiano; a seguito di tale notizia Fioramonti scrive un post sui social in cui si definisce turbato come padre e cittadino ed annuncia di voler presentare un esposto al garante della privacy.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Diritti umani 50 anni dopo. Aracne, 1999.
  • Fuori. Fermento, 2010.
  • Poteri emergenti nell'economia politica e internazionale. Il caso di India, Brasile e Sudafrica . ETS, 2011.
  • Presi per il PIL. Tutta la verità sul numero più potente del mondo. L’Asino d’oro edizioni, 2017.
  • Il mondo dopo il Pil. Economia e politica nell'era della post-crescita. Edizioni Ambiente, 2019.
  • Un'economia per stare bene. Dalla pandemia del Coronavirus alla salute delle persone e dell'ambiente. Chiarelettere, 2020.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Vincenzo Bisbiglia, Lorenzo Fioramonti, chi è il candidato M5S: dalla laurea in Filosofia alla critica al pil. Con tappa alla Rockefeller foundation - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 16 febbraio 2018. URL consultato il 15 settembre 2018.
  2. ^ Chi è Lorenzo Fioramonti, nuovo ministro del MIUR, su theitaliantimes.it, 4 settembre 2019. URL consultato il 5 settembre 2019.
  3. ^ (EN) Professor Lorenzo Fioramonti, su www.up.ac.za. URL consultato il 15 settembre 2018.
  4. ^ (EN) Has GDP become an impediment to a better society?, su Financial Times. URL consultato il 16 ottobre 2017.
  5. ^ (EN) World needs a new Bretton Woods with Africa in the lead, su www.bdlive.co.za, Business Day. URL consultato il 13 gennaio 2015.
  6. ^ Eligendo: Camera [Scrutini] Collegio uninominale 05 - ROMA - ZONA TORRE ANGELA (Italia) - Camera dei Deputati del 4 marzo 2018 - Ministero dell'Interno, su Eligendo. URL consultato il 16 marzo 2018.
  7. ^ F.Q., Governo, nominati 45 tra viceministri e sottosegretari: Castelli e Garavaglia al Mef. Crimi all'Editoria. Dentro anche Siri - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 12 giugno 2018. URL consultato il 15 settembre 2018.
  8. ^ Università, dietrofront su Giarrusso. Fioramonti: "è solo il mio segretario, non un controllore", in Repubblica.it, 14 settembre 2018. URL consultato il 15 settembre 2018.
  9. ^ Governo: Galli, Rixi e Fioramonti nominati viceministri - Tgcom24, in Tgcom24, 13 settembre 2018. URL consultato il 15 settembre 2018.
  10. ^ Crocifisso a scuola, la Chiesa contro il ministro Fioramonti che vorrebbe toglierlo dalle classi, su Repubblica.it, 1º ottobre 2019. URL consultato il 26 dicembre 2019.
  11. ^ Fioramonti: da settembre il clima sarà materia di studio a scuola
  12. ^ Fioramonti: 3 miliardi per l'istruzione o confermo le mie dimissioni -, su Orizzonte Scuola, 18 novembre 2019. URL consultato il 26 dicembre 2019.
  13. ^ Il ministro dell’Istruzione Fioramonti ha dato le dimissioni, Corriere della sera, 25 dicembre 2019.
  14. ^ Fioramonti lascia il gruppo M5S: «C'è diffuso sentimento di delusione», Il Messaggero, 30 dicembre 2019.
  15. ^ [1]
  16. ^ L’ex ministro Fioramonti: «Un altro governo non è un tabù. Ora un’area civica progressista», su Il Manifesto. URL consultato il 4 giugno 2020.
  17. ^ Bufera su Fioramonti per alcuni tweet. Meloni chiede le dimissioni, per Lega e Pd deve chiarire, su L'HuffPost, 3 ottobre 2019. URL consultato il 26 dicembre 2019.
  18. ^ Bufera su Fioramonti per offese web, ministro si scusa - Politica, su Agenzia ANSA, 3 ottobre 2019. URL consultato il 26 dicembre 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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