Le iene (film)

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Le iene
Le Iene.jpg
Titolo originaleReservoir Dogs
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1992
Durata99 min
Rapporto2,35:1
Genereazione, thriller, drammatico
RegiaQuentin Tarantino
SoggettoQuentin Tarantino
SceneggiaturaQuentin Tarantino
ProduttoreLawrence Bender, Harvey Keitel
FotografiaAndrzej Sekula
MontaggioSally Menke
Effetti specialiLarry Fioritto
MusicheA.A. V.V.
ScenografiaSandy Reynold-Wasco
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi

Le iene (Reservoir Dogs) è un film del 1992 diretto da Quentin Tarantino, al suo esordio in un lungometraggio. Introduce molti temi caratteristici del regista: la violenza, l'avantpop, i dialoghi sfrontati e barocchi, il forte humor nero e la cronologia frammentata.

In Italia il film venne vietato ai minori di 18 anni a causa della violenza delle sue scene. Al contrario di Pulp Fiction, infatti, in questo film la violenza non vuole essere esagerata o comica ma è utilizzata in modo decisamente più realistico e cinico, anche se in alcune scene, come quella della tortura, è più suggerita che mostrata.

Dopo alcune difficoltà nella scelta del cast e alcune indecisioni, ad esempio, a chi assegnare il ruolo di Mr. Orange fra Tim Roth, James Woods e Samuel L. Jackson, il film venne presentato prima al Sundance Film Festival e poi in Giappone al Yubari International Fantastic Film Festival.

Il film venne inizialmente distribuito in Italia con il titolo Cani da rapina; a causa dello scarsissimo successo ottenuto, venne poco tempo dopo ridistribuito con il titolo Le iene, riscuotendo questa volta immenso successo, come dichiarato da Carlo Valli, dialoghista e direttore del doppiaggio dell'edizione italiana del film, nonché voce del DJ K-Billy[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Los Angeles: il malavitoso Joe Cabot, insieme al figlio Eddie "il bello", raduna sei rapinatori professionisti per un colpo ai danni di un grossista di diamanti. Il gruppo è composto in parte da vecchie conoscenze di Cabot, in parte da esperti professionisti.

Regola principale del gruppo è di non parlare mai di se stessi e di mantenere il reciproco anonimato, usando come nome quello di un colore: Larry (vecchio amico di Joe) è Mr. White; Vic Vega (fedelissimo ai Cabot, avendo passato quattro anni in prigione senza fare il loro nome al processo) è Mr. Blonde; il puntiglioso e polemico sarà Mr. Pink; l'estroso verrà chiamato Mr. Brown; il taciturno sarà Mr. Blue; infine Freddy Newandyke sarà Mr. Orange.

La rapina si rivela una vera strage: Mr. Blonde dà inizio ad una sparatoria con la polizia, che irrompe improvvisamente, uccidendo senza scrupoli chiunque gli sembri pericoloso e scappa prendendo in ostaggio un poliziotto; Mr. Blue rimane ucciso nello scontro a fuoco e il gruppo si divide per fuggire meglio. Mr. Pink riesce con difficoltà a scappare, portando al sicuro i diamanti. Mr. White e Mr. Orange fuggono con un'auto alla cui guida c'è Mr. Brown, che sarà colpito a morte dalla polizia. L'auto è diventata inutilizzabile e Mr. White con Mr. Orange vanno quindi alla ricerca di un altro mezzo. Fermano un'auto con alla guida una donna che tira fuori una pistola, cogliendo di sorpresa Mr. Orange e sparandogli allo stomaco, finendo subito dopo uccisa dallo stesso. Mr. Orange è sanguinante, così Mr. White decide di portarlo al capannone che il gruppo ha fissato come punto di ritrovo. Mentre è in macchina con Orange, White, che è entrato molto in confidenza con lui, gli rivela il proprio nome. Poco dopo arriva anche Mr. Pink, che inizia a polemizzare, prendendo White in disparte, sulla dinamica poco chiara della rapina: secondo Pink i poliziotti sono intervenuti troppo tempestivamente, probabilmente erano già lì sul luogo, avvertiti da un infiltrato nella banda.

Arriva anche Mr. Blonde, con il poliziotto Marvin Nash nel bagagliaio della sua auto. Nell'attesa dell'arrivo di Eddie, Mr. Pink, Mr. White e Mr. Blonde iniziano a prendere a calci e pugni l'agente Nash, affinché dica loro chi è l'infiltrato.

Appena giunto, Eddie ordina a Mr. Pink e Mr. White di seguirlo per recuperare la refurtiva e chiamare un medico per Mr. Orange. I due obbediscono e lasciano Blonde con il poliziotto e Orange. Rivelandosi un sadico torturatore, Blonde estrae il suo rasoio dallo stivale e sfregia il volto al poliziotto, legato ad una sedia, finendo col tagliargli pure un orecchio e si appresta a bruciarlo vivo inzuppandolo di benzina quando Orange, svuotandogli un intero caricatore addosso, lo uccide. Dopo questo atto, Mr. Orange spiega all'agente Nash di essere un poliziotto e che presto, appena Joe sarà ritornato, i poliziotti circonderanno l'edificio e loro due verranno salvati.

Eddie, Pink e White tornano al capannone, increduli del massacro avvenuto in loro assenza: Orange prova a dare spiegazioni a Eddie, ma questi uccide senza esitare Nash, non credendo alla storia di Orange. Per ultimo arriva Joe Cabot, che accusa apertamente Mr. Orange di essere l'infiltrato della polizia e gli punta contro la pistola. Dal canto suo, Mr. White crede al suo compagno e difende Orange, puntando la pistola su Joe. Eddie, per difendere il padre, punta a suo volta la pistola a White. Mr. Pink, spaventato, si rifugia nel sottoscala del magazzino.

A questo punto la situazione degenera velocemente e in pochi secondi Joe spara a Orange, White spara a Joe, Eddie spara a White e White spara di rimando a Eddie: alla fine solo White e Orange, gravemente feriti, sopravvivono. Pink, uscito dal sottoscala, fugge prendendo con sé la borsa con i diamanti, ma come si può sentire dai dialoghi in sottofondo, viene fermato ed arrestato appena esce all'esterno del magazzino dalla polizia appena arrivata. Orange e White, ancora vivi, si avvicinano: negli ultimi istanti di vita, Orange rivela a White di essere realmente l'infiltrato. I poliziotti irrompono nel locale ed intimano a White di gettare la pistola che sta puntando sul viso di Orange: dopo un istante di silenzio, White spara a Orange, venendo a sua volta crivellato dai colpi dei poliziotti.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Tarantino aveva intenzione di girare il film in pellicola da 16 millimetri con un budget di 30.000 dollari: in questa versione del film, Lawrence Bender - il produttore esecutivo - avrebbe interpretato Eddie il Bello. Lawrence stava frequentando un corso di recitazione, e la moglie del suo insegnante, venuta a sapere del progettato film, presentò una copia della sceneggiatura ad Harvey Keitel che ne fu subito entusiasta e si offrì a Tarantino come coproduttore. Con Keitel nel cast, il fondo di produzione arrivò a 1.200.000 dollari.

Il budget del film era così basso che molti attori usarono semplicemente i vestiti del proprio guardaroba; quello che si nota di più è la giacca da jogging che sfoggia Eddie il Bello. Gran parte del denaro che è stato usato per il film è stato speso per i vestiti dei sei membri, in particolare per la giacca di Eddie il Bello, per gli stivali neri di Mr. Blonde e per i jeans neri di Mr. Pink.[2] Le iene mostra i personaggi mentre indossano il modello della Ray Ban Wayfarer. I vestiti furono invece creati da Agnes B., famosa stilista.[3] Per la realizzazione europea, il distributore usò poster differenti per ogni personaggio principale. Questa strategia di marketing è divenuta ora largamente utilizzata. I vestiti delle sei iene sono ispirati a quelli dei personaggi di A Better Tomorrow II di John Woo.[4]

Il capannone utilizzato nelle riprese era un deposito funebre in costruzione. Mr. Blonde si siede su un carro funebre in una scena.[2] L'automobile di Mr. Blonde è una Cadillac Coupe de Ville: l'auto realmente apparteneva all'attore Michael Madsen.[2] Le scene in cui Quentin Tarantino è davanti alla macchina da presa sono state girate da Robert Rodriguez.[3]

Il titolo Reservoir Dogs è stato ispirato dalla difficoltà - dovuta a dislessia[senza fonte] - che Tarantino ha nel pronunciare il titolo del film Au revoir, les enfants di Louis Malle, che chiamava "The Reservoir film" [5], unito a Straw Dogs di Sam Peckinpah. All'inizio del film Tarantino definisce Like a Virgin di Madonna «una metafora della fava grossa». Per tutta risposta Madonna regalò all'amico Quentin una copia del suo album Erotica con la dedica: «È una canzone che parla d'amore, non di fave grosse. Madonna».[6] La parola "fuck" viene pronunciata 252 volte.

Nell'edizione speciale del DVD uscita negli Usa nel 2002, sono mostrate cinque sequenze che sono state tolte dalla versione finale del film: tre di esse sono linee di dialogo eliminate dal film, tra cui l'unica comprendente un personaggio femminile, come agente di polizia collega di Mr. Orange. Le altre due sono diverse angolature della tortura di Marvin Nash, mostrata con maggiore uso di effetti splatter: una è ripresa da dietro invece che da davanti come nella versione ufficiale, mentre l'altra mostra direttamente l'orecchio venire afferrato e amputato in primo piano dalla mano di Mr. Blonde, accompagnato da un'abbondante fuoriuscita di sangue finto. Nella versione ufficiale non viene mostrata direttamente l'amputazione, perché la cinepresa si sposta sul lato sinistro dello schermo, e viene infine mostrato Mr. Blonde parlare con l'agente in agonia tenendo l'orecchio mozzato in mano.

Casting[modifica | modifica wikitesto]

George Clooney, James Woods, Edward Norton e anche Tim Roth erano stati considerati per la parte di Mr. Blonde, poi andata a Michael Madsen. Woods non venne mai avvertito del fatto che Tarantino lo aveva contattato: non appena lo venne a sapere licenziò il suo agente - responsabile del fatto.[3] Edward Bunker, che impersona Mr. Blue, è stato un criminale ed ha trascorso gran parte della sua vita in prigione prima di diventare uno scrittore: era uno degli autori preferiti di Tarantino ed ha scritto numerosi best-seller, pubblicati anche in Italia, come Cane mangia cane e Come una bestia feroce. Da quest'ultimo è stato tratto il film Vigilato speciale con Dustin Hoffman.[2] La donna che spara allo stomaco di Mr. Orange è interpretata dall'insegnante di dizione di Tim Roth. Samuel L. Jackson fece un provino per la parte di Mr. Orange ma non ottenne il ruolo. Tarantino tuttavia fu così impressionato che lo scritturò per quasi tutti i suoi film successivi.[2]

Durante la scena del taglio dell'orecchio, Michael Madsen fu inizialmente messo a disagio dalla frase che Kirk Baltz recita ("Ho un bambino piccolo"). Madsen, che era diventato padre da poco tempo, ebbe difficoltà a recitare quella scena. Su alcune copie del DVD, non appena Baltz finisce la frase, si può sentire una voce in sottofondo che dice "Oh, no, no..": è la voce di Michael Madsen, avverso nel girare la scena.[2]

All'inizio della scena in cui Eddie il bello telefona mentre guida, si vede passare un palloncino arancione: Tarantino inserì questo particolare per fare capire agli spettatori chi era l'agente di polizia che aveva fatto la soffiata.[2]

L'idea di usare come soprannomi i colori venne a Tarantino dopo la visione de Il colpo della metropolitana di Joseph Sargent, in cui i protagonisti si chiamavano signor Green, signor Gray, signor Blue e signor Brown.[4]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora de Le iene contiene uno svariato numero di canzoni anni settanta che fanno parte del repertorio musicale col quale Tarantino stesso è cresciuto. Il CD, com'è abitudine di Tarantino, include anche alcuni dialoghi estratti dal film.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. And Now Little Green Bag... (dialogo)
  2. Little Green Bag - (George Baker Selection)
  3. Rock Flock of Five (dialogo)
  4. Hooked on a Feeling - (Blue Swede)
  5. Bohemiath (dialogo)
  6. I Gotcha - (Joe Tex)
  7. Magic Carpet Ride - (Bedlam)
  8. Madonna Speech (dialogo)
  9. Fool for Love - (Sandy Rogers)
  10. Super Sounds (dialogo)
  11. Stuck in the Middle with You - (Stealers Wheel)
  12. Harvest Moon - (Bedlam)
  13. Let's Get a Taco (dialogo)
  14. Keep on Truckin' (dialogo)
  15. Coconut - (Harry Nilsson)
  16. Home of Rock (dialogo)

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Slogan promozionali[modifica | modifica wikitesto]

  • « Amici prima... iene dopo... finiranno per sbranarsi tra loro »
  • « Let's get the job done »[3]
  • « Four perfect killers. One perfect crime. Now all they have to fear is each other »
  • « Five total strangers team up for the perfect crime. They don't know each other's name. But they've got each other's number »
  • « Six perfect strangers are teaming up to pull off the perfect crime»
  • « Let's go to work »[3]
  • « Every dog has his day. »[3]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« Non penso che il pubblico fosse pronto. Non sapevano cosa fare con Le Iene. Fu come il primo film muto, quando la gente vide il treno che arrivava verso la telecamera e uscì dalla sala di proiezione. »

(Jami Bernard, New York Daily News[7])

Il film fu mostrato per la prima volta al Sundance Film Festival di Robert Redford. Esso venne subito additato dalla critica come un film rivoluzionario[7]. Il pubblico non vedeva però di buon occhio le grandi scene di violenza che sono presenti nel film, anzi insisteva nel dire che il film di Tarantino trattava di violenza gratuita e eccessiva[7]; il parere del pubblico venne poi riassunto nella critica di Jami Bernard. Tra le schiere di chi non apprezzava il film c'erano anche quelli che accusavano Tarantino di plagio.[7]

Molte delle scene di Le iene sono state infatti spesso accusate di aver copiato City on Fire, film di Ringo Lam molto famoso negli Stati Uniti: in questo film è presente il triello finale, la rapina andata male, un uomo torturato da un membro della banda; molte delle scene in cui è presente Mr. White sono state direttamente spostate dal titolo cinese e trasferite in Le iene. In pratica, è come se Tarantino avesse copiato l'ultima parte di City on Fire per creare però un film autonomo e statunitense al cento per cento. In risposta alle accuse di plagio, Tarantino disse: I bravi artisti copiano, i grandi rubano, prendendo a sua volta questa frase dal pittore Pablo Picasso.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, pubblico e critica accolsero Le iene come un film carico di significati e di grandi morali, celate però sotto la violenza estrema.[8] Ciò che più di tutto stupì il pubblico è la circolarità degli eventi presenti nel film. Il film infatti inizia con un vero e proprio cerchio, gli uomini riuniti attorno ad un tavolo con la telecamera che gira loro attorno, e si conclude con un macabro cerchio della morte.[9] Secondo Escobar, che fornì una delle critiche più accettate dal pubblico,[10] il film era anche una chiara dimostrazione della società di oggi, in cui l'uomo si serve degli altri solo per raggiungere i propri scopi. Qui l'obiettivo è la rapina, e ognuno degli uomini - che rappresentano la società - si serve dell'altro per effettuarla e - in ultimo - spartirsi il bottino.[9] L'unico uomo che non mira a prendere il bottino, bensì a far incarcerare i membri della banda è Orange, l'ultimo arrivato, che - uscendo dagli schemi classici del traditore - riesce a immedesimarsi perfettamente nel ruolo del gangster. Per fare il proprio mestiere di poliziotto infiltrato, Mr. Orange deve identificarsi nell'antagonista, deve compiere un'operazione di mimesi interiore.[9] Ma questo lato "da gangster" che dovrebbe solamente «interpretare» finisce per prevalere su di lui: arriva a uccidere come l'antagonista, con la sua fredda automaticità; arriva soprattutto a pensare come lui, affascinato dal suo universo.[9] Dunque il fantomatico ingranaggio perfetto della rapina inizia a cedere. Cade del tutto quando Mr. White si lascia vincere dall'amicizia. Esce dalle regole prestabilite, mira verso un valore superiore al semplice bottino: crede di dovere qualcosa a Orange.[9] Per questo motivo, la circolarità viene a mancare e sfocia nei tre colpi di pistola finali, nel mexican standoff ispirato a quello di Il buono, il brutto, il cattivo. "Eppure, Tarantino lascia spazio ad un ultimo colpo, quello carico di vendetta e impossibilità di comunicazione, quello che Mr. White spara in testa a Orange" - concluse Escobar.[9]

Nonostante la grande somiglianza - almeno in apparenza - con Rapina a mano armata di Stanley Kubrick, secondo la scrittrice Irene Bignardi, Tarantino prendeva le distanze dal film creando invece una forte caratterizzazione dei personaggi.[11] A differenza della pellicola di Kubrick, il film si svolge in gran parte tra le pareti di un deposito come su una scena teatrale.[11]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Videogioco[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006, dopo 14 anni dalla pubblicazione del film, la Eidos ha distribuito il videogioco ispirato al film, per PC, PlayStation e X-Box, nonostante non avesse ottenuto il permesso di ripresentare le figure del film. Oltre Mr. Blonde, infatti, i personaggi del videogioco sono fisicamente diversi da quelli del film. Inoltre, ha una bassa durata, di sedici livelli molto simili fra loro. Oltre i difetti però, il videogioco segue la cronologia a intreccio del film e si ripropone per svelare i fatti saltati in questo (come sono scappati i sei dopo l'imboscata della polizia, dove ha nascosto i diamanti Mr. Pink, com'è ritornato Mr. Blonde al magazzino con Marvin Nash nel bagagliaio).

Nel videogioco basato sul film, si può impersonare Mr. Blue e scoprire come muore ("Più morto di Dillinger"): uscito dalla gioielleria, armato di fucile a pompa, il malvivente si fa strada fra le schiere di agenti che cercano di centrarlo; rifugiatosi in un vecchio cinema, Mr. Blue viene sorpreso da una squadra S.W.A.T. che gli ordina di gettare l'arma ma lui, in cerca di un "finale con i fuochi d'artificio", tenta di sparare, venendo immediatamente crivellato di proiettili.

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Action figure[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il successo ottenuto nelle sale, la Mezco Toys e la Palisades hanno messo in commercio delle action figure rappresentanti i sei cani da rapina.

In più un'altra anteprima ha mostrato i personaggi di Mr. Pink e Mr. Blonde. Durante un'ultima mostra del 2003 è stato messo in commercio un set di action figure che comprendeva il poliziotto Marvin Nash e Mr. Blonde durante la famigerata tortura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intervista a Carlo Valli, ilmondodeidoppiatori.it tramite YouTube. URL consultato il 28 aprile 2012.
  2. ^ a b c d e f g Dati tratti dai contenuti speciali del film
  3. ^ a b c d e f Dati forniti dal libro Cinema of Outsiders: the rise of american independent film
  4. ^ a b Dati forniti dal libro Quentin Tarantino: il cinema «degenere», capitolo Influenzato e influenzante
  5. ^ Dati forniti dalla sceneggiatura di Le iene, di Quentin Tarantino.
  6. ^ Dati tratti dalla prefazione del libro Le Iene: sceneggiatura di Quentin Tarantino
  7. ^ a b c d Recensione del film su Sptimes.com
  8. ^ Dati forniti dal libro Quentin Tarantino: il cinema «degenere»
  9. ^ a b c d e f Dati forniti dalla critica di Roberto Escobar sul Sole 24 Ore — disponibile su mymovies.it; ultimo accesso il 4 novembre 2006
  10. ^ Recensione su mymovies.it; ultimo accesso il 4 novembre 2006
  11. ^ a b Dati forniti dalla critica di Irene Bignardi riportata nel libro Il declino dell'impero americano - disponibile su mymovies.it; ultimo accesso il 5 novembre 2006

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Quentin Tarantino. Reservoir Dogs: the screenplay. Performing Arts, 2000. ISBN 0-8021-3685-0
  • Emanuel Levy. Cinema of Outsiders: the rise of american independent film. Performing Arts, 2001. ISBN 0-8147-5124-5
  • Daniela Terribili. Quentin Tarantino: il cinema «degenere». Milano, Bulzoni, 1999. ISBN 88-8319-320-2

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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