L'aereo più pazzo del mondo

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L'aereo più pazzo del mondo
Airplane 1980.jpg
Una scena del film
Titolo originale Airplane!
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1980
Durata 88 min
Rapporto 1,85:1
Genere commedia, grottesco
Regia Zucker-Abrahams-Zucker
Soggetto Zucker-Abrahams-Zucker
Sceneggiatura Zucker-Abrahams-Zucker
Produttore Jon Davison, Howard W. Koch, Hunt Lowry
Produttore esecutivo Zucker-Abrahams-Zucker
Distribuzione (Italia) Paramount Pictures
Fotografia Joseph F. Biroc
Montaggio Patrick Kennedy
Effetti speciali John Frazier, Chris Walas
Musiche Elmer Bernstein, Stephen Sondheim
Scenografia Ward Preston
Costumi Rosanna Norton
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'aereo più pazzo del mondo (Airplane!) è un film comico del 1980 scritto e diretto dal trio Zucker-Abrahams-Zucker.

Il film ha avuto un séguito due anni dopo, dal titolo L'aereo più pazzo del mondo... sempre più pazzo, con la partecipazione di numerosi attori del primo film, ma con un diverso regista e sceneggiatore.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'ex pilota Ted Striker ha paura di volare, dopo la sua esperienza in un'imprecisata guerra. Pur di ritrovare il coraggio, Striker decide di riconquistare la ex ragazza Elaine ora impiegata come hostess, imbarcandosi in un volo per Chicago dove ella presta servizio.

Improvvisamente, equipaggio e passeggeri, un vero caleidoscopio di macchiette e stereotipi, accusano gravi sintomi di intossicazione alimentare, in seguito ad un pasto servito in volo. Elaine, tra i pochi non intossicati, contatta la torre di controllo di Chicago e sotto le istruzioni del supervisore Steve McCroskey attiva il pilota automatico, un manichino gonfiabile di nome "Otto", in grado di portare il velivolo a Chicago ma non di farlo atterrare.

Elaine capisce che Ted, anche egli incolume, sia l'unico in grado, sebbene egli debba vincere il panico, coadiuvato a terra da un tale Rex Kramer, suo compagno d'armi. Giunti eroicamente a destinazione, Striker riesce finalmente a ravvivare l'amore di Elaine, mentre l'uomo a terra continua indefesso i suoi proclami su eroismo e patriottismo, con l'aereo oramai sgombro.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è una parodia del filone dei film della serie di Airport, seguendo il canovaccio della pellicola Ora zero, un classico del 1957 interpretato da Sterling Hayden, dove un pilota di elicotteri, reduce dalla Guerra di Corea, deve supplire ai colleghi colpiti da intossicazione alimentare. Otto, il singolare pilota automatico gonfiabile, fonte di numerose gag anche audaci, è accreditato nei titoli.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane nel mese di ottobre del 1980.[1]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Alcune date di uscita internazionali nel corso del 1980 sono state:

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

All'uscita nel 1980, il consenso non fu unanime. Taluni, comparandolo inutilmente con il contemporaneo Blues Brothers, lo "declassavano" al filone minimale allora in voga dei film barzelletta, dalle battute scontate e già viste. Nel 2000 l'American Film Institute ha inserito il film al decimo posto nella classifica delle cento migliori commedie americane di sempre.

Nel 2010 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[4]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Morandini il film "centra il bersaglio, cioè fa ridere spesso. Le citazioni cinematografiche si sprecano ma il piacere è proprio lì".[5] Secondo Leonard Maltin il film è una "divertentissima parodia del genere aeroportuale (e in particolare di Ora zero di Bartlett)". Il film si pregerebbe di "gag non-stop fino all'ultimo fotogramma". Maltin consiglia per questo di restare "seduti anche durante i titoli di coda".[6]

Citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film parodia de I Griffin, Blue Harvest, ci sono due scene riprese da questo film.
  • La puntata dei Griffin Airport 2007 è una parodia del film.
  • La cantante ed attrice Ethel Merman, nota negli Stati Uniti ma poco conosciuta dal pubblico italiano, viene definita nella versione italiana semplicemente una femminista (è la donna che si alza dal letto ed esclama frasi antimaschiliste), mentre in realtà canta un pezzo di una canzone che era il suo cavallo di battaglia: Everything's Coming up Roses.
  • In una scena un bambino, passeggero dell'aereo, quando viene accolto in cabina di pilotaggio riconosce nel co-pilota Roger Murdock il cestista dell'NBA Kareem Abdul-Jabbar. Secondo gli stilemi del genere realtà e finzione si mescolano, dal momento che l'interprete del personaggio è realmente il giocatore di pallacanestro dei Los Angeles Lakers, ma anche nel film, risponde alle provocazioni del ragazzino rivelando di essere Abdul-Jabbar, sotto mentite spoglie. Successivamente, quando accusa il malore si nota che viene portato via in tenuta da basket.
  • In Scary Movie 3 - Una risata vi seppellirà, il presidente degli Stati Uniti interpretato da Leslie Nielsen apre una porta (facendo cadere la parodia di Samara Morgan in un pozzo) e dice ai due protagonisti: "Auguro a entrambi buona fortuna, contiamo su di voi!", omaggio alla scena in cui il dottor Rumack apre la porta della cabina di pilotaggio e dice a Ted Striker "Volevo augurarvi buona fortuna, contiamo su di voi!".

Espedienti narrativi[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del film è possibile vedere i passeggeri visionare una parte piuttosto drammatica del film Destino in agguato, mentre il rumore del jet è quello di un aereo a elica.

Nella trasposizione italiana, il film ha sottoposto il doppiaggio ad un arduo adattamento non sempre rivelatosi vincente, a volte non compreso o che suonava gratuito. I due passeggeri neri, che nella versione originale parlano in Jive lo slang afroamericano, sono doppiati in dialetto napoletano da Gigi Reder e Benito Artesi.

Seguito[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spettacolo,cultura e varietà - Prime visioni a Torino, in Stampa Sera, nº 277, 1980, p. 30.
  2. ^ (EN) Openings, in New York Magazine, vol. 13, nº 26, 1980, p. 20.
  3. ^ Prime visioni a Roma, in L'Unita, nº 244, 1980, p. 15.
  4. ^ (EN) Hollywood Blockbusters, Independent Films and Shorts Selected for 2010 National Film Registry, Library of Congress, 28 dicembre 2010. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  5. ^ L'aereo più pazzo del mondo - MYmovies, mymovies.it. URL consultato il 18 febbraio 2013.
  6. ^ Leonard Maltin, Guida ai film 2009, Dalai editore, 2008, p. 17, ISBN 88-6018-163-1. URL consultato il 18 febbraio 2013.

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