Hope Solo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Hope Solo
Hope Solo.jpg
Hope Solo nel 2009 ai Saint Louis Athletica
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 175[1] cm
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Portiere
Ritirata 1º settembre 2016
Carriera
Giovanili
1996-1999 non conosciuta Richland High School
1999-2002 non conosciuta Washington Huskies
Squadre di club1
2003 Philadelphia Charge 8 (0)
2004 K. Göteborg17 (0)
2005 Olympique Lione20 (0)
2009-2010 non conosciuta Saint Louis Athletica 23 (0)
2010Atlanta Beat16 (0)
2011 magicJack4 (0)
2012 Seattle Sounders Seattle Sounders3 (0)
2013-2016Seattle Reign54 (0)
Nazionale
1996-1997Stati Uniti Stati Uniti U-16
1998Stati Uniti Stati Uniti U-19
1999-2000Stati Uniti Stati Uniti U-21
2000-2016Stati Uniti Stati Uniti202 (0)
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Londra 2012
Oro Pechino 2008
FIFA Women's World Cup.svg Mondiali di calcio femminile
Oro Canada 2015
Argento Germania 2011
Bronzo Cina 2007
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 6 agosto 2016

Hope Amelia Solo (Richland, 30 luglio 1981) è un'ex calciatrice statunitense, di ruolo portiere.

Prima di approdare al Seattle Sounders Women, aveva giocato con il Philadelphia Charge, in Svezia con il Kopparbergs/Göteborg, in Francia con l'Olympique Lyonnais, il Saint Louis Athletica l'Atlanta Beat e con il MagicJack, a livello giovanile, per i Washington Huskies.[1]

Con la nazionale statunitense, dove ha militato fino al 24 agosto 2016,[2][3] quando la Federazione USA le ha sospeso il contratto, ha collezionato oltre 120 presenze, vinto due titoli olimpici (nel 2008 e nel 2012), un titolo mondiale (2015) e ottenuto un secondo posto nel campionato del mondo nel 2011;[1] sempre con la nazionale detiene un primato di 1 054 minuti di imbattibilità della propria porta.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Hope Amelia Solo è nata a Richland, nello Stato di Washington, il 30 luglio 1981[1], figlia di un veterano della guerra del Vietnam di origine italiana[4].

Inizia a giocare come attaccante nella squadra del suo college, la Richland High School, con cui realizza 109 goal in tre anni.[1][3] Nel 1999, quando passa nelle giovanili dei Washington Huskies, lascia però il ruolo di attaccante per dedicarsi a quello di portiere.[3]

Hope Solo in azione al torneo olimpico di Rio de Janeiro 2016

L'anno seguente, il 5 aprile, fa il proprio debutto nella nazionale maggiore, in una gara contro l'Islanda.[1][2][3] Nel 2004, segue lo staff della nazionale nella vittoriosa trasferta ai Giochi Olimpici di Atene, pur non facendo parte ufficialmente della squadra.[1][2]

Nel 2007, durante il campionato mondiale, si rende protagonista di una polemica contro il proprio allenatore, Greg Ryan, che nella semifinale contro il Brasile, persa poi per 0-4, le preferisce la "veterana" Briana Scurry, nonostante i tre rigori parati nella partita precedente;[2][3][5] lo sfogo polemico al termine della partita costa alla Solo l'allontanamento dalla squadra in vista della finale per il terzo posto.[3]

L'anno dopo, vince con la propria nazionale la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Pechino.[1] Nel 2009 viene eletta miglior calciatrice statunitense dell'anno,[1] mentre dodici mesi dopo si rende protagonista di una nuova polemica, stavolta sul social network Twitter, in cui accusa i tifosi dei Boston Breakers di razzismo; la cosa le costa una multa di 2.500 dollari e un turno di squalifica.[3]

Il 17 luglio 2011, a Francoforte sul Meno, al termine della finale mondiale persa ai tiri di rigore contro il Giappone, riceve il premio come miglior portiere del torneo. Nel corso dell'anno appare inoltre senza veli, assieme ad altri sportivi, per l'edizione The Body Issue della rivista statunitense ESPN The Magazine.[6]

Nell'estate del 2012 partecipa, con la sua nazionale, ai Giochi olimpici di Londra e vince la sua seconda medaglia d'oro olimpica in carriera, conquistata grazie alla vittoria per 2-1 sul Giappone del 9 agosto.[7] Dopo i Giochi londinesi, il 14 dello stesso mese, esce la sua autobiografia, intitolata Solo: A Memoir of Hope. Il 10 luglio 2012 viene trovata positiva a un controllo antidoping,[8] ma è riuscita comunque a giocare la competizione.

Nel giugno del 2014 viene arrestata con l'accusa di violenza domestica ai danni della sorella e del nipote diciassettenne.[9] Viene in seguito rilasciata senza cauzione; il procedimento penale nei suoi confronti è ancora in corso, e l'8 giugno 2016 Hope si è vista rifiutare la sua richiesta che le accuse nei suoi confronti fossero respinte dal tribunale.[10]

Nel frattempo, nell'estate del 2015 partecipa da titolare al mondiale in Canada, dove vince il torneo subendo appena tre gol in sei partite.

Nel novembre 2017 ha accusato di molestie sessuali l'ex presidente della FIFA Sepp Blatter, che le avrebbe toccato il sedere durante la cerimonia di consegna del Pallone d'oro nel gennaio del 2013.[11] Blatter ha negato le accuse.[11]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

  • Washington State Championship: 1
Washington Huskies: 1998

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Hope Solo mostra la medaglia d'oro vinta a Pechino 2008
2005; 2006; 2008; 2010; 2011
  • Four Nations Tournament: 3
2006; 2007; 2008
2006
Pechino 2008; Londra 2012
2015

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

  • Pac-10 Selection: 4
1999; 2000; 2001; 2002
  • NSCAA All-American: 3
2000; 2001; 2002
  • WPS Portiere dell'anno: 1
2009[12]
2012, 2013, 2014
2009
  • Adidas Guanto d'oro: 1
Germania 2011
  • Adidas Pallone di bronzo: 1
Germania 2011
  • Adidas All-Star Team: 1
Germania 2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i US Soccer: Hope Solo Archiviato il 28 agosto 2013 in Internet Archive.
  2. ^ a b c d e Aol News > Attractive Olympian: Goalkeeper Hope Solo
  3. ^ a b c d e f g Santoni, Simona, Hope Solo, campionessa di parate e di bellezza ai mondiali di calcio femminile Archiviato il 23 luglio 2011 in Internet Archive., su Panorama, 11 luglio 2011
  4. ^ Bordignon, Massimiliano, Hope Solo, chi ha detto che le donne che giocano a calcio non sono brave e non sono belle?, in: Sport e Motori, giovedì 14 luglio 2011
  5. ^ (EN) Sean Gregory, From Pariah to the Pinnacle: U.S. Women's Soccer Goalie Hope Solo] (Time), 15 luglio 2011.
  6. ^ The Body Issue: Hope Solo – espnW
  7. ^ (EN) Lloyd leads USA to victory (London 2012), 9 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2012).
  8. ^ (EN) A. B. C. News, Olympian Solo Warned After Drug Test, su ABC News, 10 luglio 2012. URL consultato il 29 gennaio 2018.
  9. ^ Hope Solo finisce in galera: ha pestato la sorella e il nipote (Gazzetta.it), 21 giugno 2014.
  10. ^ (EN) Hope Solo DV charges stand after latest court setback, su king5.com, 8 giugno 2016.
  11. ^ a b La portiera della Nazionale statunitense Hope Solo ha accusato di molestie sessuali l'ex presidente della FIFA Sepp Blatter (Il Post.it), 10 novembre 2017.
  12. ^ (EN) Solo Named WPS Goalkeeper Of The Year, in gohuskies.com, 3 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2015).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN250247610 · ISNI (EN0000 0003 7085 5701 · LCCN (ENn2012034018 · GND (DE1031265597 · NDL (ENJA001132441 · WorldCat Identities (ENn2012-034018