Granata Press

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Granata Press
Stato Italia Italia
Fondazione 1989[1]
Chiusura 1996
Sede principale Bologna
Settore Editoria
Prodotti

La Granata Press è stata una casa editrice con sede in Bologna, fondata da Luigi Bernardi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Granata Press ha pubblicato libri, riviste, fumetti, ed è stata tra le prime a tradurre ed importare con continuità manga e anime giapponesi. La pubblicazione di Ken il guerriero e delle due riviste contenitore Zero nippon comix e Mangazine, lanciarono il mercato dei manga in Italia. La prima era rivolta a serie d'azione e fantascienza e la seconda imperniata su serie comiche o dal taglio particolare. Mangazine, inoltre, presentava inserti di approfondimento su temi specifici dei manga e degli anime che erano abbastanza pionieristici ai tempi.[2]

Si devono alla Granata Press la prima edizione italiana per il mercato dell'home video dell'anime Conan il ragazzo del futuro, che uscì integralmente nei primi anni '90 in una serie di VHS che riproponevano lo stesso doppiaggio utilizzato per la messa in onda televisiva dei primi anni '80, e il primo tentativo di tradurre ed importare serie di OAV.

Tra il 1990 e il 1994 viene pubblicata Zero, la prima rivista contenitore edita da Granata Press uscita in edicola nel novembre del 1990 al prezzo di copertina di 3.500 lire. Il primo numero conteneva le prime puntate di due manga epocali: Ken il guerriero (le cui successive avventure furono pubblicate all'interno di Z Compact) e Xenon. La pubblicazione proseguì fino al numero 39. Tra i manga pubblicati: Baoh, Patlabor, Sanctuary, Spriggan, Gunhead, Appleseed, Macross II, Alita, Genocyber. Successivamente alla chiusura di Zero, la Granata Press pubblicò una seconda edizione della rivista, aumentando le dimensioni e inserendo il colore. Tra i manga pubblicati: Lycanthrope Leo, Genocyber, Alita e la miniserie alla base della saga di Ken il guerriero. L'esperimento non ebbe successo e si chiuse dopo pochi numeri.

Altra rivista dedicata ai manga è Mangazine, dove vengono pubblicati, tra gli altri, Lamù (a cui fu successivamente dedicata la rivista Manga Classic nuova serie), Ranma 1/2, Mai, Patlabor e Kamui. Granata Press pubblicò anche Manga Classic, che presentò il manga di Mazinga Z e, successivamente, il manga de Il Grande Mazinga (già presentato dalla Fabbri 15 anni prima). Questa collana avrebbe infine dovuto presentare per la prima volta in Italia anche le storie di Ufo Robot Goldrake realizzate da Go Nagai e Gosaku Ota, ma lo scarso riscontro di vendite impose la chiusura di Manga Classic, sicché fu necessario aspettare il 2007 prima di poter leggere in italiano il Goldrake di Ota. Infine Z Star, che pubblicava i manga di Devilman e di Capitan Harlock.

Nel 1991 pubblica il libro Anime, guida al cinema d'animazione giapponese, sorta di enciclopedia degli anime frutto di un lavoro di ricerca, che presenta sotto forma di scheda tecnica tutte le serie animate giapponesi dalle origini fino al 1988. Per ogni serie animata sono indicati una serie di dati, tra cui anno di creazione, data di messa in onda giapponese e italiana, autori e trama.

Nel 1996 la Granata Press chiude i battenti, lasciando svariate serie incomplete. Molte di queste sono state in seguito ripubblicate integralmente da un'altra casa editrice, la Star Comics.

Pubblicazioni (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Riviste[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]

A parte le sue proprie edizioni, la Granata Press distribuì le produzioni della Manga Video doppiate in italiano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ale Montosi Blog: In ricordo di Luigi Bernardi e della Granata Press
  2. ^ Luigi Bernardi, Luciana Babina, Granata Press. Sulle tracce di una casa editrice, Mobydick, 2000

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucia Babina (a cura di), Granata press: sulle tracce di una casa editrice, Faenza, Mobydick, 2000, ISBN 8881781425.