Kappa boys

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

I Kappa boys, che dalla fine degli anni duemila usano l'appellativo abbreviato di Kappa[1], sono un gruppo di quattro persone che operano nel settore dei fumetti dalla seconda metà degli anni Ottanta, in particolar modo nel settore giapponese e quello italiano. I componenti sono Andrea Baricordi, Massimiliano De Giovanni, Andrea Pietroni e Barbara Rossi.

Sono conosciuti per essere stati i primi, agli inizi degli anni Novanta, ad introdurre strutturalmente i manga sul mercato italiano [2] e a diffondere in Italia una cultura del fumetto giapponese[3]. Hanno collaborato con Granata Press dalla fine degli anni Ottanta per portare i primi manga in Italia, creato e sviluppato la divisione editoriale manga della Star Comics dal 1992 al 2008, e si sono occupati del kickstart di GP Manga nel 2009. Oltre a numerose consulenze e collaborazioni con terzi, i Kappa boys hanno fondato nella metà degli anni Novanta una propria casa editrice, la Kappa Edizioni, e nel 2012 una società multimediale, Kappalab, attualmente impegnata nella pubblicazione narrativa per ragazzi internazionale, con un'attenzione particolare per i romanzi originali da cui sono stati tratti celebri film d'animazione, in particolar modo quelli dello Studio Ghibli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Kappa boys iniziarono la loro avventura nel mondo dell'editoria alla fine degli anni Ottanta, quando, poco più che maggiorenni, fondarono la fanzine pionieristica Mangazine e tentarono di avviare i primi contatti con case editrici italiane per pubblicare fumetti di origine giapponese[4]. Il gruppo ottenne l'interessamento della Granata Press, per la quale curarono un parco editoriale manga, primo nel suo genere in Italia, e pubblicarono il volume Anime, guida al cinema d'animazione giapponese[4], in collaborazione con Sabrina Tunesi. In questi anni il loro nome è stato legato principalmente a quello della loro rivista e i quattro si facevano chiamare Staff di Mangazine[5].

Nel 1992 il gruppo venne contattato da Star Comics, allora emergente casa editrice, in cerca di consulenza per inaugurare una nuova linea editoriale dedicata ai manga[4]. Il quartetto si strutturò allora come agenzia di service editoriale "Kappa" e assunse il nome di Kappa boys[5][6]. I Kappa boys organizzarono quindi il settore manga della Star Comics, fondando la rivista Kappa Magazine e gestendo fino al 2008 tutto l'apparato redazionale della casa editrice: dalla scelta dei titoli da pubblicare e degli autori da lanciare, alle traduzioni, fino alla strutturazione degli albi e alla sperimentazione di nuovi generi mai pubblicati in precedenza in Italia[4]. Il felice sodalizio con la Star Comics permise l'introduzione di generi innovativi nel panorama fumettistico italiano e consentì un elevato grado di sperimentazione, suggellato ad esempio dall'uscita, nel 1995, di Dragon Ball, il primo manga editi in Italia a conservare il senso di lettura orientale[4] dietro richiesta dell'autore, Akira Toriyama, seguito dopo pochi mesi da City Hunter di Tsukasa Hojo. Nel 1995, intanto, il gruppo fondò la propria casa editrice, la Kappa Edizioni, con la quale avviò dei progetti indipendenti[7] portando per la prima volta in Italia importanti autori fino ad allora mai apparsi, fra i quali Inio Asano, Taiyo Matsumoto, Moyoco Anno, Ebine Yamaji, Atsushi Kaneko e Daisuke Igarashi, ma anche generi mai percorsi da altri come la commedia intimista, alcuni fra i primi manga underground, il genere boy's love (yaoi), le light novel dei serial più noti e i romanzi originali da cui erano tratti celebri film d'animazione.

Nel novembre 2008, dopo sedici anni insieme, i Kappa boys e la Star Comics interruppero la loro collaborazione, per motivi di divergenze di obiettivi e di interessi, maturati nel corso del tempo[8][9]. Passati pochi mesi, a inizio 2009, i quattro erano già al lavoro per progettare il piano editoriale della GP Publishing, divisione con cui la Grani & Partners intendeva affacciarsi sul mercato del fumetto[10]. Durante l'anno di contratto, i Kappa boys permisero alla neonata casa editrice di crescere e le procurarono i primi contatti con gli editori nipponici[4][11].

Da allora i Kappa boys si sono dedicati a iniziative indipendenti. A inizio 2010 vide la luce Ronin Manga, una nuova linea editoriale di Kappa Edizioni, "appositamente studiata per la libreria di varia, che risultasse appetibile e incuriosisse anche chi normalmente non leggeva né manga, né fumetti"[4]. Ritenendosi vittime di scorrettezze da parte del sistema distributivo fumettistico, i Kappa boys si allontanano parzialmente dal settore[12] e fondano nel 2012 Kappalab, un laboratorio che promuove eventi, incontri, corsi di fumetto e per "produrre attivamente opere audiovisive sul suolo italiano"[13] e che successivamente inaugura la linea editoriale LibriGhibli in cui vengono pubblicati i romanzi originali da cui sono stati tratti i film di Hayao Miyazaki, Isao Takahata e Hiromasa Yonebayashi per lo Studio Ghibli, fra cui Il castello errante di Howl, Kiki consegne a domicilio, dell'autrice Premio Hans Christian Andersen 2018 Eiko Kadono, Conan il ragazzo del futuro, Quando c'era Marnie e Si alza il vento, quelli di Satoshi Kon come Perfect Blue, o ancora quelli de La ragazza che saltava nel tempo, In questo angolo di mondo, Godzilla, Labyrinth e, per la prima volta al mondo fuori dai confini del Giappone, Candy Candy di Keiko Nagita e Il Grande Albero al Centro del Mondo di Makiko Futaki.

I Kappa boys sono singolarmente anche autori di libri e fumetti. Fra questi, Oltre la porta, nato nel 1992 dalla collaborazione tra Baricordi, De Giovanni e Rossi con l'autrice giapponese Keiko Ichiguchi (che in questo libro si firma con lo pseudonimo di Keiko Sakisaka), i volumi della serie Lupin III Millennium, realizzata tra il 2001 e il 2007 in collaborazione con l'autore originale Monkey Punch (Il violino degli Holmes, Essere Lupin III, La maledizione degli Ishikawa e Meyer's Angels scritti da Baricordi; Nella camera a gas e Nei panni di Zazà scritti da De Giovanni), la miniserie da edicola Mondo Naif del 1996 (Lambrusco & Cappuccino di Baricordi, Gente di notte di De Giovanni, Il gatto nero della Rossi), i volumi della collana libraria Mondo Naif per Kappa Edizioni dal 1998 al 2005 (Lambrusco & Cappuccino e Una volta c'erano più stegosauri di Baricordi, Gente di notte, Barcode, Il viaggio di Akai, Cuori in affitto, Innamorarsi a Milano, Pazzo di te, The Fag Hag di De Giovanni), storie brevi e racconti per le raccolte annuali umoristiche Jet Lag e, successivamente, della collana Graphic Novel di Kappalab (Tutta colpa di Pupi Avati, realizzato da Baricordi con Gianmaria Liani, e Matteo e Enrico: l'integrale, realizzato da De Giovanni e Andrea Accardi, entrambi del 2014) per cui firmano anche alcuni saggi e manuali (la riedizione di Anime, guida al cinema d'animazione giapponese e Scrivere a fumetti). Baricordi ha pubblicato inoltre il librogame L'occhio della mente, con illustrazioni di Marco Albiero, liberamente ispirato al manga 3x3 occhi di Yuzo Takada[14], il Gioco di ruolo ufficiale dei Manga insieme a Mirko Pellicioni, il 'mockazine' Mangazine 100 contenente i fumetti Helix Robot Goldrant, Otakuman e Tetsu Kamen, e scritto soggetti e sceneggiature per l'animazione, fra cui Dragonix e Beast Keeper, oltre ad aver collaborato con la rete televisiva nazionale NHK per cui ha realizzato la rubrica mensile Felsina Jones; due suoi alter ego editoriali molto noti fra il 1992 e il 2010 sono stati, nelle rispettive rubriche mensili, il Kappa (su Kappa Magazine) e Capitan Barikko (su One Piece). Nel 2020 De Giovanni ha scritto la graphic novel Le semplici cose disegnata da Andrea Accardi e edita da Feltrinelli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Ormai siamo anziani e – soprattutto – una di noi è una "girl": rendiamole giustizia dopo tanti anni!», cit. Kappa 2013
  2. ^ docmanhattan.blogspot.com, https://docmanhattan.blogspot.com/2020/06/Primi-manga-in-Italia-Zero-Mangazine-Kappa-Magazine-anni-90.html.
  3. ^ Portarono i manga in Italia 25 anni fa: i Kappa Boys partono da Ferrara, Estense.com, 13 giugno 2016. URL consultato l'11 luglio 2016.
  4. ^ a b c d e f g AnimeClick.it intervista i Kappa di Ronin Manga/Kappa Edizioni, AnimeClick.it, 15 aprile 2013. URL consultato il 30 giugno 2014.
  5. ^ a b 20 ANNI COI KAPPA! Da “Mangazine” al “Castello Errante di Howl”, Mangaforever.net, 10 luglio 2012. URL consultato il 30 giugno 2014.
  6. ^ Intervista 2010 ai Kappa Boys – Ronin Manga & Kappa Edizioni, Nanoda.com, 18 dicembre 2010. URL consultato il 30 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2016).
  7. ^ Kappa Edizioni, Kappa Edizioni. URL consultato il 30 giugno 2014 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2014).
  8. ^ Ettore Gabrielli, Kappa Boys, da Star Comic a Giochi Preziosi, nel segno del manga, Lospaziobianco.it, 29 settembre 2009. URL consultato il 30 giugno 2014.
  9. ^ Star Comics: novità 2009, addio Kappa Boys, nuova redazione..., AnimeClick.it, 4 marzo 2009. URL consultato il 30 giugno 2014.
  10. ^ GP Publishing - Intervista a Luca Baboni, coordinatore editoriale, Comicsblog.it, 26 settembre 2009. URL consultato il 30 giugno 2014.
  11. ^ Comicsblog intervista Francesco Meo, Publishing Manager di GP Publishing, Comicsblog.it, 30 dicembre 2010. URL consultato il 30 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  12. ^ AnimeClick.it intervista i Kappa di Ronin Manga/Kappa Edizioni, AnimeClick.it, 15 aprile 2013. URL consultato il 29 maggio 2020.
  13. ^ Chi siamo, Kappalab. URL consultato il 30 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 18 giugno 2015).
  14. ^ L’occhio della mente di Andrea Baricordi: Recensione

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN95357138 · ISNI (EN0000 0000 7023 9384 · SBN IT\ICCU\RAVV\082358 · BNF (FRcb161140459 (data) · WorldCat Identities (ENviaf-95357138