Diocesi di Castellaneta

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Diocesi di Castellaneta
Dioecesis Castellanetensis
Chiesa latina
Cattedrale di Castellaneta (TA).jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Taranto
Regione ecclesiastica Puglia
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Claudio Maniago
Vicario generale Fernando Pio Balestra
Sacerdoti 54 di cui 46 secolari e 8 regolari
2.330 battezzati per sacerdote
Religiosi 9 uomini, 32 donne
Diaconi 1 permanenti
Abitanti 128.687
Battezzati 125.861 (97,8% del totale)
Superficie 1.043 km² in Italia
Parrocchie 35
Erezione XI secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta
Santi patroni San Nicola di Bari
San Francesco di Paola
Indirizzo Via Maria Immacolata 4, 74011 Castellaneta [Taranto], Italia
Sito web www.castellaneta.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario pontificio 2014 * *
Chiesa cattolica in Italia
Il palazzo vescovile di Castellaneta.
Castellaneta - Chiesa di San Domenico.
Castellaneta - Chiesa di San Michele.
Castellaneta - Chiesa di San Francesco.

La diocesi di Castellaneta (in latino: Dioecesis Castellanetensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Taranto appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2013 contava 125.861 battezzati su 128.687 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Claudio Maniago.

Patroni[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende i comuni pugliesi di Castellaneta, Ginosa, Laterza, Massafra, Mottola, Palagianello e Palagiano in provincia di Taranto.

Sede vescovile è la città di Castellaneta, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Mottola sorge l'ex cattedrale di Santa Maria Assunta. Tre sono i santuari riconosciuti della diocesi[1]: il santuario Mater Domini a Laterza, i santuari di Gesù Bambino e della Madonna della Scala a Massafra.

Parrocchie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della Diocesi di Castellaneta.

Il territorio si estende per 1.043 km² ed è suddiviso in 35 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Castellaneta venne eretta in epoca normanna, dopo che questi conquistarono la città la prima volta nel 1064, e definitivamente una seconda volta nel 1080.[2] «L'istituzione della diocesi avvenne per impulso del normanno Riccardo Senescalco, nipote del Guiscardo e dominus di Mottola e Castellaneta, nel segno del processo di latinizzazione del territorio e ridefinizione del quadro diocesano sollecitato dagli accordi di Melfi (1059) e di Ceprano (1080)».[3] Fin dall'inizio apparteneva alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Taranto.

Primo vescovo storicamente documentato è Amuro, che nel 1099 fu presente alla consacrazione della chiesa di San Michele Arcangelo a Montescaglioso[4] e che nel dicembre 1100 confermò all'abate Orso di Santa Maria di Banzi il possesso della chiesa di San Matteo nel territorio di Castellaneta.[5] Nel diploma Amuro si firma come Mutulensis atque Castellanitensis ecclesie presul, vescovo delle chiese di Mottola e di Castellaneta, indizio che in quel periodo le due diocesi erano unite in persona episcopi.

L'unione tuttavia dovette durare ben poco; infatti in un altro diploma 1110[6] appaiono contemporaneamente il vescovo di Mottola Valcauso e il vescovo di Castellaneta Nicola; quest'ultimo è ancora ricordato in un diploma di Ruggero II del 1133.

A partire dal XII secolo si radicarono sul territorio importanti cellule monastiche benedettine, fra cui le chiese rupestri di San Matteo e di San Sabino, dipendenti dall'abbazia di Cava de' Tirreni. Nel XIII secolo i rapporti tra i vescovi e i monaci furono burrascosi, nonostante l'esenzione dei monasteri dalla giurisdizione vescovile, pattuita nel 1226, e sfociarono addirittura in azioni di forza da parte dei vescovi. «Il lungo e spigoloso contenzioso tra i cavensi e il vescovo Boemondo, riguardante il possesso della chiesa di San Matteo de domo e delle sue pertinenze, è un segnale del clima di tensione, di prevaricazione e di degenerazione istituzionale che regnava nello scenario ecclesiastico locale dominato da vescovi insolenti e riottosi, chierici rissosi, concubini e usurai, monaci poco caritatevoli».[7]

A partire dal XVI secolo anche i vescovi della diocesi di Castellaneta iniziarono l'attuazione delle riforme volute dal concilio di Trento. Tra questi si distinse in particolare Bartolomeo Sirigo junior (1544-1577), già segretario del concilio tridentino, che nel 1572 effettuò la prima visita canonica della diocesi. All'inizio del Seicento, il vescovo Antonio de Mattheis (1618-1635) si impegnò per la riforma morale e religiosa del clero e dei fedeli, riconoscendo che la situazione di precarietà venutasi a creare nella diocesi era dovuta alle troppe assenze dei vescovi dalla propria sede. Altri vescovi che lasciarono un'impronta nella vita e nell'organizzazione della diocesi furono Domenico Antonio Bernardini (1677-1696), Onofrio Montesoro (1696-1722), Bonaventura Blasio (1724-1733), Massenzio Filo della Torre di Santa Susanna (1733-1763).

Nel processo di riforma ebbero un ruolo significativo le confraternite, di cui ne sono note nove alla fine del Seicento[8], e le comunità religiose, tra cui domenicani, francescani, cappuccini, clarisse e cappuccine.

In seguito al concordato tra Pio VII e Ferdinando I di Borbone re di Napoli, il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori venne soppressa la vicina diocesi di Mottola e i suoi territori di Mottola, Massafra, Palagiano e Palagianello furono uniti a quelli di Castellaneta.

Nell'Ottocento, Salvatore Lettieri (1818-1825), primo vescovo dopo un lungo periodo di sede vacante, ripristinò le visite pastorali, resesi necessarie per superare le difficoltà e i malumori sorti dopo la soppressione della diocesi di Mottola. Il suo successore Pietro Lepore (1827-1851) fondò il seminario diocesano, aperto l'8 maggio 1838, e celebrò un sinodo il 24 aprile 1839[9]; a lui si deve anche la restaurazione della cattedrale.

L'8 settembre 1976 la diocesi si ampliò con l'aggregazione dei territori di Ginosa e Laterza, appartenuti per secoli all'arcidiocesi di Matera.[10]

Il 27 e 28 novembre 1987 si è svolto a Castellaneta un convegno nazionale di studio in occasione del IX centenario della istituzione della diocesi.[11]

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Teobaldo ? † (2 ottobre 1071 - ?)[12]
  • Giovanni I ? † (menzionato nel 1088)[13]
  • Amuro (o Ancauro)[14] † (prima del 1099 - dopo il 1110)
  • Nicola † (prima del 1110 - dopo il 1133)
  • Angelo I † (menzionato nel 1181)[15]
  • Anonimo † (menzionato nel 1195)[15]
  • Roberto † (menzionato nel 1196)
  • Santoro † (menzionato nel 1220)
  • Marco † (prima del 1226 - dopo il 1242)[15]
  • Biagio † (luglio 1258 - circa 1282 deceduto)[15]
    • Pietro, O.S.B. † (prima del 23 novembre 1282 deceduto) (vescovo eletto)
  • Giovanni II, O.F.M. † (prima del 1284 - dopo il 1293)
  • Boemondo (o Bernardo) † (menzionato nel 1300)
  • Angelo II † (menzionato nel 1328)
  • Teobaldo † (gennaio 1331 - 1342 deceduto)
  • Pietro de Baia † (4 febbraio 1344 - ? deceduto)
  • Tommaso da Sulmona, O.P. † (16 agosto 1367 - ?)
  • Benedetto Ardinghelli, O.P. † (circa 1378 - 1385 deceduto)
  • Bartolomeo da Siena, O.F.M. † (16 novembre 1386 - 1396 deceduto)
  • Benedetto Pasquarelli, O.E.S.A. † (1396 - 6 aprile 1397 nominato vescovo di Ascoli Piceno)[16]
  • Benedetto Pasquarelli, O.E.S.A. † (23 ottobre 1399 - ?) (per la seconda volta)
  • Roberto de Gratiano † (6 settembre 1409 - 1418 deceduto)
  • Francesco Arcamoni † (14 novembre 1418 - 1424 deceduto)
  • Bartolomeo di Stefano † (27 ottobre 1424 - 1431 deceduto)
  • Gregorio Resti † (19 novembre 1431 - 1454 deceduto)
  • Eustachio da Massafra † (29 marzo 1454 - circa 1458)
  • Giovanni Francesco Orsini † (16 ottobre 1459 - ?)
  • Antonio de Pirro † (31 gennaio 1477 - 8 ottobre 1492 nominato vescovo di Avellino)
  • Alfonso Gallego, O.S.A. † (21 novembre 1494 - ? deceduto)
  • Marco Antonio Prioldo † (6 aprile 1513 - 1536 deceduto)
  • Giovan Pietro Santoro † (14 luglio 1536 - ottobre 1536 deceduto)
  • Bartolomeo Sirigo senior † (6 novembre 1536 - 1544 dimesso)
  • Bartolomeo Sirigo junior † (17 marzo 1544 - 1577 dimesso)
  • Giovan Luigi de Benedictis † (24 maggio 1577 - 1584 dimesso)
  • Bernardo de Benedictis † (28 gennaio 1585 - 1607 deceduto)
  • Aureolo Averoldi † (5 novembre 1607 - 1617 dimesso)
  • Antonio de Mattheis † (12 febbraio 1618 - 1635 deceduto)
  • Ascenzio Guerrieri † (7 maggio 1635 - 1645 deceduto)
  • Angelo Melchiorre † (31 luglio 1645 - 1650 deceduto)
  • Carlo Antonio Agudio † (21 novembre 1650 - 15 gennaio 1673 deceduto)
  • Carlo Falconi † (13 marzo 1673 - gennaio 1677 deceduto)
  • Domenico Antonio Bernardini † (26 aprile 1677 - 18 giugno 1696 nominato vescovo di Mileto)
  • Onofrio Montesoro † (17 dicembre 1696 - 24 dicembre 1722 dimesso)
  • Luigi Maria de Dura, O.P. † (15 marzo 1723 - febbraio 1724 deceduto)
  • BonaventuraBlasio, O.F.M.Conv. † (11 settembre 1724 - marzo 1733 deceduto)
  • Massenzio Filo della Torre di Santa Susanna † (11 maggio 1733 - settembre 1763 deceduto)
  • Giovan Filippo Leonardo Vitetti † (20 febbraio 1764 - 1778 deceduto)
    • Sede vacante (1778-1792)
  • Gioacchino Vassetta † (27 febbraio 1792 - 1793 deceduto)
    • Sede vacante (1793-1797)
  • Vincenzo Castro † (18 dicembre 1797 - 9 ottobre 1800 deceduto)
    • Sede vacante (1800-1818)[17]
  • Salvatore Lettieri † (6 aprile 1818 - 27 giugno 1825 nominato vescovo di Nardò)
  • Pietro Lepore † (9 aprile 1827 - 26 giugno 1851 deceduto)
  • Bartolomeo d'Avanzo † (18 marzo 1852 - 13 luglio 1860 nominato vescovo di Calvi e Teano)
    • Sede vacante (1860-1873)[18]
  • Mariano Positano † (21 marzo 1873 - 13 maggio 1880 deceduto)
  • Gaetano Bacile di Castiglione † (20 agosto 1880 - 14 maggio 1886 dimesso)
  • Giocondo de Nittis, O.F.M. † (7 giugno 1886 - 28 febbraio 1908 deceduto)
  • Federico de Martino † (30 novembre 1908 - 26 agosto 1909 deceduto)
  • Agostino (Antonio) Laera † (23 giugno 1910 - 24 luglio 1931 dimesso)
  • Francesco Potenza † (1º settembre 1931 - 11 gennaio 1958 deceduto)
  • Nicola Riezzo † (25 marzo 1958 - 28 aprile 1969 nominato arcivescovo di Otranto)
    • Sede vacante (1969-1974)
  • Guglielmo Motolese[19] † (14 maggio 1974 - 27 settembre 1980 dimesso)
  • Francesco Voto † (22 dicembre 1980 - 21 dicembre 1982 deceduto)
  • Ennio Appignanesi † (15 settembre 1983 - 3 luglio 1985 nominato arcivescovo vicegerente di Roma)
  • Martino Scarafile † (31 ottobre 1985 - 14 febbraio 2003 ritirato)
  • Pietro Maria Fragnelli (14 febbraio 2003 - 24 settembre 2013 nominato vescovo di Trapani)
  • Claudio Maniago, dal 12 luglio 2014

Vescovi oriundi della diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi, al termine dell'anno 2013, su una popolazione di 128.687 persone contava 125.861 battezzati, corrispondenti al 97,8% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1949 54.400 55.000 98,9 45 35 10 1.208 10 94 10
1959 60.000 60.000 100,0 49 41 8 1.224 4 8 14
1970 68.141 68.688 99,2 37 31 6 1.841 10 105 25
1980 109.346 111.463 98,1 52 39 13 2.102 15 73 33
1990 119.052 121.256 98,2 51 41 10 2.334 1 20 71 33
1999 123.415 125.778 98,1 53 42 11 2.328 3 21 51 35
2000 125.283 126.934 98,7 51 41 10 2.456 3 25 44 35
2001 126.443 128.537 98,4 51 44 7 2.479 3 17 46 35
2002 126.321 127.203 99,3 48 48 2.631 2 22 41 35
2003 125.495 127.598 98,4 51 44 7 2.460 2 25 42 35
2004 120.398 126.031 95,5 51 44 7 2.360 2 25 41 35
2006 124.710 129.981 95,9 53 43 10 2.353 2 15 42 33
2013 125.861 128.687 97,8 54 46 8 2.330 1 9 32 35

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal sito web della diocesi.
  2. ^ Guerrieri, Il conte normanno Riccardo Siniscalco…, pp. 5-8.
  3. ^ Dalla storia nel sito web della diocesi.
  4. ^ Giuseppe Pupillo, Le Chiese di Altamura, Gravina, Acquaviva delle Fonti nel loro sviluppo storico, in Quaderni del Sinodo, nº 7, agosto 2012, p. 18.
  5. ^ Guerrieri, Il conte normanno Riccardo Siniscalco..., pp. 79-80.
  6. ^ Guerrieri, Il conte normanno Riccardo Siniscalco..., pp. 89-91.
  7. ^ Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
  8. ^ Le confraternite del Sacramento, del Rosario, del Nome di Cristo, di Santa Maria della Misericordia, della Buona Morte, di Santa Maria del Carmine, di Santa Maria «de ausilio», del Crocifisso e della Vergine Consolatrice.
  9. ^ D'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie…, p. 171.
  10. ^ AAS 68 (1976), pp. 675-677.
  11. ^ La Chiesa di Castellaneta tra Medioevo ed Età Moderna. Atti del Convegno nazionale di studio promosso in occasione del IX centenario della istituzione della Diocesi di Castellaneta (1087-1987), Castellaneta 27-28 novembre 1987, Galatina 1993.
  12. ^ Questo vescovo, che prese parte il 1º ottobre 1071 alla consacrazione della chiesa abbaziale di Montecassino e che il giorno dopo, secondo la Narratio de consecratione et dedicatione ecclesiae Cassinensis, ricevette la consacrazione episcopale, era in realtà vescovo di Città di Castello in Umbria. Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 447. Andrea Czortek, I vescovi di Città di Castello dell'XI secolo e il culto dei santi patroni, Conferenza 2010, p. 9. Gerhard Schwartz, Die besetzung der bistümer Reichsitaliens unter den sächsischen und salischen kaisern : mit den listen der bischöfe, 951-1122, Lipsia-Berlino 1913, pp. 279-280.
  13. ^ Questo vescovo è menzionato da Ughelli, e dagli autori che ne dipendono, senza alcuna prova documentaria a sostegno, ma con la semplice indicazione florebat annum 1088 ex monumentis episcopiis (Italia sacra, IX, col. 151).
  14. ^ Il duplice nome è dato da Ughelli, Italia sacra IX, col. 159.
  15. ^ a b c d Kamp, Kirche und Monarchie..., II, pp. 707-709.
  16. ^ Rafael Lazcano, Episcopologio agustiniano, Agustiniana, Guadarrama (Madrid) 2014, vol. I, p. 394.
  17. ^ Durante la vacanza della sede fu amministratore apostolico Giuseppe Capocelatro.
  18. ^ Dal 1860 al 1863 fu amministratore apostolico Bartolomeo d'Avanzo.
  19. ^ Già amministratore apostolico della diocesi dal 25 maggio 1969.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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