Arquà Polesine

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Arquà Polesine
comune
Arquà Polesine – Stemma
Arquà Polesine – Veduta
Castello Estense, particolare cortile interno
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto-Stemma.png Veneto
ProvinciaProvincia di Rovigo-Stemma.png Rovigo
Amministrazione
SindacoTurolla Chiara (lista civica Arquà agli arquatesi) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate45°01′N 11°44′E / 45.016667°N 11.733333°E45.016667; 11.733333 (Arquà Polesine)Coordinate: 45°01′N 11°44′E / 45.016667°N 11.733333°E45.016667; 11.733333 (Arquà Polesine)
Altitudinem s.l.m.
Superficie19,93 km²
Abitanti2 682[1] (30-4-2017)
Densità134,57 ab./km²
FrazioniCapobosco, Cornè, Granze, San Marco, Valmolin
Comuni confinantiBosaro, Costa di Rovigo, Frassinelle Polesine, Polesella, Rovigo, Villamarzana
Altre informazioni
Cod. postale45031
Prefisso0425
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT029003
Cod. catastaleA435
TargaRO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 22 466 GG[2]
Nome abitantiArquatesi
Patronosant'Andrea
Giorno festivo30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arquà Polesine
Arquà Polesine
Arquà Polesine – Mappa
Posizione del comune di Arquà Polesine nella provincia di Rovigo
Sito istituzionale

Arquà Polesine (Arquà Polesine in veneto) è un comune italiano di 2 682 abitanti[1] della provincia di Rovigo in Veneto.

Sono presenti nel territorio comunale edifici di carattere storico, come i resti del castello medioevale (unico superstite di un'antica rete di fortificazioni che presidiava il Polesine), un casino di caccia estense del XIV secolo, la chiesa parrocchiale in stile barocco dedicata a Sant'Andrea e numerosi oratori nelle frazioni del paese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel passato Arquà venne chiamata Arcunda, Arquata, Arquadum. I numerosi reperti rinvenuti in zona, tra cui molte lapidi, testimoniano l'esistenza di un centro abitato già in epoca romana. Il nome fa riferimento all'andamento di un fiume o di una strada che anticamente disegnava qui una curva secca. Il territorio di Arquà sembra fosse stato donato dal feudatario locale, il marchese Almerico, alla Chiesa di Adria.

Nel 938 passò sotto la signoria degli Adelardi di Ferrara, da questi poi passò agli Estensi nel 1194, ai quali rimase, salvo brevi periodi, fino al 1482.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea apostolo: fu costruita attorno al 1054 ed apparteneva al vescovo di Adria. Intorno al 1516 venne ricostruita perché cadente. Successivamente la chiesa fu restaurata nel 1695 e la sua porta monumentale fu completamente rinnovata. Internamente vi sono sette altari marmorei e due pregevoli quadri su tela.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello: fu costruito nel 1146 da Guglielmo III degli Adelardi Marcheselli, signore di Ferrara, per difendersi dagli Estensi che avevano mire sul territorio ferrarese e sul Polesine. Dopo la conquista del castello da parte delle truppe estensi fu riconquistato dall'offensiva dei Veneziani in seguito alla sanguinosa Guerra del Sale. Del castello rimangono una torre merlata suddivisa in tre piani e una parte centrale che si affaccia su un ampio cortile, le cui stanze sono decorate con affreschi che rappresentano scene mitologiche. Conserva ancora il fossato tutt'intorno e per accedervi occorre superare un ponte. Il castello è il monumento medioevale più rilevante e meglio conservato nel Polesine.
  • Casino di caccia estense, ora Villa Pasqualini-Canato: la struttura è un esempio di architettura rurale ferrarese risalente al XV secolo e si trova affacciata sulla strada provinciale che attraversa la cittadina in direzione est-ovest, mentre all'epoca risultava staccata dal centro e vicino ad un antico percorso di epoca romana. Costruito in origine come costruzione di servizio da Alberto V d'Este, Marchese di Ferrara e di Modena, alla sua morte, sopraggiunta nel 1393, venne lasciato in eredità al figlio Nicolò III che, oberato dai debiti, lo cedette nel 1412 al nobile Andrea Durazzo, con obbligo di vassallaggio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Feste e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno ad Arquà si svolge, a maggio, una festa di paese, il Maggio Arquatese. Tra le varie manifestazioni c'è una rievocazione immaginaria di carattere storico-popolaresco. Il paese viene suddiviso in quattro contrade: Redinari (San Marco), Lanaroi (centro), Zestari (Cornè), Scoari (Granze e Capobosco), per ricordare i vecchi mestieri di un tempo. Grandi e piccoli, vestiti con costumi d'epoca, si ritrovano in piazza per festeggiare tra balli e canti, per poi concludere la manifestazione con il "Palio dei ochi". Questa manifestazione consiste nel percorrere per due volte nel minor tempo possibile un percorso circolare conducendo un oco e guidandolo con delle apposite redini legate sotto le ali del volatile. L'animale non può essere né toccato, né spinto, né portato in braccio, né agevolato in nessuna maniera all'infuori della guida con le redini.
Da alcuni anni ormai il Maggio Arquatese non è più soltanto una festa di paese, ma ha assunto il rango di festa provinciale.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Arquà era l'unico paese limitrofo al capoluogo che aveva una porta con il proprio nome (appunto "Porta Arquà") nelle mura della città di Rovigo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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