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Villanova del Ghebbo

Coordinate: 45°04′N 11°39′E
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Villanova del Ghebbo
comune
Villanova del Ghebbo – Stemma
Villanova del Ghebbo – Bandiera
Villanova del Ghebbo – Veduta
Villanova del Ghebbo – Veduta
Via Roma, che si estende sulla riviera sinistra dell'Adigetto, con in secondo piano la chiesa parrocchiale di San Michele.
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Veneto
Provincia Rovigo
Amministrazione
SindacoMauro Verza (lista civica Rinnoviamo Villanova e Bornio) dal 10-6-2024
Territorio
Coordinate45°04′N 11°39′E
Altitudine11 m s.l.m.
Superficie11,73 km²
Abitanti1 945[1] (31-10-2025)
Densità165,81 ab./km²
FrazioniBornio[2]
Comuni confinantiCosta di Rovigo, Fratta Polesine, Lendinara, Lusia, Rovigo
Altre informazioni
Cod. postale45020
Prefisso0425
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT029050
Cod. catastaleL985
TargaRO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[3]
Cl. climaticazona E, 2 410 GG[4]
Nome abitantivillanovesi[5]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villanova del Ghebbo
Villanova del Ghebbo
Villanova del Ghebbo – Mappa
Villanova del Ghebbo – Mappa
Posizione del comune di Villanova del Ghebbo nella provincia di Rovigo
Sito istituzionale

Villanova del Ghebbo (Viłanova de'l Ghebo in veneto) è un comune italiano di 1 945 abitanti[1] della provincia di Rovigo in Veneto, situato ad ovest del capoluogo.

Le bancarelle durante la fiera di San Michele

Geografia fisica

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Origini del nome

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Villanova del Ghebbo è un paese di 2190 abitanti della provincia di Rovigo. È situato lungo la riva sinistra dell'Adigetto, corso d'acqua che fu per secoli una importante via fluviale, e confina con Lendinara, Lusia, Fratta Polesine e Costa di Rovigo. Il territorio comunale, interamente pianeggiante è posto all'altitudine media di 9 m sul livello del mare, copre una superficie di circa 12 kmq ed è bagnato, oltre che dall'Adigetto, dalla Rezzinella e dallo Scolo Ceresolo. Non si hanno notizie certe sull'origine di Villanova del Ghebbo, ma data la sua posizione attigua a zone (es. Fratta Polesine) ove recenti ricerche archeologiche hanno rilevato numerose testimonianze paleovenete, oltre che romane, si possono congetturare anche per la nostra località remote ascendenze.

I primi documenti, tuttavia, sono di molto posteriori e risalgono al 727, quando gli abitanti costruirono la chiesetta di San Zenone, in località Valdentro e la borgata fu denominata Villa San Zenone. La chiesetta fu distrutta (918?) da una rovinosa rotta che disalveò l'Adige e formò il letto dell'Adigetto; fu ricostruita a sinistra del nuovo corso d'acqua, nel 1077. Ad oggi è ancora nota come "a sol da piena gòtto" o "da gòtto": alludendo alla sua locazione a destra dal fiume; questo grazie al collocamento sul lato destro - quello del sole - rispetto al canale pieno d'acqua (termine usato in antichità nei paraggi di Venezia). Nel 1198 il territorio di San Zenone fu ceduto dai Ferraresi ai Veronesi che lo munirono di un castello, in località Gazzo o Ghebbo, perché confinava con un corso d'acqua detto Ghebbo. Ed è con il nome di Gazzo che il nostro Comune fu nominato fino al 1500; dopo tale data la comunità di Villanova fu definitivamente indicata come Villanova del Ghebbo. Ai primi del Duecento i Mantovani si appropriarono del Castello, che sarà, nel 1245, occupato e distrutto da Ezelino III da Romano, divenuto podestà di Verona. Da allora, Villanova seguirà le vicende di Lendinara; diverrà comune autonomo solo dopo Campoformio, ma delle sue vicende si sa poco perché quando infierirono le vicende napoleoniche, ai primi dell'Ottocento, gli archivi municipali furono distrutti. L'attuale chiesa costruita tra il 1762 e il 1800 e, per la sua imponenza ed eleganza architettonica, è monumento nazionale. Sul timpano della facciata si erge una statua del Patrono del paese. Villanova del Ghebbo ha un'unica frazione: Bornio, le cui origini sono anteriori al Mille.

Lo stemma e il gonfalone del Comune sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 20 gennaio 1998.

Stemma
«Di azzurro, alla porta maestra, d'oro, murata di nero, con grande apertura ad arco, centrale, aperta nel campo, la cortina munita di due finestrelle di nero, e merlata di sei alla ghibellina, tre merli a destra, tre a sinistra, essa porta cimata centralmente dall'angelo in profilo, con il viso e le mani di carnagione, capelluto di nero, vestito con la tunica di rosso, munito di ali d'argento, tenente con la mano destra la spada di argento, con la punta all'ingiù, sostenuta dal fastigio, posta in banda alzata, con la mano sinistra lo scudo di verde, sostenuto dal fastigio, caricato dal levriero ritto di argento, essa porta cimata lateralmente da due torri d'oro, murate di nero, finestrate dello stesso, ciascuna merlata di tre alla ghibellina, e fondata sulla campagna di verde, caricata dalla scala di cinque pioli, di argento, posta in banda abbassata. Ornamenti esteriori da Comune.»
Gonfalone
«Drappo partito di rosso e di bianco, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con l'iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.»

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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Architetture civili

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  • Palazzo municipale.
  • Villa Monti (XVIII secolo), complesso rurale che si compone di tre edifici, la casa padronale, quella dei salariati e le stalle. In questa villa nacquero Giovanni e Giacomo Monti arrestati col gruppo dei carbonari di Fratta Polesine, il cui più noto esponente era il conte Antonio Fortunato Oroboni, tra la fine del 1818 e l'inizio del 1819, per cospirazione contro l'impero austroungarico. I fratelli Monti furono processati e condannati a Venezia il 23 dicembre 1821, Giovanni a morte, pena subito commutata in sei anni di carcere che sconterà a Lubiana, e Giacomo a sei mesi di carcere da scontare a Venezia per mancanza di pesanti prove a suo carico. 13 furono i condannati a morte, pena subito commutata in carcere, tra cui Antonio Oroboni e Francesco Villa che morirono nel carcere-fortezza dello Spielberg (presso Brno nell'attuale repubblica ceca) come descritto da Silvio Pellico ne "Le mie prigioni".

I carbonari di Fratta furono le prime vittime del dominio austriaco nel Lombardo Veneto e il monumento eretto a Fratta a ricordo del loro sacrificio fu il primo monumento in Italia ai patrioti del Risorgimento. Una lapide all'interno del municipio, inaugurata nel 150° dell'unità d'Italia, ricorda Giovanni e Giacomo Monti dei quali gli atti di battesimo custoditi nell'archivio parrocchiale documentano la nascita in Villanova del Ghebbo. Vedi anche il volume "Antonio Fortunato Oroboni e i carbonari della Fratta" di A.C. Bellettato edito dal Comune di Fratta Polesine nel 1973.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[9]

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Giuseppe Milani Lista Civica Sindaco
1999 2004 Giuseppe Milani Lista Civica Sindaco
2004 2009 Fabio Giacometti Lista Civica Sindaco
2009 2014 Fabio Giacometti Lista Civica Sindaco
2014 2019 Gilberto Desiati Lista Civica "Villanova Futura" Sindaco
2019 2024 Gilberto Desiati Lista Civica "Villanova Futura" Sindaco
2024 in carica Mauro Verza Lista Civica "Rinnoviamo Villanova e Bornio" Sindaco

Società sportive

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Di seguito sono elencate le società sportive per tipologia di sport:

Impianti sportivi

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  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Comune di Lusia - Statuto.
  3. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 715.
  6. 1 2 Statuto del Comune di Villanova del Ghebbo (PDF), Art. 4 (Stemma e gonfalone).
  7. Cenno storico, su Chiesa Parrocchiale San Michele Arcangelo di Villanova Del Ghebbo, http://chiesavillanova.altervista.org/index.html. URL consultato l'11 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2011).
  8. Dati tratti da:

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • Villanova del Ghebbo, su Portale Ufficiale del Turismo della Provincia di Rovigo, provincia.rovigo.it. URL consultato il 13 febbraio 2025.
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