Ficarolo

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Ficarolo
comune
Ficarolo – Stemma Ficarolo – Bandiera
Ficarolo – Veduta
Veduta di Ficarolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto-Stemma.png Veneto
ProvinciaProvincia di Rovigo-Stemma.png Rovigo
Amministrazione
SindacoFabiano Pigaiani (lista civica) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate44°57′N 11°26′E / 44.95°N 11.433333°E44.95; 11.433333 (Ficarolo)Coordinate: 44°57′N 11°26′E / 44.95°N 11.433333°E44.95; 11.433333 (Ficarolo)
Altitudine10 m s.l.m.
Superficie18,08 km²
Abitanti2 438[1] (31-12-2015)
Densità134,85 ab./km²
Comuni confinantiBagnolo di Po, Bondeno (FE), Felonica (MN), Ferrara (FE), Gaiba, Salara
Altre informazioni
Cod. postale45036
Prefisso0425
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT029021
Cod. catastaleD568
TargaRO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantificarolesi
Patronosant'Antonino
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ficarolo
Ficarolo
Ficarolo – Mappa
Posizione del comune di Ficarolo nella provincia di Rovigo
Sito istituzionale
Chiesa arcipretale di Sant'Antonino martire

Ficarolo (Figarol in dialetto ferrarese[2]) è un comune italiano di 2 438 abitanti della provincia di Rovigo, in Veneto, situato ad ovest del capoluogo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Benché molti studiosi attribuiscano a Ficarolo origini antichissime, risalenti al periodo romano, il Ravelli ne fa iniziare la storia col X secolo, periodo in cui la documentazione riguardante il paese risulta assolutamente certa, attraverso un documento del 936, con il quale Bonifacio, secondo conte di Bologna, e Ingelberto, abate di Nonantola, attuavano una permuta di beni, tra cui anche Ficarolo ("pago Figariole"), all'epoca appartenente al contado di Ferrara e situato, insieme con l'abitato di Settepolesini (oggi frazione di Bondeno), alla sinistra del Po.

Nel 970 si ricorda Ficarolo come castello e, ben presto, il paese assumeva un ruolo di notevole importanza: che fosse già da tempo o divenisse in seguito sede di pieve, assorbì quasi subito parte della circoscrizione plebana di Santa Maria di Trenta. Che tale assorbimento, per quanto parziale, fosse in atto nel X secolo, lo dimostra il Regestum bonorum della chiesa ravennate: il fundus Publica, appartenente alla chiesa di Santo Stefano di Galito/Galigo, cui apparteneva anche il fundus Bonolitico, confina ai lati opposti con il territorio delle pievi di Santa Maria di Ficarolo e di San Donato in Pedrurio; questa confinazione si ripete in un atto del XIII secolo che si riferisce a concessioni di enfiteusi della prima metà dell'XI secolo.

Il paese ha legato il suo nome alla rotta di Ficarolo, che nel 1152 sconvolse il corso principale del Po; si trattò in realtà di una serie di rotte che portarono alla creazione di un nuovo ramo, che prese il nome di "Po di Ficarolo" e che divenne in pochi anni il corso principale del fiume. Tra le conseguenze di questo disastro, l'abitato di Settepolesini venne a trovarsi in riva destra del Po.

La fortezza di Ficarolo, che controllava il Po insieme alla gemella posta sulla riva meridionale del fiume, la Stellata di Bondeno (ancor oggi esistente), venne assediata dai Veneziani durante la Guerra del Sale (1482-1484) e capitolò dopo la strenua difesa della piccola guarnigione contro le soverchianti forze della Serenissima. La pace di Bagnolo, che pose fine alla guerra, sancì però il ritorno di alcuni territori sotto il Ducato di Ferrara, tra i quali anche Ficarolo che dunque entrò a far parte della cosiddetta Transpadana Ferrarese. Il paese rimase sotto al dominio estense fino al 1598, quando il territorio di Ferrara passò sotto allo Stato Pontificio, compresa la Transpadana Ferrarese.

Dopo il trattato di Campoformio del 1796, nel periodo napoleonico Ficarolo entrò a far parte del dipartimento del Basso Po, prima nella Repubblica Cisalpina, poi nel 1802 nella Repubblica Italiana e infine nel 1805 nel Regno d'Italia.

Il Congresso di Vienna del 1815 cambiò i confini del Polesine di Rovigo spostandoli sul Po, di conseguenza Ficarolo entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto e, dopo essere stata emiliana per quasi un millennio, passò in provincia di Rovigo e divenne veneta. Nel 1866, al termine della terza guerra di indipendenza, il Veneto fu ceduto all'Italia, ma i confini con l'Emilia sono rimasti sul Po e Ficarolo è rimasta in provincia di Rovigo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Per la Chiesa cattolica il territorio è amministrativamente parte del Vicariato di Stienta, a sua volta divisione amministrativa della Diocesi di Adria-Rovigo.

  • Chiesa arcipretale di Sant'Antonino martire (XVIII-XX secolo). Realizzata nel 1773 su progetto dell'architetto ferrarese Gaetano Barbieri (lo stesso che un ventennio prima progettò la chiesa di Santa Maria del Suffragio in via San Romano a Ferrara) rimase incompiuta nella facciata fino al 1913. Come altri esempi di architetture religiose della provincia conserva l'interno barocco abbinato alla facciata neoclassica. Al suo interno sono custodite numerose opere d'arte di pregio tra le quali una Madonna del Rosario opera del pittore secentesco di scuola ferrarese Ercole Sarti (ficarolese). La chiesa è talvolta citata come "Sant'Antonio" martire. Il campanile, alto 69 m e di costruzione successiva all'edificio religioso, fu edificato a partire dal 1777 e, a causa della sua forte inclinazione, ha popolarmente acquisito la definizione di "Torre di Pisa del Veneto". Le inclinazioni medie della canna e della cella campanaria/cuspide sono rispettivamente 2.8° e 2°, e l'azimut della direzione di inclinazione è 321°, quindi circa NNO. Per confronto, la pendenza attuale della Torre di Pisa (alta 56 m) è circa 4°. Il fuori piombo del campanile di Ficarolo è circa 2.4 m alla sommità della canna e 3.1 m all'apice della cuspide.
  • Oratorio della Beata Vergine del Carmine (XIX secolo). Edificato sul luogo di due precedenti oratori, l'attuale piccolo edificio di culto venne realizzato per dare la possibilità di accesso ad un maggiore numero di fedeli. Benedetto nel 1842, l'edificio, dal prospetto intonacato a quattro lesene è caratterizzato da un unico e semplice portale preceduto da un piccolo sagrato mentre l'interno, a pianta latina, è a navata unica. L'interno custodisce alcune statue di santi di pregevole fattura e dipinti dei quattro evangelisti. L'altare maggiore, realizzato in marmi policromi, integra nella nicchia la statua della Madonna del Carmine, compratona di Ficarolo. Benché oggetto di un restauro conservativo terminato nel 2011 che ha riportato l'edificio all'aspetto originale, come la Chiesa arcipretale di Sant'Antonino martire ha subito danni, seppur lievi, a causa del terremoto del 2012.
  • Oratorio di Sant'Ippolito.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Giglioli (fine XVI secolo), già Arienti, Schiatti e Saracco, è stata sede municipale sino a alla fine del XX secolo, divenendo poi sede distaccata del Conservatorio "Venezze" di Rovigo, nonché cornice per vari eventi e mostre, quali i matrimoni civili e concerti.
  • Ex zuccherificio, costruito dai conti Giglioli tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Chiuso dagli anni ottanta presenta alcuni interessanti edifici in stile Liberty ed è esempio dell'archeologia industriale legata ai numerosi zuccherifici in stato di abbandono che si trovano nella provincia di Rovigo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi due fine settimana di luglio si tiene costantemente dal 1955 la Fiera di Ficarolo, nell'ambito della quale si organizzano anche mostre fotografiche ed artistiche (in particolare di pittura), nonché la "Sagra dello storione" con piatti tipici della tradizione locale e piatti a base di pesce storione (che anni addietro si pescava facilmente nel fiume Po).

Persone legate a Ficarolo[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato è raggiungibile da una rete stradale principalmente basata sulla strada regionale SR 6 "Eridania" che la attraversa congiungendola ad ovest con Ostiglia, in provincia di Mantova, attraverso i comuni di Calto, Castelmassa, Bergantino e Melara, e ad est verso Ferrara attraverso Occhiobello, all'intersezione con la SS 16 verso con il capoluogo Rovigo, attraversando prima i comuni di Gaiba, Stienta ed Occhiobello. Inoltre, tramite la SP 86, Ficarolo è collegato a Bondeno in provincia di Ferrara grazie ad un ponte sul fiume Po.

Da segnalare che è un comune che vanta diversi record grazie un tutor di velocità installato sulla strada S.R. 6 verso Ferrara che calcola la velocità media di un veicolo nella tratta di di lunghezza 1,194 km (la velocità consentita è 70 km/h lungo il suddetto tratto).

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema del trasporto pubblico della cittadina è servito da una linea extraurbana gestita da Busitalia che la collega con il capoluogo Rovigo e con le principali località della provincia e con le provincie vicine.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Assistenza organizzata[modifica | modifica wikitesto]

A Ficarolo si trovano due case di riposo (Residenza San Salvatore fondazione pubblica, e la Residence società privata) oltre a un Istituto per Invalidi[4], che rendono al Comune un primato nel settore dell'assistenza (in rapporto al modesto numero di abitanti) e richiamano ospiti e lavoratori dall'intera provincia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 271.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Istituti polesani s.r.l.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000, ISBN 88-476-0006-5.
  • Francesco Ravelli, Note, illustrazioni e documenti per la Storia di Ficarolo, edizione a cura di Antonello Nave, Rovigo, Minelliana, 2010.
  • Sandro Mantovanini, Ficarolo anni Cinquanta, Sometti, Mantova, 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN238138404
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