Crespino

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Crespino
comune
Crespino – Stemma Crespino – Bandiera
Crespino – Veduta
Crespino, la centrale Piazza Fetonte: sulla destra parte del Palazzo Comunale con il suo porticato, sulla sinistra la facciata barocca della chiesa arcipretale dei Santi Martino e Severo.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto-Stemma.png Veneto
ProvinciaProvincia di Rovigo-Stemma.png Rovigo
Amministrazione
SindacoAngela Zambelli (lista civica Insieme costruiamo il futuro) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate44°59′N 11°53′E / 44.983333°N 11.883333°E44.983333; 11.883333 (Crespino)Coordinate: 44°59′N 11°53′E / 44.983333°N 11.883333°E44.983333; 11.883333 (Crespino)
Altitudinem s.l.m.
Superficie31,86 km²
Abitanti1 861[1] (30-6-2017)
Densità58,41 ab./km²
FrazioniSan Cassiano (San Cassan), Selva (fino al 1815 Selva Fraresa, poi Selva 'd Crespin o più semplicemente La Selva) Località: Aguiaro (l'aguiaro), Arginello (l'arznell) , Passetto (al passetto), Passodoppio (al passodopi) , San Antonio (sant'Antoni)
Comuni confinantiBerra (FE), Ceregnano, Gavello, Guarda Veneta, Pontecchio Polesine, Ro (FE), Rovigo, Villanova Marchesana
Altre informazioni
Cod. postale45030
Prefisso0425
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT029019
Cod. catastaleD161
TargaRO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticrespinesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Crespino
Crespino
Crespino – Mappa
Posizione del comune di Crespino nella provincia di Rovigo
Sito istituzionale

Crespino (Crespìn in dialetto ferrarese) è un comune italiano di 1 861 abitanti della provincia di Rovigo, in Veneto, situato a circa 30 km da Ferrara e 17 km da Rovigo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di antica origine, Crespino fino al 1815 è rimasto parte del territorio ferrarese d'oltre Po (Vedi Transpadana Ferrarese). Dopo la seconda guerra mondiale l'Italia aveva ricominciato la sua ripresa economica e la ricostruzione. Crespino nel 1951 fu colpita da un grave disastro, un'alluvione che coinvolse tutta l'area del Polesine e la popolazione si vide costretta ad emigrare nelle zone più settentrionali del paese. Le città che furono meta per la maggior parte di questa migrazione furono Milano, Torino e Bolzano. Il dimezzamento della popolazione locale a causa dell'alluvione ha sicuramente influenzato il futuro del piccolo comune emiliano-romagnolo d'oltrepo'.

Attualmente la sua popolazione supera di poco le due migliaia di abitanti ed è in costante flessione. Nella sua grande piazza Fetonte e nella sua ampia Chiesa, Crespino mostra i tratti di un comune che nella storia ha sempre avuto un ruolo importante nella cultura Ferrarese e Polesana e di commercio con le città emiliane adiacenti alla riva del Po.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santi Martino e Severo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Martino e Severo.

La costruzione della chiesa, che rimarrà sotto la giurisdizione di Ravenna fino al 1818, venne iniziata nel 1754, su disegno di Angelo Santini ed ultimata nel 1777. Il nuovo edificio andava a sostituirsi al precedente ormai troppo piccolo per far fronte all'aumento della popolazione. La maestosa facciata, tipica del barocco romano, presenta al centro fasci di colonne divisi da un cornicione che accentuano l'effetto prospettico. La parte alta, più stretta, affiancata da due obelischi, ha sulla sommità ricurva acroteri con fiamma. Tra le colonne quattro nicchie ospitano statue di santi. Tre sono le entrate, il portale centrale è sormontato da un frontone ricurvo. L'interno è suddiviso in tre navate e transetto, la cupola centrale è sostenuta da quattro pilastri a capitello con stucchi floreali e trabeazione. Una scalea di marmo dà accesso al presbiterio e un'altra arcata racchiude l'abside dove è collocata la pala di S. Apollinare e dei Santi Martino e Severo di Jacopo Alessandro Calvi detto il Sordino; (1740-1815) ai lati due vetrate.

Gli altari sono sette.

Entrando sulla destra l'altare della Madonna del Carmine in stile barocco, conserva la pala della Vergine (1779), segue l'altare di Sant'Antonio dove è posto un altro quadro di Alberto Mucchiati (1744-1828); di fianco una lapide e tre nicchie con le statue di S.Rocco, S. Giovani Nepomuceno e un busto dell'arciprete Piero Colla. La terza ara dedicata alla Vergine ospita il prezioso quadro Madonna con Bambino ed i Santi Francesco e Maria Maddalena di Benvenuto Tisi da Garofolo (1481-1559). Il tabernacolo dell'altare maggiore è a forma di tempietto, degne di nota le cantorie di legno dove era posto un organo di Gaetano Callido; il coro dell'abside del 1792 fu eseguito da Pietro Bongiovanni. L'altare del Crocifisso, ultimo a sinistra, accoglie Cristo morto in croce, fiancheggiato dalla Vergine, da S. Rocco, dal soldato Longino e dalla Maddalena di Gandolfi. Il penultimo dallo stesso lato è dedicato alla Madonna con Bambino e ospita un quadro la Madonna del Buon Consiglio di Gennazzaro; la vetrata è del 1965. L'altare della fonte battesimale, primo a sinistra, detto anche della Madonna del Rosaio, è arricchito dall'omonima pala di Ippolito Scarsella detto Scarsellino. La cappella delle reliquie dei martiri, situata all'entrata della navata laterale, conserva anche i resti sacri di Santa Saturnina.

La sagrestia è arredata con bellissimi armadi intarsiati di radica e panche con schienali e fregi, eseguiti da Pietro Bongiovanni nel 1792. Da segnalare un prezioso crocifisso conservato in archivio.

Del campanile, alto 47 metri ed inclinato a nord-est, non è certa la data di costruzione. L'unico dato certo riguarda il rifacimento della cella, nel 1743, perché abbattuta da un fulmine.

La canonica risale al Duecento-Trecento ma ha subito numerosi rifacimenti. Interessanti due tele: Maddalena al sepolcro mentre parla con Gesù, e Gesù sulla via di Emmaus tra due discepoli. Altre importanti opere appartenenti alla chiesa sono custodite altrove: Nascita di S. Giovanni Battista di Cesare Gennai, Decapitazione di S. Giovanni Battista, una Pietà di Antoon van Dyck (1599-1641), San Martino a cavallo (1600) scuola del Guercino, S. Severo in vesti pontificali (1600). Paramenti sacri e calici del 1500 e 1600.

Oratorio di Santa Maria Madre della Misericordia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una piccola chiesa costruita sulle rovine di un'antica cappella paleocristiana verso la metà del 1700.

Per secoli la chiesa venne utilizzata come luogo di culto finché nella Seconda guerra mondiale i tedeschi la usarono come deposito d'armi.

La chiesa sopravvisse ai bombardamenti ma l'alluvione del Polesine del novembre 1951 danneggiò la struttura in modo molto serio, con il rischio di essere demolita. Gli abitanti del paese organizzarono una serie di iniziative per raccogliere i fondi sufficienti per eseguire i lavori di ristrutturazioni, ricordati all'interno della chiesa con le foto dei contributori.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Vista laterale destra della Villa Marzolla.
  • Palazzo Municipale
  • Villa P.Pio Falcò
  • Villa Sarti Savonarola
  • Villa Tisi
  • Villa Marzolla
  • Casa Carravieri

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Tratto del fiume Po a Crespino
  • Museo delle acque, dedicato alla vita sociale e lavorativa del centro legato alle attività commerciali, ora scomparse, legate alla vicinanza del fiume Po.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il mito di Fetonte[modifica | modifica wikitesto]

Una delle grandi leggende, riguardanti il paese di Crespino, è quella legata a Fetonte, una figura della mitologia greca, raffigurato nel gonfalone del Comune.

La leggenda vuole che il giovane Fetonte sia caduto proprio nelle vicinanze di Crespino, a pochi chilometri dall'inizio del delta del Po. Fetonte, figlio di Elio e della Oceanina Climene, venne offeso da Epafo, il quale sosteneva che il giovane non fosse figlio del Sole. Fetonte, in lacrime per l'insulto subito, supplicò la madre Climene di dar prova della sua paternità e del suo valore, permettendogli di guidare per una volta il carro solare. La madre chiese al Sole se il giovane figlio potesse guidare il carro solo per una volta, ed il padre lo accontentò avvertendolo della grande difficoltà nel portare i maestosi cavalli. Fetonte, bramoso di dar prova del suo valore, balzò sul carro e senza ascoltare il padre cominciò il suo volo. I cavalli s'imbizzarrirono e si avvicinarono alla sfera terrestre, provocando disastri, incendi e siccità. Per evitare la distruzione della terra, il giovane Fetonte andava fermato e per fare ciò Zeus, padre degli Dei, scagliò una saetta, catapultando il giovane dio nel Po. Subito accorsero le sorelle Eliadi che disperate per l'incidente si misero a piangere. Zeus, dispiaciuto, decise di fermare il loro dolore tramutandole in pioppi, e le loro lacrime in ambra.

Ancora oggi, Crespino porta con sé questa leggenda, dando il nome del piccolo dio alla piazza principale, di fronte alla Chiesa dei SS. Martino e Severo. Lo stemma che riproduce il mito è di forma ovoidale e vede raffigurato Fetonte incoronato che precipita sulle onde del Po dopo aver perduto la guida dei cavalli. Nel tempo subì varie modifiche: il più antico e conosciuto è quello inciso sui fascicoli delle Leggi di Napoleone serbate nell’archivio comunale. Nel 1868 venne ancora una volta modificato grazie alle indicazioni fornite da Francescantonio Bocchi di Adria e posto sulla porta del Municipio. Nel 1904 venne rifatto un’ulteriore volta dal Professore Migliorini e rimase ufficialmente lo stemma del comune. Lo stemma è contenuto nello scudo araldico sorpassato dalla corona turrita approvata dalla R. Consulta Araldica per i comuni superiori ai tremila abitanti con disposizione del 4 Maggio 1870. Lo scudo ha nella parte inferiore un nastro con il sentenza latina del poeta Marziale: “Phaetontei Arva Padi” (le terre del Po fetonteo).

Media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Crespino fece da sfondo storico-cinematografico allo sceneggiato Rai in cinque puntate Il mulino del Po del 1963 (poi replicato in quattro puntate nel 1972), diretto dal regista televisivo Sandro Bolchi, tratto dall'omonimo romanzo di Riccardo Bacchelli. A Crespino vennero girate anche alcune scene del film Baciami piccina.

Qualche anno dopo la grande Alluvione del 1951, a Crespino la Telesquadra della RAI di Torino tenne uno spettacolo in piazza il 31 luglio 1957. Allo spettacolo, ripreso dalla magnifica sala del Municipio, parteciparono il locale Complesso Polifonico, Rino Turcato, il musicista Bruno Ronconi, il pianista Benito Carravieri, il cantante Giuliano Pozzati, il soprano Gianna Buniato e il coro di fanciulli diretto da Lino Finotti.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1866 1875 Luigi Sarti Savonarola Sindaco
1875 1876 Alessandro Viviani Sindaco
1876 1882 Gaetano Gardellini progressista Sindaco
1883 Maurizio Vitale Buzzi Comm. pref.
1883 1919 Giuseppe Marzolla liberal-moderato Sindaco
1919 1920 Antonio Princigalli Comm. pref.
1920 1921 Adino Suriani PSI Sindaco
1921 1922 Omero Marchesi Comm. pref.
1922 1925 Vincenzo Chiarion Sindaco
1925 1926 Guido Finardi Comm. pref.
1927 1932 Guido Finardi Podestà
1932 1932 Ernesto Perrotta Comm. pref.
1932 1934 Emilio Totti Podestà
1934 1937 Luigi Zadra Podestà
1937 Mario Cogoli Comm. pref.
1938 Italo Bergamo Podestà
1938 1943 Rodolfo Paganelli Podestà
1943 1944 Giovanni Balzan Comm. pref.
1944 1944 Giorgio Marzolla Comm. pref.
1944 1945 Alfredo Corsini Comm. pref.
1945 1945 Guido Quaglio Sindaco
1945 1945 Antonio Bondesan PSI Sindaco Nominato dal CLN
1946 1951 Fortunato Pozzati PSI Sindaco
1951 1954 Pietro Guarato PSI Sindaco
1954 1956 Spartaco Folchini PCI Sindaco
1956 1960 Guerrino Lisandrelli PSI Sindaco
1960 1969 Guerrino Balzan DC Sindaco
1969 1970 Iones Rossi DC Sindaco
1970 1974 Guerrino Balzan DC Sindaco
1974 1979 Giovanni Andreolli DC Sindaco
1979 1980 Francesco Cabria DC Sindaco
1980 1981 Natale Francato DC Sindaco
1981 1985 Giovanni Andreolli DC Sindaco
1985 1990 Pio Luigi Zambelli DC Sindaco
1990 1995 Pio Luigi Zambelli DC Sindaco
1995 2000 Pietro Gemelli centro-sinistra Sindaco
2000 2004 Pietro Gemelli centro-sinistra Sindaco
2004 2009 Luigi Ziviani centro-sinistra Sindaco
2009 26 maggio 2014 Luigi Ziviani centro-sinistra Sindaco
26 maggio 2014 in carica Angela Zambelli lista civica Insieme costruiamo il futuro Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Veneto paese per paese, Casa Editrice Bonechi, Firenze - 1997
  • M.Qualdi. Crespino - Pagine di storia. Ed.Maseratense, Maserà di Padova, Italia, 1981 (2ª Edizione riveduta, ampliata e aggiornata)
  • V.Balzan e G.Ronconi. Crespinesi in fotografia. Ed.Soc.Coop.Tipografica, Padova, Italia, 1988
  • Pietro Giuliano Pozzati, Da piccolo, durante la guerra del 40-45, ed.Elioticinese Service Point, Milano, 2006.
  • Pietro Giuliano Pozzati, El Dialeto a Crespìn, Ediz. d/b Srl, Sesto S. Giovanni (MI), 2011.
  • Pietro Giuliano Pozzati, Radise e folclore a Crespìn, Ediz. d/b Srl, Sesto S. Giovanni (MI), 2012.
  • Pietro Giuliano Pozzati, Arti e mestieri a Crespino negli anni 30-60 del secolo 20°. Ediz. d/b Srl, Sesto S. Giovanni (Mi), 2016.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuliano Pozzati, CD Un polesano a Milano, con canzoni in dialetto crespinese e in lingua italiana: Crespìn to m'manchi, Gente polesana, Sognar sul fiume, Ridème la giara, la morosa paesana, Vino bianco e vino nero, Ediz music. Silverwood, Milano, 2007.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Crespino, su polesineterratraduefiumi.it. URL consultato il 13 marzo 2011.
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