Arcidiocesi di Esztergom-Budapest

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Arcidiocesi di Esztergom-Budapest
Archidioecesis Strigoniensis-Budapestinensis
Chiesa latina
EsztergomBasilica-South.jpg
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Diocesi suffraganee
Győr, Székesfehérvár
Arcivescovo metropolita e primate cardinale Péter Erdő
Ausiliari Ferenc Cserháti,
György Snell
Sacerdoti 377 di cui 224 secolari e 153 regolari
3.312 battezzati per sacerdote
Religiosi 216 uomini, 394 donne
Diaconi 28 permanenti
Abitanti 2 078 000
Battezzati 1 249 000 (60,1% del totale)
Superficie 1.543 km² in Ungheria
Parrocchie 155
Erezione XI secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta e Sant'Adalberto
Concattedrali Santo Stefano
Indirizzo Primasi es Erseki Hivatal, Mindszenty hercegprimas ter 2, Pf. 25, H-2501 Esztergom, Magyarorszag
Sito web www.esztergomi-ersekseg.hu
Dati dall'Annuario pontificio 2017 (ch · gc?)
Chiesa cattolica in Ungheria

L'arcidiocesi di Esztergom-Budapest (in latino: Archidioecesis Strigoniensis-Budapestinensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Ungheria. Nel 2013 contava 1 249 000 battezzati su 2 078 000 abitanti. È retta dall'arcivescovo cardinale Péter Erdő.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Sede arcivescovile è la città di Esztergom e comprende, oltre a Esztergom e gran parte di Budapest, il territorio tra le due città.

A Esztergom si trova la cattedrale di Nostra Signora e di Sant'Adalberto. A Budapest si erge la concattedrale di Santo Stefano.

Il territorio si estende su 1.543 km² ed è suddiviso in 155 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi di Esztergom fu eretta nell'XI secolo.

Nel 1227 l'arcivescovo Róbert, insieme con il re Andrea II d'Ungheria, fondò la nuova diocesi di Milcovia a oriente del territorio ungherese, nella regione storica della Moldavia, allora abitata dai Cumani. La diocesi sarà soppressa nel XVI secolo.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rito strigoniense.

Fino all'edizione del Messale post-tridentino di San Pio V nell'arcidiocesi era in uso un rito proprio, il cui Messale, che trae origine da un Sacramentario della fine del XII secolo, fu stampato nel 1484. Le rubriche liturgiche erano raccolti nell'Ordinarius Strigoniensis che ebbe otto edizioni fra il 1493 e il 1520.[1] Gli stessi libri liturgici erano utilizzati anche nelle diocesi suffraganee. Dopo il Concilio di Trento, il Messale strigoniense rimasero in uso fino al sinodo del 1629 in cui fu votato all'unanimità l'accoglimento del Messale Romano di Pio V, con l'aggiunta però delle feste dei santi del Regno d'Ungheria, due dei quali furono inserite anche nel calendario romano generale: santo Stefano d'Ungheria e sant'Adalberto.[2] Anche dopo l'introduzione del Messale Romano, nell'arcidiocesi fu in uso un Rituale proprio, che sebbene si richiamasse al Rituale Romanum del 1614, accoglieva le consuetudini proprie del Regno d'Ungheria. Il Rituale Strigoniense fu stampato per la prima volta nel 1625 come erede di libri liturgici precedenti stampati nell'arcidiocesi nel 1560 e nel 1583. Ebbe poi numerose riedizioni fino al 1909 e rimase in uso fino alla metà del XX secolo.[3] Altro libro liturgico che rivela dati interessanti sulla liturgia e sulla pastorale, anche perché destinato alle chiese di borghi e villaggi, è il Cantionale Rituale; fu stampato nel 1681: oltre a canti in latino, ne raccoglie altri in slovacco.[4]

Dal 1543 al 1820 la residenza fu a Trnava, nell'attuale Slovacchia. L'arcivescovo József Batthyány tra il 1778 e il 1781 fece costruire a Presburgo, l'attuale Bratislava, l'imponente Palazzo Primaziale, in stile neoclassico, su progetto dell'architetto Melchior Hefele.

Il 13 marzo 1776 i territori settentrionali dell'arcidiocesi diedero origine alle nuove diocesi di Banská Bystrica, di Rožňava e di Spiš.

L'8 giugno 1912 cedette la parrocchia di rito bizantino di Budapest a vantaggio dell'erezione dell'eparchia di Hajdúdorog.

Dopo la Prima guerra mondiale l'arcidiocesi si trovò divisa tra Ungheria e Cecoslovacchia. Il 29 maggio 1922 i territori cecoslovacchi dell'arcidiocesi furono costituiti in amministrazione apostolica di Trnava (oggi arcidiocesi di Trnava).

Il 31 maggio 1993 con la bolla Hungarorum gens di papa Giovanni Paolo II acquisì una parte del territorio della diocesi di Vác comprendente la città di Pest e assunse il presente nome di Arcidiocesi di Esztergom-Budapest.

L'arcivescovo di Esztergom-Budapest è primate d'Ungheria.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Jusztinián György Serédi (arcivescovo 1927-1945) in cappa magna

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2016 su una popolazione di 2 078 000 persone contava 1 249 000 battezzati, corrispondenti al 60,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1948 818.773 1.236.392 66,2 1.191 520 671 687 453 2.451 167
1970 750.000 1.710.000 43,9 632 512 120 1.186 130 20 162
1980 798.000 1.920.000 41,6 402 402 1.985 20 20 158
1990 949.115 1.541.973 61,6 405 308 97 2.343 167 39 154
1999 1.258.000 2.094.000 60,1 461 267 194 2.728 13 280 714 149
2000 1.258.000 2.094.000 60,1 388 269 119 3.242 14 241 768 149
2001 1.258.000 2.094.000 60,1 359 239 120 3.504 15 255 723 149
2002 1.258.000 2.930.000 42,9 358 234 124 3.513 17 173 699 149
2003 1.258.000 2.094.000 60,1 369 245 124 3.409 17 173 699 151
2004 1.258.000 2.094.000 60,1 370 260 110 3.400 16 155 664 151
2006 1.264.867 2.100.000 60,2 398 230 168 3.178 19 224 551 152
2013 1.254.000 2.088.000 60,1 443 262 181 2.830 23 254 480 188
2016 1.249.000 2.078.000 60,1 377 224 153 3.312 28 216 394 155

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ján Dubina, I riti peculiari del Triduo Pasquale in Slovacchia, Romae, 2012, pp. 31-37
  2. ^ Ján Dubina, I riti peculiari del Triduo Pasquale in Slovacchia, Romae, 2012, pp. 39-41
  3. ^ Ján Dubina, I riti peculiari del Triduo Pasquale in Slovacchia, Romae, 2012, pp. 44-45
  4. ^ Ján Dubina, I riti peculiari del Triduo Pasquale in Slovacchia, Romae, 2012, pp. 46-47

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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