Aleksandr Kolobnev

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Aleksandr Kolobnev
Alexandr Kolobnev.jpg
Aleksandr Kolobnev nel 2011
Nome Aleksandr Vasil'evič Kolobnev
Nazionalità Russia Russia
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Ritirato 2017
Carriera
Squadre di club
2002 Acqua & Sapone
2003-2004 Domina Vacanze
2005-2006 Rabobank
2007-2008 Team CSC
2009 Saxo Bank
2010-2011 Katusha
2012-2015 Katusha
2016 Gazprom-RusVelo
Palmarès
Olympic flag.svg Giochi olimpici
Bronzo Pechino 2008 In linea
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Argento Stoccarda 2007 In linea
Argento Mendrisio 2009 In linea
Statistiche aggiornate al marzo 2017
Aleksandr Kolobnev alla presentazione del Tour de France 2010

Aleksandr Vasil'evič Kolobnev (Vyksa, 4 aprile 1981) è un ex ciclista su strada russo, professionista dal 2002 al 2016, medaglia di bronzo nella prova su strada ai Giochi olimpici di Pechino 2008 e due volte medaglia d'argento ai campionati del mondo.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

2002-2006: i primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Passato professionista nel 2002 con l'Acqua & Sapone-Cantina Tollo capitanata da Mario Cipollini,[1] ottenne i suoi primi piazzamenti importanti l'anno successivo alla Settimana Internazionale di Coppi e Bartali, conclusa al quarto posto dopo la vittoria di tappa a Faenza, la sua prima tra i pro,[2] alla Freccia Vallone e al Giro dell'Emilia, nei quali tagliò il traguardo rispettivamente quinto[3] e secondo. Nel 2004 fu quindi decimo nella prova su strada ai Giochi olimpici di Atene,[4] si aggiudicò il campionato nazionale in linea[5] alla Freccia Vallone e al Giro dell'Emilia, nei quali tagliò il traguardo rispettivamente quinto[3] e secondo. Nel 2004 fu quindi decimo nella prova su strada ai Giochi olimpici di Atene,[4] si aggiudicò il campionato nazionale in linea[6] e si piazzò secondo al Gran Premio Nobili Rubinetterie.

Dopo tre anni in Italia, al termine del 2004 si trasferì nei Paesi Bassi, firmando per la Rabobank; qui divenne gregario di fiducia del connazionale Denis Men'šov. Al primo anno nella Rabobank si piazzò settimo al Campionato mondiale 2005 di Madrid e ventunesimo al Giro d'Italia, mentre nel 2006 ottenne il suo terzo successo tra i pro nella prima tappa della Volta a la Comunitat Valenciana dopo una fuga solitaria di oltre 100 km.[7]

2007-2009: CSC/Saxo Bank[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 passò al team danese CSC, diretto da Bjarne Riis.[7] Proprio in quell'anno conseguì la medaglia d'argento alla prova in linea del Mondiale di ciclismo di Stoccarda, quando, dopo un attacco a 30 chilometri dall'arrivo, fu battuto in una volata a cinque soltanto da Paolo Bettini. In quella stagione fece inoltre sua una tappa alla Parigi-Nizza[8] e fu secondo nella frazione di Puertollano alla Vuelta a España. Il 9 ottobre 2007 conquistò la prima edizione della Monte Paschi Eroica, gara svoltasi tra le colline del Chianti e della provincia di Siena, su un percorso costituito da 180 km, 60 dei quali su strade bianche, ovvero prive d'asfalto e coperte di ghiaia.[9] Si aggiudicò la corsa grazie ad un'azione solitaria negli ultimi 40 km che gli consentì di presentarsi solo in Piazza del Campo a Siena davanti al compagno di squadra alla CSC Marcus Ljungqvist.[9][10]

Nel 2008, ancora in forza alla CSC, ottenne solo dei piazzamenti: quinto al Gran Premio Primavera, secondo alla Classica di San Sebastián, quinto alla Coppa Sabatini, terzo al Giro dell'Emilia. In estate fu inoltre quarto nella gara in linea dei Giochi olimpici di Pechino.

Nel 2009 fece bene nelle classiche di primavera, classificandosi nono alla Liegi-Bastogne Liegi e sesto all'Amstel Gold Race. Il 27 settembre seguente si aggiudica la medaglia d'argento nella prova in linea al mondiale di Mendrisio giungendo alle spalle dell'australiano Cadel Evans. Il 17 ottobre, nella prova di chiusura della stagione, è quindi terzo al Giro di Lombardia. In novembre il CIO gli assegna la medaglia di bronzo della prova su strada dei Giochi olimpici di Pechino dell'anno precedente in seguito alla squalifica per doping di Davide Rebellin, allora giunto secondo.[11]

2010-2015: Katusha Team[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 si trasferisce al Team Katusha, squadra russa con licenza UCI ProTour, dopo aver firmato un contratto biennale e lasciato la Saxo Bank con un anno di anticipo.[12] Ad aprile giunge secondo alla Liegi-Bastogne Liegi, non riuscendo a resistere all'attacco del poi vincitore Aleksandr Vinokurov;[13] ottiene poi la vittoria nella prova in linea dei campionati russi, e partecipa inoltre al Tour de France (per la prima volta) e alla Vuelta a España. Ai campionati del mondo di Melbourne, infine, si classifica settimo nella prova in linea.

L'anno dopo è ancora tra le file della Katusha. In primavera si mette nuovamente in evidenza nelle classiche delle Ardenne, con il quinto posto all'Amstel Gold Race e l'undicesimo alla Liegi-Bastogne Liegi, mentre in luglio prende ancora il via al Tour de France. Durante la corsa, in un controllo effettuato nei laboratori di Châtenay-Malabry il 6 luglio, Kolobnev viene però trovato positivo ad un diuretico, l'idroclorotiazide.[14] Dopo le controanalisi, che confermano la positività, la Federazione ciclistica russa lo sanziona con una semplice ammonizione e una multa di 1500 franchi svizzeri;[15] l'Unione Ciclistica Internazionale decide però di presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, chiedendo invece una pena più dura, una squalifica di due anni.[15][16]

In attesa del pronunciamento del Tribunale Arbitrale dello Sport, atteso per il 7 febbraio 2012, il Katusha Team non rinnova il contratto di Kolobnev, che resta così senza squadra.[17] Il TAS decide infine di confermare la multa ma di non infliggere la sospensione a Kolobnev, che può così firmare un nuovo contratto con la Katusha, tornando alle corse a partire da marzo 2012.

2016: l'anno alla Gazprom e il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2016 scende di categoria per correre nella formazione Professional Continental Gazprom-RusVelo: con la squadra russa partecipa a diverse gare del calendario italiano, tra cui il Giro d'Italia e il Giro di Lombardia, e al Tour de Pologne. Al termine della stagione, in cui si aggiudica solo la classifica scalatori della Volta ao Algarve, annuncia il ritiro dalle corse dopo quindici anni di professionismo.[18]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giro del Canavese
2ª tappa Settimana Internazionale di Coppi e Bartali (Riccione > Faenza)
Campionati russi, Prova in linea
1ª tappa Volta a la Comunitat Valenciana (Calp > Calp)
3ª tappa Parigi-Nizza (Limoges > Maurs-la-Jolie)
Monte Paschi Eroica
Campionati russi, Prova in linea
1ª tappa Tour de Wallonie

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

Classifica giovani Settimana Internazionale di Coppi e Bartali
Classifica scalatori Volta ao Algarve

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2005: 21º
2006: 71º
2007: ritirato (12ª tappa)
2016: 73º
2010: 65º
2011: non partito (10ª tappa)
2005: 54º
2007: 51º
2008: 40º
2010: 29º
2014: 40º

Classiche monumento[modifica | modifica wikitesto]

2010: 46º
2011: 51º
2014: ritirato
2015: 73º
2003: 45º
2004: 39º
2006: 60º
2007: 45º
2008: 44º
2009: 9º
2010: 2º
2011: 11º
2013: 75º
2014: 33º
2003: 56º
2006: 23º
2007: 11º
2008: 13º
2009: 3º
2010: ritirato
2012: 14º
2013: ritirato
2014: 13º
2016: ritirato

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ma il Re Leone stringe il trono, in archiviostorico.gazzetta.it, 27 gennaio 2002. URL consultato il 17 maggio 2010.
  2. ^ Gianfranco Josti, Pantani va, ma il Tour lo respinge, in Corriere della Sera, 28 marzo 2003. URL consultato il 17 maggio 2010.
  3. ^ a b Pier Bergonzi, La Freccia è nell' arco di Astarloa, in archiviostorico.gazzetta.it, 24 aprile 2003. URL consultato il 17 maggio 2010.
  4. ^ a b La carabina della Li Du centra il primo oro, in archiviostorico.gazzetta.it, 15 agosto 2004. URL consultato il 17 maggio 2010.
  5. ^ Gianfranco Josti, Pantani va, ma il Tour lo respinge, in Corriere della Sera, 28 marzo 2003. URL consultato il 17 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il ).
  6. ^ BELGIO: STEELS FA POKER, in www.gazzetta.it, 28 giugno 2004. URL consultato il 17 maggio 2010.
  7. ^ a b (EN) Alexandr Kolobnev joins CSC, in Cyclingnews.com, 23 novembre 2006. URL consultato il 16 maggio 2010.
  8. ^ (EN) Boonen duped by Kolobnev, in Cyclingnews.com, 15 marzo 2007. URL consultato il 16 maggio 2010.
  9. ^ a b Luca Gialanella, Kolobnev, è lui l' eroico, in www.gazzetta.it, 10 ottobre 2007. URL consultato il 16 maggio 2010.
  10. ^ (EN) Kolobnev conquers white roads, in Cyclingnews.com, 10 ottobre 2007. URL consultato il 16 maggio 2010.
  11. ^ (EN) McQuaid: Kolobnev to get Beijing bronze medal, in Cyclingnews.com, 18 novembre 2009. URL consultato il 16 maggio 2010.
  12. ^ (EN) Kolobnev transfers to Katusha, in Cyclingnews.com, 16 novembre 2009. URL consultato il 16 maggio 2010.
  13. ^ Marco Pastonesi, Liegi-Bastogne-Liegi Trionfa Vinokourov, in www.gazzetta.it, 25 aprile 2010. URL consultato il 16 maggio 2010.
  14. ^ Kolobnev positivo Primo caso al Tour, in www.gazzetta.it, 11 luglio 2011. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  15. ^ a b KOLOBNEV. L'Uci ricorre al Tas e chiede due anni di stop, in www.tuttobiciweb.it, 2 dicembre 2011. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  16. ^ Ciclismo: Katusha rinuncia a Kolobnev, in www.gazzetta.it, 20 dicembre 2011. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  17. ^ KATUSHA. Holczer: Non c'è posto per Kolobnev, in www.tuttobiciweb.it, 19 dicembre 2011. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  18. ^ (EN) Kolobnev confirms retirement at 35, su Cyclingnews.com, 4 gennaio 2017. URL consultato il 4 marzo 2017.

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