Triakis semifasciata

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Squalo leopardo
Leopard Shark (Triakis semifasciata) (3148921423).jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Classe Chondrichthyes
Sottoclasse Elasmobranchii
Ordine Carcharhiniformes
Famiglia Triakidae
Genere Triakis
Specie T. semifasciata
Nomenclatura binomiale
Triakis semifasciata
Girard, 1855
Areale

Triakis semifasciata distmap.png

Triakidae semifasciata Girard, 1855, è uno squalo appartenente alla famiglia Triakidae, conosciuto comunemente come Squalo leopardo.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Lo squalo leopardo è diffuso nelle acque da fredde a temperate del Pacifico nordoccidentale, dalla costa dell'Oregon fino alla costa messicana a sud del Golfo della California. Predilige acque costiere di baie ed estuari con fondali sabbiosi e fangosi, ma si spinge fino a foreste di kelp e fondali rocciosi. Sono riferiti ritrovamenti di numerosi esemplari vicino agli scarichi di acque più calde delle centrali nucleari[1].
Solitamente genere nuotano vicino al fondo e sono più abbondanti nella zona intertidale, ad una profondità di 4 m, anche se possono essere trovati più in profondità (fino a 91 m)[2] Molti squali leopardo, in particolare delle popolazioni settentrionali, lasciano i loro habitat costieri in inverno verso acque più calde, ritornando in primavera.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La livrea
Particolare della testa. Sono visibili i lembi di pelle triangolari antecedenti le narici

Presenta una forma del corpo tipica della famiglia, affusolato, con profilo vetrale piatto, muso corto e arrotondato, due lembi triangolari di pelle posizionati davanti le narici: possiede occhi ovaloidi, che sono coperti da membrane nittitanti[2]. Sono presenti due pinne dorsali, la prima sul dorso, la seconda, sempre di grandi dimensioni, è molto arretrata, sul peduncolo caudale. Le pinne pettorali sono triangolari e ampie. La pinna anale è piccola. Il lobo inferiore della pinna caudale è ben sviluppata negli adulti, ma meno della metà della lunghezza del lobo superiore, che presenta un intaglio forte vicino alla punta.
La livrea è unica e decisamente interessante: il ventre è bianco, mentre il resto del corpo presenta un colore di fondo variabile dal grigio elefante al grigio dorato. Sul dorso una serie di larghe chiazze ovali brune orlate di scuro scendono fino a metà fianco, alternate a piccole macchie tondeggianti dello stesso colore. Nella parte bassa dei fianchi corre una linea orizzontale di grosse chiazze brune. Le pinne sono grigie, come il resto del corpo, ad eccezione delle pettorali, leggermente più scure.
Le dimensioni sono medie: i maschi raggiungono i 198 cm, le femmine 180 cm.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Il periodo riproduttivo avviene tra marzo e giugno: la fecondazione è interna: essendo un pesce ovoviviparo, la femmina cova le uova nel suo apparato riproduttivo (sprovvisto di placenta), dove gli embrioni si nutrono del tuorlo: una volta sviluppati, le uova si schiudono e la femmina partorisce da 6 a 24 avannotti perfettamente formati, lunghi 20 cm circa.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre prevalentemente di pesci e crostacei (granchi, gamberi) che cattura sia sul fondale che a medie profondità[2].

Predatori[modifica | modifica sorgente]

È preda abituale dello squalo Notorynchus cepedianus.

Interazioni con gli umani[modifica | modifica sorgente]

Uno squalo leopardo tra il kelp in una vasca del Monterey Bay Aquarium

Diffidente, schivo e scattante nella fuga, questa specie tendenzialmente non rappresenta alcun pericolo per l'uomo. L'ultimo ferimento ai danni di un uomo risale al 1955, quando uno squalo leopardo ferì leggermente un subacqueo perché questo ebbe un attacco di epistassi [2]. Questa specie è oggetto di pesca commerciale con rete da imbrocco e palangaro perché la sua carne è ottima. Viene pesato per fini recreativi da pescatori sportivi e pescatori subacquei, ma è anche preda accidentale di pesca a strascico. Tuttavia la sua natura predatoria lo mette a contatto con numerosi inquinanti di origine umana (mercurio, pesticidi, bifenili policlorurati che si accumulano nei loro tessuti: pertanto la California Department of fish and Game mette in guardia contro il consumo regolarmente.

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

È una specie molto apprezzata dal commercio acquariofilo per il suo aspetto attraente e per la sua robustezza; questo ha portato, nel decennio 1980-1990 alla cattura di numerosi piccoli sottratti alla libertà. Oggi la pesca per acquariofilia è regolamentata per legge. È allevata quasi solamente in acquari pubblici visto il bisogno di vasche molto grandi per una qualità della vita soddisfacente. Ha un'aspettativa di vita in cattività che supera i 20 anni [1].

Rischio di estinzione[modifica | modifica sorgente]

Lo squalo leopardo è stato inserito dal 2009 nella Lista Rossa IUCN perché in pericolo di estinzione.[3] pertanto in California sono stati presi provvedimenti al fine di regolarizzare la pesca sportiva e la cattura per fini acquariofili. Attualmente la situazione nell'area californiana è tranquilla: la popolazione sta aumentando con tasso di incremento aunnuo del 3-6%. La situazione delle popolazioni messicane è incerta, anche se la pesca si concentra su squali più grandi[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Fowler, S.L., R.D. Cavanagh, M. Camhi, G.H. Burgess, G.M. Cailliet, S.V. Fordham, C.A. Simpfendorfer, and J.A. Musick, Sharks, Rays and Chimaeras: The Status of the Chondrichthyan Fishes, International Union for Conservation of Nature and Natural Resources 2005
  2. ^ a b c d Compagno, L.J.V. 1984 FAO species catalogue. Vol. 4. Sharks of the world. An annotated and illustrated catalogue of shark species known to date. Part 2 - Carcharhiniformes. FAO Fish. Synop. 125(4/2):251-655.
  3. ^ IUCN Red list: T. semifasciata, scheda

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

pesci Portale Pesci: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pesci