Engraulidae

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Engraulidae
Acciughe 2.jpg
Engraulis encrasicholus (fitto banco di
acciughe europee)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Clupeiformes
Famiglia Engraulidae

La famiglia Engraulidae, volgarmente note come alici o acciughe, comprende 142 specie di pesci d'acqua dolce e salata, appartenenti all'ordine Clupeiformes.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questi pesci sono molto comuni in tutti i mari caldi e temperati ed alcune specie sono diffuse anche nelle acque dolci delle regioni tropicali. Nei mari europei e nel mar Mediterraneo è presente una sola specie, l'acciuga o alice.
Hanno, nella quasi totalità dei casi, abitudini pelagiche, si trovano sia sottocosta che in alto mare.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Hanno aspetto abbastanza dissimile rispetto ai clupeidi, pesci a cui sono molto spesso associati nei banchi. Hanno infatti una bocca assai più grande, che spesso supera di un buon tratto l'occhio, con mascella superiore prominente e molto più lunga rispetto all'inferiore. Sono presenti molti piccoli denti. L'occhio è grande o molto grande, posto in posizione molto avanzata ed ha una palpebra trasparente. Le scaglie sono piccole e cadono con grande facilità con il solo prendere in mano il pesce. La pinna caudale di solito è forcuta ma in alcune specie di acqua dolce o dei mari tropicali può essere molto ridotta; in queste specie la pinna anale è molto lunga. La pinna dorsale è unica, le pinne pettorali sono inserite in basso, le pinne ventrali sono poste molto indietro.
Le specie di mare sono quasi costantemente di colore argentato o blu metallico.
La taglia di questi pesci è piccola o molto piccola.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

La stragrande maggioranza delle specie è planctofaga; la comune acciuga si ciba soprattutto di copepodi ed altri piccoli crostacei planctonici.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Le uova sono piccolissime, pelagiche e molto numerose. Le larve che se ne schiudono hanno le stesse abitudini pelagiche e gregarie degli adulti.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le specie sono gregarie e formano fittissimi banchi, spesso di enormi dimensioni e molto spesso frammisti a clupeidi. L'acciuga si trova spesso assieme alle sardine, alle alacce o alle papaline.

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Questi pesci hanno una fondamentale importanza per la pesca professionale di molte parti del mondo. Le tecniche di pesca, di solito con l'uso di reti da circuizione, non differiscono da quelle in uso per catturare i clupeidi. Nei mari italiani l'acciuga è una delle specie più pescate. Le carni sono buone e molto nutrienti, simili a quelle dei clupeidi ma, almeno per quanto riguarda la specie mediterranea, ancora più apprezzate. Quest'ultima specie è stata oggetto negli ultimi decenni di pesca intensiva, ed è apprezzata come alimento fin dall'antichità, poiché si conserva molto bene sott'olio, in salamoia (acciughe sotto sale), o sotto forma di pasta d'acciughe ed è quindi facilmente commerciabile e trasportabile.

Importanza ecologica[modifica | modifica wikitesto]

Gli engraulidi ed i clupeidi sono importanti anelli della catena alimentare marina, cibo di pesci più grandi come tonni, marlin e pesci spada, cetacei, uccelli marini e predatori di ogni sorta.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante l'aspetto molto dissimile fino a poco tempo fa venivano classificati tra i Clupeidae.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il termine dialettale italiano di acciuga, "alice", deriva probabilmente da una salsa (simile alla nostra Pasta d'acciughe) preparata dalle popolazioni celtiche nel nord Italia, con le acciughe e alcuni pesci del genere Alosa, chiamata Allec.
Gli stessi Romani preparavano una salsa a base di interiora e di teste di pesce in salamoia, il famoso garum, del quale uno degli ingredienti erano sicuramente le acciughe.

Generi[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • TORTONESE E. (1975), Osteichthyes - Fauna d’Italia vol. XI, Calderini, Bologna
  • COSTA F., (1991), Atlante dei pesci dei mari italiani, Mursia, Milano

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

www.fishbase.org

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