SEAT Mii

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SEAT Mii
Seat Mii 1.0 Style – Frontansicht, 15. September 2012, Düsseldorf.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  SEAT
Tipo principale City car
Produzione dal 2011
Sostituisce la SEAT Arosa
Euro NCAP 5 stelle
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3.560[1] mm
Larghezza 1.640[1] mm
Altezza 1.480[2] mm
Massa 854[3] kg
Altro
Stessa famiglia Volkswagen up!
Škoda Citigo
Auto simili Citroën C1
Fiat Panda
Ford Ka
Nissan Pixo
Peugeot 107
Renault Twingo
Suzuki Alto
Toyota Aygo
Seat Mii 1.0 Style – Heckansicht, 15. September 2012, Düsseldorf.jpg

La SEAT Mii è una city car della casa automobilistica spagnola SEAT, prodotta dal 2011.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

La Mii è la prima city car proposta da SEAT dal 2004, anno in cui uscì di produzione la Arosa (di cui la Mii raccoglie l'eredità). È stata sviluppata da Volkswagen Group sulla base del pianale MQB (Modular Transverse Matrix), condiviso con le "sorelle" Volkswagen up! e Škoda Citigo,[4] e viene prodotta assieme ad esse nello stabilimento del gruppo a Bratislava.[5]

Interni e plancia

Nella intenzioni della SEAT, il nome "Mii" non ha un significato vero e proprio, a parte l'idea di identificare l'auto come qualcosa di personale, con la seconda "i" volta a dare un tocco di modernità;[6] il nome richiama comunque molto esplicitamente i Mii, ovvero gli avatar utilizzabili nei videogiochi delle console Wii e Nintendo 3DS.[3]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto ad up! e Citigo, la Mii si differenzia adottando un design più sportivo e "latino", tipico del family-feeling della casa iberica,[1] che dà alla vettura una linea semplice ma al contempo solida ed equilibrata,[2] strizzando maggiormente l'occhio alla clientela giovanile.[3] L'auto è disponibile sia nella variante a 3 che a 5 porte; in questa configurazione la Mii mantiene gli ingombri della 3 porte, con le due portiere posteriori che vengono camuffate nella linea complessiva della vettura.[7]

Nel frontale spicca la moderna calandra trapezoidale (ripresa dalla quarta serie della Ibiza[2]), un elemento definito dal designer Alejandro Mesonero-Romanos «moderno, di forte personalità, ma non troppo vistoso».[5] Degni di nota anche i grandi fanali che vanno a lambire i passaruota,[8] e l'ampia presa d'aria.[2] L'andamento della linea di cintura riprende quello della Citigo, con finestratura dritta, che ha il pregio di dare slancio alla fiancata.[8] Il posteriore si caratterizza invece per l'adozione di una fanaleria dal particolare disegno "a freccia".[8]

Gli interni, nonostante l'abbondante presenza di lamiere a vista, lasciano trasparire una soddisfacente qualità percepita grazie all'utilizzo di plastiche di buona fattura,[2] che contribuiscono a creare un abitacolo ben organizzato e rifinito nei dettagli.[8]

Motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Modello[9] Disponibilità Motore Cilindrata (cm³) Potenza Coppia Massima (Nm) Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
1.0 dal debutto Benzina 999 44 Kw (60 Cv) 95 105 14.4 160 21.4
1.0/75 Cv dal debutto Benzina 999 55 Kw (75 Cv) 95 108 13.2 171 20.5

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Seat Mii, citycar latina in auto.it, 3 ottobre 2011. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  2. ^ a b c d e Fabio Gemelli, Seat Mii: briosa e semplice, ma di qualità in omniauto.it, 23 gennaio 2012. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  3. ^ a b c Damiano Bolognini Cobianchi, Seat Mii: spagnola new age in gentemotori.it, 22 novembre 2011. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  4. ^ (EN) The beginning of a new era: Volkswagen introduces the Modular Transverse Matrix (MQB) in volkswagenag.com, 1º febbraio 2012. URL consultato il 6 febbraio 2012.
  5. ^ a b Fabio Gemelli, Seat Mii, la nuova Arosa in omniauto.it, 3 ottobre 2011. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  6. ^ Alessandro Marchetti, Seat Mii: l’invasione dei cloni in panorama-auto.it, 23 gennaio 2012. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  7. ^ Alessandro Carcano, Seat Mii, svelata la cinque porte in quattroruote.it, 6 febbraio 2012. URL consultato il 6 febbraio 2012.
  8. ^ a b c d Marco Perucca Orfei, Seat Mii, su strada con la citycar spagnola in quattroruote.it, 23 novembre 2011. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  9. ^ Listino SEAT Mii, automoto.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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