Rodopi (fiaba)

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La storia di Rodopi (o Rodope) è un'antica fiaba egiziana. Citata per la prima volta da Erodoto,[1] e poi da Strabone,[2] ed infine anche da Claudio Eliano nella sua opera Storia varia[3], la storia di Rodopi è considerata il più antico archetipo letterario di Cenerentola, in quanto il faraone Amasis, protagonista della fiaba, è un personaggio reale, vissuto nella XXVI dinastia egizia (570-526 a.C.), molto noto agli storici antichi in quanto agevolò i commercianti greci;[3] lo stesso Erodoto citò vari aneddoti sulla cortigiana Rodopi.[3]

Trama[modifica | modifica sorgente]

È da notare che secondo alcune versioni della fiaba egiziana Rodopi-Cenerentola non è una modesta e schiava, ma una cortigiana di successo.[3]

Rodopi (Ῥοδῶπις, guance di rosa), bellissima schiava di stirpe tracia, lavora nell'abitazione del suo padrone egiziano. Sebbene gentile con lei, il padrone di casa, che passa molto del suo tempo a dormire, è completamente ignaro dei maltrattamenti che è costretta a subire dalle altre schiave. Esse si prendono infatti gioco del suo status di straniera e della sua carnagione chiara, sottoponendola, di conseguenza, a continui ordini e comandi vessatori.

Avendola sorpresa a danzare da sola con grande abilità, egli le fece dono di un paio di pantofole di oro rosso con il risultato, a sua insaputa, di inasprire ancor più il comportamento delle altre schiave nei suoi confronti.

Un giorno il faraone Amasis invita il popolo d'Egitto ad un'imponente celebrazione da lui offerta nella città di Menfi. Le altre schiave ostacolano la partecipazione di Rodopi, ingiungendole di portare a termine una lunga lista di ingrati lavori domestici.

Mentre Rodopi è al fiume a fare il bucato con le sue pantofole esposte ad asciugare al sole, improvvisamente Horus, nelle sue sembianze di falcone, si abbatte in picchiata portandone una in volo con sé.

Volato fino a Menfi, il falcone lascia cadere la sua preda in grembo al faraone il quale, interpretato l'evento come un segno da Horus, decreta che tutte le fanciulle del regno debbano provare la pantofola perché lui avrebbe sposato quella che fosse riuscita a calzarla.

La lunga ricerca del faraone, rivelatasi fino ad allora vana, lo conduce infine nella casa di Rodopi. La schiava, vista arrivare l'imbarcazione reale, cerca invano di nascondersi. Non riesce però a sfuggire alla vista del faraone che la prega di provare la calzatura. Dopo aver constatato che la pantofola le calzava perfettamente, ella trae fuori l'altra e il faraone la prende con sé per sposarla.

Contesto storico[modifica | modifica sorgente]

Il faraone Amasis (VI secolo a.C.) sposò effettivamente una schiava greca di nome Rodopi, facendo di lei la regina.[senza fonte]

Rodopi e Esopo, colleghi di schiavitù[modifica | modifica sorgente]

Esopo fa una breve menzione di questa storia. Nel periodo della comune schiavitù nella casa padronale, i due si conobbero e Esopo avrebbe avuto modo di narrarle molte storie.[4] [senza fonte]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

La bella Rodopi, chiamata anche Dorica, che ebbe una grande fama nel mondo greco, viene citata da Erodoto come schiava tracia di Iadmone di Samo, padrone anche di Esopo. Rodopi si recò a Naucrati al seguito di Xanto di Samo, divenendo un'etera famosa per la sua bellezza. Immensamente arricchitasi, fu generosa offerente al santuario di Delfi. L'attribuzione a lei di una piramide è considerata però infondata dallo storico di Alicarnasso

È famosa anche, come ci informa la stessa fonte, per essere stata riscattata da Carasso, il fratello di Saffo, mercante di vini di Lesbo, sui mercati di Naucrati e dell'Egitto.

In effetti esistono alcuni frammenti dell'opera di Saffo che riconducono a questa storia (frammenti 5, 7 e 15). In particolare il più completo dei tre, il n. 5, contiene un'invocazione ad Afrodite e alle Nereidi perché propizino il rientro del fratello, libero dagli antichi errori.

Ateneo di Naucrati (Deipnosofisti, XIII, 69 - [3] [4] (EN) ) ci informa di un errore di Erodoto: Rodopi e Dorica sarebbero, a suo dire, due persone distinte.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) "The Egyptian Cinderella." Ancient Egyptian Literature. Aldokkan.
  • (EN) "The Egyptian Cinderella." The Hellenic Worlds. Ancient Worlds.
  • E. Bresciani, Leetteratura e poesia dell'antico Egitto, Torino II ed., 1990.
  • H.D. Gardiner, Late Egyptian Stories, Bruxelles, 1932.
  • Sergio Donadoni, Storia della letteratura egiziana antica, Milano, Nuova Accademia, 1957.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Storie. Libro II, 134-135. Disponibile in rete su [1] e su [2] o su Perseus (ENGRC)
  2. ^ Geografia. Libro XVII, 33 su LacusCurtius (EN)
  3. ^ a b c d "Favole e racconti dell'Egitto faraonico", a cura di Aldo Troisi, ed. Fabbri Editori, Milano, 2001 pag.29-32
  4. ^ The Egyptian Cinderella
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