Meridiano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Meridiano (geografia))
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Meridiano (disambigua).
Meridiani
Il meridiano zero a Greenwich, in Inghilterra

Un meridiano o linea di longitudine, in geografia, indica un immaginario arco che congiunge il Polo Nord terrestre con il Polo Sud ovvero una linea che unisce i due punti attraverso i quali passa l'asse di rotazione terrestre.

Un meridiano assieme al suo antimeridiano (diametralmente opposto) forma un cerchio massimo che si ottiene dall'intersezione di un piano che attraversa la terra passando per il suo centro.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il termine "meridiano" deriva dal latino meridies, che significa "mezzogiorno" in quanto esso unisce tutti i punti della Terra che hanno il mezzogiorno contemporaneamente. Il Sole attraversa un dato meridiano terrestre a metà del periodo di tempo che va dall'alba al tramonto.

Sulla terra che ruota attorno al proprio asse si dicono meridiani tutte le curve che risultano dall'intersezione della sua superficie con un qualsiasi semipiano che esce dall’asse di rotazione; nell'uso comune, s’intende per meridiano l’intera circonferenza massima (cerchio meridiano) costituita da due meridiani opposti. L'asse terrestre incontra la superficie della terra ai poli, per i quali passano infiniti "meridiani".

Per ogni punto della superficie della Terra però passa un solo meridiano, identificabile dalla longitudine corrispondente; la longitudine di un punto qualsiasi è convenzionalmente misurata come arco di equatore compreso tra il meridiano fondamentale ed il meridiano passante per il punto. Alla longitudine di un punto viene assegnato il cardine Est oppure Ovest a seconda che esso si trovi a destra (oriente) o a sinistra (occidente) del meridiano di Greenwich, per un osservatore con la faccia rivolta verso il polo nord.

Tutti i meridiani hanno uguale lunghezza, essendo la metà di un cerchio massimo sulla superficie terrestre, pari a 20.004,500 km..

Per convenzione, il "meridiano 0" detto anche Meridiano di Greenwich ("Prime Meridian" in inglese) passa appunto per Greenwich (Londra), mentre l'altra sua metà (l'antimeridiano 180°) passa per l'Oceano Pacifico identificando in massima parte la cosiddetta linea di cambiamento di data.

Storia della misura del meridiano terrestre[modifica | modifica sorgente]

In antichità, le prime stime della lunghezza del meridiano terrestre si basavano sul semplice assunto geometrico che la Terra fosse una sfera perfetta. Conoscendo quindi, con un qualche procedimento, sia la misura di un arco di meridiano terrestre sia il corrispondente angolo al centro, era possibile calcolare la lunghezza del meridiano stesso attraverso una semplice proporzione.

Dalle informazioni giunte fino a noi dall'epoca classica, su questo semplice modello si dovevano essere basate le prime stime di studiosi, quali ad esempio Eudosso di Cnido e Dicearco da Messina.

Misurazione del diametro terrestre

La prima misurazione della circonferenza terrestre o meglio, del meridiano terrestre, di cui si hanno notizie più certe, la dobbiamo al filosofo e geografo Eratostene di Cirene (III secolo a.C.), che ad Alessandria d'Egitto dirigeva la più grande biblioteca nota a quei tempi.

Eratostene assunse che Siene (l'odierna Assuan) ed Alessandria d'Egitto fossero sullo stesso meridiano. Avendo potuto verificare che a Siene, che si trova appena al di sopra del Tropico del Cancro, durante il solstizio d'estate, i raggi del Sole penetravano fino al fondo dei pozzi e che quindi il Sole in quel momento era allo zenit, egli misurò nello stesso giorno ed istante (ovviamente in anno diverso) ad Alessandria d'Egitto l'angolo che i raggi solari formavano con uno gnomone: un semplice bastone conficcato perpendicolarmente nel terreno. In tale circostanza poté verificare che i raggi del sole non erano affatto perpendicolari, poiché il bastone proiettava sul terreno un'ombra, che con la verticale, produceva un angolo di 7° e 12'[1].

Per semplice costruzione geometrica si evince che quell'angolo corrisponde alla differenza di latitudine tra le due città. Eratostene moltiplicò quindi la misura angolare (ottenuta con un semplice calcolo matematico)[2], 1/50 dell'angolo giro, per la distanza tra Siene ed Alessandria (5.000 stadi) ottenendo 250.000 stadi (~ 39.357 km) come misura della circonferenza terrestre. Oggi tale valore viene fatto corrispondere a circa 40.000 km, un valore assai vicino al meridiano medio.

L'accuratezza del risultato è probabilmente legata più al caso che al metodo utilizzato da Eratostene, in quanto diversi errori si sommerebbero: quello legato alla difficoltà nella misurazione dell'angolo, al fatto che Siene ed Alessandria non appartengono allo stesso meridiano, alla correzione della circonferenza fatta dallo stesso Eratostene in 252.000 stadi, all'ipotesi che uno stadio corrisponda a 157,5 metri circa. Quest'ultima ipotesi in particolare è stata ottenuta grazie al rapporto tra stadio egizio e cubito reale (del quale è meglio conosciuta dagli storici la corrispondenza in metri) proposto da Plinio. Tuttavia, il fatto stesso che si sia tentata una tale misura, implica la ferma consapevolezza dei greci del fatto che la Terra fosse sferica, 1800 anni prima del viaggio di Cristoforo Colombo.

In epoca moderna, la misurazione del meridiano terrestre è un problema della Geodesia e può essere risolto con diverse tecniche, che utilizzano principalmente misurazioni satellitari.

Carta del globo terrestre con la tracciatura dei meridiani (verticali) e paralleli (orizzontali)
Nella figura è evidenziata la latitudine come "arco di meridiano". Analogamente la longitudine è rappresentabile come "arco di parallelo"

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La geografia Alessandrina (Eratostene di Cirene, pag 3)
  2. ^ Eratostene e la misura della Terra

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

geografia Portale Geografia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di geografia