La buona novella

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La buona novella
Artista Fabrizio De André
Tipo album Studio
Pubblicazione novembre 1970
Durata 35 min : 30 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Musica d'autore
Folk
Concept album
Etichetta Produttori Associati (PA/LPS 34)
Produttore Roberto Dané
Registrazione Milano
Note Arrangiamenti, direzione d'orchestra e del coro "I musical": Gian Piero Reverberi. Ristampato e rimasterizzato nel 2002.
Fabrizio De André - cronologia
Album precedente
(1968)

La buona novella (1970) è il quarto album registrato in studio di Fabrizio De André.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

L'LP è un concept album tratto dalla lettura di alcuni Vangeli apocrifi (in particolare, come riportato nelle note di copertina, dal Protovangelo di Giacomo e dal Vangelo arabo dell'infanzia), pubblicato nell'autunno del 1970 (le matrici riportano la data del 19 novembre).

Come ha raccontato Roberto Dané[1], l'idea del disco la ebbe lo stesso Dané, che pensando di realizzarla con Duilio Del Prete, la propose ad Antonio Casetta, che la dirottò a De Andrè.

« Nel 1969 tornai da Casetta e gli sottoposi un'altra idea, che avevo intenzione di realizzare con Duilio Del Prete: un disco basato sui Vangeli apocrifi...lui, che era un grande discografico, di buon fiuto, mi ascoltò con attenzione ed alla fine disse: "Ma scusi, perché questa idea non la propone a Fabrizio De André? Sa, è un periodo che è un po' in crisi, non sa cosa fare...". E io che cosa dovevo dire? Con De André c'era sicuramente una maggiore esposizione »
(Roberto Dané[2])

Il lavoro di lettura e di scrittura dei testi, svolto con Roberto Dané, è durato più di un anno.

Seguendo le caratteristiche degli Apocrifi, in questo album la narrazione della buona novella sottolinea l'aspetto più umano e meno spirituale assunto da alcune tradizionali figure bibliche (ad esempio, Giuseppe) e presta maggiore attenzione a figure minori della Bibbia, che qui invece diventano protagonisti (ad esempio, Tito e Dimaco, i ladroni crocefissi insieme a Gesù).

È stato ritenuto da De André «uno dei suoi lavori più riusciti, se non il migliore[3]».

« Quando scrissi "La buona novella" era il 1969.

Si era quindi in piena rivolta studentesca; e le persone meno attente - che poi sono sempre la maggioranza di noi -: compagni, amici, coetanei, consideravano quel disco come anacronistico. Mi dicevano: "cosa stai a raccontare della predicazione di Cristo, che noi stiamo sbattendoci perché non ci buttino il libretto nelle gambe con scritto sopra sedici; noi facciamo a botte per cercare di difenderci dall'autoritarismo del potere, dagli abusi, dai soprusi." .... Non avevano capito - almeno la parte meno attenta di loro, la maggioranza - che La Buona Novella è un'allegoria. Paragonavo le istanze migliori e più ragionevoli del movimento sessantottino, cui io stesso ho partecipato, con quelle, molto più vaste spiritualmente, di un uomo di 1968 anni prima, che proprio per contrastare gli abusi del potere, i soprusi dell'autorità si era fatto inchiodare su una croce, in nome di una fratellanza e di un egualitarismo universali. »

(Dal concerto al teatro Brancaccio, 14 febbraio 1998)

È bene ricordare che la melodia de L'infanzia di Maria è ripresa dalla canzone intitolata Bella che nei tuoi occhi, di Vittorio Centanaro.

Il disco venne pubblicato con due copertine distinte, curate da Gian Carlo Greguoli, differenti per colore (che è in comune con la busta interna, che riporta anche i testi delle canzoni e i crediti del disco), marroncino e bianca; quest'ultima presenta sul fronte l'immagine di De André.

Vi è anche una nota di presentazione del disco sul retro della copertina, scritta da Roberto Dané (che si firma con le sole iniziali).

L'album venne registrato a Milano presso gli studi della Dischi Ricordi con il tecnico del suono Valter Patergnani[4], presso gli studi Fonorama (di proprietà di Carlo Alberto Rossi), con il tecnico del suono Mario Carulli e Fonit-Cetra, con il tecnico del suono Plinio Chiesa.

Il 20 novembre 2009 è uscita un'edizione a tiratura limitata in vinile colorato oro (Sony RCA LP 88697615151).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso i Vangeli apocrifi, scelti come traccia da seguire per elaborare la trama del disco, emerge la vocazione umana e terrena, quindi provocatoria e rivoluzionaria della figura storica di Gesù di Nazareth, già narrata in Si chiamava Gesù. In questo album la figura di Cristo è narrata attaraverso quella dei personaggi che hanno a che fare con lui e la sua storia, mentre appare direttamente come protagonista solo nella canzone Via della Croce.

La narrazione, introdotta da un Laudate Dominum, inizia raccontando L'infanzia di Maria: la piccola Maria vive un'infanzia terribile segregata nel tempio ("dicono fosse un angelo a raccontarti le ore, a misurarti il tempo fra cibo e Signore"); l'impurità delle prime mestruazioni ("ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, la tua verginità che si tingeva di rosso") provocò il suo allontanamento e la scelta forzata di uno sposo; il matrimonio avviene con un uomo buono ma vecchio, il falegname Giuseppe ("la diedero in sposa a dita troppo secche per chiudersi su una rosa") che la sposa per dovere e la deve poi lasciare per quattro anni per lavoro.

Ne Il ritorno di Giuseppe si può cogliere la fatica della vita di Giuseppe; nel suo ritorno a casa porta una bambola per Maria, e la trova implorante affetto e attenzione. Il sogno di Maria riporta la scena nel tempio. In un sogno l'angelo che usava farle visita la porta in volo lontano "là dove il giorno si perde"; lì le dà la notizia della futura nascita di un bimbo; il testo allude ad un concepimento più terreno di quello raccontato dai vangeli canonici. Al risveglio Maria capisce di essere incinta ("parole confuse nella mia mente, svanite in un sogno ma impresse nel ventre") e si scioglie in pianto.

La maternità inaspettata ("ave alle donne come te Maria, femmine un giorno e poi madri per sempre"), si esprime in Ave Maria, un omaggio alla donna nel momento del concepimento.

Dalla letizia che traspare in Ave Maria il passaggio a Maria nella bottega d'un falegname è drastico: il ritmo dato dalla pialla e dal martello scandiscono il dolore straziante del falegname che costruisce la croce ("tre croci, due per chi disertò per rubare, la più grande per chi guerra insegnò a disertare") con la quale il figlio di Maria ed i due ladroni verranno crocifissi.

Via della croce è una delle canzoni in cui De André lascia trasparire i suoi pensieri e i suoi sentimenti anarchici: "il potere vestito d'umana sembianza ormai ti considera morto abbastanza". Infine, sotto la croce stessa: "non fossi stato figlio di Dio t'avrei ancora per figlio mio" dice la madre al figlio. Questo aspetto è completamente trascurato dai Vangeli canonici.

Non appena i tre condannati vengono crocifissi, le loro rispettive Tre Madri stanno adagiate sotto le croci per confortarli. Le due donne dicono a Maria che non ha alcuna ragione di piangere così "forte", dal momento che sa che suo figlio, al contrario dei loro, "alla vita, nel terzo giorno, [...] farà ritorno". La canzone si conclude con le parole di Maria che spiegano il motivo della sua tristezza: "non fossi stato figlio di Dio/t'avrei ancora per figlio mio".

Ne Il testamento di Tito vengono invece elencati i dieci comandamenti, analizzati dall'inedito punto di vista di Tito, il ladrone pentito crocifisso accanto a Gesù; i nomi dei ladroni variano da vangelo a vangelo (Dimaco/Gesta Tito/Disma): Tito è il ladrone buono nel vangelo arabo dell'infanzia (l'altro è chiamato Dimaco). Per quanto riguarda la musica, la prima strofa incomincia semplicemente con la voce ed un leggero accompagnamento con la chitarra, crescendo sempre più in strumenti e accompagnamenti fino all'ultima strofa.

L'opera termina con una sorta di canto liturgico (Laudate hominem) che incita a lodare l'uomo, e non in quanto figlio di un dio, ma in quanto figlio di un altro uomo, quindi fratello.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A

Testi di Fabrizio De André, a cura di Roberto Dané[5], musiche di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi, con arrangiamenti di Gian Piero Reverberi[6], tranne ove diversamente indicato[7].

  1. Laudate Dominum – 0:21
  2. L'infanzia di Maria – 5:01
  3. Il ritorno di Giuseppe – 4:07
  4. Il sogno di Maria – 4:07
  5. Ave Maria – 1:53
Lato B
  1. Maria nella bottega d'un falegname – 3:14
  2. Via della Croce – 4:33
  3. Tre madri – 2:55
  4. Il testamento di Tito – 5:51 (Fabrizio De André e Corrado Castellari[8])
  5. Laudate hominem – 3:20

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabrizio De André: voce

Inoltre hanno partecipato come turnisti Angelo Branduardi al violino e Maurizio Fabrizio alla chitarra classica, allora entrambi sconosciuti.[10]

Interpretazioni successive[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle canzoni di quest'album sono state reincise da altri artisti:

Interpretazioni teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • Da quest'album, nel 2000, sono stati tratti uno spettacolo teatrale con Claudio Bisio e Lina Sastri e un libro che ne analizza genesi, aspetti peculiari e il rapporto che esiste tra i vangeli apocrifi e le leggende popolari: Fabrizio De André e la Buona Novella: Vangeli Apocrifi e leggende popolari, Monica Andrisani, Firenze Libri 2002.
  • Nel 2003 il gruppo teatrale e corale Le Nuvole Ensemble e il cantautore Mimmo de' Tullio hanno portato in scena lo spettacolo "La buona novella - Storia di una donna", basato sull'opera di De André. Lo spettacolo è stato rivisitato nel 2008 con l'intervento di Maurizio Verna e Michele Ascolese, riuscendo a ricreare un'atmosfera di notevole suggestione, sia per le sonorità scelte dai due chitarristi, autori anche delle musiche originali di scena, sia per la voce di de Tullio, particolarmente simile a quella dello scomparso cantautore genovese. La bella drammaturgia è stata scritta da Paolo Ghezzi già dierttore dell'Adige di Trento e autore del best Seller Il Vangelo secondo De Andrè.
  • L'album di De André ha ispirato molti artisti, fra cui uno dei fondatori dell'Associazione Culturale Teatro dei Pazzi Giovanni Giusto che nel 2003, nello stile del Teatro Canzone, ha ideato lo spettacolo musicale di narrazione Racconto Per Un Cristiano Comune, ricco di notizie storiche e di curiosi aneddoti, commentato appunto dalle canzoni de la Buona Novella, eseguite da un quartetto musicale - pianoforte, violoncello, chitarra, percussioni - ed interpretate da una raffinata voce femminile. È la predica di un cristiano stanco di sentire prediche, è la sfida di un teatrante invidioso del pubblico del prete, è un apostolo moderno che parla e parla di quel Dio che per entrare nella storia dell’Uomo ne ha condiviso prima insieme una trentina d’anni. Dopo vent’anni di musica e teatro Giovanni Giusto sa che nessuna storia, nemmeno la più fantastica, ha la forza della storia di Gesù: il mistero della nascita, la predicazione, i miracoli, le invidie, il processo, la condanna a morte, la resurrezione.Voglio raccontare quello che sembra concesso solo ai sacerdoti, a modo mio, un racconto per un cristiano comune e per chi vuole ascoltare senza credere. Lo faccio convinto che non c’è artista senza percorso sperimentale così come non c’è uomo senza ricerca spirituale.
  • Dall'album è stato tratto un omonimo spettacolo teatrale, una lettura-concerto ideata da Elvio Rocchi e realizzata dalla compagnia Mille papaveri rossi. Lo spettacolo, per quartetto e voce recitante, ha debuttato nel dicembre 2005 al festival Sonarìa, che si tiene ogni anno a Crispiano.
  • Dall'album è stato tratto un concerto per coro (Coro Polifonico del Balzo) e orchestra (Orchestra Sinfonica del Conservatorio Musicale Vincenzo Bellini di Palermo), diretta dal maestro Vincenzo Pillitteri e voci recitanti di Edoardo De Angelis e di Luciano Roman, arrangiamenti Salvatore Collura, ideato e realizzato dalla compagnia Coro Polifonico del Balzo, regia di Vincenzo Gannuscio e Rosalia Pizzitola.
  • Nel 2010, la Premiata Forneria Marconi ha realizzato una versione rock dell'opera, intitolata "A.D.2010 - La Buona Novella". I due membri storici della formazione, Franco Mussida e Franz Di Cioccio, facevano parte de I Quelli, cioè i musicisti che hanno preso parte all'incisione dell'opera originale. Questa nuova versione è stata portata in tour.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Riccardo Bertoncelli, Intervista a Roberto Dané, pag. 85 in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 1ª ed., Giunti, 2003, ISBN 978-88-09-02853-1.
  2. ^ Intervista effettuata da Riccardo Bertoncelli contenuta in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 2003, editore Giunti, pag. 85, ISBN 978-88-09-02853-1
  3. ^ Enrico Deregibus, Traccia biografica, pubblicata in Riccardo Bertoncelli (a cura di), Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 2003, editore Giunti, pag. 52, ISBN 978-88-09-02853-1
  4. ^ Erroneamente il suo nome viene riportato in copertina come Walter Patergnani
  5. ^ Riccardo Bertoncelli, Intervista a Roberto Dané, pag. 85 in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 1ª ed., Giunti, 2003, ISBN 978-88-09-02853-1.
  6. ^ Riccardo Bertoncelli, Intervista a Gian Piero Reverberi, pag. 71 in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 1ª ed., Giunti, 2003, ISBN 978-88-09-02853-1.
  7. ^ All'epoca la SIAE permetteva che l'etichetta riportasse crediti differenti rispetto al deposito originale.
  8. ^ Come riportato dal deposito Siae del brano, anche se nell'etichetta il nome non è riportato, e nella busta interna vi sono soltanto i ringraziamenti verso di lui da parte di De André
  9. ^ Riccardo Bertoncelli, Intervista a Mauro Pagani, pag. 123 in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 1ª ed., Giunti, 2003, ISBN 978-88-09-02853-1.
  10. ^ Stando a recenti dichiarazioni degli interessati.
  11. ^ http://www.perturbazione.com/la-buona-novella-di-fabrizio-de-andre-reinterpretato-dai-perturbazione/; Tre madri live ; Ave Maria live

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